CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / PARMA GESTIONE ENTRATE E IL VOLO DEL TACCHINO

gianni barone(Gianni Barone) – Il titolo di natura tributaria non deve ingannare, al pari delle critiche che pioveranno da parte di chi non vuole in nessun modo accontentarsi di ciò che si ha (che poi sarebbe uno dei principi per il raggiungimento della felicità, non solo sportiva e calcistica nello specifico), ma i numeri e la realtà, più o meno vera o più o meno virtuale, dovrebbero indurre tutti ad un maggiore equilibrio, ad una più consigliabile serenità. Invece il nostro titolo – in una settimana, in cui le polemiche, alla luce dei numeri, confortanti, dovrebbero essere contenute, sicuramente stemperate – ci porta verso considerazioni che a noi sono più congeniali, cioè quelle di natura tecnica, non prima però di aver ricordato che una certa nostalgia per il Parma, attendista, riflessivo, sparagnino, (catenacciaro, diranno i  più critici), la nutriamo di certo. Come era bello vedere la squadra che non concedeva nulla all’interno della propria area, come era bello assistere a duelli e contrasti vinti da difensori e centrocampisti Crociati, come era bello, e anche spettacolare, assistere alle azioni in roberto d'aversa vigilia juventus parmacontropiede che non lasciavano scampo alla fase difensiva delle avversarie. Era tutto molto bello, anche se poi, molti – chi più  chi meno; chi prima e chi dopo – avevano tirato in ballo il fantasmi di gioco, atteggiamento, mentalità del passato che risultavano non gradite ai diretti interessati, ai protagonisti, a coloro i quali, non andava di essere dipinti come retrogradi del calcio, capaci solo di difendere e ripartire, senza un minimo brandello di gioco propositivo e manovrato; sempre in poche parole di essere solo dei semplici catenacciari. Anche noi, dalle nostre parti, coi nostri discorsi, con i nostri ricorsi al passato, con i nostri parallelismi con un tipo di gioco (non gioco) di matrice spiccatamente italianista, ci siamo divertiti non poco quando, attraverso i paragoni con gli epigoni di un certo tipo di cultura calcistica, da molti rinnegata e abiurata con forza, abbiamo riempito nereo rocco stadio appianicon un sapore antico e nostalgico, le nostre colonne, i nostri commenti, le nostre argomentazioni. Il PARMA, vinceva, anche a sorpresa, e sorprendeva tutti, con il suo atteggiamento, con la sua praticità, il suo cinismo, grazie al quale ora può permettersi il lusso di guardare la classifica, nella parte le compete, quella di destra, dall’alto verso il basso, mantenendo verso le altre un margine che fa gridare a molti, quelli più lontani dai nostri confini angusti, che la salvezza sia già virtualmente raggiunta. E’ ovvio che per scaramanzia, che nel calcio conta sempre molto, o per lo meno è sempre tenuta in debita considerazione, i diretti interessati – a parole e all’esterno – si dimostrano cauti per non dire peggio, ma viste le faggiano pizzarotti lucarelliprestazioni e i risultati altrui, un certo ottimismo dovrebbe trovare logica cittadinanza, anche presso quei tifosi ostili, che continuano a tirare la croce addosso a tecnico, società e giocatori. Tutto vorrebbero per la propria squadra il meglio ad ogni livello, e in ogni ambito, però quello che i più morbidi chiamano leggera flessione, in luogo di un lessema più appropriato come crisi, non è poi così irreversibile o irrimediabile, come molti vorrebbero, ad arte, far e farci credere. Se il Parma nel suo volo assomiglia al tacchino, che si leva a terra, per un attimo, vedi il triplo vantaggio di Empoli, e poi ripiomba a terra, con la triplice rimonta subita in terra toscana, ma le altre nemmeno camminano, vedi Bologna (cura Mihajlovic buona solo a parole, per il momento), Frosinone che non ha mai vinto in casa , finora, e Chievo, ormai virtualmente in B. Quindi un po’ di sereno ottimismo non guasterebbe, volo di tacchinoanche se l’incapacità di non saper più difendere bene, come all’andata (non siamo più catenacciari?) , è un dato di fatto, che il tecnico ha già sottolineato, assumendosene le responsabilità maggiori. Poi di sicuro la tendenza cambierà, saranno trovate le opportune soluzioni (le giuste contrarie, come avrebbe annunziato Pino Colombi, rip), però resta il fatto che andava meglio quando si era un po’ tutti più catenacciari di adesso. Il Milan di Gattuso, ha subito la metamorfosi opposta: è passato dal palleggio dell’andata – con tanto di attestazioni e premi della critica, e pochi punti – al difensivismo e al gioco palle lunghe in verticale (senza patire vergogna, che si sappia…), del ritorno, che produce vittorie e posizioni in classifica di gattusopregio, e che conduce la critica di cui sopra, a trovare per il gioco proposto da Ringhio, l’immancabile con paragone con il Paron, Rocco, che mai avrebbe pensato ai suoi tempi, di dover a distanza di 50 anni, considerato, oltre che maestro un epigono del calcio vincente. Perlomeno essere paragonati al Paron, porta bene in termini di punti ottenuti, al PARMA prima e al MILAN adesso. Nei dibattiti dotti, dei club televisivi notturni, si discetta di calcio moderno e di calcio antico, e si cercano spiegazioni, ricette e soluzioni, e si arriva a concludere che il calcio uomo contro uomo (da non confondere con il gioco a uomo praticato ai tempi del catenaccio) , quello per intenderci praticato dall’Atalanta di GASPERINI, ormai un modello quasi un’icona gasperiniper molti, sia l’ideale e il prototipo di calcio moderno per eccellenza, al quale, in molti, anche dalle nostre parti si adegueranno,  staremo a vedere se sarà cosi, perché anche questo tipo di gioco esistono i contro e le dovute controindicazioni. Non si tratta, sempre secondo i soloni del circolo, di riedizioni delle tradizione del passato: è un calcio al passo coi tempi, evoluto e non ripiegato verso modelli del passato morti e sepolti. Anche perché pochi giovani si chiedono come erano le partite ai tempi del catenaccio anni 60 e 70, quando tutte le squadre giocavano allo stesso modo, in cui vi erano i ruoli fissi, anzi  non se lo chiede nessuno perché altri sono, oggi, gli interessi calcistici e non solo: oggi contano molto di più i social che raramente si addentrano in questioni di natura tattica perché oziose e di scarso fascino e  interesse collettivo. A pochi interessa sapere, che a quei tempi, era tutto un uno contro uno perenne, che vinceva chi era più parma gestione entratebravo a sottrarsi alle rigide marcature e che i difensori non sapevano impostare ma sapevano difendere meglio di quelli che adesso sono anche nel giro delle Nazionali, vedi i vari Rugani e company; era un calcio semplice, senza tante alchimie, ma era un calcio vero e nostro perché non attingeva da altre scuole e da altre mentalità. Lasciando aperta la disputa tra modernisti e cavernicoli occorre dire che per la gestione delle partite e dei vantaggi occorrerebbe far esercitare tra un core stabilty e l’altro (che ancora molti non hanno capito cosa cazzo sia), i propri giocatori nella sana marcatura a uomo che non fa mai male; anzi, serve a saper difendere meglio quando si subisce il gioco a difesa, cosiddetta, schierata. Le lezioni del passato, non vanno mai dimenticate, nella gestione delle entrate, intese come gol subiti e da evitare con tutte le proprie forze, per raggiungere quell’obiettivo, che da più parti moti considerano virtualmente acquisito. In attesa che il virtuale diventi realtà, evitiamo, per precauzione, il volo del tacchino di cui sopra… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

12 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / PARMA GESTIONE ENTRATE E IL VOLO DEL TACCHINO

  • 4 Marzo 2019 in 21:47
    Permalink

    Mah…giochiamo sempre alla stessa maniera. è semplicemente finita la fortuna e ormai gli avversari ci conoscono.

    • 5 Marzo 2019 in 08:04
      Permalink

      Tu non hai mai giocato a calcio e si vede.
      Con la fortuna non si fanno 30 punti, ricordatelo bene.
      Poi, fortuna e sfortuna alla fine si bilanciano sempre.
      Punti meritati nel bene e nel male.
      Se non ti piace la squadra cambia.
      Per me D’Aversa sta semplicemente compiendo un bel miracolo, fatto di lavoro e competenza.

      Con questa squadra e un allenatore c.d. “moderno” (lo è molto di più in ns. mister) avremmo perlomeno 7-8 punti in meno.
      LUI gioca come si deve giocare per salvarsi.
      Vuoi salvarti e giocare come l’EMPOLI?
      Io preferisco stare dove sto.

  • 4 Marzo 2019 in 23:11
    Permalink

    Come mai qui non scrive più nessuno? Forse nessuno si aspettava questo 3 a 3?? Questi 12 punti in più sulla terzultima. Non si può commentare solo quando c è una sconfitta.

    • 5 Marzo 2019 in 07:59
      Permalink

      Ciao Manuel, hai perfettamente ragione ma ormai anche leggere certi commenti di gente che sa solo criticare ne faccio anche a meno.
      Luca continua a scrivere che giochiamo sempre allo stesso modo, come se le altre squadre sotto di noi avessero uno schema a partita (e con quali risultati poi).
      Io sono molto soddisfatto del Parma di oggi, abbiamo un calo fisiologico naturale (che avranno anche le altre sicuramente) e lo stiamo gestendo nel migliore dei modi, anche aiutati un pochino dai risultati altrui.
      Non più tardi di qualche giorno fa avevo pronosticato minimo un pareggio e così è stato.
      Gente che dava per persa la partita e che probabilmente non guarda le altre squadre, ora critica anche il pari, quando poteva essere anche una vittoria.
      Abbiamo commesso degli errori ma siamo il Parma, una neopromossa, una squadra che deve salvarsi, punto.
      Dobbiamo solamente migliorare un pochino in difesa, per il resto avanti così.
      Mancano molte partite e pochi punti da fare.
      L’anno scorso quando eravamo 8* in classifica e quasi fuori dalla zona play off dissi che avremmo lottato per il 2° posto e fui deriso.
      Oggi, rinnovo la mia fiducia alla squadra dicendo che ci salveremo a 4-5 partite dalla fine.
      Per il resto testa al GENOA e forza PARMA SEMPRE.

      • 5 Marzo 2019 in 08:52
        Permalink

        Caro Lele ci fossero più tifosi come te. Il momento di sconforto arriva per tutti. Me compreso dopo il 4 a 0 del Napoli ad esempio. Mi auguro comunque le tue sensazioni possano essere rispettate..anche prima 😁

  • 5 Marzo 2019 in 09:51
    Permalink

    concordo con Lele. la salvezza matematica arriverà a 4 dal termine.
    mi reputo pure io molto soddisfatto per il campionato in corso.
    man mano che ci si avvicinerà al traguardo mi auguro che vengano utilizzati giocatori giovani in modo da verificare chi potrà essere confermato per la prossima stagione dando magari anche spazio per qualche scorcio di partita a qualcuno del vivaio.

  • 5 Marzo 2019 in 10:13
    Permalink

    Dai dai dai che col Genoa si vince!

  • 5 Marzo 2019 in 10:26
    Permalink

    Io penso che sia giusto essere contenti del +12 sulla terz’ultima, ma allo stesso tempo non contenti dello spettacolo che offre la squadra da un pò di tempo a questa parte. Credo che sia lecito e che non ci sia assolutamente nulla di male. Personalmente non posso che essere soddisfatto della posizione in classifica, che parliamoci chiaro, sicuramente abbiamo ottenuto per un gran girone d’andata ma non da meno per demeriti altrui. Fortunatamente gli altri non stanno approfittando di un nostro momento che definire buio è poco.
    Io penso che il calcio debba essere anche un momento di “spettacolo”, il che non vuol dire che dobbiamo giocare come il Manchester City, il Liverpool o il Barcellona, ma vedere una squadra che prova appunto a giocare a calcio. Poi può andare bene o male, ma il risultato, per come concepisco io questo sport, deve passare attraverso la prestazione. Sinceramente vedere uno squadra che passa 85 minuti in difesa in balia degli avversari, qualunque essi siano, non è ne bello da vedere ne credo sia il modo migliore per venire fuori da un momento delicato. Prima o poi il gol lo prendi e non per niente è nei secondi tempi che perdiamo le partite. A volte portare a casa anche un punto non sarebbe male, come a Empoli per esempio, ciò non toglie che non siamo riusciti a fare 3 passaggi di fila, e non è un modo di dire. Vogliamo sempre sperare nelle disgrazie altrui?Benissimo, speriamo che paghi da qui alla fine.

  • 5 Marzo 2019 in 11:55
    Permalink

    Ma in un campionato contano sia i tuoi risultati che quelli degli altri. L’anno scorso l’udinese ha perso 11 partite consecutive e non è retrocessa…E poi francamente io non vedo come Frosinone e Bologna possano inanellare una serie leggendaria di vittorie consecutive per impensierirci, sarei molto più preoccupato se fossi tifoso dell’empoli e soprattutto della Spal (con quella assurda battaglia alla Var si stanno suicidando, la domenica prima quando la Var gli ha assegnato un rigore andava tutto bene)

    • 5 Marzo 2019 in 12:26
      Permalink

      Concordo. Guardando poi il calendario e l’andamento del campionato credo che Empoli e Spal rischino parecchio. Ho l’impressione che il Bologna si possa salvare a discapito di una delle due. Frosinone e Chievo hanno poche speranze. Noi comunque cerchiamo di portare a casa 3 punti col Genoa

  • 5 Marzo 2019 in 12:30
    Permalink

    Io penso in tutta onestà che meglio di così quest anno non si poteva, forse. Tempo fa scrissi se erano i giocatori mediocri o l’allenatore poco preparato. Ora più passa il tempo e le giornate, più capisco che il problema sta a metà. Dovremmo accettare questo campionato per come sta andando e per come gioca la squadra. Basti pensare che in squadra abbiamo giocatori che facevano fatica a esprimersi l’ anno scorso..Potremmo pretendere di più forse l anno prossimo. Ma questo lo si vedrà poi .. c’è il mercato di mezzo.

  • 5 Marzo 2019 in 12:45
    Permalink

    Ma infatti i risultati parlano per il mister, nessuno lo smentisce. Il punto, per quanto mi riguarda, è il come arrivano. Ripeto, io sono molto contento di salvarmi e magari con qualche giornata di anticipo sarebbe l’apoteosi. Ma se devo dire che mi piace vedere giocare il Parma, al di la del fatto che tifo Parma dal 1990, allora ti dico che molto spesso è quasi imbarazzante. E’ vero, nel girone d’andata abbiamo fatto risultati insperati ed è girato tutto alla perfezione. Adesso stanno venendo fuori tutti i nostri limiti, che se non verranno limati, sopratutto in prospettiva futura, non ti potrà andare sempre bene. Non chiediamo troppo alla dea bendata, che prima o poi si incazza!

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