CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL PARMA ALL’ITALIANA E’ DA NAZIONALE

gianni barone(Gianni Barone) – La squadra con più italiani in campo di tutte (c’è chi ci ha messo 7 giornate ad accorgersene, altri ancora non ci sono arrivati, ma ci arriveranno… Noi? Noi siamo sempre in anticipo, alle volte di 20 anni, ma sempre almeno di 20 minuti…) la squadra che interpreta al meglio la tradizione del nostro calcio, quello che storicamente, ha dato i più grandi successi, non tanto a livello di club, quanto a livello di NAZIONALE, è stata capace – in piena emergenza, con i suoi più affermati titolari fuori – di compiere un’impresa collettiva, di squadra, appunto, proprio alla fine di una settimana in cui tutti i piangina (anche tra le nostra fila), l’avevano dichiarata, sconfitta in partenza. Morosky avrebbe accettato anche il gol di Piatek (ed è stato accontentato perché se l’è piato) pur di pareggiarla: chissà il climax alla vittoria! Ma non si parte mai battuti, contro nessuno e con qualsiasi emergenza: è il bello del calcio e proprio il Parma dei miracoli lo sta dimostrando in questo Campionato noioso per la lotta al vertice laddove tutto è già deciso. Un PARMA, d’altri tempi, quasi eroico, qualcuno ha genoa parma undici crociatoenfatizzato, un PARMA che ha saputo incassare, reagire e soffrire e tutto con le armi proprie di chi non ha presunzione o atteggiamenti snobistici di sorta nei confronti di avversario e partita. Un Parma forgiato sull’umiltà di chi ben capisce quali sono le proprie potenzialità e i propri limiti, un PARMA, che difende basso, un Parma che ha la minor percentuale di possesso palla, come sottolineano gli esperti della materia, i telearchivisti colti, e commentatori ex cavalli che si cimentano nel mestiere giornalistico, non sappiamo se in regola o in deroga alle normative, e che sfornano cifre, nomi e risultati a ripetizione. Un Parma, che difenderà pur basso, ma quando lo fa non cede di un millimetro, e regge l’urto anche di fronte ad attaccanti forti in area e non solo, un PARMA da lotta e battaglia, un classe operaia in paradiso baronePARMA – ora tutti titolano- operaio (che va con la sua classe in paradiso), ma la locandina del film di Volontè è sempre disponibile da noi e la prima volta, scusate l’autoreferenziale citazione risale addirittura al 12 Dicembre 2016, una settimana prima del Derby vinto a Reggio, quando capimmo le doti catenacciare daversiane, peraltro poi da lui stesso abiurate nel prosieguo, quando era stato contagiato dalla malattia propositiva; un PARMA che sa ripartire meglio di chiunque altro, un Parma, che ribadisce il concetto che il calcio è un sport di squadra per eccellenza e che non basta celebrare i campioni, perché gli stessi da soli, seppur sublimi ed infiniti, non bastano per ottenere i successi e le vittorie. Un PARMA che rende orgogliosi chi crede in questo tipo di calcio, che molti a parole, non vogliano abbracciare e non vorrebbero esaltare, un calcio fatto di fatica, muscoli, cativeria agonistica, realismo e a tratti cinismo, un calcio che non è accademia, che non è svolazzo, ronaldo ti menoche non è finezza fine a se stessa, che non è colpo di tacco, ma è concretezza. Un calcio non da campioni e non per campioni, ma un calcio che sa emozionare, che sa rendere tutto più semplice e più normale, ma è anche un calcio che sa coinvolgere, che fa dire, ce la possiamo giocare, contro tutto e contro tutti e che alla fine ce la possiamo fare. E’ un calcio di cui non bisogna vergognarsi, di cui bisogna essere fieri quando si è in grado di praticarlo al meglio, come sta dimostrando di saperlo fare il PARMA di D’Aversa, che suo malgrado, si trova alla vigila di ogni gara, con il fastidio di dover lottare contro le etichette che gli vengono attribuite cioè di difensivista che non fa gioco e che non dà gioco, etichette che si rivelano, poi, alla prova dei fatti, false, perché, e siamo al dilemma, che prima di lui ha afflitto (si fa per dire), un suo illustre collega, che guida la prima in classifica – (al quale lui dice di volersi ispirare così come Ancelotti, stando a quanto ha dichiarato ieri mattina a Radio Rai, In notturna, poi, era a TikiTaka, dove, anziché fargli sviscerare i segreti del Parma Operaio lo han fatto discettare di campioni, incluso Gervinho, di tecnologia, war o var, con l’occasione persa per spiegare che se vogliamo tornare grandi nel mondo anziché scimmiottare malamente altri modelli dovremmo orgogliosamente rialzare la nostra bandiera italiana e italianista) –  ancora imbattuta, che cosa s’intente per gioco e più in particolare per allegri e sacchibel gioco? Come detto su queste colonne, più volte, citando anche a ripetizione allenatori di ieri e di oggi, non è gioco e spettacolo una bella ripartenza (o contropiede che dir non si voglia) come quelle che hanno portato una squadra come il Parma ai gol o ad azioni pericolose? La gara col Genoa è stata bella, al di là della vittoria e della successiva soddisfazione, proprio perché si è giocato a viso aperto, come si suol dire, senza tatticismi di sorta, come affermano quelli bravi che ne sanno, con una squadra che attacca e una che si difende, ma che poi quando subisce il gol, non resta inerme, e a sua volta attacca, e costringe l’avversario sulla difensiva, chiudendolo barilla gol parma udinesee guadagnando calci d’angolo a ripetizione, e da uno di questi scaturisce il pareggio. Questo dovrebbe essere il calcio, questo è il nostro Dna, sportivo, calcistico, che sarà pur nato, in epoche lontane, con moduli diversi, dall’attuale zona, ma che adattato e adeguato alle modernità dei tempi, deve continuare a sopravvivere e ad alimentare il gioco di chi ci crede ancora e di chi lo sa fare bene come il PARMA di D’Aversa, che ha trovato gli interpreti giusti e motivati: il Barillà che lo scorso era la riserva di Scavone, il Gagliolo, oggi il centrale di difesa più in forma e più continuo del campionato, o il Siligardi che doveva andare in Cina per chissà quali seghe mentali di procuratori e dirigenti, e che fino a qualche settimana fa era fuori lista, salvo poi rimettercelo dentro, giocandosi subito un ulteriore sostituzione: senza che si offenda qualcuno: ma sapendo che il recupero di Dezi era lungo e che le liste si cambiano a Gennaio, non si sarebbe potuto evitare il balletto tra i due dentro/fuori la lista? Aggiungiamoci poi Rigoni, uno che io ho sempre ceravolo siligardiapprezzato, che molti criticavano che incarna alla perfezione il prototipo di calciatore utile, che corre, e che da equilibrio, o Ceravolo che sarà forte in serie B, come molti sostengono, ma che il suo contributo, anche in A, è in grado di fornirlo. Tutti giocatori che quando mancano i titolari più acclamati, leggi Inglese e Gervinho, non li fanno mai rimpiangere. Ed è questa la forza indiscussa di una squadra, quella di avere giocatori come quelli che abbiamo citato, che incarnano in pieno lo spirito, il nostro spirito italiano, del gioco all’italiana, che in quanto tale meriterebbe attenzione anche a livello di NAZIONALE. Il C.T. MANCINI, che personalmente non ho mai apprezzato fino in fondo né da giocatore e né da tecnico, pare sia venuto a visionare Gagliolo salvo poi convocare al suo posto altri, che giocano con meno continuità e con meno barillaefficacia, ma a lui e ai suoi collaboratori, tra i quali il sacchiano Evani, non vi sembra siano sfuggite le prestazioni di Barillà? In un reparto, in cui facciamo fatica a trovare giocatori completi, e in cui vi sono troppi mezzi giocatori alla Verratti, uno come Barillà che non solo corre ma è in grado di sfornare assist come quelli in occasione dei gol di Gervinho al Cagliari, e ultimo, quello di Ceravolo al Genoa, non potrebbe avere qualche possibilità di inserimento? No molti diranno meglio naturalizzare i brasiliani, bravi per carità, come Jorginho, e come Allan, come qualcuno vorrebbe, non so con quali criteri di parentela o altro, piuttosto che valorizzare prodotti nostrani che vengono dalla Calabria o da altre regioni italiane. Mistero e provocazione, ma come dice l’illustre Luca Marchegiani, nei vari club Tv dove si parla solo di campioni come Icardi, Ronaldo, Higuain, e non di altro, Mancini segue moltissimo le indicazione che gli fornisce il campionato per le convocazioni… Non si riccardo gagliolo baridirebbe proprio: non mi sembra che Gagliardini, lo ripeto uno dei giocatori più sopravalutati d’Italia, stia incantando e con lui altri, e poi se ha tempo di vedere e mandare a visionare Giovinco che gioca in America e Verratti che  gioca, male, in Francia, un po’ di attenzione per i giocatori che stanno andando bene per non dire benissimo con il PARMA, potrebbe averla. Sono discorsi che c’entrano poco con il cammino del Parma in campionato, però andrebbero fatti, per lo meno nel nostro spazio commenti, dove oltre a parlare degli infortunati, si potrebbe ampliare il discorso ad altri argomenti, ogni tanto. Resta comunque il fatto che il gioco del PARMA, non è D'AVERSA INTER PARMAdifensivo e basta, come molti malignamente sostengono: c’è anche della qualità e soprattutto c’è la capacità d’individuare, alla perfezione, in fase di preparazione delle partite, i punti deboli delle avversarie di turno, e qui il merito va ascritto al tecnico, che non gradisce, come gran parte dei suoi colleghi le critiche giornalistiche, ma che in questo caso dovrebbe essere fiero ed orgoglioso di saper far interpretare bene ai suoi calciatori, il gioco all’italiana, vituperato a torto da critica e tifosi, ma che dovrebbe essere da Nazionale, sia nella scelta dei giocatori, leggi convocazioni migliori, che nello spirito e nella tattica di gioco. Per concludere le provocazioni, credete che Acerbi della Lazio sia meglio di Galazaronigliolo? E che Gagliardini e Caprari (tutti convocati in azzurro anche se non titolari fissi nei club) siano meglio dei nostri Barillà e Siligardi? Io non credo. Poi come dice GATTUSO ai giornalisti in conferenza stampa, che s’intrufolano troppo nei discorsi tattici “se siete così bravi perché non andate a COVERCIANO ,da Ullivieri, a farvi dare il patentino, dopo 5 settimane di corso, si mangia anche bene li…”. E pensare che al nostro MAJO, che a suo tempo in diretta radio tv, s’intrufolava nei discorsi tattici degli allenatori, con loro scorno, l’ex C.T. del Brasile, SEBASTIAO LAZARONI, glielo aveva anche offerto il suo patentino da allenatore, ma non era quello di Coverciano a cui alludeva Ringhio: quello glielo diede Zoff… Giornalisti che fanno gli allenatori ed allenatori ed ex giocatori che fanno i giornalisti, ma dove andremo a finire?!? E pensare che il primo Ct che ha vinto due mondiali, con l’Italia, Vittorio Pozzo, era proprio e solo un giornalista… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

28 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL PARMA ALL’ITALIANA E’ DA NAZIONALE

  • 9 Ottobre 2018 in 12:48
    Permalink

    bell’articolo baroni

    ono daccordo che litalia dovrebbe giocare allitaliana ma non che mancini debba chiamare quelli del parma per forza.

    non fare anche tu il provinciale che se uno gioca bene due partite a parma poi lo vuoi in nazionale

    è come se ampollini andasse a QSVS…

    • 9 Ottobre 2018 in 14:44
      Permalink

      Ricordo l’anno scorso
      una frase di Siligardi
      che mi colpi
      Aveva giocato
      come riserva, non ricordo al
      posto di chi. Facendo una
      buona partita che nessuno
      sinceramente si aspettava
      segnando addirittura un gol.
      Alla domanda come mai
      avesse giocato così bene
      lui rispose
      “In questa squadra per la
      prima volta mi sono
      sentito IMPORTANTE”

      Capito?

      Se un giocatore sente la fiducia
      dei compagni, dei tifosi e del suo
      allenatore da tutto di sé.

      Un consiglio alla società.
      RINNOVATEGLI il contratto
      SUBITO prima che il.prezzo
      lieviti in modo considerevole
      Non ve ne pentirete.
      Parola mia.
      Parola di VELENOSO.

  • 9 Ottobre 2018 in 13:04
    Permalink

    barillà in nazionale? co sit? fora?

    • 9 Ottobre 2018 in 18:33
      Permalink

      In Nazionale ci devono andare i più in forma, non i grandi nomi.

      • 9 Ottobre 2018 in 18:39
        Permalink

        come siamo provinciali… come se all empoli pretendessero la convocazione di la gumina

        barillà è un mestierante che fa bene a parma perché è una accozzaglia di brocchi come dicono andreazzoli e preziosi ma non può giocare in nazionale

        appena uno fa due partite decenti è già da nazionale?

      • 10 Ottobre 2018 in 02:04
        Permalink

        Barillà, non me ne voglia ma.. NON è da nazionale; può dare il meglio di se in serie A ed in questo Parma.
        le partite internazionali sono altra cosa.
        punto.

        poi..

        meglio non disperda le energie e le dedichi SOLO al PARMA.

        http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 9 Ottobre 2018 in 13:12
    Permalink

    Perché no? Barillà sta facendo bene e come scrive Barone non è che in Italia ci sia molto di meglio nel ruolo. Il cittì non solo a parole deve guardare al campionato e il campionato oggi sta dicendo questo

  • 9 Ottobre 2018 in 13:39
    Permalink

    Eeeehhhhh si….. Mancini con le fette di salame sugli occhi. Che “deve” convocare solo certi giocatori di certe squadre per via degli sponsor, plusvalenze e bilanci gonfiati e falsi da giustificare….
    Finche si convocheranno I “raccomandati” e non quelli bravi…. continueremo a fare le figure fatte negli ultimi mondiali.
    E se invece di fare il Sacchi, Mancini cominciasse a fare il DAversa? Ritornare al sano calico difesa e contropiede? Tanto giocatori di classe e talento (Baggio, Totti, Cannavaro etccc…) non ci sono piu…. allora meglio convocare gli operai e adattare il gioco alle loro capacità…. DAversa docet, e devo dire, potrebbe insegnare molto al nostro molto miope CT

  • 9 Ottobre 2018 in 14:29
    Permalink

    Parma fatale a Ballardini. Esonerato
    Notizia nell’aria ufficializzata poco fa…

    • 9 Ottobre 2018 in 14:42
      Permalink

      Tra Preziosi e Zamparini è una bella lotta in quanto a protagonismo autolesionista

  • 9 Ottobre 2018 in 14:40
    Permalink

    È ancora presto per vedere qualche giocatore del Parma in Nazionale, le buone prestazioni dovranno essere confermate nei prossimi mesi. Mancini non ha preclusioni, chiama giocatori di Atalanta, Sassuolo e Spal. Prima o poi chiamerà anche qualcuno dei nostri. Il catenaccio era una necessità per le squadre Italiane perché esisteva spesso un gap fisico con gli avversari che erano più alti, robusti e veloci. Facchetti sembrava un gigante nato per caso in Italia, gente fisicamente forte come Burgnich e Riva era l’eccezione e non la regola. Adesso che sono pochi i giocatori veramente forti nell’uno contro uno in attacco, un catenaccio fatto molto bene come quello di D’Aversa diventa molto difficile da affrontare per squadre che non sanno creare la superiorità numerica….ossia la netta maggioranza.

  • 9 Ottobre 2018 in 14:47
    Permalink

    Questo Parma è la
    RIVELAZIONE DEL CAMPIONATO.
    Barilla’ e Siligardi i
    giocatori che mai ti saresti
    aspettato.
    Avanti così umili e operai
    L’umiltà è la nostra forza
    Chapeau

  • 9 Ottobre 2018 in 14:52
    Permalink

    Sapete perché in SERIE B
    BARILLA’ E SILIGARDI
    giocavano da schifo?

    SEMPLICE

    Non erano giocatori di B ma di A.
    La B non era la loro categoria.

  • 9 Ottobre 2018 in 15:26
    Permalink

    Assurdo esonerare un allenatore con 12 punti in 8 giornate (in questo caso 7 visto che ne devono recuperare una)

  • 9 Ottobre 2018 in 15:47
    Permalink

    Marco dimentichi che,
    Preziosi vuole vincere
    lo scudetto ed essendo
    il v Genoaa a molti punti
    dalla Juventus,
    l’esonero penso ci stia tutto.

  • 9 Ottobre 2018 in 16:34
    Permalink

    Il Parma di D’Aversa mi ricorda molto la nazionale di Conte agli europei del 2016.

  • 9 Ottobre 2018 in 17:19
    Permalink

    Convocati del parma o meno mancini è ancor piu sopravvalutato di gagliardini (che pure lo è parecchio)

  • 9 Ottobre 2018 in 20:15
    Permalink

    Siamo proprio dei provincialotti..
    Barillà in nazionale…ha ha..
    Vi consiglio di cambiare spacciatore..

  • 9 Ottobre 2018 in 20:37
    Permalink

    Herr Director,
    una sola domanda. Secondo lei perché il più sagace, il grande bullo, l’uomo con la faccia da duro su FB , quello che ti mette KO con due battute in dialetto, insomma il multidentitario grande Assioma, JDM, Daila’ Lama, Viale Piermariarossi, OGNI VOLTA che il Parma vince una partita scompare dagli schermi virtuali per almeno 48 ore? Dice che è questione di fegato ingrossato?
    Cordialità

  • 9 Ottobre 2018 in 20:49
    Permalink

    Complimenti G.B. Capo Lavoro …..
    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 9 Ottobre 2018 in 21:03
    Permalink

    Ragazzi, vi faccio una confessione forse anche imbarazzante: non ho mai capito cosa sia la “superiorità numerica”. Cioè, se un giocatore scarta un difensore e corre avanti è superiorità numerica? Per me, vecchia guardia, l’è pù bò e basta perchè scarta e lascia lì gli avversari. Per forza che diventa “superiorità numerica”. Su là

    • 9 Ottobre 2018 in 23:57
      Permalink

      Pencroff, se difendi a uomo e l’attaccante salta un tuo difensore…uno dei tuoi deve per forza lasciare chi marca e venire a provare a fermarlo. L’attaccante si trova a poter decidere se proseguire l’azione personale o passare la palla al compagno che a quel punto e’ libero. Un po’ come quando giocavamo a tris da bambini…se sbagli una mossa contro chi conosce il gioco la frittata e’ fatta. E’ un po’ la base del 4-3-3 che piace a D’Aversa, ma che risultava difficoltoso perché necessita non solo di esterni sempre in grado di saltare l’uomo, ma anche di molto movimento senza palla per funzionare davvero. Altrimenti il raddoppio difensivo riesce e si aprono spazi per il contropiede…in pratica quello che ora il Parma sa fare benissimo.

    • 10 Ottobre 2018 in 02:11
      Permalink

      contropiede…
      restano dietro 3 difensori avversari…
      3 attaccanti corrono verso la porta avversaria..
      un attaccante in velocità supera e si lascia alle spalle un difensore.

      ora siamo 3 attaccanti e 2 difensori.
      siamo in superiorità numerica.
      se gli attaccanti si passano correttamente la palla possono (per il vantaggio numerico) mandare al tiro l’attaccante libero che a questo punto si preoccupa “solo” del portiere.

  • 9 Ottobre 2018 in 21:05
    Permalink

    Per Jdm la vittoria del Parma è come la kriptonite per Superman: al sta mèl

  • 9 Ottobre 2018 in 23:44
    Permalink

    Occhio a non montarsi.
    La nostra forza è l’umiltà.
    Venendo dalla B, ci sentiamo
    inferiori e diamo il massimo.
    Nel momento in cui incontreremo
    una squadra in cui ci sentiremo
    superiori metteremo nel cassetto
    l’ umiltà e saranno allora…..cavoli amari.

  • 10 Ottobre 2018 in 10:24
    Permalink

    Io preferisco che Mancini non chiami nessuno, con la fortuna che ci ritroviamo perdiamo anche i pochi rimasti…

  • 10 Ottobre 2018 in 13:12
    Permalink

    Ma scusate, ma suddetti individui che saltano fuori come funghi quando il Parma perde… Ma che problemi hanno?

  • 10 Ottobre 2018 in 15:58
    Permalink

    Grazie ragazzi x la spiegazioni sulla superiorità numerica, che debbo riconoscere essere scritte molto bene

I commenti sono chiusi.

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Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

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Fornitori di servizi:
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1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
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