CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / QUALCOSA RIMANE TRA LE PAGINE CHIARE E LE PAGINE SCURE…

gianni barone(Gianni Barone) – Cosa rimane dopo le prime tre giornate oltre all’unico punto conquistato e all’ultimo posto in classifica al pari di Bologna, Chievo, Frosinone? Qualcosa rimane in termini di entusiasmo per aver messo in difficoltà la JUVE, pur avendo perso. Rimane la consapevolezza che la squadra qualcosa di buono, soprattutto nell’ultima gara, è stata in grado di proporlo sul campo a livello di determinazione, grinta e capacità di interpretare con il piglio giusto contro un avversario decisamente superiore, ma non imbattibile. Rimane l’orgoglio di non aver sfigurato al cospetto del più grande (così dicono) giocatore del mondo, e rimane la voglia di riprendersi ciò che in questo avvio non si è raccolto, in termini di punti e di classifica, e di riprendere con le stesse motivazioni espresse le prestazioni anche contro avversari meno quotati, ma sicuramente agguerriti. Dei complimenti, per la verità pochi, a livello nazionale, raccolti, e tanti a livello locale, la squadra se ne potrà fare ben poco, in quanto era già scritto, che nonostante gli sforzi, l’impegno, il risultato, pareva scontato già in partenza. Quindi cosa rimane oltre al fatto che qualcuno non ha gradito la sostituzione di Gervinho, ampiamente motivata dal tecnico e dalla stampa locale, come un tentativo di preservare e conservare ciò, che l’ivoriano, avrà modo di esprimere in parma juve gervinhofuturo. Ciò che rimane in fondo sono anche gli echi e i voti che i vari inviati hanno espresso sulle prestazioni dei crociati. A dire la verità molto contrastanti, tra loro, se si valuta sempre il discorso nazionale con il discorso locale, tutti assolti, nel nostro ambito, molte bocciature ad opera del gotha del giornalismo, presente l’altra sera al TARDINI. Ma non entriamo nei particolari, quello lo faremo, semmai, nella rassegna ragionata – format brevettato da StadioTardini.it  fra qualche giorno. Forse. Nel calcio delle motivazioni ciò che preme voler e saper esprimere e che partendo dalle parole della vigilia dei tecnici, ALLEGRI alle prese con la querelle del gioco e non gioco, che lui dice, ad arte, di non saper comprendere, e da parte di D’AVERSA, che sempre ad arte, continua ad essere restio a dare importanza al discorso di natura tattica, ci troviamo dopo i novanta minuti contro i bianconeri a constatare che entrambi, ad arte, restano fissati sulle loro posizioni iniziali. E cioè Allegri vince senza giocare benissimo, e senza incantare, checché qualcuno ne possa IMG-20180902-WA0019dire o ridire, e D’ Aversa, nella gara in cui cade in piedi, senza critiche nei suoi confronti e nei confronti della sua squadra, continua a non cambiare assetto tattico, neanche quando sotto di un gol, toglie prima Gervinho (cambio programmato, si dirà, ma si fa?) e poi Di Gaudio, per far entrare giocatori dalle caratteristiche differenti rispetto agli uscenti, senza cambiare assetto, senza cambiare sistema di gioco. Perché diciamocelo, né Da Cruz, bocciatissimo dalla stampa locale, né Ceravolo, sono attaccanti esterni, quindi il loro impiego, anche per dare una svolta, presupponeva un cambio, come erroneamente sostengono molti, come minimo di sistema di gioco. Si poteva affiancare Ceravolo al centro, al positivo Inglese, per dar fastidio all’incerto Bonucci e al sempre ruvido, ma ancora efficace Chiellini,  e per smuovere le acque, invece si è preferito lasciarlo defilato sulla sinistra per contrastare ed essere contrastato (duramente al limite del rosso non sanzionato dal governativo Doveri) da Cuadrado. Stessa cosa per Da Cruz, che sembra più un trequartista che non una punta – schierato largo sulla zona di Alex Sandro, fin a quel momento molto in difficoltà, difensivamente, contro Gervinho – è parso un pesce fuori dall’acqua. Quindi siamo di fronte, nel allegri e sacchimomento, in cui si celebra il Sarrismo, come una volta si celebrava il Sacchismo e lo Zemanismo, e successivamente il tiki taka spagnolo, al solito discorso sulla flessibilità e sull’interpretazione dei sistemi di gioco nel calcio. Da una parte chi sostiene ed attua cambi di sistema continui per ottenere profitto dalle sostituzioni (vedi ALLEGRI e non solo) e cambiare il corso delle partite e chi (vedi D’AVERSA e non solo), si ostina ( i può dire?), a non cambiare mai sistema, nel corso della gara e non solo, pur in presenza di cambi con giocatori dalle caratteristiche non simili. Punti di vista, opposti, rispettabili, condivisibili, e non, entrambi, anche perché come banalmente, tutti noi ripetiamo e approviamo, che non esistono, nel calcio, ricette, moduli, sistemi, strategie, tattiche e magie vincenti a priori.  Il calcio è imprevedibile e discutibile, e in quanto tale lascia spazio ad ogni tipo di ragionamento, di convinzione, al punto che tutti hanno ragione e tutti hanno torto. E allora ronaldo gobbicosa stiamo qui a scrivere, mi si potrebbe rimproverare, di queste cose? Sempre meglio che parlare sempre e solo di Ronaldo (OLR), che poverino non riesce a segnare, che doveva cambiare il mondo e modo di intendere del nostro calcio, e forse lo farà, io spero di no, sempre meglio che parlare, in un sport collettivo, sempre e solo dei singoli, di alto lignaggio e di alta caratura, dimenticando ciò che i Barillà e i Gobbi (inteso come giocatore del Parma, non come l’insieme degli juventini) riescono a dare, con l’impegno e l’abnegazione, allo sviluppo del gioco delle propria formazione. Quindi sembra fuori luogo parlare di crisi di un campione che scende al Tardini, con tante aspettative, e con tanto clamore, e poi pur meritandosi un 3 in pagella come Damiani nel secolo scorso, solo perché si chiama Cristiano Ronaldo e non Gianvito Plasmati o Vito Chimenti, strappa dei 5 o 5,5, totalmente immeritati. Parlare male di un campioscala numero diezne, che attualmente, arranca e stenta, è molto rischioso, perché se poi, come tutti sperano e sostengono, questo segna 20, 30 gol, financo 40 gol come vaticina Scala, si rischia di perdere la faccia e la reputazione. Ma chi se ne frega: ha giocato male ? Ditelo chiaramente e attribuite, liberamente, il voto che merita senza paure e senza ipocrisie e non scagliatevi sul povero Da CRUZ (o chi per lui), schierato fuori ruolo, che non c’entra niente. Prima o poi arriverà, la sciagura e il disastro, del primo gol italiano del campione portoghese, e allora tutti insieme a gioire e a celebrare, per il momento diamo i giusti meriti a chi sta facendo bene e meglio dell’acclamato fenomeno. E in tutti questi discorsi lontani dal nostro obiettivo, qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure, di questo primo PARMA, senza confondere alibi e ragioni, come recitava De Gregori nella sua ermetica Rimmel. O no? Rimane il Gervinho (tanto per non parlare dei singoli) versione Garrincha che fa a fette la difesa della Juve e porge un pallone d’oro a Di Gaudio anticipato da Cuadrado, rimane la traversa di Stulac, a testimonianza dell’abilità balistica di questo sconosciuto centrocampista che potrebbe venire utile in futuro, rimane la grinta di Barillà, che strappa con furore la palla dai piedi di Ronaldo e di Dybala lanciati a rete, rimane il mestiere di majo e barone parma juventusGobbi che nel controllare il suo avversario ci fa dire “Bernardeschi, da l’impressione di marcarsi da solo” rimane la calma e l’essenzialità di Alves, rimane la grande abilità di Inglese di lottare, con successo, sui palloni alti, per far salire la squadra, anche al cospetto di due difensori da nazionale. Forse rimane, oltre all’immarcescibile 4-3-3, che speriamo qualche volta venga anche sostituito, qualcosa che ancora mi sfugge e ci sfugge e che cercheremo di afferrare più avanti quando ci sarà permesso di farlo. Per una notte, intanto, nella mia personale pagella, nei discorsi post partita con l’amico Majo, ho rispolverato il 3 che diedi radiofonicamente, anni 80, ad Oscar DAMIANI, allora attaccante, a fine carriera, svernatore dalle nostre parti, non vi dico a chi l’ho appioppato, ve lo lascio solo immaginare…. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

20 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / QUALCOSA RIMANE TRA LE PAGINE CHIARE E LE PAGINE SCURE…

  • 4 Settembre 2018 in 10:06
    Permalink

    Beh io sono incantato da GERVINHO

  • 4 Settembre 2018 in 10:16
    Permalink

    Da cruz piu che altro bisogna capire che ruolo sia, a me piu che un trequartista sembra belfodil, alcune qualità decisamente sopra la media ma concetti di gioco zero meno
    cr7 possono anche essere stati generosi coi voti ma solo con quelli, le difficoltà attuali del portoghese, che sono innegabili, sono la gioia dei rosiconi doc che riescono a costruirci castelli di banalità e stupidate

    • 4 Settembre 2018 in 11:42
      Permalink

      Anche a me Da Cruz ricorda tanto belfodil. Speriamo arrivi ai livelli di Belfodil a Parma, sarebbe un bel colpo per noi, anche se non la vedo una cosa a breve termine.

      Mentre per quelli che continuano a criticare il preparatore, bisognerebbe essere un po’ più razionali e valutarlo più avanti.
      Soprattutto perchè se si guarda in dettaglio, poi magari c’entra anche poco, come nel caso di Grassi che è fuori per una contusione.

      • 4 Settembre 2018 in 13:34
        Permalink

        a gnenta l’ha fat nov gol in sinquantasez partidi ,una media da barilla’

        • 4 Settembre 2018 in 13:53
          Permalink

          Se ti riferisci a Da Cruz, ti rispondo che i giocatori possono anche migliorare.
          Come dice Gabriele, secondo me, ha delle buone qualità di dribbling e corsa, però è troppo confuso.
          Sotto porta è anche difficile da giudicare visto che gioca sempre come esterno.

          Questo non vuol dire che sarà il nuovo ronaldo, ma che ha potenzialità, anche se non espresse per ora.

          • 5 Settembre 2018 in 11:17
            Permalink

            no mi riferivo a belfodil quello da doppia cifra (cit) ha fatto un carrierone ,se da cruz ti ricorda belfodil a stema fresc

          • 5 Settembre 2018 in 13:57
            Permalink

            Beh dai Belfodil a Parma era un bel giocatore, poi si è perso via.
            Da noi ha fatto 33 presenze e 9 gol che non mi sembra malissimo.

          • 5 Settembre 2018 in 14:54
            Permalink

            veramente mi risultano 56

          • 5 Settembre 2018 in 16:01
            Permalink

            Si in totale hai ragione tu, non mi ricordavo che era ritornato.

            Io, comunque, mi riferivo alla stagione prima di andare all’inter. Dopo essere andato all’inter era un fantasma in campo.

      • 4 Settembre 2018 in 15:15
        Permalink

        DavideO, io critico il preparatore atletico e continuerò a farlo perché fisicamente ognuno no di noi è diverso.
        Se io per essere in condizione devo fare tanto per farti un esempio, 100 giri di campo, uno facendone solo dieci può già essere in condizione e 90 giri possono essere nefasti per lui e viceversa.
        Siamo la squadra tra A è B con più infortunati, idem l’anno scorso per cui o il preparatore atletico è scarso oppure deve andarsi a far benedire dal Vescovo in quanto ha il malocchio

        • 4 Settembre 2018 in 15:24
          Permalink

          Velenoso, esauriti i bonus per “sputtanare” il preparatore atletico. Adesso basta. Al prossimo riferimento al preparatore atletico scatta una squalifica di un anno.

          Il Tuo pensiero lo hai esposto. Non serve reiterare.

          • 5 Settembre 2018 in 11:20
            Permalink

            non ti agitare troppo Majo ,non vorrei ti venisse un risentimento muscolare al quadricipite femorale essendo tu scrivente da Alcatraz http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

        • 4 Settembre 2018 in 16:01
          Permalink

          Sull’anno scorso sono d’accordissimo con te, però se non sono stupidi (cosa che non credo) avranno cambiato qualcosa nella preparazione.
          Abbiamo diversi infortunati da traumi, su cui il preparatore, a mio modesto parere, non può fare tanto.

          Se poi a metà campionato avremo lo stesso andazzo, allora sì che ti potrò dare ragione.

  • 4 Settembre 2018 in 10:20
    Permalink

    Io penso che in PARMA CAGLIARI la squadra farà vedere se è quella di Ferrara o quella che ha giocato contro la Juventus.
    Facile giocare contro la squadra che vince scudetti a raffica e tra le più forti d’Europa o contro l’Inter o il Napoli dove non hai pressioni in quanto la sconfitta è ampiamente preventivata.
    Diversa la partita con il Cagliari dove le pressioni saranno enormi e in cui si dovrà ASSOLUTAMENTE VINCERE senza. “se” e senza “ma”
    In quella partita vedremo il vero Parma.
    Occhio perché il Cagliari ha vinto a Bergamo meritando la vittoria
    Se saremo quelli di Ferrara RETROCESSIONE SICURA.
    Se saremo ANCHE CON LE PICCOLE o presunte tali quelli che hanno giocato alla pari con la Juventus SALVEZZA SICURA.
    COL CAGLIARI IL PARMA GETTERÀ LA MASCHERA.
    e……speriamo che GERVINHO non si faccia mai male.
    Preparatore atletico stai alla larga da lui……

    • 4 Settembre 2018 in 16:17
      Permalink

      L’unico problema è che il CAGLIARI non giocherà aperto come la Juve: faranno difesa ben coperta con la davanti Pavoletti
      ( attenzione perchè se gli arriva mezzo pallone, di testa è un ariete pazzesco ) …supportato da Ionita e Sau, due peperini contropiedisti …nel complesso una buona squadra con giocatori esperti che conoscono la categoria …

      e noi avremo il nostro da trobolare …
      moro

  • 4 Settembre 2018 in 14:04
    Permalink

    Da Cruz è una seconda punta/prima punta da 4-4-2. Non può giocare in fascia o isolato da solo in attacco.

    • 4 Settembre 2018 in 15:58
      Permalink

      Probabilmente può anche giocare nel 4-3-3 di D’aversa, però lo vedrei più in una posizione come Siligardi, quindi più stretto e in un ruolo più simile alla seconda punta.
      Perchè anche Siligardi quando l’anno scorso è stato messo a fare quello che faceva Insigne, aveva la stessa efficacia in campo che avrei avuto io.

      Poi sono d’accordo che forse in un altro modulo potrebbe rendere di più, ma non credo sia una possibilità 🙂

    • 4 Settembre 2018 in 16:01
      Permalink

      Sono perfettamente d’accordo, il ragazzo i numeri li ha, sarebbe sufficiente utilizzarlo al meglio nel suo ruolo, cosa che D’Aversa non ha mai fatto, probabilmente dovrà essere disciplinato tatticamente e caratterialmente, farlo entrare e giocare fuori ruolo, si fanno solo danni, al giocatore e di conseguenza alla società, di cui è patrimonio

  • 4 Settembre 2018 in 16:37
    Permalink

    non è il discorso di seconda punta, al suga par so cont, non ha la minima idea di cosa voglia dire interpretare un ruolo e giocare insieme a dei compagni. Giocare esterno non sarà la sua posizione preferita (ha comunque le caratteristiche per farlo) ma se uno ti mette largo ti ripete di star largo e tu ti accentri di continuo significa non capire niente (calcisticamente)
    Poi cosa vuol dire è una seconda punta? ha 21 anni non ha fatto niente e non è nessuno dovrebbe mettersi a disposizione e imparare piu cose possibili
    Qui salta sempre fuori qualcuno rovinato da d’aversa (tipo scaglia che poi ha fatto panchina a foggia e ora è un lega pro a catania) ma guardate com’era barilla quando è arrivato al parma e com’è ora dopo essersi allenato seriamente un anno con d’aversa

    • 4 Settembre 2018 in 19:13
      Permalink

      Barrilá é nostro Corapi con piú legna,,,,
      digno calciatore,,,, in centro campo con fame e gol,,
      Lavora e fatiga per il scudo di Parma Calcio..
      Forza Parma

I commenti sono chiusi.

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