CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IN NOME DELLA ROSA… CADO DALLE NUBI…

gianni barone(Gianni Barone) – Se c’è una cosa di cui bisogna andare fieri è quella di essere grati a chi fa qualcosa d’importante per la causa comune, e il fatto di dimostrare di continuo, sia nel bene che nel male, la propria gratitudine è un merito che non tutti possono permettersi. Tra i pochi e forse più di ogni altro, è da considerare D’AVERSA che, tra una dichiarazione e l’altra, tra un pensiero tecnico e l’altro, non si dimentica – mai – al termine di ogni gara, di elogiare i suoi, la sua squadra, i suoi giocatori, per l’impegno e soprattutto la sua gratitudine è rivolta a chi lo segue e a chi fa tesoro di quanto lui riesce, durante la settimana a trasmettere, bene, lo spirito giusto per affrontare ogni impegno. In nome della rosa, delle sua rosa, egli si spende come pochi, per mettere in evidenza le doti tecniche e umane, che i suoi giocatori sanno evidenziare, e che spesso vengono ignorate dalla critica – da certa critica – e dai tifosi – da certi tifosi – che pannella imbavagliatoaccompagnano le prestazioni dei Crociati con la solita accusa, che ormai il tecnico e non solo a lui, non gradisce affatto, della mancanza di bel gioco. C’è perfino chi di solito ciclostila paginate che si autoimbavaglia facendo lo sciopero della parola come un Pannella d’antan... Siamo sempre alle solite, si parla di grande impresa, di campionato straordinario per una neo promossa, che sembra già vicina alla salvezza, ma non mancano mai le solite critiche sulla mancanza di gioco o di assenza di bel gioco, che infastidiscono non poco il tecnico, il quale, dopo la gara contro il Genoa, ha sfoderato, tutta la sua amara ironia (o meglio sarcasmo, per dirla come Nevio Scala a quel birichino di Majo), fino ad ora assenti, sbottando alla domanda se qualcuno lo avesse cercato per un futuro su di altra panchina, con un lapidario “Ma se dite che il Parma gioca male, chi volete che mi cerchi?” che non lascia scampo a nessuno e a nessuna replica. Anche perché in precedenza, egli stesso si dichiarava stupito, testuale “Ragazzi quando mi viene fatto questo roberto d'aversa dopo parma genoaappunto sul bel gioco io cado dalle nuvole…” Per dirla alla Checco ZALONE, stavolta, il “Cado dalle nubi” di D’Aversa, è quanto mai sintomatico di una situazione d’insofferenza che dura da diverso tempo, e nella quale si sono trovati altri suoi illustri colleghi – su tutti Allegri – al quale noi, lo avevamo in più di un occasione accostato. Il cercare il pelo nell’uovo, a fronti di risultati confortanti, alla lunga stanca, e per chi si ostina a dire, a ragione, che i suoi ragazzi stanno facendo un campionato straordinario, il sentire le solite critiche di natura estetica – che lasciano il tempo che trovano, perché basate su criteri e termini di paragone alquanto aleatori e non codificati – fa perdere oltre che la pazienza cado dalle nubi zaloneanche le staffe (al di là che le staffe, chi ha la fortuna di fare determinati mestieri, non dovrebbe perderle mai, dal momento che gli emolumenti percepiti sono anche commisurati alle scocciature di cui stiamo parlando e che sopportarle fa parte del mandato professionale ricevuto). Poi vi sono, i finti complimenti di chi ripete ossessivamente la solita storia (mister), che tutti conoscono a memoria, di una squadra partita dalla D, dopo il fallimento, e arrivata a tempi di record, nell’olimpo del calcio, che non so quanto possano far piacere e placare l’ira di chi sente di continuo sotto la lente d’ingrandimento di soloni, depositari, a loro dire, della verità calcistica in assoluto. Dispute di natura ideologica e filosofica, sugli universali del calcio, a parte, con realisti da una parte (con teorie legate ad un gioco sparagnino) e nominalisti dall’altra (legati ad un tendenza più propositiva della materia), ci sentiamo di affermare, che tra gli Anselmo di Aosta del catenaccio e i Roscellino del tiki taka, sarebbe meglio prediligere gli Abelardo che sappiano trovare la sintesi giusta e più appropriata tra le due tendenze. E tra questi tipi di ABELARDO, a noi piace annoverare D’AVERSA, oltre al già ampiamente citato Allegri, con Antonio Conte, Simone Inzaghi, e qualche altro che rifugga da ogni tipo di tentazione di natura integralista. Poi, come dice Veltroni, in tour per la presentazione del suo primo film a soggetto, riferendosi da buon juveveltronintino quale è, ad Allegri, l’importante è la rosa che si costruisce, e quando si hanno certi tipi di allenatori (il riferimento e sempre ad Allegri e noi lo ampliamo a D’AVERSA), teniamoceli stretti perché, diversamente, potremmo rimpiangerli. Da Il (in) nome della Rosa, di Umberto Eco, a “L’important c’est la rose” di Gilbert Becaud, la strada è breve e occorre saperla percorrere con giudizio ed equilibrio, per evitare cadute di stile, eresie e simonie giornalistiche legate ad un pallone, sempre proteso verso la sua autoaffermazione, che deve, però, fare i conti, con la solita mancanza di chiarezza di interpretazione arbitrale che spinge, un solitamente sacerdotalmente pacato Prandelli a insorgere verso il mezzo (Var o WAR), che a suo dire, non avrebbe fatto ciò per cui, dopo tanto tempo e tante battaglie iniziate nella notte dei tempi e dal mitico e ormai dimenticato Aldo Biscardi, è stata/stato istituita/o. Il riferimento al gol del PARMA, oggettivamente nato da un calcio d’angolo inesistente, non è puramente casuale. Anzi ci conduce verso un discorso che non var al tardini parma udinese gazzetta di parmasi discosta, di molto, dalla disputa tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere, ma non è ancora è del tutto. E’mai possibile che in presenza di uno strumento che dovrebbe fare chiarezza, e sgombrare il campo da ogni tipo di polemica, ci troviamo a fare i conti con un protocollo bizantino che non ci permette di verificare tutte le situazioni, anche quelle che non appaiono chiari errori di valutazione? Che fanno infuriare quasi tutti gli allenatori di serie A, nell’ordine da Spalletti a Gasperini, passando per Di Carlo e Gattuso, per giungere fino a PRANDELLI, il cui lamento legittimo, legato ad un episodio indiscutibile, dovrebbe far riflettere e far ridiscutere il tutto. Inoltre è ora di finirla di dire, o di credere, che la classe arbitrale italiana, sia la migliore, perché non è vero (sono in rotolante e rutilante decadenza anche loro come la scuola italiana di portieri e difensori): molti, troppi errori, ogni settimana su tutti campi dalla serie A alla terza categoria, molta spocchia, molto protagonismo, molte chiacchiere, ma anche molta mediocrità ad ogni livello, per non dire di peggio. Arbitraggi scadenti ad ogni piè sospinto, soprattutto tra i dilettanti, con terne inadeguate, non c’inducono certo all’ottimismo, poi se ci aggiungiamo l’uso parziale e a volte distorto della Var, per usare un labiale colto al volo, a Di CARLO, allenatore del Chievo, dopo la sconfitta dellbaldini-calcio-a-di-carloa sua squadra contro il Milan, viziata da un gol segnato dopo un fallo evidente fallo di PIATEK, “NON CI SIAMO PROPRIO UN CAZZO”. Il buon Mimmo, questa volta dall’alto del suo ultimo posto in classifica, sembra non essere molto lontano dalla ragione e dal vero, e questa volta la disputa non è tra chi deve aiutare gli arbitri e chi no, perché anche loro sbagliamo, come sbagliano i calciatori i gol, secondo un trito e ritrito refrain alla Fanerani che ormai non convince e non commuove più nessuno, ma tra chi vorrebbe vedere un po’ più chiarezza, grazie ai mezzi e ad un migliore preparazione degli arbitri, e chi trincerandosi dietro oscuri e paradossali protocolli, continua a dire che tutto va bene madama la marchesa. Penso che l’affermazione di Di CARLO, di cui sopra, sia la risposta più appropriata a questo tipo di contraddizioni. Nel frattempo, salutiamo con piacere, la quasi certa salvezza del PARMA, da più parti annunciata, toccamenti scaramantici di rito, compresi. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IN NOME DELLA ROSA… CADO DALLE NUBI…

  • 13 Marzo 2019 in 00:13
    Permalink

    Parlo per me e non so come la pensano gli altri riguardo il gioco di D’Aversa. Il problema non è che vorrei vedere un calcio migliore, ma la totale mancanza di alternative al solito schema difesa ultrabassa e contropiede. Prima o poi le squadre avversarie ci prenderanno le misure (o forse ce le hanno già prese).

  • 13 Marzo 2019 in 07:44
    Permalink

    Guardati un po’ di partite delle squadre che sono sotto di noi e conta gli schemi!!! Cambia sport va…

  • 13 Marzo 2019 in 09:06
    Permalink

    Il “come dice Veltroni” però non ce lo meritavamo…

  • 13 Marzo 2019 in 10:49
    Permalink

    Il calcio è uno spettacolo ma, diciamo la verità, non è solo spettacolo. Se vado al cinema o a teatro e lo spettacolo non mi piace posso dire: che schifo, come mi sono annoiato e rimpiango i soldi spesi. Nel calcio, ancora più che in altri sport, esiste la componente tifo, che è passione e partecipazione alle sorti della propria squadra del cuore e che spesso rende ciechi e insensibili all’obbiettivitivà. Un gol al 90esimo su rimpallo di culo ti fa dimenticare una partita giocata male e ti fa gioire come un matto, lo spettacolo passa in secondo (o terzo) piano. Qualche allenatore del passato diceva: se si vogliono dirvertire che vadano al circo! Non voglio dire che sia giusta questa affermazione ma in fondo (alla Catalano) meglio giocare male e vincere che giocare bene e perdere sempre. A Empoli hanno ammirato il bel gioco per tante partite poi hanno capito che così andavano in B divertendosi e hanno pensato che meglio divertirsi meno.

    • 13 Marzo 2019 in 12:14
      Permalink

      E oggi tornano al bel gioco.. in realtà, dal mio punto di vista, richiamano un allenatore capace che conosce squadra e ambiente e li ha riportati in serie a ripudiando il pluriesonerato con cui lo avevano sostituito presi dal panico

  • 13 Marzo 2019 in 12:27
    Permalink

    Appena avrò tempo ci sarà materia per replicare adeguatamente

    Morosky

  • 14 Marzo 2019 in 11:33
    Permalink

    Non ho capito niente

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI