CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone – INZAGHI GLI HA RUBATO L’IDEA…

gianni barone(Gianni Barone) – Era nell’aria, prima o poi sarebbe dovuto accadere, non poteva durare così a lungo: così qualcuno avrà pensato dopo l’esito finale della gara vinta al Tardini, da una LAZIO, che come titolava il giornale locale, e come molti hanno articolato diffusamente, ha sconfitto il PARMA, sul proprio terreno, non quello fisico dell’ENNIO (come molti romantici amano definirlo), ma quello della pura mentalità calcistica, acquisita, nel corso delle ultime brillanti affermazioni in campionato, e cioè : il contropiede. Eh si, ironia della sorte, il PARMA, viene battuto, piegato, con una tipica azione di rimessa, in ripartenza, dopo aver battuto, non bene, un calcio piazzato, e dopo a non aver piazzato bene la squadra, con marcature o coperture adeguate. E questa è senza dubbio una notizia, dopo che tutti, compresa l’intellighentia giornalistica di prim’ordine, si erano convinti, della bontà della matrice italianista, assunta dal gioco della compagine allenata da Roberto D’AVERSA, ecco che arriva la doccia fredda, la mazzata: subire un gol in contropiede per chi ne INZAGHIaveva così tanto beneficiato, nel recente passato, brucia. Soprattutto in casa di chi aldilà delle etichette, più o meno scomode, più o meno gradite, aveva fatto del proprio atteggiamento, speculativo, una bandiera, e suona come una doppia sconfitta. Di certo, qualcuno nel segreto dello spogliatoio avrà pensato, e avrà sussurrato fra sé e sé “Ma Mister, ma non dovevamo essere noi quelli che dovevano stare abbottonati, che non dovevano concedere alcuno spazio, e che alla prima occasione, su un calcio piazzato loro, ripartire e colpire in velocità?”. Si dovevano essere, loro a farlo, però, qualcuno, per dirla alla Petisso Pesaola, ha rubato l’idea a D’Aversa, ed ha colpito con freddezza e precisione. Questo qualcuno ha un cognome e un nome: Inzaghi Simone, il più piccolo, ma non per questo inferiore e sprovveduto, della dinastia piacentina, prima di giocatori d’attacco, e ora di allenatori bravi anche nella fase difensiva, e soprattutto, nell’arte, non diciamo del catenaccio, per evitare roberto d'aversa parma laziomoti di protesta o contumelie, ma del puro gioco di rimessa, tanto caro ai nostri avi, e tanto inviso ai profeti del calcio attuale propositivo fino al midollo. Un Parma, che regge l’urto, che sa difendere e poi, d’improvviso si distrae e permette alla squadra del giovin Inzaghi di piazzare la botta vincente. Eravamo stati, ahinoi, buoni profeti, quando in sede di presentazione, avevamo affermato che Inzaghi, non era un presuntuoso, al pari dei suoi colleghi (scienziati) Andreazzoli (Empoli), Maran (Cagliari in ogni senso), Ballardini (Genoa), che avevano affrontato la gara coi Crociati, in modo tatticamente sbagliato, concedendo, spazi e tempi a go go, per la ripartenze di cui sopra. Il quale Inzaghi, ha badato bene, a non cadere nel tranello, ordito, dal suo giovane ed esordiente collega D’Aversa, restando fedele alla sua idea di non concedere nulla e, di converso, abile, di sfruttare, lele adanile debolezze altrui. Questo è il calcio signori, avere ideee (con tre e finali) direbbe il talent Sky (di sicuro il migliore) Lele Adani, che non vuol dire necessariamente, saper solo attaccare e basta: il calcio è capire e conoscere l’avversario, è aspettare, non essere ripetitivi, e sapere quando è l’ora di ripartire e colpire, il calcio è sapere fare i cambi giusti al momento giusto, ed è soprattutto capire che all’interno di una partita, vi sono due partite, una che dura settanta minuti, che è quella preparata, canonica, con equilibri tattici e non solo, ed una che dura venti minuti, più recupero in cui può succedere di tutto, a livello d’imprevedibilità, episodi, in cui le squadre sono stanche, l’energia e la lucidità vengono meno, e in cui occorre essere determinati e decisivi, proprio in ordine alle idee. Allora capita che chi fino a quel momento non ha sbagliato niente, commetta errori ed ingenuità, concedendo punizioni o peggio ancora rigori, capita che chi non si scopre mai, per un attimo lo fa, in maniera fatale, e capita che le partite vengono decise, nel finale, dove, anche l’entità dei minuti concessi, per, il recupero, risulta letale. Questo è il calcio, che nei salotti, non viene mai spiegato e descritto bene o a sufficienza, questo è quello che il campo ci fa comprendere, quando ci accostiamo ad esso, senza la presunzione di sapere, sempre, o in anticipo, come andrà a finire. BIABIANY PARMA LAZIOUna sconfitta che ci può stare, molto dipende da come ci si trova, a livello di freschezza mentale e fisica, nella seconda partita, all’interno dell’intera partita, e soprattutto l’importanza dei cambi risulta a volte esiziale, sempre che si abbia la possibilità di avere in panchina gli elementi giusti, che non vuol dire essenzialmente avere dei campioni, quelli a volte servono davvero e a volte servono fino a mezzogiorno, l’importante è avere un allenatore che intuisca, come e dove intervenire, e poi, io lo continuo a ribadire: l’allenatore dalla panchina deve parlare, ma deve saperlo fare nel migliore dei modi, perché c’è sempre qualcosa di positivo da trasmettere a chi sta in campo, e che nei minuti finali, scemando la lucidità, ha bisogno di consigli e di essere guidato, pilotato, talvolta, playstationizzato (concedetemi il termine inventato al momento). Gli mister pasquale catalano incontro stampa raduno primavera 30 07 2018allenatori, soprammobili, che non perdono mai la voce, che il politicamente corretto definisce e ritiene dei modelli di equilibrio e fair play, lasciamoli a casa: credo sia, sempre preferibile, proprio nei momenti cruciali dell’incontro, chi si sbraccia, chi si sgola, chi partecipa, a chi se ne sta con le mani conserte. Quando la partita prende certe pieghe è utile, ad ogni livello, che ci sia qualcuno da bordo campo, che suggerisca il comportamento e l’atteggiamento nei momenti più concitati, il più delle volte decisivi, che dica in poche parole qualcosa di utile che non sia solo tifo. Una cosa che non capirò mai, sono i cambi effettuati, nei minuti di recupero, per perdere tempo, da parte di chi sta vincendo, che in realtà servono solo ad allungare il recupero e nulla più oltre a fare entrare in campo un giocatore scontento, che ne avrebbe fatto volentieri a meno. Agervinho d'aversad ogni livello la figura dell’allenatore in campo, assume contorni diversi e, a volte contrastanti, quando non risulta essere utile alla squadra, con proteste e con nervosismi, eccessivi quanto inutili. La figura del tecnico catenacciaro o meno assume contorni particolari, non solo in fase di preparazione della partita, durante la settimana, quanto non lo sia quella di saper gestire, con raziocinio ed efficacia, i minuti e momenti finali. Di questo non si parla mai, e non si parlerà nemmeno, nei prossimi appuntamenti, in cui la parola contropiede o  le espressioni gioco all’italiana, divenute molto di moda, per il commento delle vittorie del PARMA, saranno soppiantate dalle invocazioni al ritorno in squadra di un Gervinho, più che mai indispensabile. Siamo certi che di qui fino al prossimo impegno non si parlerà d’altro. E intanto, nel tentativo, che le ingenuità, cosi definite dal tecnico del PARMA, siano metabolizzate, auguriamoci, che nessuno abbia appreso la lezione di Simone Inzaghi, cioè quella di copiarci (o meglio rubarci) l’idea, sarebbe oltremodo, pernicioso oltre che oltraggioso per chi  stava per lanciare, tra le righe, lo slogan “Catenacciari di tutto il mondo calcistico italiano, unitevi” e non date retta a c.t. o a ex c.t impallinati di fresco, che predicano un altro tipo di religione che, a conti fatti, mal si addice, alla nostra indole (catenacciara?)… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

21 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone – INZAGHI GLI HA RUBATO L’IDEA…

  • 23 Ottobre 2018 in 09:35
    Permalink

    Ho rivisto l’azione di INGLESE quando non ricordandosi che il calcio è un gioco di squadra INGLESE CHE NON È ASSOLUTAMENTE IN FORMA, non ha passato la palla a Di Gaudio LIBERISSIMO A 5 metri dalla porta completamente libera, con il portiere dalla parte opposta e buttando alle ortiche un gol che se fosse andato sui piedi di Di Gaudio l’avrebbe,sicuramente buttato dentro. Era meglio di un rigore.
    Anche un pensionato col bastone d’appoggio l’avrebbe fatto è Di Gaudio non è un pensionato.
    INGLESE ha giocato male a Napoli e ha fatto pena, idem con la Lazio Perché non lo facciamo riposare?
    E poi buttiamo dentro Gervinho PORCA MISERIA.
    Più si tiene in panchina e più dovrà fare minutaggio.
    D’Aversa ha troppe paure.
    ha sempre paura che si faccia male.
    È come,avere una Ferrari e tenerla in garage per paura che si possa avere un incidente……
    Dai D’Aversa, fai l’uomo.

  • 23 Ottobre 2018 in 09:42
    Permalink

    È vero che i cinesi mollano?

  • 23 Ottobre 2018 in 09:57
    Permalink

    E possibile avere una conferma se ad ora di pranzo di oggi è stata convocata una conferenza stampa per annunciare il ritorno del controllo del club in mano ai soci parmigiani?
    Sempre e solo forza Parma

    • 23 Ottobre 2018 in 10:18
      Permalink

      Confermo la conferenza stampa ma non posso anticiparne i contenuti

    • 23 Ottobre 2018 in 10:52
      Permalink

      A lei grazie del contributo ma francamente stando ai fatti riferiti sia qui che altrove non mi pare che “lizhang lascia” sia una gran ricostruzione

  • 23 Ottobre 2018 in 10:50
    Permalink

    Bravo, ci si è soffermati un po tutti sull’ingenuità di gagliolo (innegabile ma al tempo stesso scusabile) ma lei giustamente è andato oltre, l’errore nasce proprio dall’aver preso un contropiede evitabile.
    Dono invece meno in linea col suo pensiero sulla riflessione generale: ok inzaghi meno presuntuoso di altri (per me si tratta di un tecnico veramente bravo) però domenica il vero problema è stato la poca qualità/incisività davanti, troppo poco per segnare e fare risultato. inglese era sotto tono, siligardi non nella giornata migliore (continuo non loè mai stato) di gaudio.. lasciamo perdere.. oltre a non tenere mai piu di 60 minuti veramente poca roba
    Mi meraviglia infine che non abbia preso posizione sui cambi visto che sono entrati nel mirino di molti. a parere mio considerato che si era ancora sullo 0-0 ci stava dare l’occasione a chi è subentrato, anche per provare a contrattaccare oltre che difendere. purtroppo sia biabiany che ciciretti non hanno fatto bene

  • 23 Ottobre 2018 in 10:54
    Permalink

    Ora voglio proprio vedere cosa succede….

    O si apre il portafoglio….o si chiude la baracca…

    • 23 Ottobre 2018 in 11:22
      Permalink

      Se si paventa quanto anticipato dagli organi di stampa vuol dire che qualcuno ha aperto il portafoglio. E basta, per piacere, con queste continue intollerabili illazioni!

  • 23 Ottobre 2018 in 11:32
    Permalink

    Notizia stupenda!!!!!E ho avuto sempre ragione nei giusdizi sul pioccinese!

    • 23 Ottobre 2018 in 11:35
      Permalink

      Però basta dare dei piocioni ai pramzan, eh?
      Anche perché l’Upi non c’entra una benedetta mazza

  • 23 Ottobre 2018 in 11:51
    Permalink

    Adesso però Crespo che vada a fare le telecronache su DAZN, le partite a calcetto sulla muraglia cinese e si faccia gli affari suoi. Questi “regali” li porti alla Lazio, all’Inter o ad altre sue ex squadre.

    • 23 Ottobre 2018 in 12:08
      Permalink

      Non capisco perchè si debba dare giudizi a caso senza avere informazioni.
      Cosa ne sappiamo noi di come è andata o cosa succederà? (A meno che tu non abbia informazioni interne che noi non abbiamo)

      Magari hai ragione tu ed è un piocione il cinese e crespo ha fatto una stupidata a presentarlo. O magari il progetto è risultato impossibile a causa anche dei blocchi imposti dal governo cinese.
      E’ solo un’ipotesi senza fondamento la mia chiaramente.

  • 23 Ottobre 2018 in 12:06
    Permalink

    ALLELUIA ,e si che conosce i calciatori uno ad uno compresi quelli del granada del lifan e del tondela un centinaio ,mo chi el pico della mirandola ? http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 23 Ottobre 2018 in 12:07
    Permalink

    Direttore è stato molto ermetico in questo periodo ma le voci ci sono da molto tempo, i cinesi hanno disatteso gli accordi e non hanno mai inserito capitale fresco…. adesso lo stadio lo potremo fare davvero se diventerà presidente chi sappiamo….

    • 23 Ottobre 2018 in 13:22
      Permalink

      Patto riservatezza, avrebbe detto Taci, lo specialista della materia.

      Ma al di là dei vincoli che ho quale dipendente, anche da giornalista uno deve avere la coscienza di saper dare le notizie al momento giusto. Specie quando si tratta di situazioni delicate come questa. Anche certe intempestive uscite sui social, così come certe boffate agli amici sono oltremodo pericolose e rischiano di far saltare tutto.

  • 23 Ottobre 2018 in 12:48
    Permalink

    Direi che era una situazione palesemente insostenibile e pericolosa nel medio periodo. Adesso gli espertoni che criticavano chi diceva semplicemente le cose come stanno e voleva fare aprire gli occhi (gli stessi che criticavano chi crticava Minotti e i biologici) possono riaccomodarsi in panchina.

  • 23 Ottobre 2018 in 13:47
    Permalink

    Il cinese ha preso la squadra in C per due soldi, dopo di che non ha più mandato un borro bucato. Voleva speculare. I soci di minoranza hanno dovuto anticipare soldi di sua competenza e giustamente adesso va a fare con Cordon danni a Granada, in Partugal o dove vuole lui basta che se ne stia lontano dal Tardini.

  • 23 Ottobre 2018 in 13:49
    Permalink

    E sui così detti blocchi non mi risulta che Zhang sia milanese o francese ma i soldi li manda. Tutte balle quelle dei blocchi, balle che infatti sono state tirate fuori dal fantasma del Milan

    • 23 Ottobre 2018 in 18:45
      Permalink

      In Cina le decisioni circa gli investimenti all’estero nel settore sportivo vengono ormai prese al più alto livello politico. Non esistono fondi all’estero dai quali attingere….e sappiamo il perché, visto a cosa va incontro laggiù chi commette reati economici.
      I soldi l’ormai ex maggioranza li aveva, ma l’ostacolo è stato insormontabile.

  • 23 Ottobre 2018 in 23:24
    Permalink

    Per me la Lazio ci ha battuto solo perché più forte e perché noi eravamo senza attacco. La tattica c’entra poco.

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI