THE ECONOMIST / BILANCIO E AUMENTO DI CAPITALE: UN’ANALISI DEL “PROGETTO” PARMA

“Il progetto è la Serie B in 2 anni e la serie A in 5” (Mike Piazza, Reggio Emilia, Ottobre 2016)

“Il progetto prevede la Serie A in un nuovo stadio e sogniamo la Champions” (Giuseppe Corrado, Pisa, Febbraio 2017)

“Non promettiamo nulla se non lavoro, serietà e coerenza” (Marco Ferrari, Parma, Luglio 2015)

the economist(The Economist) – Quando nel calcio sentite nominare la parola progetto, normalmente potete farvi una bella risata. Nel 90% dei casi infatti, progetti e promesse sono destinati a rimanere tali. Come sono rimaste buone intenzioni le promesse fatte da Mike Piazza a Reggio e di Beppe Corrado a Pisa, soltanto per rimanere agli ultimi personaggi che si erano avvicinati al Parma prima dell’inizio dell’ “era piociona”.
Come è noto, dopo aver bruciato 11 milioni di euro nella vecchia Regia in poco più di un anno e mezzo, il grande Mike e la stupefacente Alicia si sono fatti di fumo, abbandonando la Reggiana ad un triste fallimento proprio nell’anno del centenario. Il Magico Beppe invece, in un paio d’anni ha buttato 15 milioni per raccogliere una bruciante retrocessione dalla B e un’umiliante uscita al primo turno dei playoff in C. Gli è comunque andata meglio di Mike. Sia perché il Pisa è ancora vivo – ma non vegetissimo in Serie C – sia perché non erano soldi suoi, ma dell’ottuagenario patron Ricci, che pare ora avere dato una decisa stretta, limitando di molto budget e ambizioni calcistiche dei Corrados.

Chissà perché, mi venivano in mente proprio questi due personaggi, mentre sfogliavo ieri il bilancio del Parma – lodevolmente reso disponibile a tutti sul proprio sito dalla società Crociata – e mi studiavo le note di accompagnamento. Sta a vedere che la nostrana Nuovo Inizio – zitta zitta – è invece riuscita a farlo davvero un progetto, anche se solo a pronunciare la parola viene da toccare le parti basse.

 Iniziamo facendo due conti, da documenti ufficiali.

La perdita della serie D è stata di 1,7 milioni. La perdita della serie C di 7,4.

Ben 22,2 milioni – inclusi tutti i premi e bonus per il raggiungimento della promozione – è costata la stagione in Serie B. Mentre per il primo anno di Serie A si stima una perdita di circa 8 milioni.

E’ circa un quarantello. Ad essere precisi 39,3 milioni.

Che sono stati ripianati tutti cash e tutti in conto capitale dagli azionisti. Niente fidejussioni cabrio, giochetti con il marchio, finanziamenti soci a tassi onerosi.

Ma denaro sonante versato in società. E buon per i nostri che strada facendo si è trovato un compagno di viaggio – Jiang “John” Lizhang da Shangai – che si è accollato una bella parte di spese, oltre 18 milioni, salvo poi perdersi, ahilui, nelle nebbie delle restrizioni del governo cinese e nelle paludi delle inadempienze contrattuali. L’esborso netto dei nostri capitani d’industria locali, documenti alla mano, dovrebbe assestarsi per ora su circa un ventello. Tanti? Pochi? Per chi scrive sicuramente tantissimi, ma per i nostri magnifici sette – come soleva appellarli Nevio Scala prima di iniziare la stagione del rancore –  non una cifra da rovina, anche perché l’unione fa la forza e l’investimento sembra sia stato smezzato alla romana, in parti uguali tra big, superbig e mezzibig.

Intendiamoci. 20 milioni in 4 anni sono tanti, se li prendiamo in assoluto.

Ma sono anche pochi, se li paragoniamo ai soldi bruciati da Mike e Beppe per prendersi ben poche soddisfazioni o agli 80 milioni investiti in 10 anni dal Cavalier Arvedi a Cremona per non andare oltre la Serie B.

Sono pochi – soprattutto – se guardiamo al valore che si è creato in questi 4 anni.

La società crociata, ripartita da zero nel Luglio 2015, oggi si ritrova:

–      Una squadra in Serie A, dopo 3 promozioni di fila e concrete possibilità di rimanerci, classifica alla mano;

–      Zero debiti verso banche, soci e fornitori: praticamente un unicorno nel panorama calcistico professionistico italiano;

–      Un centro sportivo di proprietà, su cui è già pronto e finanziato progetto ampliamento e ristrutturazione (zona settore giovanile), acquisito a prezzo competitivo da Fallimento;

–      Settore Giovanile ricostruito da zero, Progetto Academy con  squadre affiliate da tutta Italia;

–      Marchio, trofei e ranking storico (che influenza in positivo distribuzione diritti tv) acquisiti ad un tirone di borsa;

–      Società organizzata managerialmente, nuovi canali digitali, merchandising, nuovo store e e-store,  E-Sports;

–      Opportunità di ristrutturazione Stadio Tardini con incremento ricavi da stadio e ricavi accessori (parking);

 Il tutto nell’ambito di un conto economico che – elidendo le spese non ricorrenti quali il contributo alla Serie B per promozione, ristrutturazione stadio estiva, costi rosa per fuoril ista – già  l’anno prossimo, nell’auspicato caso di mantenimento della categoria – potrebbe essere in positivo.

 E’ questo il vero “colpaccio” riuscito a Nuovo Inizio. Ossia gli investimenti effettuati hanno generato valore esponenziale e  il “come noi nessuno mai” potrebbe essere utilizzato forse addirittura più per il costo/opportunità dei risultati aziendali raggiunti che per la parte prettamente sportiva. Sta a vedere che in un mondo dove il “progetto” non esiste quasi mai, quei neofiti di Nuovo Inizio sono riusciti a svilupparne uno, con poche parole ma tanti fatti. Bon Nadel a tutti e alla prossima puntata. The Economist

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Stadio Tardini

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11 pensieri riguardo “THE ECONOMIST / BILANCIO E AUMENTO DI CAPITALE: UN’ANALISI DEL “PROGETTO” PARMA

  • 24 Dicembre 2018 in 13:59
    Permalink

    Articolo molto interessante, grazie per questo riassunto in chiave economica.
    Un grazie a Nuovo Inizio, il cui progetto è veramente una mosca Bianca nel panorama calcistico italiano.
    Alla fine dimostra che impegno volontà serietà premia, ed I risultati alla fine arrivano.
    Grazie A Marco Ferrari, vera anima del progetto, grazie a Nuovo Inizio, e grazie anche a Lizhang, che alla fine ha partecipato alle spese, contribuendo non poco alla nostra serie B.
    Grazie anche a Gigi Apolloni e Nevio Scala, artefici del primo passo (la serie D), non era facile, il primo passo è sempre il più difficile,
    Buon Natale e buone feste a tutti

  • 24 Dicembre 2018 in 14:48
    Permalink

    Complinenti ….buon articulo …
    Sono fortunato di essere un Tifoso Gialloblu Crociato …
    Buon Natale a Tutti e Tutte ….
    Straje’

  • 24 Dicembre 2018 in 16:18
    Permalink

    Herr Director, scrivete queste cose perché nessuno di voi ha mai visto il Progetto di Magico Parma. Era un progetto spettacolare, con un sacco di ambizione che guardava al futuro, non al passato. E soprattutto prevedeva il ripescaggio in Lega Pro. Quindi Corrado, se i poteri forti e il Sindaco nelle mani dell’UPI non gli avessero messo i bastoni tra le ruote, avrebbe fatto la risalita guadagnando un anno. Su questo non c’è dibbio, perché lo aveva scritto anche in un comunicato che il progetto era quello. Altro che COME NOI NESSUNO MAI! Dovevate scrivere COME NOI NESSUNO MAI (tranne Magico Parma con il ripescaggio). Troppo comodo dimenticare.

    • 24 Dicembre 2018 in 17:45
      Permalink

      Direi che il tempo della propaganda sia abbondantemente terminato. Le quattro paginette magiche erano lontane parenti del pamphlet di Ferrari, il quale stava lavorando sul “progetto D” da mesi mentre i Magici dopo aver illuso tutti di salvare la categoria, poi virarono sulla più risparmiosa D salvo gettare fumo di ripescaggi per i più creduloni o per chi ignorava che lo stesso non era possibile per le vigenti regolamentazioni in materia. Come dimenticare poi la conferenza farsa in cui mi attaccarono pubblicamente, peggio che il Ghiro, salvo poi almeno scusarsi, solo perché gli avevo suggerito la strada per prendere il Parma dai Curastars pur ad esercizio provvisorio terminato. La propaganda ha lasciato spazio ai fatti che sono davanti agli occhi di tutti e solo chi è in malafede può negarli.
      Ne approfitto per ribadire ancora una volta come l’Upi non c’entri una benedetta mazza con Nuovo Inizio, sebbene un paio dei Magnifici 7 ne siano aderenti. E aggiungo pure che col 2019 sarebbe ora che la si piantasse di osteggiare i proprietari del Parma solo per anacronistiche antipatie politiche vetero anni 70. Lasciamo fuori la politica dal Parma, please e ragioniamo sui fatti lasciando perdere quello che non avrebbe potuto essere e complotti mai esistiti. Bon nadel

  • 24 Dicembre 2018 in 19:51
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    Magari non vinceremo e saremo protagonisti subito, ma stiamo gettando le basi per un futuro duraturo. Grazie società.

  • 24 Dicembre 2018 in 21:38
    Permalink

    Concettualmente sono quasi sempre d’accordo col Direttore anche se, spesso, baruffiamo a causa del mio carattere ribelle e bastian contrario ma, su questa tematica condivido:

    questa Società, NUOVO INIZIO , tanto per capirci, ha progettato, ideato e portato avanti la propria linea esecutiva, DA NON IMPRENDITORI NELLA MATERIA CALCIO, da new entry in questo mondo , business-sportivo, ebbene, ciò nonostante, hanno ottenuto risultati eccellenti ma, pure SPESO SOLDI, LORO, ECCELLENTI..

    Io non credo che siano dei benefattori, che non siano degli sprovveduti e che non siano nemmeno dei principianti: nonostante la loro dichiarata INESPERIENZA e NON CONOSCENZA DEL PIANETA CALCIO , essi si sono districati alla grande ( i risultati ottenuti AIUTANO MOLTO A ENTRARE NELLA STORIA ) ..ed ora …ultimo bilancio alla mano, dopo aver immesso 40 milioncini di euro ( sempre 18 del Cinese ), hanno ricapitalizzato, chiuso gli eventuali spifferi ( buchi ) , arginato le perdite e …ri pianificato il pareggio del bilancio fino al 31/12 p.v.

    di fatto, questo non è un problema mio, del tifoso, tanto per intenderci ma, ….credo che , ad oggi, dal punto di vista sportivo=classifica attuale, i possa esser soddisfatti, da quello gestionale…si legge di conti a posto ..COSA VOGLIAMO ?

    NON CI RESTA CHE CONTINUARE A TIFARE …
    o no ?

  • 25 Dicembre 2018 in 18:16
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    E se si andasse su Giuseppe Rossi come riserva a Inglese?

    • 26 Dicembre 2018 in 10:30
      Permalink

      Io invece punterei su Adriano!!!! 🤔🤔🤔🤔

  • 25 Dicembre 2018 in 18:22
    Permalink

    Mi volete fare incazzare?
    Oggi è Natale e dopo avervi fatto gli auguri
    vi svelo il.mio punto debole per cui toccando
    questo mi fareste andar giù da bestia.
    Se siete VERI TIFOSI DEL PARMA
    non dovrete
    MAI
    e poi MAI
    toccarmi i
    MAGNIFICI 7.
    Sono stato chiaro?

  • 26 Dicembre 2018 in 07:45
    Permalink

    Caro amico ti scrivo …( Lucio Dalla )

    Purtroppo per lui, Giuseppe Rossi credo che abbia delle problematiche fisiche per cui mi sembra difficile che possa tornare a giocare a certi livelli, scrivo purtroppo perché è stato un ottimo talento, ha raggiunto buonissimi livelli ma, gli infortuni subiti gli hanno pregiudicato una carriera ancor + luminosa e continuativa: questo è il mio modesto parere ed i fatti, concreti, mi pare che lo avvalorino.
    Capisco che tu abbia un debole per questo ragazzo nostrano, educato, umile e molto diverso dalla tipologia del calciatore medio, nel look, nei modi e nelle sue esternazioni, mai sopra le righe e mai per apparire a tutti i costi: è stato molto sfortunato a causa di tutti gli infortuni avuti e, che dire, auguro di sbagliarmi !!

    Un saluto a te e famiglia

    Buon anno nuovo
    moro

  • 26 Dicembre 2018 in 09:13
    Permalink

    Straordinario questo Parma, sia fuori che dentro il campo. Possiamo sventolare quindi la nostra bandiera con i nostri colori, senza farci intimidire da i soliti altri colori che offuscano i pensieri; quello che stiamo cercando o sperando di fare è di metterci in carreggiata in una buona scia di sorpasso, in questa pista infinita che è il mondo del calcio. I gialloblù ritorneranno in Europa!

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