CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Quando il “Daversema” non basta per battere il tabù Tardini

gianni barone(Gianni Barone) – La sconfitta contro l’Inter, la terza consecutiva in casa per il Parma, non deve lasciare l’amaro in bocca, e non deve essere l’occasione per perdere la fiducia in questa squadra, anche se, alla luce di quanto fatto nel primo tempo, ci si poteva augurare un esito migliore. Però, leggendo i commenti del giorno dopo – molto critici nei confronti dell’Inter, forse troppo – ci viene in mente, che aldilà degli errori, dei cali e delle omissioni, che gli episodi (due) che sono girati contro (quelli decisivi) sono frutto  non della superiorità, tecnica e fisica, certificata, dei nerazzurri nei confronti dei Crociati, quanto, appunto, di episodiche fatalità. Perché si ha tutti un bel dire, nell’affermare, che la mossa di schierare Lautaro Martinez, sia stata azzeccata, o che l’Inter, abbia segnato, in virtù della notevole pressione esercitata, nei primi venti minuti, mezzora del secondo tempo, e che il Parma, dopo una buona prima frazione di gioco, si sia fatto schiacciare, senza aver esercitato la sua proverbiale capacità di ripartire in contropiede, ma la vera chiave di tutto ciò sta nel fatto, che ancora gdp caso tardiniuna volta in casa, non ha funzionato, ciò che riesce alla perfezione in trasferta. Parlare di tabù del TARDINI, sembra essere azzardato o improprio (e financo ridicolo), e infatti quasi tutti non lo hanno fatto (quasi), ma riuscire a capire il perché la squadra di D’Aversa stenta in casa, sarebbe opportuno e bello farlo, aldilà di tutti gli episodi che hanno girato contro. Il giocare per vincere in casa, che produce sconfitte, il giocare per non perdere in trasferta, che produce il più delle volte vittorie insperate, o pareggi prestigiosi come quello contro la Juve, come  si spiegano? Il PARMA dovrebbe avere una sua identità, una sua mentalità specifica sia in casa che in trasferta, dovrebbe, invece così non è o cosi non appare chiaramente, dalle ultime prestazioni. I piani anti-Inter, e anti-Juve, avrebbero ambedue dovuto privilegiare lo stesso tipo gioco, lo stesso tipo di sviluppo di manovra, e avrebbero dovuto l’indirizzare le due gare nella stessa direzione. E invece così non è stato perché? Con la JUVE è andata bene, perché la squadra di Allegri, ha commesso molti errori, tattici e di valutazione, con l’Inter è andata meno bene, perché l’Inter errori tattici non ne ha commessi, aldilà delle critiche stucchevoli, frutto più di prevenzione che non di altro, che giornalisticamente le sono piovute addosso, ed riuscita in mezzo al campo, ad avere sempre la meglio, sulle seconde palle, sui contrasti, e su tutto ciò che non ha permesso al Parma di ripartire, e di uscire dalla pressione. Il Parma ha cercato di sorprendere all’inizio l’Inter con un d'aversa parma interpressing alto, che non è frutto della sua identità, e della sua personalità, e che non poteva durare a lungo, come si è verificato, il PARMA, non è riuscito, per merito dei centrocampisti avversari, Brozovic su tutti, e dei difensori, Skriniar su tutti, a fare ciò che gli riesce meglio, e non è riuscita nemmeno ad appoggiarsi con lanci lunghi ad Inglese, perché anche questo la squadra di Spalletti non glielo ha permesso. Poi se andiamo a leggere le pagelle dei vari giornali, locali, sportivi, nazionali, capiamo di non aver capito niente perché abbiamo verificato giudizi alquanto discordanti: bocciature da una parte, esaltazioni dall’altra, in un calderone in cui chi capisce qualcosa è non solo bravo, ma un fenomeno. Adesso che sono di moda i pagelloni, fatti anche da chi è tifoso, e non solo dagli addetti ai lavori, il calcio diventa più che mai opinione, diventa materia in cui tutti si sentono autorizzati, a dire la propria, anche a rischio, di andare fuori tema, nereo_roccoo peggio ancora di sparare cazzate alla Bertoncelli. In settimana, avevamo avuto conferma dalla rosea, a firma del solito Schianchi, che D’Aversa “Per l’attenzione con la quale studia gli avversari, spesso come li blocca (o li contiene), assomiglia agli allenatori degli anni Cinquanta o Sessanta: tipo Il Paron Rocco quando guidava i poareti del Padova, o ancor prima, il Gipo Viani che alla Salernitana, inventava, una specie di libero ante-litteram. Alla guida di squadre piccole, avevano la forza di fermare le grandi, puntando più sulla tattica che sulla tecnica”.  Concetti e paragoni usati spesso anche da noi, magari pure prima, su queste colonne, ma se proprio vogliamo entrare nello specifico ci chiediamo: cosa c’entra  il Vianema (di Gipo VIANI appunto) della Salernitana anni 40 con il Daversema (di Roberto D’AVERSA) del Parma attuale? Non saprei di preciso, all’epoca si trattò di una revisione del sistema (modulo imperante all’epoca) che contribuì a modificare molti dei futuri schemi di gioco, ad esempio da li ebbe origine il catenaccio e l’introduzione sandro piccininisistematica del ruolo, di libero. La paternità dell’intuizione di schierare il mediano Alberto Piccinini (il padre del famoso telecronista Mediaset Sandro quello di “non va” o “mucchio selvaggio” o “sciabolata” morbida o tesa a seconda dei casi) con il  numero 9 da finto centravanti in marcatura dell’attaccante avversario, attribuita a Viani, addirittura fu oggetto di una disputa fra lo stesso, Viani, e il suo giocatore VALESIO (detto Totonno), che riteneva di essere stato lui, in  un torneo estivo, ad aver escogitato la mossa. Siamo sempre alle solite del “mi ha rubato l’idea” di petissiana memoria. Nel nostro caso, all’attualità, il 4-3-3 di D’Aversa, a volte si trasforma in 4-4-2, come contro l’ Inter, con l’ingresso di Biabiany, per mettersi a specchio, ma non mi pare di parma inter 5intravedere nulla di rivoluzionario, in tale cambiamento. Tuttalpiù il tratto innovativo, lo si potrebbe scorgere, nel cambio di atteggiamento, proposto da un tempo e l’altro di gioco, pressing ultra-offensivo, all’inizio per sfruttare eventuali errori avversari, e tattica di contenimento successiva per attuare le ripartenze efficaci. Questo in sintesi è il daversema che, per carità, non è negazione del gioco, ma è un tentativo di sorprendere mutando atteggiamento, all’interno della stessa gara. Poi se la cosa presuppone, per l’ottenimento dei risultati, un certa dose di errori commessi degli avversari, che quando non si verificano, ci portano verso il dover commentare sconfitte come quella di sabato, con parma inter curva nordvalutazioni, il più delle volte, scontate. Siamo costretti anche ad aggiungere, che brucia l’aver preso il gol in contropiede, dopo che Kucka non ha commesso un errore, come molti hanno sentenziato, ma ha solamente perso un contrasto (di forza) con due avversari (Perisic e Brozovic) in contemporanea, che in quanto a forza non sono, certo, secondi a nessuno. E la cosa ci può anche stare. Adesso in attesa del CAGLIARI, un’altra settimana, da vivere con il largo margine sulla zona retrocessione, anche se qualche maligno ci suggerisce che il PARMA, oltre ad aver perso le ultime tre partite giocate in casa, nelle ultime due, ha perso tre punti nei confronti della terzultima. Numeri che al momento, possono anche non destare preoccupazione. Per ora. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

16 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Quando il “Daversema” non basta per battere il tabù Tardini

  • 12 Febbraio 2019 in 11:30
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    A me la squadra è piaciuta, un tempo per uno, noi abbiamo preso la traversa loro hanno segnato e sfiorato piu volte il secondo.
    Sul parma aggressivo c’è da lavorare parecchio perchè si è speso tanto ma il piu delle volte si è corso male.
    Sul gol l’errore piu evidente è quello di kucka ma ce ne sono stati anche altri, comunque bravi, non è che quando si perde si debba sempre impiccare qualcuno

  • 12 Febbraio 2019 in 12:18
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    L’allenatore del Cagliari ha detto che daranno tutto per vincere
    Per loto è la partita dell’anno, sconfitta certa
    Poi in casa abbiamo il Napoli. sconfitta certa
    Poi si va a Empoli e anche per loro partita dell’ anno e quindi sconfitta certa
    Tirando le somme dopo 7 partite
    SEI PUNTI IN MENO rispetto al girone d’andata
    Kucka regge un tempo e infatti nell’ultima parte del secondo tempo si muoveva come un pensionato
    Dite a D’Aversa se non lo sa che può sostituirlo
    NON È UN DIO.
    Iacoponi……beh lasciamo perdere. con l’Inter una frana
    Biabiany non è più lui.
    Corre come un ” fine carriera” eppure era entrato a metà del secondo tempo, doveva essere freschissimo invece….mettiamo una pietra tombale su questo EX GIOCATORE
    Se il Mister avesse cambiato Kucka che era fisicamente in condizionata disastrose e questo lo vedevano tutti ( ma proprio tutti)….forse quell’errore non l’avrebbe fatto e chissa’……

  • 12 Febbraio 2019 in 12:20
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    Beh, Kuko ha perso un pallone a centrocampo, in due contro uno, anche dopo aver lottato parecchio, non l’ha perso davanti all’area..
    poi ha fatto bene Nainggolan …è andato giù come una scheggia senza che nessuno lo contrastasse e nemmeno qualcuno dei centrali poteva uscire ( anche perchè Icardi, facendo il movimento ad incrociare si è portato via Bastoni e Alves mentre Lautaro, tagliando da sinistra è stato seguito da Iacoponi..)
    LORO HANNO ESEGUITO UN AZIONE VELOCISSIMA ..DA MANUALE DEL CALCIO E NOI NON DOBBIAMO DARE LA COLPA A KUKO..giustamente, ce ne sono stati altri, letture non ben eseguite …e, ancora d’accordo che NON SI DEBBA IMPICCARE NESSUNO…
    …i gol si fanno e si prendono ….

    • 12 Febbraio 2019 in 19:58
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      mo difati ,siamo a livello di e’ colpa di sepe che un quarto d’ora prime al l’ha sbaglie’ un rinvio ,mo di lavor compani

  • 12 Febbraio 2019 in 12:34
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    Il Tardini doveva essere il nostro fortino invece è
    LA NOSTRA BARA.
    Bisognerebbe giocare le restanti partite anziché in casa su campo neutro.
    Ovviamente è una provocazione ma il Chievo in casa va quasi meglio di noi ed è tutto dire….
    Il tifo del Tardini galvanizza gli avversari, noi invece ci deprime..
    Se non si chiude la partita in casa, nel primo tempo, nel secondo tempo grazie alla preparazione fisica e mentale molliamo come una squadra da oratorio.
    CI VUOLE NELLO STAFF TECNICO UNO PSICHIATRA o in subordine uno psicologo che ovviamente noi non abbiamo.
    Abbiamo un casino di persone nella società del Parma Calcio
    Molte sono.inutili ma diamine uno psicologo ( buono.pero’) ci vuole.
    ECCOME SE CI VUOLE.

    • 12 Febbraio 2019 in 16:30
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      Che ci vorrebbe anche per te

    • 12 Febbraio 2019 in 17:51
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      Stando ai tuoi canoni da tifoso impaurito dovremmo perderle tutte. Anche per noi è una partita fondamentale quella di Cagliari. Quindi vittoria certa. E se così non fosse pazienza. Se noi giochiamo concentrati a Cagliari di sicuro non perdiamo ma probabile una sofferta vittoria che non guasterebbe. Se fossimo al posto del Cagliari saremmo già retrocessi a tuo dire e comunque penso finiremo il campionato a 45-46 punti. Maran penso non possa dire diversamente ma il Cagliari di oggi che ha l’obbligo di vincere non mi spaventa. Noi siamo tosti e loro in difesa non sono un granché. Hanno Pavoletti e noi Super Bruno. In avanti non c’è storia. In parole povere c’è la giochiamo alla pari ma con più tranquillità. Forza ragazzi. Domenica 2 fisso.

  • 12 Febbraio 2019 in 15:44
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    io credo invece che sabato la classifica la muoveremo.
    Kuko secondo me sta facendo bene.
    condivido invece su Biabiany che secondo me tranne pochissime partite ha dato troppo poco finora.
    per sabato mi preoccupa solo il sostituto di Gagliolo. Gobbi è mesi che non fa 90 minuti (e già prima lo sappiamo come li faceva..). preferirei Iacoponi a sx e Gazzola a destra. poi l’ ultimo scampolo di partita potrà entrare Gobbi per Gazzola e invertire.

  • 12 Febbraio 2019 in 16:05
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    Direttore e del rinvio a giudizio di Ghirardi & c. che ne pensa?

    • 13 Febbraio 2019 in 01:10
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      Al di là della considerazione che non trovo sostanziali differenze da 12 mesi fa ad oggi (il 27 febbraio 2018 la Gazzetta di Parma, sempre lei, diede la notizia dell’avviso di chiusura indagini, formulando il listone degli accusati che è poi il medesimo replicato ieri dalla stessa fonte, con due galantuomini in meno rispetto ad allora, facenti riferimento ad Energy TI Group), penso che siamo parecchio indietro su una ideale tabella di marcia (mi pare una infinità di tempo un anno tra avviso chiusura indagini e rinvio a giudizio). Temo che il rischio di prescrizione, considerato questo andamento lento, sia piuttosto elevato.
      Non mi convince affatto l’impianto accusatorio: non sono per nulla convinto che la Società fosse decotta già nel 2010, pur riconoscendo fisiologiche sofferenze; penso che il numero dei “rinviati” sia troppo elevato (all’insegna del classico tutti colpevoli, nessun colpevole), ma nello stesso con assenze inspiegabili (mancano diversi attori e non mi riferisco certo a Manenti entrato sul palcoscenico con la sua commedia a sipario già calato) e presenze che altrettanto non comprendo (il mio pensiero va agli azionisti di minoranza, cornuti e mazziati, gente che ha cacciato soldi veri, senza alcun tipo di potere, e che ora si ritrovano addosso pure questo fardello). Penso che le conclusioni cui sono giunti gli inquirenti siano piuttosto lontane dalla realtà putativa che personalmente mi ero costruito circa questa vicenda e ho il convincimento che non si siano immersi bene in quella realtà, la quale, a mio modo di vedere, rimane per loro sconosciuta. Stendo un pietoso velo, infine, sull’inserimento del capitolo cessioni Parolo e Paletta con tanto di listino prezzi tratto da Transfmarkt. Esilarante. Se non ci fosse da piangere. Voto: insufficienza grave

  • 12 Febbraio 2019 in 16:28
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    Anche io penso che tra Cagliari Napoli ed Empoli sarà un miracolo fare un punto. Quel pidocchio di Saputo ha comprato 5 giocatori veri e in due partite ci ha già recuperato tre punti 3 intanto che noi ci preoccupavamo di ringiovanire la rosa e di colpi in prospettiva. A me sta atmosfera di rilassamento non piace per nulla. Basta che per sfiga stiano fuori o Gervinho e Inglese due partite e abbiamo la Belva. Che è giocare in 10.

  • 12 Febbraio 2019 in 17:05
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    Velenoso mandagli il tuo !!! Anzi meglio di no perchè non deve essere molto bravo visti I risultati !!! Il bue che dice cornuto all’asino !!!http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_negative.gif

  • 12 Febbraio 2019 in 17:24
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    Ci vuole uno psichiatra anche per te caro velenoso…io spero vivamente che ci fai e non ci sei, perchè altrimenti la situazione è veramente preoccupante…

  • 12 Febbraio 2019 in 22:48
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    Si, abbiamo perso per un episodio, altrimenti l’Inter non avrebbe mai segnato. Stavamo reggendo anche bene fino a 10 dalla fine.

  • 13 Febbraio 2019 in 09:30
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    E bravo Schinelli

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