UN UOMO IN DUE MAGLIE di Luca Savarese / STEFANO CUOGHI TRA MILAN E PARMA: “D’AVERSA: BRAVO E SOTTOVALUTATO”

stefano cuoghi(Luca Savarese) – Torna, visto il bigh match di San Siro con i rossoneri di oggi, domenica 2 Dicembre 2018, all’ora di pranzo, come era tornato prima di Inter-Parma di settembre quando fu Benny Carbone a raccontarsi, l’appuntamento con Un uomo in due maglie, uno spazio che specie negli ultimi anni di A, qui sopra,ha introdotto le gare dei Crociati. Nel Parma di Scala, che ha portato la sorpresa in tutta Italia ed andava in giro per l’Europa a conquistare trofei, c’era un’ armonia unica. C’erano violinisti ed oboisti, chitarristi e batteristi, ma c’era anche chi suonava il clarino in mezzo al campo, zona da dove tutto passa, melodia imprescindibile. Come Stefano Cuoghi, nato l’8 agosto del 1959 a Modena .I primi tre anni del 1980 al Milan, i primi tre del 1990 al Parma. In rossonero l’esperienza, in giallo blù crociato, i trofei. Grazie alla gentilezza del giornalista di TuttoPisa Marco Pieracci, che ci ha reso disponibile il contatto, lo abbiamo sentito nei giorni scorsi. Era appena tornato da una passeggiata coi suoi cani. Ma ieri, ad abbaiare, in campo, nelle terre di mezzo, era lui.

Stefano, tre anni al Milan, dal 1980 al 1983 e tre anni al Parma dal 1990 al 1993. Non sono le Vite parallele di Plutarco ma le tue militanze con rossoneri e crociati, domenica di nuovo avversari?

Si, al Milan arrivai giovane e nel momento peggiore per la storia rossonera, dopo la retrocessione forzata in B. Al Parma, al contrario, arrivai già molto maturo e quasi a fine carriera, trovando un ambiente in piena fibrillazione che stava per spiccare il suo volo, la miccia si era appena accesa. Ho dei ricordi bellissimi da entrambe le parti. E’ chiaro che a Parma ho vinto dei trofei nazionali ed internazionali, che erano anche i primi della società ed il ricordo è più dolce”.

Arrivi sotto la madonnina che il Milan è appena stato relegato in B. Come fu il tuo primo impatto con la nuova realtà?

Strano, c’era una gran voglia di uscire da una situazione davvero insolita, se si pensa che solo un anno prima, nel 1979, il Milan aveva vinto lo scudetto della stella”.

Giocare alla Scala del calcio con quella maglia, che sapore ha avuto?

E’ sempre molto difficile giocare in quel tempio. Sai, se vai in difficoltà lì dentro, è molto dura. E’ uno stadio che ti da molto ma nello stesso tempo ti toglie anche, ma in ogni caso, è una cosa meravigliosa. Giocai tante partite con la maglia del Milan quando ancora c’erano solo due anelli ma paradossalmente ospitava molte più persone. Sono stato uno dei pochi ad aver il privilegio di rigiocarci, da avversario, anche dopo i lavori di ristrutturazione dovuti al mondiale del 1990: dal punto di vista estetico fu più imponente l’impatto ma per ordine pubblico molta gente non potette più entrare. Ci giocai col Pisa e col Parma, da avversario”.

Hai avuto modo di avere come compagni Baresi e Tassotti. Intravvedevi che sarebbero diventati poi due protagonisti del Milan degli Immortali prima e degli Invincibili poi?

Allora Baresi era un predestinato: faceva parte della rosa della nazionale che in Spagna vinse il Mundial e poi nel 79 vinse lo scudetto col Milan, un vero e proprio mostro sacro. Per quanto riguarda Tassotti molti dicono che sia migliorato solo dopo l’avvento di Liedholm, cosa falsa: Mauro era già molto bravo prima, è solo che ogni tanto gli partiva la brocca e faceva delle entrate un po’ troppo dure ma il Milan ne ha capito le potenzialità, curando questo difettuccio ed infatti ha fatto una carriera da fedelissimo di quella maglia”.

Poi dopo Modena, Perugia e Pisa, ecco che inizia l’avventura col Parma. Il tuo primo ricordo del Tardini

Brutto e ti spiego anche il perché. Dovevamo giocare una gara di Coppa Italia contro la Fiorentina e siccome non c’era il terzino destro lo feci io, a tutta fascia. Dall’altra parte, però, c’era un giovane Alberto Di Chiara che andava come un treno e mi mise nettamente in crisi. Si fece così presto, nei commenti, a darmi del bollito e molti si meravigliarono del mio arrivo all’interno di una squadra che stava esplodendo. Poi non giocai neanche la prima in A contro la Juve perché ero influenzato. L’inizio fu travagliato, ma dalla seconda giornata, le cosè andarono per il meglio. Mi rifeci e alla grandissima”.

Eri in campo, quel giorno, primo giorno di primavera del 1993, quando Tino Asprilla con una punizione improvvisa vi permette di sbancare San Siro e di interrompere il record di 58 risultati utili consecutivi di quel Milan. Da testimone oculare e protagonista in campo, cosa ci racconti?

Mi ricordo quel frammento come se fosse ora. Io ero proprio davanti alla barriera imbastita da Rossi, per cercare di disorientarla. Mai mi sarei aspettato che su quella palla andasse Faustino. Era uno che le punizioni non le aveva mai battute nemmeno in allenamento. Spiazzò noi prima di tutto, poi spiazzò i tifosi, sé stesso e alla fine quel Milan fortissimo. Per il Parma fu un altro tassello decisivo (Nevio Scala, lo scorso anno quando lo abbiamo sentito su queste colonne c rivelò che su quella palla andò il funambolo colombiano come punizione di una multa che aveva preso. L’incaricato principale a batterle era il sindaco, Marco Osio)”.

Da un gol importante ad uno storico. Il tuo nella finalissima di Wembley del 1993. Ma, quando al minuto 83 ricevetti quella palla avevi già l’idea di quell’invenzione che spiazzò il portiere Stojanovic

Quando feci quell’allungo non lo so perché lo feci, essendo sul 2 a 1 avrei potuto fare una giocata più conservativa. Invece percorsi quei 50 metri, poi non pensavo che Grun potesse vedermi e pensare di lanciarmi e invece la palla mi arrivò. Al centro dell’area c’era Sandro Melli pronto a ricevere un traversone. Mentre correvo pensai –Ma quando mi ricapita un’occasione del genere nella vita? Allora decisi di provare a concludere, da solo. Ebbi anche fortuna perché il portiere dell’Anversa non capii nulla, andò dall’altra parte, forse si aspettava che mettessi in mezzo il pallone”.

Nevio Scala, che pochi giorni fa ha compiuto 71 anni, ha reso una simpatica squadra una forza del calcio italiano ed una potenza di quello europeo dei primi anni novanta. Hai avuto tanti allenatori, ma lui, cosa ti ha dato?

Tantissimo. Con lui non ho vissuto solo il rapporto giocatore-allenatore a Parma, ma anche un’amicizia ed una stima reciproca. Tant’è che quando ha avuto bisogno di un collaboratore nelle sue esperienze allo Shakhtar Donetsk e allo Spartak Mosca, ha chiesto se me la sentivo di aiutarlo e mi sono reso subito disponibile. Avendo due caratteri forti entrambi, ogni tanto capitava che discutevamo, ma dopo ogni confronto, poiché siamo due persone autentiche, il rapporto proseguiva, migliorato e rasserenato”.

Domenica sulla giostra del campionato torna Milan-Parma. Milan quinto a quota 20, Parma sesto con 22 punti. Ti aspettavi questa classifica per entrambe?

Il Milan me lo immaginavo in quelle posizioni, poi tanti infortunati non gli hanno permesso di essere qualche gradino più su. Quello che mi ha sinceramente sorpreso, è stato il Parma. Chi se l’aspettava di trovarlo a fine novembre così in alto? A questo proposito, vorrei spezzare una lancia a favore di D’Aversa. Specificando che non lo conosco di persona, per me è un ottimo allenatore. Quel che m’infastidisce è vedere come sia davvero sottovalutato dall’opinione pubblica, tutta presa ad esaltare altri tecnici. Dobbiamo ricordarci che mister D’Aversa ha vinto un campionato di C col Lanciano, ha raggiunto la B ai play off col Parma e lo scorso anno ha portato la squadra in A senza passare dalle forche caudine del play off. anche nei momenti di difficoltà, e’ sempre sul pezzo, sta facendo un campionato straordinario ma purtroppo vengono esaltati sempre i soliti. Io ho visto giocare il Parma in tv quest’anno e l’ho visto giocare molto bene. Credo, che abbia una grande abilità: sfruttare al meglio la materia prima che ha a disposizione. Insomma, anche il Milan, è avvisato”.

 

3 pensieri riguardo “UN UOMO IN DUE MAGLIE di Luca Savarese / STEFANO CUOGHI TRA MILAN E PARMA: “D’AVERSA: BRAVO E SOTTOVALUTATO”

  • 2 Dicembre 2018 in 12:24
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    Vamos Ragazzi….💪💪💪💪⚽️

  • 2 Dicembre 2018 in 12:55
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    Che bella immagine, che MAGLIA… Bei ricordi

  • 2 Dicembre 2018 in 13:29
    Permalink

    Come sempre, bella intervista http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

I commenti sono chiusi.

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