domenica, Maggio 26, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUANDO LE OPINIONI DIVENTANO GIUDIZI

gianni barone(Gianni Barone) – Quando si è in presenza di due allenatori emergenti, uno ormai ex (tale) come Giampaolo, e uno ancora in pectore come D’Aversa, senza l’obbligo di ricorrere alla teoria di Kant dei principi a priori della conoscenza, ecco che le opinioni di fine gara Sampdoria Parma, espresse come apprezzamenti e valutazioni personali, diventano veri e propri giudizi, in quanto gli stessi assumono una forma definita e particolare. Perché  quando uno dice “E se non si considera che non siamo riusciti a tirare in porta quando siamo ripartiti in contropiede in tre  contro uno senza sfruttare poi questa ripartenza… A volte ci vuole anche qualità…”, come ha detto D’Aversa; oppure quando un altro afferma “Quella di oggi è stata una delle migliori espressioni di senso del gioco, di lavoro collettivo”, come nel caso di Giampaolo, ecco che non si è in presenza di semplici opinioni, ma di qualificati e qualificanti giudizi di natura tecnica e non solo. Non solo perché abbiamo a che fare con filosofie opposte, che si confrontano a vicenda, a volte s’intersecano e spesso si confondano e ci giampaolo sampdoria parmaconfondono di continuo. Si badi bene, che non parliamo di aria fritta o di luoghi comuni spendibili nel buon mercato della critica calcistica televisivamente esibita: abbiamo a che fare con giudizi di tecnici, l’uno che fa giocare la linea difensiva altissima (Giampaolo), e l’altro che la schiera bassissima (D’Aversa). Quindi ? Quindi direbbe Crozza quando imita Salvini, saremmo in presenza di visioni del calcio agli antipodi, ma se andiamo ben ad analizzare, queste due linee nascono dalla stessa prospettiva, quella di riuscire ad un esprimere un concetto di calcio attraverso il gioco. Addirittura? Qualcuno potrebbe obiettare, uno parla di contropiede e ripartenze nella stessa frase, mentre l’altro si l’allunga sul concetto di senso del gioco, e noi siamo qui ad accomunarli in unico abbraccio, un unico discorso, sulla tattica da adottare e sulla filosofia da seguire? Ma attenzione: se ben guardiamo agli sviluppi di questi giudizi espressi sotto forma di opinioni, concludiamo che Giampaolo si lascia andare ad un finale quasi roboante (Buffon docet) quando sostiene che “Abbiamo costretto il PARMA a correrci dietro. Che bello sarebbe giocare sempre cosi”, mentre D’AVERSA è più analitico quando ci propone “Chiaro che contro una squadra molto brava a giocare in verticale, con passaggi molto brevi, si tende giocare per vie centrali, così si fa una fase roberto d'aversa dopo sampdoria parma 16 12 2018difensiva abbastanza stretta e inevitabilmente li porti a giocare in ampiezza” e apre la strada ad un interpretazione perfetta di ciò che è stato il match in tutti i suoi sviluppi. Ineccepibile, non c’è che dire, eppure senza ricorrere a sterili discorsi di contrapposizione tra catenaccio (vade retro Paron) e gioco propositivo, siamo vicini ad affermare che i principi che ispirano l’uno e l’altro, se non sono simili poco ci manca. Ma come? Si direbbe stessi principi, quando l’evidenza del reale dimostrerebbe l’opposto. Il calcio, quello è, è uno, affermazione di principi, che coincidono e divergono, a seconda delle opinioni, ma che convergono inevitabilmente nei giudizi, di cui sopra. Giudizi che sono suffragati, anche dalla storia di ogni tecnico, e dalle metodologie che ogni tecnico, mette in atto negli allenamenti. Si fa sempre poca attenzione a giorgio-gandolfi.pngquello che si riporta sulla stampa, a quello che le varie squadre praticano in allenamento, al termine di ogni pezzo giornaliero, il solerte cronista, sia esso del locale o corrispondente del giornale nazionale o sportivo, riporta ciò che la squadra ha sostenuto nelle varie sedute di allenamento, si parla di esercizi sulla forza veloce, di esercitazioni tattiche su campo a dimensioni ridotte, di possessi palla, torelli, core stability (chissà mai cosa vorrà dire si chiede lo sportivo medio che non ha il tempo di approfondire). ma mai si parla di esercitazioni specifiche per il contropiede o per le ripartenze. Mai, e i casi sono due: o il povero e solerte cronista non li sa ricd'aversa conferenza stampa 07.10.2017onoscere o nessuno, tra gli allenatori italiani, li pratica, ci sarebbe anche il terzo caso che sulla scorta, delle dritte dell’addetto stampa, per non essere stati presenti al campo di allenamento, per qualsivoglia motivo, quando le stesse vengano o ad arte taciute, per non etichettare, di catenacciarismo il tecnico in questione, o che non vengono individuate, del tutto,  anche dallo stesso solerte addetto stampa. Eppure allenare i giocatori, al meglio a questo tipo di situazioni non sarebbe male, sempre vade retro … PARON. Ma tornado alla storia degli allenatori, nereo_roccoGiampaolo, oltre ad essere un emergente un po’ datato, che ha rischiato, in passato, di sedere addirittura sulla panchina della Juventus, passa per essere un allenatore che cura moltissimo la fase difensiva, a volte non si direbbe vista la discontinuità di prestazioni e risultati della sua fase di non possesso, ma per rischiare una linea altissima, come quella messa in campo contro il PARMA, occorre tanto lavoro di preparazione, non ci son dubbi; eppure lui teorico e pratico conclamato dalla critica, con C maiuscola, come uno dei massimi esponenti del calcio propositivo di casa nostra, non si vergogna di affermare che al posto delle scuole calcio e delle accademie, preferirebbe, per il giovane, il gioco di strada, che manca, nella preparazione, quello dei cortili e degli oratori, o quello dei paesi, una volta definiti in via di sviluppo, senza maglie uguali, quasi come quello descritto da Stefano Benni nel romanzo “La Compagnia dei Celestini”, stefano benni la compagnia dei celestinila pallastrada in cui una l’unica regola è quella di non avere regole. Contraddizioni che servono a farci capire quando sia semplice la strada da seguire dopo tutte le complicazioni intervenute, negli anni, per migliorare e poi complicare la materia.  Al punto che lo sportivo medio quello che vuole capire che cos’è il core stability e soprattutto a cosa serve, finisce per essere disorientato, quando si trova di fronte a notizie che parlano di allenatore propositivo che lavora tantissimo sulla fase di difesa e che rimpiange la strada, il cortile, l’oratorio, la pallastrada, e di un altro allenatore che pratica di continuo il possesso palla in allenamento, quando in partita gioca esclusivamente in verticale, o perché è costretto a farlo, o perché rientra nel suo ordine di idee adottarlo. Coincidenze e contraddizioni che nascono anche dai giudizi che ci vengono proposti, ma che non ci fanno capire da cosa nascono le amnesie di questo PARMA, celebrato a giorni alterni, in campionato, che sciorina grandi prestazioni frutto di equilibrio e pragmatismo assoluto, per poi scadere in partite prive di impulso, e soprattutto di idee. Sarà questione di core stabilty, quando cacchio avremo capito di cosa minchia si tratta, avvocato, o si tratta di cuore o altro che sfugge di continuo alle opinioni di chi ne sa e di chi se ne intende davvero.  Per la cronaca al corso allenatori, a cui ho partecipato più di dieci anni fa (ma sono in regola con tutti gli aggiornamenti di formazione obbligatoria), quando si accennava, intorno alle undici di sera, al core stabilty, io a stomaco vuoto, ero distratto dall’idea di un fumante maccherone. Quindi non sono preparato in materia. Bravo!!! Me dir stupid , direbbe il Trap… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / QUANDO LE OPINIONI DIVENTANO GIUDIZI

  • VELENOSO

    Col gioco che ha D’Aversa GERVINHO è semplicemente
    ESSENZIALE.
    Se non ci fosse lui, D’Aversa non potrebbe fare il suo gioco
    non avendo nessun SPEEDY GONZALES come lui.
    In parole povere senza Gervinho probabilmente
    sentiremo già l’acre odore della serie B
    E D’Aversa probabilmente non avrebbe mangiato il panettone.
    Adesso per quello che sto per dire
    NON FRAINTENDETEMI
    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_wacko.gif
    .D’Aversa per ilgioco che ha
    è come fosse un drogato e
    GERVINHO…la sua droga.
    Se infatti Gervinho non gioca
    D’Aversa ha crisi d’astinenza
    con prestazioni corali della
    sua squadra da
    BRIVIDI FREDDI.

    • Quoto. In sua assenza per limitare i danni D’Aversa dovrebbe semplicemente cambiare modulo, provando Siligardi più vicino ad Inglese e non isolato sulla fascia.

  • VELENOSO

    Avete notato che Inglese quando in squadra c’e Gervinho
    sembra Cristiano Ronaldo mentre quando Gervinho
    non gioca si sbatte ma non tocca mai un pallone?
    Questo dovrebbe fare molto riflettere D’Aversa.
    Quando manca il nostro GERVINHO bisogna cambiare
    modulo altrimenti saranno sconfitte su sconfitte.
    Biabiany non è più lo stesso, ora non incide, direi
    che la velocità che era il suo punto di forza ora con l’età è andata a farsi benedire.
    Ora per il Parma è un giocatore inutile.
    Ora a gennaio ci vuole
    Un centrocampista di qualità
    Un sostituto per INGLESE per farlo rifiatare
    visto che Ceravolo non sembra di categoria
    Un valido sostituto di Gervinho perché
    se di fa male lui, sono
    SUDORI FREDDY………..MERCURY

  • Nooooo !!! È tornato. Finiti I domiciliari !!! Come passa in fretta il tempo !!! A quando l’ergastolo ???

  • VELENOSO

    Lu.Po ti capisco.
    La tua pacchia è finita


  • Warning: printf(): Too few arguments in /home/customer/www/stadiotardini.it/public_html/wp-content/themes/colormag/inc/template-tags.php on line 516

    La magata 2018 secondo voi chi l’ha fatta?
    Secondo me l’ha fatta Faggiano portando a Parma
    Gervinho e Inglese anche se Inglese senza Gervinho
    è come un bimbo senza
    lecca lecca.
    A gennaio sarà il 2019 e il Parma diverrà
    centenario e bisognerà fare qualcosa di eclatante..
    Ecco perchè a gennaio attendo da Faggiano
    la magata 2019 per festeggiare il centenario
    UN CENTROCAMPISTA COI FIOCCHI.
    HERNANES?
    magari.

  • VELENOSO

    Non ditelo a Faggiano, ho scritto che nel 2019 il Parma
    compirà 100 anni mentre in realtà ne compirà 106
    ma lui non lo sa e vorrà per questo, fare il colpo del secolo
    quindi muti. facciamogli credere che il 2019
    è il centenario e vedrete che farà un colpo clamoroso.
    Quindi.muti come pesci ma so già che,qualche pesce
    striato dirà ” ma il Parma n non compie 100 anni, li ha
    già compiuti” ma cosa volete se abboccato in molti….

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