CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / EVVIVA IL CATENACCIO E LE OCHE DELLA MORACE

gianni barone(Gianni Barone) – Ci tocca ripetere il solito ritornello quando ci si trova di fronte a risultati come quello di domenica contro l’ammirato (da tutti gli esteti del calcio) Empoli: il calcio bailado del possesso di palla, propositivo finché si vuole, soccombe al cospetto, dell’ umile, ruvido, semplice e vituperato, calcio di rimessa, contropiede, per carità non pronunciamo, per ovvi motivi, il termine catenaccio, indigeribile per molti, troppi!, allenatori moderni. Anche se la rivalutazione del “calcio verticale”, oggetto di un Cattivo Cittadino pubblicato da StadioTardini martedì 25 Settembre 2018, arriva ora persino sulle pagine della Gazzetta di Parma, a firma di Paolo Grossi e pure sul Corriere dello Sport-Stadio con la penna di Furio Zara, passato all’esame di stato da Giornalista Professionista nella stessa sessione del nostro Majo. Insomma: ora che si vince, e pazienza se con la rivisitazione post-moderna del Cul di Sac – d’altronde come sa bene Mauro Barigazzi, “nel calcio ci vuole oc, pasiensa e bus dal cul” – vi va bene anche il catenaccio e senza turarsi troppo il possente naso, anche se fino calcio verticalea ieri predicavate il vangelo del bel gioco… (che chissà mai poi cos’è…). Oggi Grossi, oltre a ricorrere all’espressione “calcio verticale” scrive sulla Gazzetta quello che Majo anni fa – quando Guidolin anziché essere l’idolo delle folle era dalle medesime visto male in ossequio al pensiero leonardiano – predicava su queste gloriose colonne: e cioè cosa c’è di più spettacolare di una veloce ripartenza in contropiede? Avanti, c’è posto sul bus… No, tranquilli, non quello di Rocco… O forse sì… Comunque,  se ben guardiamo il calcio speculativo, molti a parole e nei fatti lo abiurano, il Parma invece con questo tipo di mentalità ha costruito il suo brillante cammino, invidiato un po’ da tutti, inaspettato, impronosticabile, che gli permette di preparare con autostima e serenità i prossimi impegni, al netto degli infortuni che continuano ad essere una prerogativa scomoda di questa squadra, di cui se ne farebbe volentieri a meno. O forse anche no, dal momento che D’Aversa ottiene il massimo dai suoi quando è in emergenza e cogli uomini contati e coi reparti falcidiati, piuttosto che quando ha tutti abili e arruolati. Senza leggere ulteriori commenti, oltre a quelli locali, scopriamo, si fa per dire, che gente come Barillà, Gagliolo, Siligardi, gioca meglio in A che non in B, e che l’arrivo dei vari Gobbi, Rigoni, considerati sino a poche settimane fa da molti, un po’ bolliti, più elegantemente, sul viale del tramonto, si stanno rivelando più che mai azzeccati. E non parliamo di Inglese, e soprattutto di Gervinho, considerato dal commentatore tecnico di Sky, Luca Marchegiani, vitale, estremamente vitale per il gioco, per le prestazioni e per il risultati di tuta la squadra, come la sconfitta arrendevole contro il NAPOLI ci insegnato (docet).

sepe parma empoliE che dire di Sepe (nel video sopra mentre si oppone a Lagumina salvando il risultato all’ultimo sospiro) che tutti dicevano, non ha mai giocato, cosa potrà fare qui noi, invece la sue uscite le sue parate, qualcuno direbbe anche il suo fondoschiena sui pali colpiti dai toscani, si stanno rivelando utilissimi. E della crescita in termini di personalità e presenza sul campo di Stulac, ne vogliamo parlare? Anche per lui vale il discorso fatto in precedenza: si sta affermando, da esordiente, nella massima serie, con un semplicità incredibile, ogni settimana deve marcare il giocatore più fantasioso avversario, e lo fa nel migliore modi, togliendoli spazio e tempo, e poi riesce a far ripartire con qualità la squadra in occasione dei gol, o delle azioni più importanti. Esiste poi il discorso relativo alla difesa, NAPOLI a parte ovviamente, insuperabile, con Alves che svetta su tutti e la palle alte le fa, quasi, tutte sue, Gagliolo, puntuale, attento, grintoso, e difficile da aggirare. Secondo Grossi, MaPARMA EMPOLI UNDICI CROCIATOncini domenica sera era qui per lui… Si tratta proprio di un Parma, completo e perfetto sul piano del pragmatismo e della solidità e dell’identità tattica, che soffre, sbuffa, sburla, e non  cade o per lo meno lo fa difficilmente. I teorici dell’approccio e dell’interpretazione ora parlano di mentalità, positiva e a tratti, finora, vincente, con meriti che il tecnico vuole sempre dividere con i suoi calciatori e la loro disponibilità alla lotta, al sacrificio e alla perfetta adattabilità alle varie situazioni di gioco e non solo. Un PARMA sin qui, riepilogando, sorprendente, e perfetto nella sua semplicità di gioco, niente ricami e palleggi inutili, è la squadra che difende più bassa, hanno sentenziato, all’unisono, i talent esperti di Sky, del salotto club di gervinho d'aversaFabio CARESSA, i vari Bergomi, Costacurta, MARCHEGIANI, non hanno avuto dubbi in proposito, la squadra di D’AVERSA, non alza mai la linea difensiva, non rischia, non si espone con i palloni lanciati alle spalle dei difensori che tendono a non farsi mai scavalcare, al contrario di altre squadre, ritenute non grandi, che lo fanno. Merito di che cosa? Allora, non della tattica, si vorrebbe far credere, ma ancora una volta della mentalità, che poi alla fine di cosa si tratterebbe in termini estremamente pratici? Nel saper non disperdere quella che è, ed è stato, il patrimonio genetico, del nostro calcio, soppiantato, per mode ricorrenti, nel momento del trapasso tra il calcio a uomo, e il calcio a zona, quando vi era stato, in questo caso si che azzeccato il termine, lo storico cambio di modulo con il passaggio tra il modo di agire di rimessa e il modo di giocare con il famigerato possesso palla, che era ed è considerato da molti, il modo migliore e più elegante di difendersi, privando l’avversario della possibilità di essere pericoloso, perché non provvisto, per molto tempo, del pallone, appunto. Sono sfumature che non emergono, nelle discussioni dei salotti locali, e non solo, perché è tutto un esaltare e criticare, senza accorgersene, i singoli e le loro prestazioni. La Juve è forte perché ha Ronaldo, le altre lo sono meno perché non lo hanno, il Parma ha Gervinho, che molti alla vigilia definivano già cotto e non mangiato, ed è quindi un gradino più carolina moracein alto rispetto alle altre che lottano per la salvezza, tutto ridotto ad un discorso semplicistico sulle capacità individuali dei vari calciatori, e non su discorso più organico, legato al collettivo e alla capacità di esprimersi al meglio attraverso la tattica di squadra. Siccome è molto di moda il calcio femminile (i quattro Under 15 del Parma che han partecipato alla Selezione Nord della Nazionale di categoria hanno avuto come CT un’altra icona, Patrizia Panico, che ora, appunto, alleva giovani calciatori maschi), mi piace ricordare quello che ha fatto Carolina Morace, attuale tecnico del Milan Femminile, l’ex opinionista di Tele Montecarlo, come video motivazionale prima della gara, ha mostrato un filmato sulle oche, e qui per favore non facciamo della facile ironia, le quali oche hanno dimostrato di andare, in volo, molto più forte in gruppo che non singolaroche selvatiche in volomente, e con questa differenza ha dimostrato alle sue calciatrici, che se si vuole andare lontano bisogna pensare e agire da squadra e non solo individualmente. Purtroppo invece in tutte le telecronache ad alto volume e ad alto contenuto emotivo è tutto un esaltare le prodezze individuali e non gli assetti e gli equilibri tattici, tranne che in qualche rara eccezione, e non parliamo di talk, che ci fanno rimpiangere i vari Vianello, Ciotti, e localmente qualcuno che veniva definito, da qualche assistente di studio post moderno, troppo bulgaro perché intento a fissare la telecamera, mentre parlava, in tempi, lontanissimi solo di tattica. Ora non è più cosi, ai tifosi e agli sportivi, sempre molto preparati ed esigenti, ci si limita a parlare solo dei campioni, tralasciando tutto il resto, non c’è il minimo spazio, come si accennava nelle nostre edizioni precedenti, alle vite da mediano che popolano il nostro calcio. E’ sempre la solita storia, mister, è sempre molto difficile vincere, in questo momento, per chi è bello da vedere, contro chi si dimostra pratico e sparagnino proprio come sta dimostrando di essere il PARMA, con i suoi 10 punti in 7 partite, che gli permettono di avere alle spalle in classifica, più di 10 squadre. Che non sono assolutamente poche, e allora, urliamo, in silenzio, per non farci sentire troppo in giro: Viva Verdi, pardon il patriottismo, qui, non c’entra più… ma Viva il Catenaccio, sì, fin che si può… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / EVVIVA IL CATENACCIO E LE OCHE DELLA MORACE

  • 2 Ottobre 2018 in 19:49
    Permalink

    A me piace il calcio della Spagna o del fu Barcellona, però sono anche pragmatico da riconoscere che noi dobbiamo giocare all’italiana per salvarci.

  • 3 Ottobre 2018 in 10:39
    Permalink

    Diciamo che bisogna apportare la giusta strategia in base ai giocatori a disposizione.

    Se sei il Barcellona puoi giocare un calcio d’attacco con possesso palla avendo degli ottimi palleggiatori in ogni area del campo.

    Se sei il Parma, squadra che deve salvarsi, meglio ripiegare in difesa e mordere in attacco grazie a rapide azioni in contropiede sulle ripartenze.

    Su Sepe d’accordissimo con Barone, mi ha piacevolmente stupido e spero non si fermi qui la sua crescita come portiere. Complimenti in generale a Faggiano per aver fatto miracoli con un budget tutto sommato contenuto.

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