CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / BASTAVA UN BRICIOLO DI MALIZIA IN PIU’…

gianni barone(Gianni Barone) – Questa volta, oltre alla tattica, che non c’entra mai, al difensivismo che c’entra poco, e al gioco propositivo che non c’entra proprio niente, quasi come Salvini nei miei articoli (secondo l’Inkiesta sta commettendo gli stessi errori dell’altro Matteo, al secolo Renzi, ma qui non si discetta di politica, di real politik, ma di balòn) ecco d’incanto che spunta un elemento nuovo. Proprio mentre si afferma, la diceria, che all’interno di una partita, ve ne sono due, e a volte, forse, di più: una, quella tattica, quella preparata meglio, in allenamento e a tavolino, quella che riesce sempre; l’altra, quella degli ultimi 20 minuti, in cui tutto è possibile, in cui gli equilibri si rovesciano, e in cui capita che non basta saper difendere, perché quando si prendono due gol di testa – su corner e su traversone dalla trequarti – e quando si prende il terzo, quello decisivo, su respinta corta della difesa con nessuno degli stremati centrocampisti, pronto a raccogliere e allontanare la minaccia), ecco, se non avete perso il respiro o il filo del discorso un po’ anacoluto, ecco che subentra, o meglio manca, ciò che il tecnico d'aversa maliziaha individuato con il termine malizia. Poco usato, ultimamente nei commenti e nel gergo calcistico in generale, desueto, anacronistico e fuori luogo, al punto che ci si chiede: ma cosa cavolo avrà mai voluto significare l’uso doppio di questo termine da parte dell’allenatore ? Infatti il Con un po’ malizia si può portare a casa il risultato” e il “sui gol subiti, avremo potuto avere un po’ più di malizia, l’uso ripetuto del termine dove potrebbe portare la nostra mente e la nostra immaginazione? In un primo momento la parola MALIZIA, ci potrebbe condurre verso le conturbanti scene, dell’omonima commedia sexy, datata 1973, interpretata dall’allora icona del genere Laura Antonelli, ma siamo, sinceramente fuori strada; per rimanere in tema di pallone e sue malizia laura antonellisfumature più romantiche o pragmatiche – fate pure voi – il termine, in questione ci evoca il ricordo della formazione del PERUGIA 78-79, del miracolo della squadra di CASTAGNER (Malizia, Nappi, Ceccarini, Frosio, Della Martira, Dal Fiume, Bagni, Butti, Casarsa, Vannini, Speggiorin), capace – da provinciale – di piazzarsi al secondo posto, stabilendo il record di zero sconfitte. Ma qui il paragone viene meno, visto che siamo a commentare una sconfitta maturata in una maniera che ne ha dell’ incredibile, dopo 65 minuti, in cui la squadra Crociata, aveva dato l’impressione di potercela ancora fare e ritornare alla vittoria sul proprio campo, vittoria interna che continua a mancare ormai da diverse partite (del resto come, in generale, la vittoria mancava da un totale anche per la squadra ferrarese). Cosa intendeva rappresentare la malizia daversiana, aldilà del fattore tecnico e del fattore tattico, vedi il cambio di sistema operato dalla Spal, passata allo schieramento a tre punte, e anche del fattore fisico, vedi l’impiego, forzato, di due centrocampisti (Scozzarella e Barillà) un po’ acciaccati e un terzo Kucka decisamente fuori forma (sembra quasi che non abbia fatto neanche la preparazione precampionato ha azzardato qualche nostro lettore nell’apposito spazio commenti)? Questa malizia, tirata in ballo, sta a rappresentare una sorta di disagio certo, sorto, per caso, nelle pieghe di una partita facile e all’improvviso, poi, zeppa di normali situazioni avverse. Che in ogni caso, sono sempre molto difficile da decifrare, a priori, quindi da preventivare.  Criticità, si direbbe in altri ambiti, nel calcio, disciplina imprevedibile per nello maliziaantonomasia, tutto ci può stare, tutto può trovare cittadinanza (anche senza il relativo reddito): tutto si può svelare, tutto si può appalesare senza la sorpresa o lo stupore di alcuno. L’ era già tutto previsto, affonda nelle sabbie mobili, dell’ignoto disvelarsi degli eventi di una gara, che come detto, al suo interno genera altro tipo di gara, di partita, di situazione, quello che molti, amano definire, calcio sporco, partita sporca, in cui necessita calarsi nella parte di chi si deve considerarsi pronto a tutto. E in questi casi i filosofi di riferimento scarseggiano: non bastano i presagi dell’italianismo che suggerirebbe prudenza, densità in mezzo al campo, e marcature individuali in difesa, perché lo abbiamo visto tutti: sui gol di testa presi, non sono bastati i tanti centimetri di altezza di due centrali Alves e Bastoni (solitamente molto abili in materia, ma ieri quanto confusionario il più giovane!), non è bastato un Inglese superstar, bravo in tutte le fasi e tutte le zone del campo, questa volta non è bastato Sepe, non è bastato Gagliolo, che in baraye gdpcoppia con BIABIANY ha messo la museruola al temutissimo Lazzari (iradiddio all’andata), non è bastato niente di questo. Come non bastano i rimpianti, vista l’emergenza in mezzo al campo, di non avere trattenuto, anche solo per un giorno, Deiola, in attesa di un recupero completo di tutta la batteria degli intermedi (leggi centrocampisti). Come  non basta il rammarico di non aver visto, da parte dei tifosi l’esordio in A, del pasionario (della causa e Rinascita Crociata) Baraye. A proposito di “Ivo” va detto che evidentemente l’allenatore non aveva colto l’opportunità di tenerlo in considerazione – per questa gara – come calciatore professionista, limitandosi a considerarlo, invece, in un modo estremamente limitativo, una stregua di riedizione di “Gnoccao”: ricordate quando il comico Gene Gnocchi sperava che Claudio Ranieri, per intercessione del presidente Tommaso Ghirardi, gli regalasse a cinquant’anni suonati, l’opportunità di debuttare in Serie A con la maglia del Parma? Il senegalese, dopo esser entrato in lista sfruttando la finestra del mercato grazie barayenvernale aperto (e i posti vuoti tra cessioni e infortuni), è stato convocato due volte dall’allenatore, il quale, però, non ha mai trovato –  sebbene tirato assai per la giacchetta dai tifosi soprattutto quelli che si esprimono sui socia – il modo per buttarlo nella mischia, quando, forse, Baraye avrebbe potuto risultare non so se più utile, ma sicuramente più in forma di un Gianni Munari, cooptato per l’occasione vista la penuria di intermedi, o forse anche di un Gazzola, dal momento che non c’era da difendere il pareggio o la sconfitta, ma appunto provare a vincere o a riprendersela. E così facendo avrebbe rispettato in pieno il suo proposito che prima di tutto viene il bene del Parma. Forse, però, alla causa di Baraye ha nuociuto proprio questa massiccia campagna (persino internazionale) sul suo utilizzo che magari ha finito per far arroccare D’Aversa sulle sue posizioni, ché poi nessuno si permettesse di dire che aveva ceduto alle pressioni del popolo, così come, probabilmente, era gdp un minuto per barayemal posta la questione del solo minuto in A, quando, magari avrebbe potuto essere più razionale considerare un più significativo spezzone di gara, per scelta tecnica, senza spreco di sostituzioni (sempre comunque molto attardate nei tempi) per operazioni simpatia. Magari, però, tutto sto ambaradan manco servirà, se Baraye dovesse rimanere incredibilmente fino a fine stagione. Difficile? No, dico, perché era forse facile pensare che la Spal segnasse tre gol in meno di venti minuti, sbancando il Tardini, dopo il lunghissimo digiuno di vittorie? Alla Spal, ormai autentica bestia nera del PARMA (questi sei punti tra andata e ritorno valgono la loro salvezza, non stiamo a chiedere dei regali in cambio e manco invochiamo un WhatsApp di ringraziamento, se no poi si mette in moto Pecoraro…), sono bastati solo diciassette minuti e un po’ di buona sorte, per non dire di peggio, e per non evocare parti del corpo che proietterebbero la mente verso scene, evocate, dal film di Laura Antonelli, di cui sopra… Malizia daversiana, dunque, nereo_rocconon è un film oseé, né il portiere del miracoloso Perugia, sempre di cui sopra: ma che cavolo vuole dire, dunque? Così per non ricascarci più… E’ solo una parola! In tutto questo clima di incertezza e imprevedibilità, in cui si vive e in cui si vivranno anche i prossimi proibitivi impegni contro Juventus e INTER (tanto si sa che la speranza il fondo al tunnel, nel calcio esiste sempre, come esistono le rimonte impossibili, vedi quelle di ieri non solo al Tardini, i clamorosi al cibali di ciottiana memoria, i vinca il migliore speriamo di no (del Paron buon’anima) e il c’hanno rubato l’idea del Petisso o addirittura l’amalgama che MASSIMINO avrebbe  voluto comprare al mercato solo se avesse scoperto la squadra di appartenenza della medesima. Esistono i miracoli (quelli minuscoli) e i MIRACOLI (quelli veri con la M maiuscola), come diceva Troisi nel suo ricominciare da tre e non da zero, perché, quando si ricomincia, qualcosa di buono del passato bisogna pur salvarlo. Poi si dirà, come si è detto, che Semplici ha vinto perché ha azzeccato i cambi, togliendo Simic (ingenuo) e Valdifiori (lentissimo), per far entrare l’autoperugia malizia castagnerre del gol (Valoti) e un terzo attaccante Antenucci, che ha costretto il Parma, ad arretrare: tutto comprensibile anche se non condiviso da D’Aversa, che non vede (meglio: non vuol vedere) nella sconfitta una deriva tattica dei suoi. Vede solo, mancanza di realismo malizioso, questo sì, che l’obiettivo rimane sempre lo stesso, che per il romanticismo c’è sempre poco spazio (citofonare Baraye), e che i sogni s’infrangono all’ultimo respiro quando Inglese poteva anche pareggiare una gara che sembrava già vinta… Adesso rimane l’ultimo spezzone di mercato, con le ultime maliziose speranze  di realizzare il sogno d’infrangere il miracolo, battendo l’unica squadra che quest’anno, non ha ancora perso, proprio come quella squadra là… Malizia, Nappi, Ceccarini… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

25 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / BASTAVA UN BRICIOLO DI MALIZIA IN PIU’…

  • 28 Gennaio 2019 in 17:11
    Permalink

    Palla o tibia ,incartare il.pallone e portarlona,casa,cadere e perdere tempo come tarantolati,gli estendi non dovevano più vedere la palla,adesso SSO la novelle vague vuole che si giochi sempre e comunque la palla,spaziare,alla,viva,al parroco ti danno dello scarponaro,il cholo Simeone ha tanto da insegnare….

  • 28 Gennaio 2019 in 17:22
    Permalink

    Malizia o cazzimma come dicono a Napoli?quella furba cattiveria

  • 28 Gennaio 2019 in 17:50
    Permalink

    Bastava avere, al posto dei tre centrocampisti in evidente difficoltà per problemi fisici assortiti, tre giocatori presi a caso dalla panchina in grado di fare mezz’ora di partita a buon ritmo.
    Non c’era bisogno di malizia, ma di gambe.
    Stava a D’Aversa provvedere tempestivamente ai cambi.
    La Spal arrivava nei pressi della nostra area senza opposizione, quando si recuperava un pallone non c’erano idee e neppure precisione nei passaggi.
    Fisicamente e tecnicamente i centrocampisti della Spal hanno nettamente avuto la meglio.

  • 28 Gennaio 2019 in 18:05
    Permalink

    sabato tutti a torino ragass visto i prezzi popolari

    etor ke stadi popolati….ex delle alpi vento polare

    forsa pàrma !!!!

  • 28 Gennaio 2019 in 19:12
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    Tradotto: bastava calciare la palla il pià lontano possibile e possibilmente fare fallo su Fares dal limite.

  • 28 Gennaio 2019 in 19:41
    Permalink

    Sì è vero è mancata malizia
    e cioè è mancata la furbizia.
    In parole povere e stata fatta una
    CAZZATA e sappiamo chi l’ha fatta
    D’Aversa ha “ciccato”.
    Se era più furbo, non avendo
    in panchina CR7 e nessuno
    che gli potesse risolvere la
    partita che lui aveva causa gli
    ottimi cambi dell’allenatore
    della Spal ha buttato
    IGNOBILMENTE
    alle ortiche, doveva mettere
    Baraye un attaccante è chissà
    con lui in campo……
    Baraye si meritava almeno
    un minuto, lo meritava il Parma
    che avrebbe avuto un giocatore
    che dalla D lo avrebbe portato
    nella massima serie dove per lo
    meno avrebbe esordito
    Avrebbe reso meno amara la
    sconfitta, così invece ha fatto
    un torto alla curva Nord e a lui
    e penso a tutti i tifosi del Parma.
    Forse D’Aversa non sa che noi
    AMIAMO BARAYE per aver fatto
    fuori due volte la Reggiana,
    per i tanti gol che lui ha fatto e
    per il perbenismo che ha sempre
    dimostrato di avere.
    L’ho detto è lo ripeto, avessimo avuto
    in campo CR7 avrei capito ma così no.
    È uno sgarbo che ci ha fatto
    D’AVERSA che non ci dimenticheremo.
    Questo è poco ma sicuro.
    Mentre la curva cantava
    “Vogliamo Baraye in campi”
    la Spal ha,segnato.il gol.vittoria.
    Chissà se lo avesse n messo prima al
    posto dello sentissero Kucka….
    Ecco perché D’Aversa con la,SPAL
    ha perso due volte.
    In quanto a Dejola Faggiano
    ha fatto una super cazzata.
    Non riesco a capire per quale motivo
    è stato dato al Cagliari un giocatore
    che doveva rimanere almeno fino
    a giugno e vista la carenza
    ORMAI CRONICA di
    centrocampisti, non riesco a
    capire come, se si voleva dar via
    Dejola, non si sia aspettato un.paio
    di giorni prima di dar via il giocatore
    anche perché l’infermeria è piena
    di centrocampisti.
    Fosse arrivato Barella avrei capito
    Barella era in forma ma prendere un
    giocatore come Kucka che non è in
    condizioni ed è fuori come un balcone
    dagli schemi di D’aversa facendolo giocare
    A
    D
    D
    I
    R
    I
    T
    T
    U
    R
    A
    per 95 minuti con una ovvia prestazione
    indecente facendo del male a lui che
    è stato esposto a una figuraccia epocale
    e al Parma che con Dejola o con Baraye
    forse avrebbevinto la partita
    proprio non l’ ho capito.
    Se qualcuno di voi l’ha capito sarei
    ONORATO di sapere il perché di questo
    comportamento così assurdo.

  • 28 Gennaio 2019 in 20:01
    Permalink

    Figa, tutto facile per voi. Iv studiè a Coverciano?
    Ditelo a Pizzarotti!

  • 28 Gennaio 2019 in 20:18
    Permalink

    poco importa, ma, per precisione, nell’articolo della scorsa settimana scrissi: “ Kuço l’è indrè c’me la cova dal gozen”. La condizione del nuovo arrivato, Kuçka, mi è parsa quasi pre-preparazione estiva, speriamo che recuperi la forma fisica molto presto”.
    LT

  • 28 Gennaio 2019 in 21:18
    Permalink

    bastava barbuti in attacco e perani in panchina

  • 28 Gennaio 2019 in 21:44
    Permalink

    Direttore Azzali l’é ora c’al vaga in pensió.

  • 28 Gennaio 2019 in 21:56
    Permalink

    Kucka sarà pronto a maggio
    Pensare di avere il vero Kucka
    presto è PURA UTOPIA.
    Non sarà pronto prima di maggio
    Non solo come condizione fisica ma come
    adattamento agli schemi di D’Aversa in cui oltre
    a rimanere lucidi bisogna
    CORRERE CORRERE CORRERE
    e andare da una parte all’altra del campo
    difendendo e attaccando.
    Kucka mi sembra un giocatore vecchio stampo
    non certamente moderno.
    Per me sarà un fallimento.
    e lui attualmente è pronto solo per
    fare una partita tra scapoli ammobiliati.
    Spero che. Faggiano ci sorprende
    prendendo un valido centrocampista
    NON ROTTO
    GIOVANE
    GIA’ PRONTO.
    NON PENSIONATO
    Basta con.le mummie
    Basta con gli svernatori seriali
    Possibile che non riusciamo a trovare
    giovani che in un prossimo
    futuro ci possano far fare plusvalenza?
    Tutti vecchi
    Vecchi vecchi e poi ancora vecchi

  • 28 Gennaio 2019 in 22:57
    Permalink

    La penso come velenosoe e mancata la tenuta,atletica ,negli ultimi 20 minuti,non ne avevanonpiu,,invece di sprecare energie inutilità cercare il terzo goal,dovevano solo “conservare” il risultato

  • 28 Gennaio 2019 in 23:01
    Permalink

    Ma kuka che preparazione atletica ha svolto in Turchia?va bene che la e’ un campionato con meno pretese rispetto al nostro,pero la tenuta atletica dovrebbe essere il minimo sindacale ,per un giocatore

  • 29 Gennaio 2019 in 10:33
    Permalink

    Resto sinceramente basito dalla leggerezza e superficialità palesate nella gestione attuale del mercato. Non mi riferisco a nomi o altro.
    1) la questione Deiola qualcuno me la deve spiegare dall’inizio, ovvero dall’estate. Che senso ha avuto prendere uno per altro scarso per darlo via due giorni prima dell’unica partita in cui ti serviva. Mistero;
    2) Dezi, Munari, Baraye. Non ci ho capito nulla, ma temo non ci abbia capito nulla nemmeno Faggiano. Dentro la lista, fuori dalla lista, dentro la lista, in panchina, fuori dalla lista, ancora in panchina;
    3) Ceravolo e Calaiò, ovvero il pippein e il cazzein. Il primo è palese che non lo vuole nessuno, ma siccome non serve a nulla tanto vale perderci e liberare un posto;
    4) Terzini. Mancano da luglio e giochiamo con 4 centrali. Oggi è il 29 e si punta a Sala che come da manuale è infortunato. No comment;
    5) L’Agente di Inglese. Può cortesemente stare zitto almeno un paio di settimane?
    6) E’ possibile una volta non arrivare alle 23 dell’ultimo giorno per chiudere qualcosa?

    • 29 Gennaio 2019 in 11:19
      Permalink

      per come la vedo io ti puoi tranquillizzare:
      1) deiola serviva numericamente ad agosto ed è stato utile diverse partite. un errore ammesso da faggiano quello di lasciarlo andare prima della spal ma evidentemente doveva arrivare il sostituto e arriverà
      2) giocatori fuori dal progetto, vanno in panchina a lista aperta poi ne dubito
      3) li vogliono ma guadagnano tanto, se bisogna calare i pantaloni tanto vale farlo a fine mercato
      4) dimarco ha fatto bene poi si è fatto male, iacoponi gagliolo hanno fatto la loro parte, a destra manca qualcuno piu offensivo se arriva sala non ci si puo lamentare non sembra avere nulla di grave
      5) fa il suo mestiere
      6) il piu importante, l’unico innesto che serviva, è stato preso. deve allenarsi fosse stato in forma e felice lo avrebbero tenuto
      7) se qualcuno ha 100 milioni per allan o 50 per barella o perisic si faccia pure avanti che li prendiamo subito e sono già in forma

  • 29 Gennaio 2019 in 10:44
    Permalink

    Kucka….

    un altro da aggiungere nella lista “Area Anziani” in gita a Chiavari.

  • 29 Gennaio 2019 in 11:47
    Permalink

    si si come Bruno Alves, Gervigno, Biabiani vero?

  • 29 Gennaio 2019 in 11:49
    Permalink

    7) basterebbe un Laurini qualunque che non costa 100 milioni (Sala è infortunato..direi abbiamo già dato)
    1) un errore da tre punti..per prendere uno che non gioca da un anno

    • 29 Gennaio 2019 in 13:12
      Permalink

      Aspettiamo almeno di vedere chi effettivamente prenderanno, se effettivamente prenderanno Sala o nessuno, allora potrai avere ragione. Per valutare la credibilità delle notizie basta vedere l’offerta da un milione e mezzo per Bruno Alves di ieri da parte della Juve, appena dopo aver preso Caceres. Cosa mettono 15 difensori over in lista? A me sembra abbastanza insensato.

      Sui tre punti son d’accordo, però gli errori li fanno tutti. L’errore non è stato prendere Kucka ma dare via Deiola prima di avere il suo sostituto a mio parere.

  • 29 Gennaio 2019 in 14:48
    Permalink

    Per me Kucka va benissimo. Il problema è la leggerezza fatta prima di una partita che era l’unica giocabile in un miniciclo di 5. Come all’andata. E per il terzino non serve Cancelo, ma uno sano a posto e pronto, ma serviva tre settimane fa.

    • 29 Gennaio 2019 in 15:27
      Permalink

      D’accordissimo sulla leggerezza che andava evitata.
      Sul terzino pure, però tutti aspettano la fine per occasioni o per far coincidere tutti gli scambi e si fanno sempre operazioni gli ultimi due giorni.
      Se si smettesse di fare calciomercato a campionato in corso sarebbero risolti i problemi, ma bisogna mettere d’accordo tutti i campionati oppure non funziona.

  • 29 Gennaio 2019 in 15:57
    Permalink

    E soprattutto se leggo ancora di Matri e soprattutto Edera e Pinamonti vado a riprendermi il Calabrone Guazzo.

  • 29 Gennaio 2019 in 17:10
    Permalink

    La leggerezza nella questione Deiola la reputo molto grave. Faggiano non mi è per nulla piaciuto e lo avevo segnalato qui in tempi non sospetti ovvero la settimana scorsa. Significa lavorare un tanto al kg e non con la meticolosità che ad alti livelli ti deve portare a considerare tutti i minimi rischi legati ad ogni operazione. Ma si viene la Spal l’a va ben acsé. E giustamente siamo stati puniti. Idem col terzino occhio ma il rischio è di trovarci giovedì sera col solito bidone in mano.

  • 29 Gennaio 2019 in 22:00
    Permalink

    Arriva schiappacasse!

  • 29 Gennaio 2019 in 23:54
    Permalink

    Schiappa casse si scrive com lo spazio..

I commenti sono chiusi.

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L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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