L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / DOPO LA MAGIA, LA CONCRETEZZA (DEI PITAGONI…)

(Luca Tegoni) – La tensione prima della notte, prima che tutto diventi buio e che poi il sonno trasformi in riposo avvolge il Tardini, le tribune e il campo. I giocatori si scaldano i muscoli e i tifosi chiacchierano o cazzeggiano con lo smartphone fino al fischio d’inizio.

Per i primi quattro minuti l’Inter non vede palla. Il Parma toglie fiato e spazio ai giocatori avversari con un pressing molto alto e continuo. Per tutto il primo tempo il Parma riesce a sostenere il proprio impegno e a rendersi pericoloso in almeno due occasioni da dentro l’area con dribbling di Gervinho e tiro violento che colpisce la traversa e poi con Inglese che riesce a controllare la palla nonostante la marcatura di due difensori dell’Inter, a girarsi con destrezza e a tirare poco distante dal palo di sinistra della porta difesa da Handanovic. Fosse il Parma, andato in vantaggio, si sarebbe potuto considerare la prima parte di gara, esemplare.

Dopo la magia allo Juventus Stadium sembrava giunto il tempo della concretezza. La continuità di rendimento deve comunque confrontarsi con la capacità e la determinazione dell’avversario che nel secondo tempo aumenta i propri ritmi cercando giocate più rapide inibendo così il pressing del Parma, comunque meno efficiente, per baldanza fisica, rispetto al primo tempo.

L’Inter prende così il sopravvento e comincia quella partita che tutti si aspettavano fin dall’inizio, cross su cross dal fondo del campo dentro l’area avversaria.

Il Parma riesce a difendersi con ordine e non soffre più di tanto l’aggressività dell’Inter.

Rispetto al primo tempo il Parma non riusciva però ad iniziare con facilità l’azione o a partire in contropiede. Purtroppo la qualità delle giocate soprattutto dei nostri piedi difensivi non riesce sempre ad essere all’altezza della situazione in modo da innescare la corsa di Gervinho o l’abilità di Inglese. Entra anche Biabiany a sostituire Siligardi ma il francese sembra quasi impaurito dalla possibilità di saltar l’uomo o di cominciare una progressione. Si limita a controllare il campo in quella fascia in cui Perisic sta avendo il predominio.

Poi entra Martinez e pochi minuti, se non istanti, dopo, va a rete. La palla era controllata dal Parma sul centrocampo, Kuçka, che continua a migliorare partita dopo partita, successivamente all’inizio post-feriale, non riesce a passarla e la mantiene tra i piedi. Viene però attaccato da due dell’Inter, che lo portano al contrasto da dove esce, palla al piede, Nainngolan. La difesa è presa in contropiede e, nonostante Iacoponi sia bravo ad intuire lo scatto di Martinez e quindi a marcarlo sulla corsa, non riesce a contrastarne il controllo e quindi il tiro, al quale nemmeno Sepe riesce ad opporsi. I tifosi dell’Inter fanno sapere di essere vivi dopo un’ora circa di silenzio.

Nei dieci minuti finali, il Parma cerca di riportare la partita in parità e riesce solo in una occasione ad andare al tiro con Inglese che però non risulta particolarmente pericoloso. La partita finisce con un po’ di amarezza con i più forti, che, seppur con fatica, sconfiggono i meno forti. Nessuna magia ieri al Tardini. La squadra ha però dimostrato anche ieri di potersela giocare anche con le squadre più forti. Gli episodi fanno la differenza  ma la fa, soprattutto, la qualità dei singoli.

Parma perde in casa zero a uno.

 

PITAGONE 1Camminando per la città nell’attesa di entrare allo stadio, mi imbatto in una squadra di operai che stanno installando, sullo Stradone, singolarmente desolato per quell’ora, le nuove barriere anti-terrorismo, i Pitagòni. Dopo averli visti già installati in Viale Pier Maria Rossi, incuriosito, mi rivolgo a quello che sovrintende all’installazione chiedendo ragguagli sull’efficacia degli strumenti. Il Pitagòne è stato progettato da una società Israeliana ed è in grado, schierato in batteria di alcune unità, di far fronte all’urto di un automezzo di peso non superiore alle sette tonnellate e mezzo, alla velocità non superiore di 50 km orari. All’urto il corpo verticale si ribalta all’indietro facendo salire il corpo steso a terra, sperone, in modo che si insinui nel corpo del mezzo facendolo arrestare. Luca Tegoni

 

pitagoni 2

Stadio Tardini

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17 pensieri riguardo “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / DOPO LA MAGIA, LA CONCRETEZZA (DEI PITAGONI…)

  • 10 Febbraio 2019 in 23:05
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    I risultati di oggi ci hanno detto abbastanza bene. Ora però si va a Cagliari per vincere. Guai a perdere punti anche qua.

    • 11 Febbraio 2019 in 12:32
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      Manteniamo la calma, pareggino a Cagliari andrebbe più che bene. Sono gli altri che devono inseguire.

  • 10 Febbraio 2019 in 23:30
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    Al netto di questo, fino ad ora ottimo campionato, al netto di questi 9/11 punti da conquistare ancora…ho una domanda che mi ronza in testa da un girone circa. La rosa attuale come la giudichereste? È davvero da dodicesimo posto o stiamo facendo i miracoli? Oppure semplicemente è d Aversa che veramente sa sfruttare ognj singolo giocatore…in sintesi con un altro allenatore secondo voi dove saremmo?

  • 11 Febbraio 2019 in 11:19
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    Siamo il “V MISTERO DI FATIMA”.

  • 11 Febbraio 2019 in 12:46
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    A mente fredda faccio alcune considerazioni. La prima non c’entra una mazza con la nostra squadra del cuore ma riguarda la protesta sulla Rudarola dei residenti in zona Ennio a sentir loro “sequestrati in casa quando gioca il Parma”. Cari signori l’Ennio è lì dal 1924, non mi risulta sia spuntato come un porcino di notte all’improvviso, ergo se non vi sta bene potete sempre proporre un cambio residenza (che oggi va tanto di moda), che so con qualche poveraccio che abita in Via San Leonardo, Via Verdi o Via Corso Corsi o altre amene zone cittadine ravvivate da movide notturne e attività commerciali autoctone ed etniche alla luce dei lampioni. Quindi cari residenti se non vi piace il calcio e se per due ore non potete uscire in biciclèta a tor al giornèl fatevene una ragione e non rompete i c….i.
    Venendo alla partita iniziamo a capire come sia stata sanguionosa la sconfitta con la Spal e come sia stata superficiale la gestione del mercato. Sabato nella partita più importante di questa fase di stagione siamo senza terzini, così come anche sabato sia stata evidente la mancanza di un valido cambio al centar dal camp. Dezi a 27 anni è una macchietta e Rigoni dopo l’infortunio a seguito di fallo con tanto di litigio in allenamento con Bruno Alves è uscito dai radar e per la seconda partita di fila in casa perdiamo per l’assenza di alternative a centrocampo nel secondo tempo. Ora Faggiano dica quello che vuole e racconti le cannelle che crede ma lui stesso aveva chiaramente affermato la necessità di un innesto che avendo come sempre tintognato fino all’ultimo non è poi arrivato. E sia con la Spal che con l’Inter questa cosa ha pesato in modo pazzesco. Tra l’altro il rendimento casalingo è pessimo, le stiamo perdendo tutte ed abbiamo pareggiato con squadre pessime (occhio alla risalita di Bologna/Frosinone). Da qui a due mesi a parte il Genoa la vedo grigia. Speriamo che Faggiano “che non ama il mercato di gennaio” non abbia pestato un bel fior di prato. Ricordiamoci bene l’Udinese della passata stagione che ha girato a 30 e si è salvato di culo alla penultima.

    • 11 Febbraio 2019 in 17:23
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      È vero….Rigoni perché non gioca più?? Problemi interni??

  • 11 Febbraio 2019 in 16:07
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    Questo si sono dimenticati di segnalarlo alla procura ma se ne è accorta la questura:

    Immigrazione clandestina: Spezia è nel caos, inibiti Chisoli e Micheli
    Provvedimenti nei confronti di presidente e ad. La Questura: “Sistema finalizzato a far giungere in Italia giovani nigeriani”. Quindici denunce: rischiano da 5 a 15 anni di reclusione

  • 11 Febbraio 2019 in 16:33
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    Se perdiamo a cagliari torna tutto in ballo….

  • 11 Febbraio 2019 in 16:44
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    Lorenz….e quindi….?

    A noi cosa interessa se Spezia è nel caos?????

    Guardiamo a casa nostra che è meglio……..

    • 11 Febbraio 2019 in 17:27
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      Forse non ti ricordi dell’estate che abbiamo passato per la loro correttezza…se non ti interessa leggi altro, della tua opinione me ne frego, forse a qualcuno interessa. Se sapessi cosa me ne frega di tutte le cazzate che scrivi, ma io non ti dico mai niente, ti compatisco e basta. addio

  • 11 Febbraio 2019 in 16:51
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    E Terzi e DeCol non avevano diligentemente riferito in merito?

  • 11 Febbraio 2019 in 16:52
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    C’è gente che in Borg Tort la ghe anca nasuda, ghiv quel da dir?
    A fer il sasedi coi ed borg Tort i batevon tut, co pretendiv, un reddito alto, una laurea e dòni col gambi longhi?

    • 11 Febbraio 2019 in 18:02
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      Dear Pencroff ,
      Traduzione per favore …
      Cassio Parmense
      Straje’

      • 11 Febbraio 2019 in 21:45
        Permalink

        Borgo Torto è il vecchio nome di via Corso Corsi, tirata ironicamente in ballo da Davide…

        • 12 Febbraio 2019 in 10:30
          Permalink

          Grazie Il Linguista

  • 11 Febbraio 2019 in 19:03
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    Io non credo che lo Spezia abbia problemi sono così diligenti. Terzi e Da Col segnalano anche quando hanno la sciolta alla procura federale e il loro patron Volpi con i suoi mandati di arresto internazionali è sempre in contatto con Pecoraro dalla Nigeria.

  • 11 Febbraio 2019 in 22:36
    Permalink

    Adesso è chiaro tutto. Il Pippein era un immigrato clandestino e il Cazzein un profugo. Terzi e De Col che collaborano con ONG diligentemente hanno segnalato alla procura federale in estate la necessità di affidare questi soggetti a un Hot Spot. Purtroppo Pecoraro e Catapano non avevano capito l’intento umanitario dei due spezzini e hanno montato il caso. Comunque vedere quell’oslone del malaugurio nero interista porta sfiga penna d’oro della Rosea ospite fisso su Tv Parma il lunedì (che non nomino senza una mano in mezzo alle gambe) gongolare per il successo della sua amata strisciata fa venire il volta stomaco . Altra cosa ma il Don Guidolin ha preso in odio i nostri colori?Mi dicono faccia telecronache vergognose.

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