I MAGNIFICI 7 CAVALCANO ANCORA: LA MAGGIORANZA DEL PARMA CALCIO TORNA A “NUOVO INIZIO” – Il video della conferenza

I MAGNIFICI 7 CAVALCANO ANCORA: LA MAGGIORANZA DEL PARMA CALCIO TORNA A “NUOVO INIZIO”

Il video integrale della conferenza stampa

Comunicato Nuovo Inizio – Nuovo Inizio, la società costituita dagli imprenditori parmigiani Guido Barilla, Giampaolo Dallara, Mauro Del Rio, Marco Ferrari, Angelo Gandolfi, Giacomo Malmesi e Paolo Pizzarotti, comunica di avere completato nella giornata odierna  il processo di riacquisizione della maggioranza di Parma Calcio 1913, di cui detiene attualmente il 60%.

Ad annunciarlo nel corso di una conferenza stampa è stato il Vicepresidente e portavoce di Nuovo Inizio Marco Ferrari, unitamente ai soci di Nuovo Inizio Pietro Pizzarotti e Giacomo Malmesi

Il ruolo che Nuovo Inizio ha deciso di ricoprire dopo i disastri del fallimento del Parma FC ci è sempre stato chiaro  – ha dichiarato Ferrari – riaccendere la scintilla del calcio a Parma, accompagnare la squadra nel ritorno a livelli consoni alla sua tradizione e alle sue potenzialità ed identificare investitori affidabili e focalizzati che possano ricoprire nel lungo termine il ruolo degli imprenditori sportivi nella nostra città”. 

conf2310-4“Circa un anno fa – ha continuato Ferrari – eravamo convinti di aver identificato il profilo giusto, cedendo il controllo della società al Presidente di Desports Jiang Lizhang, che non solo aveva alle spalle una storia imprenditoriale di alto profilo internazionale nel mondo dello sport, ma che si era presentato nel modo migliore, dando inizialmente solida prova di concretezza al proprio impegno. Rispetto alle premesse iniziali, abbiamo purtroppo dovuto prendere atto di uno scenario differente. Non è semplice da parte nostra leggere con certezze questa situazione, ma probabilmente le mutate politiche governative di Pechino rispetto agli investimenti esteri nel calcio hanno avuto un peso determinante nel modificare le prospettive. Abbiamo assistito ad una crescente difficoltà del socio cinese ad ottemperare con tempestività ai numerosi obblighi che un business iper-regolamentato come il calcio italiano impone alle società calcistiche e quindi ai loro soci di maggioranza. Di fronte a queste difficoltà, nei mesi scorsi, Nuovo Inizio si è messa ripetutamente a disposizione della Società, ben oltre il ruolo di un’azionista di minoranza. Abbiamo concesso numerose possibilità e dilazioni rispetto alle pattuizioni originarie, ma infine abbiamo dovuto prendere atto di una situazione che non  poteva – a tutela della stessa Società – essere dilatata ulteriormente, e abbiamo esercitato quei diritti che avevamo concordato e regolamentato con chiarezza, a garanzia del Parma Calcio, sin dall’inizio della relazione”.  

L’accordo sottoscritto da Nuovo Inizio con il precedente socio di maggioranza – ha precisato l’Avv. Giacomo Malmesi, socio di Nuovo Inizio – prevedeva appunto l’autorizzazione, a determinate condizioni, a riacquistare il 30% del capitale sociale di Parma Calcio 1913 S.r.l. da parte della nostra compagine. Poiché le condizioni si sono verificate e Nuovo Inizio S.r.l. ha ritenuto opportuno tutelare gli interessi del Parma Calcio, la partecipazione azionaria da noi detenuta  è ritornata ad essere del 60%”.

Da oggi quindi, il controllo del Parma Calcio torna nelle mani degli imprenditori parmigiani, che intendono innanzitutto garantire stabilità e certezze alla squadra, allo staff, ai collaboratori e ai tifosi.

conf2310-10È intenzione di Nuovo Inizio – ha continuato Malmesi – nelle forme e nei tempi necessari, proporre a breve termine un rafforzamento patrimoniale della partecipata attraverso un aumento di capitale. Parallelamente verranno proposte nei termini e nei tempi di legge, le rappresentanze negli organi sociali. Dovremo quindi aspettare qualche settimana per l’assetto definitivo, anche se posso anticipare che si prevederà sempre la partecipazione di PPC Spa – la compagine che rappresenta la componente di azionariato diretto da parte dei tifosi – al 10% e la sua rappresentanza all’interno del Consiglio di Amministrazione”.

Dal punto di vista gestionale e operativo, il cambio di maggioranza si innesta in uno scenario di assoluta continuità. 

Abbiamo la fortuna di poter contare su un gruppo di assoluta eccellenza – ha spiegato Pietro Pizzarotti, socio di Nuovo Inizio attraverso Impresa Pizzarotti & C S.p.A. – con cui nel tempo si è instaurato un rapporto di grande e reciproca fiducia.  Questo vale sia sulla parte sportiva, a partire dal Direttore Faggiano  a Mister conf2310-11D’Aversa e  senza dimenticare il lavoro che si sta impostando sulle giovanili con Luca Piazzi o il contributo quotidiano ci sta dando Capitan Lucarelli nel suo nuovo ruolo;  sia sulla parte più aziendale, dove accanto a Luca Carra, che è con noi sin dal primo giorno, sono state affiancate in questi mesi due figure fondamentali come Stefano Perrone per la parte Operations e Valerio Casagrande per la parte finanziaria. Per questo motivo dal punto di vista gestionale c’è assoluta serenità rispetto al nuovo scenario, sia dal punto di vista della proprietà che soprattutto da parte dello stesso gruppo di lavoro, a cui ovviamente è stato già anticipato il nuovo assetto”. 

Credo che in questi anni i tifosi del Parma abbiano imparato a conoscerci – ha concluso Ferrari – tutto quello che Nuovo Inizio ha fatto dall’estate 2015 ad oggi ha sempre messo la tutela della squadra della nostra città davanti a tutto.  Non era nei nostri programmi né nelle nostre intenzioni ritornare ad esercitare il ruolo della maggioranza, ma alla luce della situazione che si era creata abbiamo ritenuto fosse nostra responsabilità intervenire, a tutela del Club. Voglio davvero ringraziare per questo ulteriore sforzo tutti inostri soci in Nuovo Inizio, che hanno condiviso all’unanimità questa decisione. Grazie anche al loro impegno, il Parma è riuscito negli ultimi anni a rinascere dalle proprie ceneri.  Da parte nostra, esprimeremo da subito il massimo impegno in un percorso di oculatezza gestionale e disciplina finanziaria, assicurando ogni sforzo e vicinanza alla squadra per raggiungere gli obiettivi di quest’anno: la salvezza sul campo dal punto di vista sportivo e lo sviluppo di un club che vuole essere da Serie A anche dal punto di vista organizzativo, gestionale e strutturale”.

“Per quanto riguarda il futuro, sapete bene che noi imprenditori riuniti in Nuovo Inizio non ci consideriamo “imprenditori calcistici”. Non è il nostro mestiere e non è quello che possiamo o vogliamo fare “da grandi”, avendo anche sperimentato sulla nostra pelle alcune negatività del mondo del calcio. La ricerca di un’azionista di maggioranza nel lungo periodo rimane quindi assolutamente nella nostra agenda, questo lo vogliamo ribadire con chiarezza. Allo stesso tempo, alla luce sia della solidità dell’azionista di riferimento che delle necessità e prospettive del Club, non abbiamo alcuna scadenza o pressione nel breve termine, potendoci permettere di fare le scelte strategiche più opportune nell’interesse della squadra che amiamo e del suo sviluppo”.

I soci di Nuovo Inizio S.R.L.

Stadio Tardini

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86 pensieri riguardo “I MAGNIFICI 7 CAVALCANO ANCORA: LA MAGGIORANZA DEL PARMA CALCIO TORNA A “NUOVO INIZIO” – Il video della conferenza

  • 23 Ottobre 2018 in 13:29
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    Questa è una bella notizia, speriamo ci rimangano e si appassionino a questo bel Parma.

    • 23 Ottobre 2018 in 13:33
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      Durante la conferenza stampa Ferrari ha ribadito che i sette soci – all’unanimità – hanno deciso questo passo: però ha anche chiarito che loro “già han dato” prima, per cui ora gestiranno la situazione, facendo tutto quello che debbono fare, per poi passare la mano nel medio-lungo termine quando avranno identificato, senza fretta, un nuovo azionista di maggioranza, ribadendo che loro non sono “imprenditori calcistici”

      • 23 Ottobre 2018 in 15:22
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        bene!
        nel senso… per ora meglio così!
        spero solo non abbiano fretta e non vendano al primo offerente… è quantomeno adottino la medesima strategia di rimanere dentro la società in minoranza, qualora (come stavolta) occorra “rientrare”..

        non cambiando di fatto nulla NON dovrebbero esserci ripercussioni sulla rosa..

        la presentazione di HOPE GROUP mi era apparsa un po’ troppo boriosa, così come la lunga conferenza del giovane presidente.

        spero in parmigiani (anche se i migliori gruppi industriali sono già presente), oppure un gruppo solido italiano con progetti ambiziosi e lungimiranti.

      • 23 Ottobre 2018 in 15:44
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        Per questo dico spero si appassionino e decidano di rimanere in pianta stabile senza proprietà estere. Il modello della SpA ha grande successo a livello mondiale e potrebbe portarci grandi soddisfazioni al contrario del padre padrone che quando si stufa poi ti lascia in brache di tela.

        • 23 Ottobre 2018 in 16:20
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          Anche a me piacerebbe, però va considerato che il calcio ha tanti aspetti positivi ma pure negativi. E se questi superano i primi allora difficilmente qualcuno si va a cercare del freddo per il letto…

          Penso alle lettere minatorie, messaggi fb e amenità del genere di dopo Parma-Ancona, tanto per fare un esempio concreto…

          Oppure alla “pretese” sportive, ché non basterebbe essere in A, noooo: bisognerebbe piazzarsi per la Europa League, e poi vincerla, e poi la Champions e poi lo Scudetto…

  • 23 Ottobre 2018 in 13:35
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    Come Noi nessuno mai!

  • 23 Ottobre 2018 in 13:36
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    I cinès ian da stèr in Cina, gli svisór in Svisra, gli american in America, i pramzan a Perma e Crespo a cà soa.

  • 23 Ottobre 2018 in 14:07
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    Ricordo benissimo l’arrivo di sti cinesi….
    Pieni di moneta da spendere….
    ma va là…..si si come no…come Manenti….
    Solo a Parma succedono ste figure da cioccolatino….

    • 23 Ottobre 2018 in 16:43
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      Non mi ricordo proclami di grandeur da parte dei cinesi, in questo perfettamente allineati con lo stile sobrio dei soci parmigiani, ben lontani da proclami roboanti, pur non certo “piocioni” quando si è trattato di investire o rivedere i piani (vedesi il famoso ribaltone dell’era biologica).

      Penso sia altamente offensivo il paragone con Manenti. Quello più calzante, semmai, resta con Sanz.

      Manenti non ci ha messo una lira, Lizhang credo attorno ai 18 milioni (scavalcando abbondantemente l’altro “benefattore” Sanz).

      Comunque sia andata (a parte che oggi è solo l’inizio non certo la fine) penso che Lizhang meriti rispetto per quanto ha fatto. E ancora di più i soci che, anziché scappare come spesso a vanvera sono stati accusati di fare, si sono di nuovo impegnati in prima persona nell’interesse della Comunità Crociata.

      La figura di ciocolatino fatta con Manenti è ben differente: all’epoca, nella più totale disperazione, Leonardi cercò di salvare se stesso e il Parma coinvolgendo Manenti, dopo che Kodra, la notte di Milan-Parma, gli aveva annunziato che aveva avuto l’ordine di portare i libri in tribunale, dopo che Taci aveva deciso di non proseguire nell’investimento.

      Oggi, invece, siamo al cospetto di una operazione, unilaterale, dei soci di minoranza che, in applicazione di clausole all’uopo inserite in sede di contratto, riprendono in mano la maggioranza per garanzia nei confronti della città. Situazioni, dunque, per nulla equipollenti.

  • 23 Ottobre 2018 in 14:48
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    Direttore scusi,
    saro’ sempre grato ai magnifici sette,
    ma mi consenta di essere dubbioso sul fatto che ogni volta che abbiamo a che fare con imprenditori che non fanno parte del nostro territorio prendiamo delle cantonate…
    Non mi spiego come imprenditori di questo livello si possano far prendere in giro dal primo cinese che passa…. la storia dei capitali bloccati è solo una scusa perchè l’inter i capitali riesci ad averli..
    i problemi purtroppo ci sono stati da subito…..
    Lei cosa ne pensa???

    • 23 Ottobre 2018 in 16:36
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      Non credo che Lizhang abbia preso in giro i Magnifici Sette, né tanto meno i tifosi. Probabilmente, come ha accennato Ferrari, egli non aveva esattamente presente cosa potesse significare la gestione di un club in Italia con tutti gli adempimenti da rispettare. E che se sono stati rispettati, nei termini previsti, pena conseguenze inenarrabili, è perché c’è stato chi ha supplito.

      I problemi sono stati non da subito, ma quasi: appunto per le diverse indicazioni del governo cinese sugli investimenti di capitali all’estero. Nel periodo di studio del nuovo socio aveva dato piena garanzia. Se poi le cose sono cambiate nel tempo se n’è preso atto coi provvedimenti del caso. In piena garanzia dei tifosi Crociati

      • 23 Ottobre 2018 in 18:00
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        Direttore intende che non rispettavano le improcastinabili scadenze degli stipendi e dei contributi per i giocatori?

        • 23 Ottobre 2018 in 19:24
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          La vita di una società di calcio è complessa: non esiste solo la pura componente sportiva, anche se gran parte ruota lì attorno. Non sono a conoscenza dei dettagli, e se lo fossi, molto onestamente, non lo direi, però le inadempienze sarebbero ripetute, appunto tali da giustificare il “takeover” odierno.

  • 23 Ottobre 2018 in 15:14
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    Gentile Direttore,
    Come sempre è preciso e accurato nel riportare le informazioni. Io vorrei sottolineare come le difficoltà paventate dall’ex socio di Maggioranza cinese siano andate di pari passo con uno scarso attaccamento ed interesse nel ramo sportivo aziendale.
    Come i più bene informati sanno, è da tempo (fin dal principio) che la situazione e la fiducia erano venuti meno da parte dei magnifici 7. La domanda che mi sorge spontanea è la seguente perché farsi coinvolgere in un acquisto di una società come il Parma se poi si sapeva che il rapporto costo/benefici (economici) sarebbe caduto almeno in principio sulla voce costi? Una campagna acquisti finanaziata quasi interamente dal socio di minoranza altrimenti a quest’ora avremmo La Rosa dell’anno scorso (meno Parolo…ndr) e sappiamo bene come Sarebbe andata a finire.
    Se da una parte bisogna essere grati ai magnifici 7, non mi sembra di dire una fesseria se comunque con questa mossa loro tutelano il loro investimento.
    Per quanto riguarda il futuro i contatti li hanno già allacciati da parecchio tempo (entrambi sarebbero un ritorno nel mondo del calcio e per l’azienda un ritorno nel Parma ) e spero che questa volta, prima di sedersi a tavola con un imprenditore (taçi docet), si possa ragionare anche con la testa e non solo con il portafoglio anche a costo di vendere a meno.

    • 23 Ottobre 2018 in 16:33
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      Il senso dell’ “affare” da parte dei cinesi mi resta ignoto. Non credo, invece, che i Magnifici Sette intendano solo tutelare il loro investimento (cosa che comunque il buon imprenditore padre di famiglia ha il dovere di fare) anche perché non è il “core business” delle loro aziende e gli importi sono relativamente modesti (per lo meno per alcuni). E’ evidente, invece, che, riscontrate delle palesi inadempienze, abbiano cercato di correre ai ripari, usufruendo di meccanismi di protezione a suo tempo inseriti nell’accordo, proprio a tutela del club. Questa operazione, comunque, comporterà – compreso il preannunziato aumento di capitale – l’esborso di cifre comunque importanti, quindi un investimento sull’investimento, ma che viene fatto nel pieno rispetto del patto tra gentiluomini cioè tra loro e i tifosi del Parma per il mantenimento in sicurezza del club. Riprendersi la maggioranza è si un onore, ma anche un onere: e per chi non desidera fare l’imprenditore calcistico un cercarsi del freddo per il letto.
      Non credo che i contatti per un nuovo socio di maggioranza siano stati già avviati e tenderei ad escludere che sia già stato identificato: la soluzione odierna è proiettata nel medio lungo termine. Non c’è fretta: appunto si tratta di effettuare la scelta migliore per il Parma e i suoi tifosi.

      • 23 Ottobre 2018 in 19:23
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        Gabriele, a tal proposito, avrei voluto (dovuto) chiederlo in conferenza oggi ma un po’ la fretta che ha messo il “responsabile ufficio stampa” un po’ perché sto perdendo dei colpi (in cattiveria intendo) la faccio solo adesso: Ma l’aumento di capitale si rende necessario per chiudere il bilancio dell’anno scorso o per le spese correnti di quest’anno?

          • 23 Ottobre 2018 in 19:37
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            Probabile, anche se sulla seconda non ne sarei così sicuro. Quindi la risposta?

  • 23 Ottobre 2018 in 15:26
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    “L’era cinese è iniziata da poche ore. Profilo basso e pochi proclami: a parlare dovranno essere i fatti (musica per le orecchie di tutti i tifosi). Lizhang porta soldi e ambizioni (il gruppo Desports è un colosso internazionale quotato alla Borza di Shanghai)….”

    Parma, 16 novembre 2017……..

    • 23 Ottobre 2018 in 16:24
      Permalink

      E allora?

      All’epoca Lizhang – agli occhi attenti di chi lo ha valutato – era parso solido e solvente. Due caratteristiche vagliate a lungo nel tempo prima di fare un’operazione che si pensava potesse avere esiti differenti da quanto successo oggi.

      Poi, però, a fronte di 18 ml versati, si sono registrate inadempienze. Probabilmente dipendenti dal famoso cambiamento di linea del governo cinese circa gli investimenti di capitali al’estero, con sconsigliato il calcio.

      Adesso i soci di Nuovo Inizio, nel rispetto dell’oggetto sociale della Fondazione, hanno deciso di applicare delle clausole di “protezione” inserite nell’accordo stipulato col cinese e – oltre al controllo “operativo” che era sempre rimasto nelle loro mani, appunto del delega dei soci – si sono ripresi pure la maggioranza. In attesa di ulteriori sviluppi. Con l’impegno pronunziato ufficialmente in conferenza di fare tutto quello che si deve.

      Come scrivevo pochi giorni fa il Parma è in sicurezza.

      Le altre sono chiacchiere che se le porta via il vento.

      • 24 Ottobre 2018 in 09:13
        Permalink

        touche’ http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 23 Ottobre 2018 in 15:35
    Permalink

    Era ora, fora dai bal

  • 23 Ottobre 2018 in 15:48
    Permalink

    Ma perché hanno preso il Parma?
    I misteri del calcio cinese.
    Che figura di m…
    Avanti con i
    MAGNIFICI 7
    nell’attesa di un nuovo TANZI.
    che voglia investire.

  • 23 Ottobre 2018 in 16:25
    Permalink

    Sì respira aria di casa
    FINALMENTE.
    Basta occhi a mandorla e
    discorsi in cinese ( vedi festa
    promozione)
    Siamo non in buone ma in
    OTTIME MANI.
    La Cina non permette più
    investimenti sul calcio
    fuori dalla Cina.
    Poveri Inter e Milan
    Noi abbiamo invece
    I MAGNIFICI 7

    Uno piu magnifico
    dell’altro.

    Dai che ce la
    facciamo a salvarci.
    Io come presidente futuro
    ovviamente simbolico,
    diciamo senza portafoglio
    nell’attesa di un nuovo TANZI.
    proporrei
    ALESSANDRO LUCARELLI.

  • 23 Ottobre 2018 in 16:36
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    le domande importanti sono due: che adempienze ha disatteso il presidente lizhang? a che costo Nuovo Inizio ha riacquisito parte delle quote?

    • 23 Ottobre 2018 in 16:48
      Permalink

      Io vi sto dando qualche spiegazione di massima, capirete bene che non posso entrare nei dettagli, primo perché non sono autorizzato; secondo perché non ne sono a piena conoscenza. Ma non credo che al tifoso debba impipare il quantum della inadempienza e quanto ci smenino i soci di Nuovo Inizio. Penso che basti sapere che è stata messa in atto una operazione per mettere il Parma in sicurezza.

      Copio incollo un messaggio ricevuto oggi da un collega che vive dall’altra parte dell’Enza:

      “I cinesi come gli americani sono poco affidabili! Però almeno voi avete imprenditori locali che ne prendono il posto”.

      Capito? A Reggio ci invidiano la nostra proprietà, qui, persino oggi, viene messa sotto processo da qualcuno. E poi ci si chiede perché cerchino un altro socio di maggioranza, anziché fare gli imprenditori calcistici…

      Peraltro tutti questi investigatori del giorno dopo (come la famosa pillola) sono attivi adesso, mentre prima, con altre gestioni meno affidabili, non avevano i medesimi scrupoli. Anzi, magari ne erano pure pretoriani…

      • 23 Ottobre 2018 in 17:08
        Permalink

        Lavoro nell’imprenditoria da tempo e purtroppo ho visto che questi cinesi hanno grande entusiasmo ma fanno poco planning.

        Dal ristorante al negozio fino alla squadra di calcio fanno le cose in grande spendendo molto del loro cash per poi però scappare con la coda tra le gambe quando non realizzano nell’immediato il guadagno a causa di qualche imprevisto.

        Nel mondo del calcio poi hanno avuto i fondi tagliati dalla madre patria quindi al danno si aggiunge al danno.

        Spero il Parma si possa internazionalizzare più in termini di tifoseria che di dirigenza e possa diventare una grande squadra grazie ad investimenti oculati nel tempo.

      • 23 Ottobre 2018 in 18:41
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        Io ho solo fatto due domande che mi sembrano fondamentali. “Peraltro tutti questi investigatori del giorno dopo (come la famosa pillola) sono attivi adesso, mentre prima, con altre gestioni meno affidabili, non avevano i medesimi scrupoli. Anzi, magari ne erano pure pretoriani…” questa frase non so a chi si riferisca direttore. sicurarmente non a me! io appoggio in piena lo società dei 7. esigo solo trasparenza come ho sempre chiesto alla precedenti presidenze di ghirardi e tanzi, anzi è proprio per come sono andate le cose a parma a livello calcistico che si esige trasparenza! ” Ma non credo che al tifoso debba impipare il quantum della inadempienza e quanto ci smenino i soci di Nuovo Inizio. Penso che basti sapere che è stata messa in atto una operazione per mettere il Parma in sicurezza.” anche qua ribadisco che invece i tifosi di calcio dovrebbe essere partecipi e conoscere i conti del Club. i tifosi sono e devono esere partecipi di tutte le dinamiche dell società.

        • 23 Ottobre 2018 in 19:23
          Permalink

          Come mia consolidata consuetudine spesso parlo a nuora affinché capisca suocera o a suocera affinché capisca nuora. Nel caso specifico non mi riferivo a Lei, semmai a Ludovico il Moro che l’aveva appena preceduta. Ma lo stesso Ludovico il Moro (nomen omen) non è l’unico – qui o più in generale sui social – espressioni di chiara antipatia nei confronti della proprietà parmigiana. Eppure, anche se dà loro dei “nadari”, il comportamento dei Magnifici Sette è stato irreprensibile nei confronti della Comunità Crociata con la quale hanno stretto un onorevole patto tra galantuomini.
          Potrà anche essere stata sbagliata la scelta del socio cui affidare la maggioranza (tolto che a posteriori sono tutti buoni di dirlo), però giustamente si sono assunti la responsabilità di quella scelta andandoci un’altra volta a smenare di loro soldoni importanti per rimettere a posto le cose. A loro discolpa, c’è da dire, che i primi segnali sulla solvibilità ed affidabilità del cinese erano stati più che confortanti. Del resto però, anche in epoca amministrazione straordinaria – e Bondi ed Angiolini non erano certo dei pivellini – Sanz inizialmente fece il suo salvo poi non riuscire a proseguire, con conseguente confisca della caparra confirmatoria.

          Per il nostro Parma quella scelta che oggi è stata sbagliata non va tuttavia vituperata, perché, comunque, sono entrate nelle casse somme importanti, investite pienamente nell’amata squadra di calcio cittadina. E oggi coloro che vengono sovente accusati di scappare hanno rinnovato concretamente il proprio impegno.

          Ribadisco quanto detto sopra: al di là che non conosco particolari e dettagli, al tifoso basti che c’è chi si è preso l’impegno, ancora una volta, di mantenere dove gli compete la squadra di calcio della città.

          Se vuole essere partecipe dei conti del Parma potrebbe diventare azionista di Parma Partecipazioni Calcistoche…

          • 23 Ottobre 2018 in 20:17
            Permalink

            E’ da tempo che penso di diventare socio di P P C ma alcune vicende passate e alcune cose non chiare del progetto mi tengono per ora lontano dal diventare socio.

          • 24 Ottobre 2018 in 11:00
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            Buongiorno Mr. Rom, sono un socio di PPC.
            Mi può dire a quali “vicende passate” si riferisce e, soprattutto, quali sarebbero le “cose non chiare del progetto”? C’è un sito internet dedicato, sul quale può trovare tutte le informazioni di cui necessita.

  • 23 Ottobre 2018 in 16:38
    Permalink

    “Poi, però, a fronte di 18 ml versati, si sono registrate inadempienze.”……….

    Per confermare la sua tesi…direttore…ci vogliono conti e bilanci
    alla mano….

    • 23 Ottobre 2018 in 16:44
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      Conti e bilanci alla mano nelle sedi opportune. Questo non è un tribunale

  • 23 Ottobre 2018 in 16:48
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    Nulla da dire su quanto successo oggi, nel senso che mi pare non ci fossero grosse alternative, il club è stato effettivamente tutelato anche in questo caso.
    Vedremo come reagiranno i cinesi che al di là delle questioni politiche stupidi non sono e che, fondamentalmente, sono stati messi alla porta.
    Non sono molto in linea con i tifosi contenti,non perchè mi fosse simpatico john, anzi, ma perchè anche volendo considerare chiusa la parentesi cinese un domani non sarà facile non solo trovare un socio di maggioranza ma anche trovare qualcuno che lasci cosi spazio alla minoranza. Nuovo inizio è stato prima il fondatore poi il custode della società, un domani non si sa e cio mi preoccupa.
    Unico peccato odierno aver confermato ppc, era una buona occasione per chiudere anche quella pagliacciata li

  • 23 Ottobre 2018 in 16:58
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    Direttore mi perdoni le storie dei capitali bloccati sono cannelle. Vedasi Inter, Aston Villa, Olympique Lione, etc. Così come uno che scopre dopo quali sono le oblligatorietà del calcio italiano dimostra in ogni caso due cose:
    1) enorme superficialtà
    2) scarsa qualità (mi documento).
    Uno così che per altro non parla di calcio ma solo di rivendite di giocatori è un bene che torni da dove è venuto.
    La realtà è che il cinese ci ha provato, ha visto che il gioco era più grande di lui e cmq ci ha avrà gudaganto due spicci con la rivendita delle quote (e cmq ha ancora il 30%).

  • 23 Ottobre 2018 in 17:00
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    Concordo anche io che era l’occasione per chiudere con la pagliacciata del PPC (Piocioni Parmigiani a Cena).

  • 23 Ottobre 2018 in 17:15
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    Niente preoccupazioni …..
    Anzi ..il futuro sara meglio tuttavia….
    Parma …Grande…. Parma …
    Yesterday , Today and Tomorrow …
    Ieri , Oggi e Domani ..
    Parma come Rocky Marciano …Vincitore nato …https://www.youtube.com/watch?v=ARt9HV9T0w8

  • 23 Ottobre 2018 in 17:16
    Permalink

    Guardiamo se ho capito bene quello che è successo: il Parma fallisce e 7 imprenditori di Parma lo acquiscono e lo iscrivono al campionato di D. Fin dal primo momento si presentano come “traghettatori” in attesa di cedere la società ad un “imprenditore sportivo”. Dopo un inizio “biologico” con Scala, Minotti e Apolloni, con una sbandierata “oculata” politica economica incentrata alla “autosostenibilità” finanziaria, a metà del campionato di Lega Pro, si concretizza una trattativa di vendita che vede la Link Sports International (da qui chiamata Desports) acquisire prima il 30% poi il 60%. Il Parma passa da “biologico” a “OGM”, vengono defenestrati presidente, allenatore e DS, e si comincia a fare una politica molto più dispendiosa, arrivano Faggiano e D’Aversa e decine di giocatori di categoria superiore (ed ugual stipendio), che ci consentono di fare il doppio salto di categoria. L’unico bilancio presentato viene approvato in perdita con “riserva” dai revisori a fronte di un “pagamento” di 8 mln da parte dei nuovi soci di maggioranza. Nel frattempo, ci viene raccontato che i cinesi pur pagando tutto il dovuto, investendo dai 15 ai 18 milioni, esprimevano 5 dei nuovi membri del CdA (senza per altro mai riunirsi) e soprattutto lasciavano, con grande attestazione di fiducia, nella “stanza dei bottoni” i soci di minoranza. Nessun uomo di fiducia a controllare i conti, nessuno a decidere scelte societarie o di calciomercato. Fino ad una settimana fa, ci veniva propinato, che “Hope Group” aveva un futuro radioso, e che Cordon era il genio del calcio mondiale. Poi di punto in bianco, i cinesi si sono rivelati “inadempienti”, e puff, si fa valere una clausola contrattuale, per cui loro non contano più niente, nessuna causa legale, durante l’intervallo di Parma Lazio viene chiesto gentilmente a Lizhang di farsi da parte e lui lo fa senza fare storie. Molto, molto strano. A questo punto gli sviluppu possibili di questa incredibile storia sono 3. A) Lizhang non ha tirato fuori tutti quei milioni. B) la Desports è talmente ricca che accetta di perdere quella cifra senza neanche consultare un avvocato per rientrare dei 18 milioni pur perdendo il controllo della maggioranza C) ci dovremo aspettare una lunga “bega legale” che ci rivedrà interessati più alle sentenze dei tribunali (come purtroppo siamo abituati da 15 anni a questa parte).

  • 23 Ottobre 2018 in 17:26
    Permalink

    al Perma in mà a dì pramsà.
    co vrèma ed pù, la pensiò?
    I salses i ‘gan da rester a Selsmagior (DVD) ed i cornaciò sotà i tec

  • 23 Ottobre 2018 in 17:42
    Permalink

    Direttore….stavolta è VERAMENTE GROSSA…

    Poco importa per IL TIFOSO MEDIO PARMIGIANO:

    TIFARE PER LA MAGLIAAAAAAA…

    SIETE e SARETE SOLO DEI “NADARI”……

    • 23 Ottobre 2018 in 21:49
      Permalink

      Tu invece puoi andare a tifare il Pisa

  • 23 Ottobre 2018 in 18:46
    Permalink

    Se pensate che non ci sia qualcosa che stoni in questa vicenda allora non avete imparato niente in tutti questi anni di dirigenze scellerate calcistiche.

    • 23 Ottobre 2018 in 19:11
      Permalink

      Ribadisco qua quanto detto prima: è esercizio sterile, oggi, passare al setaccio l’operato dell’attuale proprietà, indipendentemente dalla composizione. E comunque è di garanzia del tifoso il fatto il socio di minoranza abbia attuato il piano di sicurezza appositamente previsto per certe situazioni. Che stona c’è solo che chi aveva fatto un investimento importante non è poi stato in grado, nel tempo, di proseguire il proprio impegno “costringendo” altri a correre ai ripari facendo la sua parte.

  • 23 Ottobre 2018 in 19:02
    Permalink

    Finché resteranno, anche in minoranza, i 7 soci di Nuovo Inizio, capitanati da Marco Ferrari, io sarò tranquillo. Chiedo al direttore come è stata presa questa decidione: di comune accordo o quantomeno senza attriti con i cinesi, o viceversa? Nel secondo caso, questi potrebbero creare ostacoli? E poi vorrei capire se i vinesi, che acquistarono la quota che ora hanno perso, hanno anche avuto una plusvalenza, dato che si era in serie B ed ora in A. Grazie mille in anticipo.

    • 23 Ottobre 2018 in 19:06
      Permalink

      Nuovo Inizio ha applicato unilateralmente una clausola prevista dal contratto di cessione per alcuni inadempimenti contestati ai cinesi. Ovviamente non sono autorizzato ad addentrarmi in dettagli che peraltro non conosco. A questa prima operazione farà seguito, come annunziato dall’Avv. Malmesi, un aumento di capitale, peraltro necessario per esigenze di bilancio.

      Non credo che i cinesi abbiano potuto avere plusvalenze dal momento che le quote sono state dimezzate. E comunque, appunto, c’è in vista un aumento di capitale.

  • 23 Ottobre 2018 in 19:06
    Permalink

    Fortuna che avevamo il di dietro coperto, altrimenti il cinese ci avrebbe lasciato in mutande.

  • 23 Ottobre 2018 in 19:23
    Permalink

    La Dasport uscita dalla maggioranza ha ottenuto in cambio la gestione del bar della Tribuna e una opzione sul Bar Ligabue chiuso da anni appena prima del Ponte sull’Enza.

  • 23 Ottobre 2018 in 19:37
    Permalink

    Ringraziamo i soci di Nuovo Inizio per aver supplito alle mancanze (sorprendenti) del socio cinese. Vorrei far presente che non è da tutti rimanere in un mondo come quello del calcio italiano dove c’è quasi sempre più da perdere che da guadagnare.
    Speriamo che si trovi nel tempo una soluzione sicura anche se vedo difficile che gruppi seri abbiano voglia di buttare soldi.

  • 23 Ottobre 2018 in 19:44
    Permalink

    Direttore so che su queste cose è giustamente restio a parlare ma provo ugualmente a chiedere… ci può essere un collegamento tra l’addio dei cinesi al Parma e la chiusura dei 17 centri benessere in città di circa tre settimane fa?

  • 23 Ottobre 2018 in 20:56
    Permalink

    L’aumento di capitale ci sarà solo esclusivamente per ripianare il buco della passata stagione (stipendi faraonici di calciatori
    da lega pro)

      • 23 Ottobre 2018 in 21:43
        Permalink

        Beh certezze non ce ne possono essere ma il buon senso farebbe pensare che sia così. Poi bisognerebbe capire se l’aumento di capitale verrà fatto con una immissione di denaro liquido a “fondo perduto” o con l’utilizzo di artifizi contabili, (es: cessione e/o rivalutazione del marchio, ipoteca su Collecchiello etc), che per quanto possibili e perfettamente legali non risolverebbero in toto il problema della mancanza di liquidità. A proposito di Collecchiello, in conferenza Carra, a precisa domanda, rispose che il complesso era stato pagato per la sua quota (1.680.000,00 €) direttamente dalla società cinese. Rinunceranno a rivalersi anche su quello?

        • 23 Ottobre 2018 in 21:50
          Permalink

          Non ricordo le parole di Carra in questione, ma non credo si riferisse ai soci cinesi, quanto alla società nella sua interezza.

          Non mi pare di avere sentito parlare di problemi di mancanza di liquidità: è evidente tuttavia che a differenza di quanto accaduto in passato, adesso non si cercano artifizi o escamotage per onorare gli impegni

          • 23 Ottobre 2018 in 22:02
            Permalink

            No era stato molto più chiaro di te, aveva proprio detto che il 60% della cifra pagata al curatore era stata coperta da Link International. Vabbeh anche lì, speriamo che i cinesi diano la cifra pagata per persa.

        • 24 Ottobre 2018 in 14:27
          Permalink

          senti un po’, io ho fatto la V però so che per DEFINIZIONE il capitale sociale non può essere restituito ai soci, liquido o no. Salvo il caso, ovviamente di diminuzione del capitale stesso x delibera, ma in un ipotetico caso di insolvenza non vorrei essere nei panni di quei soci che se lo sono ripreso. quindi la risposta alla tua superficiale domanda è sì, l’aumento di capitale è a fondo perduto. L’uso di artefizi contabili, in quanto artefizi, non è “perfettamente legale”.

  • 23 Ottobre 2018 in 20:58
    Permalink

    Intanto Cicirotto è ancora rotto. Le buone tradizioni non si cambiano

  • 23 Ottobre 2018 in 21:19
    Permalink

    Noi abbiamo la fortuna di
    avere questi MAGNIFICI 7
    altrimenti a quest’ora saremmo
    DI NUOVO FALLITI.

  • 23 Ottobre 2018 in 23:20
    Permalink

    ma PPC che senso ha con quel 10% dovevano essere i guadiani della trasparenza dela gestione del parma calcio ………affinche non si ripetesse l era tanzi e sopratutto ghirardi ma che controllo fanno che trasparenza garantiscono ? non si accorgono di nulla che qualcosa scricchiolava i bilanci non li leggono ? non li conoscono? non si accorgono se ci sono problemi di gestione ? e allora la funzione originaria non esiste piu’ , dovevano come mInimo iniziare a porre interrogativi fare sentire la loro voce sulla gestione cinese .Ora che majo per un tozzo di pane ( majo non si e’ mai posto il quesito se l abbiano tenuta se pur in mansione laterale per zittirla ? ) non fa piu le pulci come ai tempi di ghirardi …….. ( ok capisco e’ un dipendente tutti dobbiamo mangiare lei non c entra per carita’ e’ giusto che non sapesse nulla e poi non c’e piu ghirardi ) dovrebbe essere . ppc il guardiano del faro hano un consigliere addirittura ….invece se non cerano i veri eroi quelli di parma inizio nessuno diceva nulla sui cinesi nessuna interrogazione nessun avviso alla comunita’ dei tifosi e allora cosa ci fanno con quel 10 % ?

  • 24 Ottobre 2018 in 08:10
    Permalink

    Ciao a tutti. Sono uno che bazzica spesso sul sito, legge commenti e scrive poco ma ogni tanto ci metto la mia.

    Io non so se ci rendiamo conto di che razza di c**o abbiamo ad avere questi sette a fare da garanti e timonieri. Questi, che a livello di gestione aziendale non sono esattamente dei pivelli, non hanno mai avuto molto da guadagnarci, si sono inventati nuovo inizio, si sono inventati questo ruolo di minoranza nella società x evitare nuovi personaggi facessero il bello e cattivo tempo, ci hanno portato dalla D alla A in 3 anni, hanno ideato un contratto a pennello ed appunto EVITATO che il proprietario di turno ci facesse fare di nuovo la fine che “non ci meritiamo”. Tralaltrro mi risulta che al cinese abbiano anche munto della pila. Praticamente degli angeli custodi che a Reggio se li sognano è che cercano di gestire la società come farebbero con un’azienda.

    Detto questo.. Il buon tifoso di m***a cosa fa? Li chiama piocioni xke hanno scelto di non rimanere in mutande buttandosi nel calcio. Ma chi glielo fa fare? Se voi foste milionari lo fareste?! Leggo cose tipo “che figura di m***a”, “disastro”, “che scemi” ecc.. Avevano visto che qualcosa non andava? Sì. Hanno agito? Sì. Quindi cosa dovevano fare? Mettersi una scopa in c**o e ramazzarvi la stanza? Il giorno che se ne andranno e saremo di nuovo in balìa dei capricci di un riccone figlio di papà e ci ritroveremo ad arrabattare tra la C e la B forse qualcuno di voi capirà chi si merita.

    X fortuna leggo anche tanti commenti più razionali e illuminati grazie al cielo…

    • 24 Ottobre 2018 in 11:38
      Permalink

      Fabio l’espatriato , parole sante. Pensato solo per un momento cosa sarebbe potuto accadere qualora i magnifici 7 non fossero stati più nella componente societaria, e per di più garanti del nostro Parma.
      Saremmo qui a parlare di un nuovo fallimento, vie è chiara la cosa??Ci vuole tanto a capire che se una società non paga nei limiti temporali imposti, scattano le penalità del caso fino a raggiungere quel traguardo che 3/4 anni fa abbiamo raggiunto?
      Eppure siamo sempre qui a leggere di persone chi criticano tizio, caio e sempronio, dare dei piocioni a chi fino ad ora ci ha salvato il culo e a fare le pulci sulla situazione economico amministrativa del club, perchè ovviamente sono tutti esperti di tutto.
      Sapete cosa vi dico?Che fanno non bene, ma stra bene a non voler rimanere in sella in prima persona al comando della società, perchè i tifosi non lo meritano e il mondo del calcio men che meno…speriamo anzi che rimangano a garanzia a lungo tempo, perchè mettetvelo bene in testa, il giorno che loro usciranno definitivamente dalla società, sarà un giorno molto triste, perchè torneremo ad essere in balia di avventurieri ai quali non fotterà un cazzo se falliamo e spariamo dal mondo del calcio professionistico, perchè tanto queste persone non pagheranno mai come dovrebbero, chiedete al ciccione grasso maiale. Speravo la lezione fosse servita, e invece siamo ancora qui a giudicare e a fare i professori…che dire..contenti voi

  • 24 Ottobre 2018 in 09:08
    Permalink

    Io invece sono uno che questo sito non lo “bazzica” più da anni, e per dare ragione a Majo mi faccio rivedere solo quando ci sono dei problemi. Non lo “bazzico” perché non sopporto più il clima di “retorica da spalto” che ha ammantato il dibattito. Non sopporto quelli come lei che sostengono che i 7 siano dei miliardari altruisti e disinteressati, che si “svenano” con l’unico scopo di “donare” piacevoli giornate di svago ai tifosi. E non sopporto neanche chi li definisce “pidocchiosi” speculatori che fanno i conti solo con i “propri interessi”. I nostri “magnifici 7” sono semplicemente degli imprenditori, come lo sono tutti gli altri proprietari di squadre professionistiche, se fanno qualcosa è ovvio che lo fanno per avere un “ritorno”, economico, di immagine, politico etc. Quello di cui si dovrebbero preoccupare i tifosi è se questo “ritorno” coincide con le proprie “aspirazioni”, e se queste “aspirazioni” possono essere confermate per un tempo medio-lungo (giusto per non ritornare a parlare sempre e solo di bilanci, assetti societari e sentenze dei tribunali). Tutto qui.

  • 24 Ottobre 2018 in 10:17
    Permalink

    Riassumendo: un cinese ha portato 18 milioni in Italia ad un gruppo di imprenditori poi dopo un anno se ne va senza fiatare. Come si chiama questa operazione in Italia?

    • 24 Ottobre 2018 in 11:38
      Permalink

      Sembra la storia della vendita del Colosseo ai cinesi

  • 24 Ottobre 2018 in 11:58
    Permalink

    Buongiorno Direttore volevo contestare la frase che ha dato come primo commento
    “Durante la conferenza stampa Ferrari ha ribadito che i sette soci – all’unanimità – hanno deciso questo passo: però ha anche chiarito che loro “già han dato” prima, per cui ora gestiranno la situazione, facendo tutto quello che debbono fare, per poi passare la mano nel medio-lungo termine quando avranno identificato, senza fretta, un nuovo azionista di maggioranza, ribadendo che loro non sono “imprenditori calcistici””

    Per me è l’esatto contrario hanno ripreso in mano la situazione come hanno già fatto con Scala Minotti ed Apolloni perchè il loro investimento non doveva essere a fondo perduto…

    Da qualche mese circolava la voce che Pizzarotti in prima persona spingeva per riavere la squadra ma Lizhang voleva il doppio del versato (quanto?)

    Se ieri mattina hanno chiuso cosi alla svelta vuol dire che l’accordo è stato trovato sulla cifra da versare e sul centro sportivo.

    Hanno anche detto che c’è tempo per trovare un altro socio (un Petroliere Arabo ???) perchè di problemi economici non ne hanno…

    • 24 Ottobre 2018 in 12:13
      Permalink

      Guardi Luca, può contestarmi quanto vuole, però se scrivo qualcosa – e come noto intervengo solo in casi particolari, data la mia attuale situazione – è perché so (come avrebbe detto il povero Bellè). Al contrario del suo scritto che contiene una valanga di corbellerie non corrispondenti al vero.
      1 – Ferrari durante la conferenza stampa di ieri, ha ribadito un convincimento che gli è assai caro, e cioè, appunto che i 7 soci non sono “imprenditori calcistici”, motivo per cui ora sono tornati in campo perché era indispensabile che accadesse visti gli accadimenti (o meglio i non accadimenti: alias, le inadempienze del socio dagli occhi a mandorla). Nessuno di loro (al momento, poi non si pongono limiti alla provvidenza…) al momento attuale ha voglia di provare l’ebbrezza di fare l’imprenditore calcistico.
      2 – Non c’è alcun tipo di analogia con il ribaltone Scala. Allora si trattò di “scelte tecniche”, roba di campo, non di gestione della società, il cui controllo è sempre e solo stato in mano loro o del management da loro scelto. Scala non ha mai fatto il presidente nel senso tecnico del termine, era più, al limite, un presidente onorario, e comunque appiattito sul “sodalizio sportivo” con Minotti ed Apolloni. Ma non influiva certo sulle politiche societarie, esclusa la parte tecnica.
      3 – La voce secondo cui Pizzarotti spingeva per avere in prima persona la squadra e che Lizahnag voleva il doppio di quanto versato è una fake news. O una bufala. O una cavolata. Scelga lei. La discesa in campo di ieri è dei Sette Cavalieri, non di uno solo. Nel pieno rispetto dell’idea condominiale iniziale, con equa ripartizione. Se un domani, come si sperava prima dell’arrivo dei Cinesi, Pizzarotti dovesse prendere in mano la maggioranza, lo vedremo (e per certi versi lo auspichiamo): ma al giorno d’oggi non è affatto così.
      4 – Tra i cinesi e i pramnza non è stato stretto alcun accordo. Non è stato versato un obolo a Lizhang, ma è stato fatto un atto unilaterale – nel pieno interesse della Comunità Crociata – con una sorta di takeover del 30%, come da apposita clausola inserita e sottoscritta dalle parti, in cado di inadempienze. Non si è trattato di un divorzio consensuale. Vedremo in seguito gli sviluppi (e gli scenari sono aperti).
      5 – Non è stato trovato alcun accordo su cifre da versare o centro sportivo: il piano di obbligazioni previste non risulta essere stato rispettato dai soci cinesi, e i parmigiani, ribadisco, hanno fatto ricorso alla clausola di garanzia posta dal contratto.
      6 – Quella del petroliere arabo è una cazzata (e qui scelgo volutamente un vocabolo forte), così come nel medio-lungo termine la gestione rimane in mano ai sette big, senza alcuna fretta di trovare il nuovo partner, che dovrà passare le loro “analisi del sangue”.

      Saluti

      Gmajo

  • 24 Ottobre 2018 in 12:29
    Permalink

    Quindi non è stata consensuale la cosa?Strano che questo punto che jonny non abbia fatto resistenza. Pensavo fosse d’accordo anche lui..mi sa che allora non finirà qui

    • 24 Ottobre 2018 in 12:34
      Permalink

      No, non è stata consensuale. Come già chiarito Nuovo Inizio ha esercitato un proprio diritto previsto dall’atto di compravendita, attraverso una clausola all’uopo predisposta per prevenire cattive sorprese.

  • 24 Ottobre 2018 in 12:52
    Permalink

    Infatt, dalle ultime foto pubblicate sembrava un pò scuro in volto

      • 24 Ottobre 2018 in 13:43
        Permalink

        Mr John ha il 30% a sua insaputa? 🙂

  • 24 Ottobre 2018 in 14:29
    Permalink

    siamo quelli di domenica scorsa meno il cinese

  • 24 Ottobre 2018 in 15:04
    Permalink

    Mr John la mia versè i restanti eurini per arrivare al 60%.

    Concludendo….i 7 magnifici dovranno fare una capitalizzazione

    per poter poi saldare i debiti pregressi e far fronte a quelli futuri.

    Me lo vedo la faccia di Dallara….a dover aprire il portafoglio….

    sicuramente troverà altre soluzioni…

    • 24 Ottobre 2018 in 15:30
      Permalink

      John aveva regolarmente versato il dovuto per il rimanente 30% ai magnifici 7 i quali hanno tenuto quella somma a disposizione del Parma Calcio senza lucrare nulla.
      Come già spiegato non ha rispettato le obbligazioni successive.

  • 24 Ottobre 2018 in 16:33
    Permalink

    Uno che sul mercato ti costringe a prendere Cicirotto e Biabiany e che costringe i soci di minoranza a cacciare pila per le iscrizioni al campionato merita di tornarsene ad occuparsi di bar e mini market con tutto a 1 Euro. L’errore è stato purtroppo fidarsi di un soggetto così che fin da subito si era capito c’elra un bidon.

  • 24 Ottobre 2018 in 16:51
    Permalink

    Ludovico il Moro, ma ogni tanto parlare con cognizione di causa no? Perchè buttare li continuamente notizie senza fondamento e puntalmente smentite?Solo per il gusto di fare polemica?degustibus

  • 24 Ottobre 2018 in 18:12
    Permalink

    Non è polemica è pura realtà…
    se i 7 meravigliosi si sono riappropriati della maggioranza
    è perché Giovanni non ha saldato…..
    la famosa INADEPIENZA cos’è?
    Forse per alcuni non ha pagato il conto al ristorante in Via Mantova
    o per altri il Taxi da Collecchiello al Tardini…

    • 24 Ottobre 2018 in 18:18
      Permalink

      Lei prima ha affermato che non aveva pagato le quote ai sette soci – in ciò dicendo una balla al puro fine di fare polemica, sottintendo che i medesimi si facciano i propri interessi personali – mentre le inadempienze sono per i successivi esborsi per l’ordinaria e talora straordinaria amministrazione, attraverso scadenze andate disattese-

  • 24 Ottobre 2018 in 18:36
    Permalink

    In questa vicenda il cinese è chiaramente l’inadempiente e nuovo inizio la parte lesa. Quindi nuovo inizio non ha alcuna colpa anzi per fortuna lo ha cacciato a calci. L’unica cosa che mi permetto di dire e i fatti mi hanno dato ragione è come gente così di alto livello sia sia fatta fregare da uno che il mio benzinaio fin dal principio diceva che non andava bene. Ma scusate avete mai visto come sono i tycoon?Qusto qui sembrava il mio sartino cinese di San Pancrazio che gli porto a mettere a posto le braghe a due euro.

    • 24 Ottobre 2018 in 19:26
      Permalink

      Davide non è che si siano fatti fregare. Magari, forse, il contrario? Nel senso che comunque John resta un benefattore per la trasfusione praticata al momento giusto. La speranza era che di trasfusioni potessero essercene altre: ma per svariati motivi che non stiamo qui a sindacare, di ulteriori donazioni alla causa non ce ne sono state.
      Io penso che i 7 siano stati bravi comunque a trovare uno che facesse al caso loro; dopo di che per mutate condizioni fanno una sostituzione, rientrando in campo, in attesa del prossimo.
      Guarda, io stesso sono un seguace della teoria di Cesare Lombroso e infatti certuni per cui ci sono degli entusiasti io dico: ma guardateli in faccia…, però non è che l’abito fa il monaco. Se per 18 milioni di buoni motivi gli avevan ceduto il 60% han fatto bene, così come sono stati bravi, abili e lungimiranti ad inserire la clausola per “andarsela a riprendere”. Non credo che i 7 big siano degli sprovveduti…

  • 24 Ottobre 2018 in 19:01
    Permalink

    Dai Lodovico avresti anche fiaccato… Visto che ci hai battezzato come nadari, o porti dei dati certi che posso almeno dirti che hai ragione, se no at tez, parchê al nador at’ si ti.

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Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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