CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / GERVINHO E L’INVENZIONE DELLA VELOCITA’. D’AVERSA NON E’ UN VERO CATENACCIARO (E VI SPIEGO IL PERCHE’…)

gianni barone(Gianni Barone) – Lo aveva detto il Presidente Pizzarotti, lo hanno ribadito anche gli altri dirigenti, lo avrà pensato anche l’allenatore, lo avevamo anche suggerito noi, e qualcuno ora, di sicuro lo rilancerà: IL PARMA non si deve sedere, non si deve cullare sugli allori, e così, puntualmente, ha fatto, ad Udine. La squadra si è scrollata di dosso tutte le paure di non riuscire a farcela, contro un avversario di pari portata, o per lo meno con lo stesso obiettivo, ed è riuscita ad esprimersi secondo la sua vera identità, ovvero di squadra pratica e organizzata capace ormai di non stupire più nessuno, visto le consolidate certezze esibite al Friuli (vecchia denominazione dello stadio di Udine di cui tacciamo la nuova definizione per non far della pubblicità). E’ riuscita a dimostrare che l’umiltà non si è persa, nonostante il brillante risultato di classifica del girone di andata, e nonostante il mercato che deve ancora decollare e non si sia ancore espresso compiutamente in termini di arrivi e cessioni. Il cambio effettuato del secondo tempo, fra Deiola e Kucka è sintomatico, del momento e del daniele faggiano dopo udinese parmafastidio di un mercato che doveva chiudersi il  18 e invece si prolungherà fino al 31, manifestato apertamente sia dal direttore sportivo che dall’allenatore prima o dopo la gara. In campo dal primo minuto un giocatore, Deiola, che ha fatto bene tutte le volte che è stato chiamato in causa, in partenza (sic!), secondo tutte le voci di mercato, e un altro Kucka, ancora in ritardo di condizione dopo un infortunio, e dopo aver archiviato senza nessun rimpianto la sua parentesi turca, che entra in un momento delicato della gara, quando si doveva difendere il vantaggio, e si posiziona nella zona in cui opera il giocatore avversario più pericoloso cioè De Paul. Un rischio che – per fortuna –  non ha prodotto risultati negativi. Però il punto è: ma se il posticipo della chiusura del mercato dà così fastidio a tutti e crea pericolose contraddizioni, perché qualcuno lo ha voluto fortemente? La risposta è MISTER D'AVERSA DOPO UDINESE-PARMAsemplice, quindici giorni sono pochi per riuscire a perfezionare tutte le trattative in corso, soprattutto quelle in  uscita, anche da parte del Parma, che da qui alla fine del mese, dovrà trovare sistemazione ai seguenti giocatori: Ceravolo, Calaiò, Dezi, Ciciretti, Di Guadio, Munari, Baraye, Frattali. Qualcuno di questi rimarrà, qualcun altro lascerà qualche rimpianto, e di sicuro qualcuno rimpiangerà di essersene andato. Ma questo è la legge di un calcio con poco cuore (o senza come dice Faggiano e come piace a Morosky), di cui si diceva, anche su queste colonne, non molto tempo fa… A Udine, intanto, si è visto il vero volto del PARMA, quello che permette a D’Aversa, di essere, finalmente, e con qualche settimana di ritardo, considerato uno degli allenatori rivelazione del Campionato, al punto che news-pizzarotti-intervista-750x330ora il Presidente Pizzarotti usa la frizzante iperbole che lo terrebbe per dieci anni, in una di quelle trasmissioni dotte, nazionali, in questo caso radiofonico del lunedì mattina, in attesa si sveglino quelle della domenica sera di cui del Nocchiero non si parla mai abbastanza. Lui che è stato oggetto, non tanto di critiche, perché nessuno si è mai permesso di farlo, ma di etichettature a lui, alla dirigenza sportiva, e a tutto lo staff, poche gradite alla luce dei risultati sorprendentemente conseguiti. Ora è arrivato il tempo, delle scuse, sotto forma di elogio anche da parte di quella critica, nazionale, più nobile, con Andrea Elefante che, sulla rosea, scrive ”Compattezza e contropiede, se D’AVERSA non si offende, visto che non si tratta certo di catenaccio: sarebbe suicida non sfruttarlo avendo nereo_roccoun giocatore come Gervinho che impaurisce…” Facendo riferimento al gol in contropiede che ha fruttato la vittoria contro l’Udinese. Sulla stessa linea, ma con connotazioni più ampie, si è espresso Roberto Perrone, (detto Lino) sulla Gazzetta di Parma, affermando: “D’Aversa passa per catenacciaro, ma in realtà è un pragmatico, quello che nel tennis si chiama attaccante da fondo campo”.  Anche noi ci abbiamo ricamato in precedenza, ironizzando e argomentando, ma ora che l’operazione di sdoganamento è realizzata, possiamo affermare che se D’AVERSA, fosse  stato veramente un catenacciaro, duro e puro, alla Rocco, alla TRAP, o alla Viani, tanto per citare coloro che con il catenaccio hanno permesso ad una squadra italiana, il MILAN, di vincere per la prima volta nella storia la Coppa dei Campioni (63-64), nel finale di gara di Udine dopo il gol di Gervinho, avrebbe fatto marcare rigidamente a uomo De PAUL, con Gagliolo o con Iacoponi, invece di lasciarlo libero di fluttuare tra linee e di farlo andare, pericolosamente al tiro, come è avvenuto in occasione dei due pali perrone gdpcolpiti. Invece no: la vera indole di allenatore pratico, organizzato e moderno, gli ha permesso di avere il coraggio di rischiare e lasciarlo al controllo a zona del suo oppositore del momento, e il risultato ancora una volta gli ha dato ragione. Dettagli che fanno intendere che chi è alla guida di una squadra che virtualmente, ha già raggiunto la salvezza, sembra destinato  ad un salto in avanti di carriera, e se qualcuno lo pone, e citiamo sempre Perrone, come uno degli allenatori più interessanti del nostro panorama calcistico, affiancandolo a colleghi come Gasperini e Giampaolo, che da sempre sono indicati come migliori espressioni della nostra scuola, ci pare, non sbagliato, azzardare un suo prossimo futuro su una panchina importante tipo Milan, visto i suoi trascorsi giovanili in rossonero. Ma di questo se parlerà in seguito e non ora, in quanto altre sono le priorità, di mercato, e di squadra, intanto godiamoci ancora il gol con cui Gervinho ci ha fatto credere di aver inventato lui la velocità, inglese e gervinho udinese parmaper come è riuscito palla al piede, a compiere una prodezza, per oltre 50 metri, che tutti ormai considerano normalità. L’invenzione della velocità di cui sopra tutti la conoscono, vedi le dichiarazione del tecnico Nicola, ma pochi riescono ad arginarla e sarà così fino alla fine del torneo, fin quando qualcuno concederà spazi al PARMA e a Gervinho. Nicola alla fine ha detto “Abbiamo perso per due dettagli che conoscevamo”, la rapidità in area in occasione del rigore, e la velocità in campo aperto, condita dall’errore dell’ultimo uomo, D’Alessandro, che invece di tentare di chiudere su Stulac, avrebbe dovuto temporeggiare, e preventivamente fronteggiare la volata di Gervinho, che Fofana – non Opoku – come tutti hanno scritto, non è riuscito ad interrompere nemmeno con il tentativo, andato a vuotgervinho udinese parmao, di placcaggio. In un calcio sempre più tattico, in cui tutti gli allenatori, concettualmente sono preparati, ancora di più delle fisicità, che conta, ma non basta, sarà come preconizzato da qualcuno settimane fa (Sconcerti), sarà la velocità a fare la differenza, oltre al gol di GERVINHO, andiamoci a rivedere il gol di Muriel della Fiorentina, per avere conferme. E per finire, sempre in tema di velocità, va ricordata la prestazione di Biabiany, che molti hanno sottovalutato in sede di giudizi e pagelle, e che invece risulta essere sempre utile e preziosa all’economia della squadra. Qualcuno scherzando ha detto che il francese è l’unico che, quando Gervinho va sul fondo per il cross, è capace di arrivare in tempo per la deviazione, tutti gli altri arriverebbero in ritardo. Altro che catenaccio… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

14 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / GERVINHO E L’INVENZIONE DELLA VELOCITA’. D’AVERSA NON E’ UN VERO CATENACCIARO (E VI SPIEGO IL PERCHE’…)

  • 22 Gennaio 2019 in 14:26
    Permalink

    dica baroni, com’è che stavolta non ha parlato di salvini?

  • 22 Gennaio 2019 in 14:33
    Permalink

    ciocolatén

  • 22 Gennaio 2019 in 14:39
    Permalink

    Gervinho nel Parma sembra un fenomeno perché le sue caratteristiche si sposano a meraviglia con il gioco di D’Aversa.
    In un’altra squadra con un antrop gioco molto probabilmente
    Gervinho non sarebbe così devastante

    • 22 Gennaio 2019 in 23:58
      Permalink

      Meglio per noi, no?

  • 22 Gennaio 2019 in 16:13
    Permalink

    il mercato sarebbe stato comunque aperto in uscita fino al 31.. il problema è sempre il solito ossia uniformare i calendari
    errore dell’udinese però tante volte sui corner contro stavamo tutti in area, sabato giustamente gervinho era pronto al contropiede

  • 22 Gennaio 2019 in 16:24
    Permalink

    D’Aversa applica il catenaccio, non c’è mica niente di male.
    Ha attaccanti da alta classifica che sono precisi quando gli avversari si scoprono.
    Giocando così ha ottenuto molti più punti di quanto fosse pronosticabile e fa bene a continuare a proporlo.
    Se non ha dedicato cure particolari a De Paul è perché riteneva di non offrirgli l’opportunità di creare superiorità numerica. La difesa di gruppo offriva migliore copertura.
    Rocco aveva giocatori di altissimo livello, a lanciare gli attaccanti in contropiede c’era…Rivera e Altafini li finalizzava.
    Il catenaccio ruspante lo faceva nel Padova.

    • 22 Gennaio 2019 in 17:21
      Permalink

      Si esatto, è più una concezione moderna del catenaccio. Poi il nome catenaccio dà un’accezione negativa ad un gioco difensivista ma molto organizzato. Alla fine, l’importante è che ognuno sappia quello che deve fare in campo e penso che in questo Parma questa cosa ci sia assolutamente.
      Poi si può criticare che non è un gioco bello da vedere, ma il compito dell’allenatore è far rendere la squadra al massimo.
      Giocare bene in zona salvezza è veramente per pochi.

      • 22 Gennaio 2019 in 19:30
        Permalink

        Beauty is in the eyes of the beholder no ?
        El Barcelona di Guardiola era spectaculare … il migliore de posezione pallone di tutto la storia …
        Anche il Inter di Herrera era bello top ….
        e como dire La Bellucci o Sofia Loren ..
        Tutti gusti son gusti ….
        Comunque Nostra Parma di D’AversA e’ bello
        Straje’

        • 23 Gennaio 2019 in 08:56
          Permalink

          Il Parma per noi invece è un po’ come Valentina Nappi…

          • 23 Gennaio 2019 in 12:59
            Permalink

            Insomma Il Linguista ..
            meglio per Lei La Valentina Nappi che La Cicciolina … ?
            Io dico che La Bellucci perme e’ meglio che queste due .. pero como ho detto prima … ” Tutti gusti son gusti ”
            Straje’

  • 23 Gennaio 2019 in 17:33
    Permalink

    veh Douglas, basta che respirino.
    Accettasi anche fischio da enfisema!
    La fame è brutta

    • 23 Gennaio 2019 in 19:28
      Permalink

      Pencroff …hai ragione lasciamo stare cosi’ ….
      se no …possiamo contiuare con La Bardot ecc . ecc … e scrivere dei gusti …… di Calcio giocato e ” Fige ” ….
      Cordialmente ,
      Straje’

      • 23 Gennaio 2019 in 21:05
        Permalink

        Ragazzi calmatevi, il senso della battuta era : il Parma non sarà bello come la Bellucci o la Loren, ma ci fa godere tanto

  • 24 Gennaio 2019 in 10:31
    Permalink

    Diciamo che tutto è basato sulle ripartenze, Una difesa arcigna, tutti indietro, subire il gioco avversario, recuperare palle, e pedalare alla grande. E’ il gioco del Liverpool, fatte le debite distanze.
    Personalmente acquisterei Iturbe, giocatore velocissimo.
    Quindi amici,
    “RIEN NE VA PLUS, LES JEUX SONT FAIT”
    Non ce ne più per nessuno, sotto con la Spal.
    Pensierino del giorno:
    E se vincessimo a Torino?

I commenti sono chiusi.

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