IL TARDINI SI TINGE D’AZZURRO E APPLAUDE L’ITALIA CHE BATTE IL LIECHTENSTEIN 6-0 (VIDEO)

ilaria mazzoni stadio tardidni 26 03 2019(Ilaria Mazzoni) – Una notte che, stasera, al Tardini torna a tingersi di azzurro, Parma torna ad ospitare la nostra Nazionale dopo quasi sette anni. Il fortino ducale non aveva portato fortuna in occasione di quell’amichevole contro la Francia, infatti, nonostante gli azzurri fossero andati in vantaggio alla fine la compagine guidata, allora, da Cesare Prandelli raccolse una sconfitta. Ben sei volte la nostra città si è investita dell’importante ruolo di essere casa azzurra; in molti ricordano quella sera del 2009 quando c’era l’ebbrezza di vedere scendere in campo i campioni del mondo, di ammirare la sfilata di quella coppa tanto agognata e finalmente conquistata. Certo, tra gli spalti si mormora che quella era un’altra squadra, piena di campioni che dopo quella vittoria son diventati più che idoli da ammirare dalle tribune, son entrati nelle nostre famiglie, sono diventati fratelli di tutti perché noi italiani siamo così, amiamo. “Un amore così grande” come urlano a gran voce i Negramaro nella canzone che è divenuta la colonna sonora ufficiale della Nazionale, che spinge, ancora una volta, i cittadini di Parma a riempire il proprio stadio, per dimostrare quell’affetto verso una bandiera che, nonostante il recente insuccesso dell’eliminazione dai campionati mondiali, non può morire mai. Parma che si riversa sulle tribune, si accalca all’ingresso della curva nord azzurra 26 03 2019Curva, impaziente di spingere i ragazzi di Mancini verso la vittoria tanto, una città che non si arrende, che travolge con la propria ostinazione, con la propria voglia di non mollare mai forse sperando che quella resurrezione strabiliante vissuta con la Maglia Crociata possa essere la trama anche del fato azzurro. L’avversaria di stasera, certo, non era delle più complicate, ma, si sa, la palla è rotonda e tutti possono battere tutti in questo sport; ma l’Italia vuole spiegare le proprie vele, dopo la vittoria di Sabato contro la Finlandia, dopo qualche minuto in cui l’ingranaggio azzurro cerca di trovare le giuste misure sul tifosi liechtensteinterreno si arriva finalmente alla prima di rete, firmata da Sensi, uno “piccolino”, ma che riesce a metterla dentro di testa. Un goal che apre una sfilata di reti segue, infatti, una chicca di Verratti e poi la doppietta di Quagliarella che concretizza i due rigori assegnati dal direttore di gara ai nostri. Lo stadio esplode, acclama questo grande giocatore, lo omaggia con cori specialmente quando Mancini decide di sostituirlo, il popolo aspettava solo lui, quello che, a trentasei anni, corre ancora come un ragazzino su e giù per il campo, quello che sta guidando la classifica cannonieri. E’ lui l’attore che tutti vogliono vedere in primo piano sul palcoscenico, è lui che, al termine della partita, ringrazierà quello stadio che l’ha acclamato, ricordi che rimarranno di certo nei nostri cuori che eravamo lì per ammirarlo, ma anche nel suo. Nel secondo tempo prosegue il tiro al bersaglio degli azzurri, agevolati anche dalla superiorità numerica, il pubblitalia liechtenstein centro campoico è tranquillo, si segue la partita tra chiacchiere, sorrisi e tante ola, il clima è quello della festa anche se mancano ancora molti minuti prima del fischio finale; e meno male che c’è tempo perché riusciamo così ad ammirare il goal del baby gioiello: Kean. Uno che il pubblico ama già alla follia, uno il cui talento speriamo di non vedere bruciato come è successo per altri giocatori. Uno di quegli attaccanti che ti tolgono il respiro quando entrano in area, uno di quelli che l’Italia sperava di trovare, per porre le basi della propria rinascita. Infine c’è anche il tempo per applaudire Pavoletti. Il finale è tondo, non lascia spazi ad interpretazioni: 6-0, il Tardini si svuota lentamente, la gente non vuole abbandonare gli italia liechtenstein finalespalti. I bambini, che sono numerosi in questa serata, appiccicano il proprio volto, ancora una volta, contro il vetro che divide dal campo, ancora qualche secondo con la speranza di vedere da più vicino i propri campioni preferiti. I “grandi” scattano gli ultimi selfie, si scambiano gli ultimi saluti, poi si spegneranno le luci del Tardini, quei fari che stasera hanno illuminato un cielo azzurro pieno di tante piccole stelline che speriamo possano far tornare luminosa la nostra nazionale. Si abbassa la musica, sale la notte, questa partita è ormai stata consegnata alla cronaca, ciò che continuerà a vivere sarà, però, l’aver ritrovato l’emozione e la gioia di dimostrarsi, tutti insieme, italiani. E allora non ci resta che sperare di rivedervi presto e che, come scrisse Dacia Maraini “si va via per tornare”. Ilaria Mazzoni

ITALIA-LIECHTENSTEIN 6-0 (p.t. 4-0) – QUALIFICAZIONI EURO 2020 – IL TABELLINO
Marcatori:
17′ Sensi, 32′ Verratti, 35′ (rig.) e 46′ (rig.) Quagliarella, 25′ st Kean, 30′ st Pavoletti

ITALIA (4-3-3) – Sirigu; Mancini, Bonucci (35′ st Izzo), Romagnoli, Spinazzola; Sensi, Jorginho (13′ st Zaniolo), Verratti; Politano, Quagliarella (27′ st Pavoletti), Kean. Ct Mancini.

LIECHTENSTEIN (4-4-2) – B. Buchel; S. Wolfinger, Kaufmann, Hofer, Goppel; Sele (1′ st Malin), Polverino, Wieser, Kuhne (24′ st Meier); Hasler, Salanovic (37′ st M. Buchel). Ct Kolvidsson.

Arbitro: Sig. Levnikov (Rus).

Espulso: 45′ Kaufmann

Ammoniti: Hasler, Izzo

Recupero: 1′+2′.

VIDEO AMATORIALI DAGLI SPALTI

ANNUNZIO FORMAZIONI

INGRESSO IN CAMPO E INNI NAZIONALI

ITALIA-LIECHTENSTEIN 1-0, 17′ GOL DI STEFANO SENSI (ESULTANZA)

ITALIA-LIECHTENSTEIN 2-0, 32′ GOL DI MARCO VERRATTI (ESULTANZA)

ITALIA-LIECHTENSTEIN 3-0, 35′ GOL DI FABIO QUAGLIARELLA (CALCIO DI RIGORE)

LA OLA

ITALIA-LIECHTENSTEIN 4-0, 46′ ST GOL DI FABIO QUAGLIARELLA (CALCIO DI RIGORE)

ITALIA-LIECHTENSTEIN 4-0 (PARZIALE FINE PRIMO TEMPO) – RIENTRO NEGLI SPOGLIATOI

ITALIA-LIECHTENSTEIN 5-0, 25′ ST GOL DI MOISE KEAN (ESULTANZA)

ITALIA-LIECHTENSTEIN 6-0, 30′ ST GOL DI LEONARDO PAVOLETTI (ESULTANZA)

ITALIA-LIECHTENSTEIN 6-0 (RISULTATO FINALE) – RIENTRO NEGLI SPOGLIATOI

ITALIA-LIECHTENSTEIN – TIFOSI OSPITI

26 pensieri riguardo “IL TARDINI SI TINGE D’AZZURRO E APPLAUDE L’ITALIA CHE BATTE IL LIECHTENSTEIN 6-0 (VIDEO)

  • 27 Marzo 2019 in 07:41
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    Se anche il prossimo anno Quagliarella mantiene questa forma è da portare come titolare agli Europei. Senza tempo.

  • 27 Marzo 2019 in 09:53
    Permalink

    Pensa che quando quest’estate non rinnovava e parlavano di offerta del parma c’era pure gente che storceva il naso.. qua siamo per i top player la champions e le trasferte in campagna per vincere contro le squadre di paese

  • 27 Marzo 2019 in 10:21
    Permalink

    In estate era già nostro. Per colpa di quel cinese maledetto che voleva andare in serie A con Baraye e Nocciolini (oltre che per colpa di Terzi, Da Col e dello Spezia Calcio) lui e Viviano ci sono sfuggiti da sotto il naso.

    • 27 Marzo 2019 in 10:45
      Permalink

      Ma in che film? Non propaliamo leggende metropolitane, please: il Cinese non c’entra una Benedetta Mazza, dal momento che la gestione è sempre stata saldamente nelle mani di Nuovo Inizio che ha provveduto anche là dove quegli mancava. Magari le vicissitudini giudiziarie, quello sì…

  • 27 Marzo 2019 in 10:33
    Permalink

    Finalmente ieri sera abbiamo vinto (6 a 0) ed abbiamo giocato bene!!

    No mi sono sbagliato era l’Italia…http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_scratch.gif

    • 27 Marzo 2019 in 12:00
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      E certo grande partita contro una squadra che faticherebbe parecchio con qualsiasi di lega pro

  • 27 Marzo 2019 in 11:54
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    Non mi risulta sia una leggenda che in quanto socio di maggioranza non abbia adempiuto per la parte di propria competenza ragione per cui è stato buttato fuori a calci come un postulante che entra al ristorante ad importunare la clientela. Non confondiamo la gestione con il cacciare moneta. Che la gestione spettasse a noi pramzan ok (cosa strana ma assodata), ma il cacciare moneta per il mercato sarebbe spettato per il 60% al sartino. Che voleva salvarsi con Baraye, Nocciolini e Ceravolo.

    • 27 Marzo 2019 in 11:59
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      Quello che voglio dire io è che le strategie – e le conseguenti monete da cacciare – erano stabilite da Nuovo Inizio e dal proprio management: apposta non avendo adempiuto il cinese pro quota c’è stato il “ribaltone” in seno alla maggioranza. Questo però non vuol dire – come traspariva nel precedente commento – che se Quagliarella non è venuto a Parma fosse per colpa del Cinese, dal momento che Nuovo Inizio h dimostrato ampiamente che laddove voleva arrivare (anche a caro prezzo) ci è arrivato e laddove non ci è arrivato non era per la zavorra (appunto aggirata) dell’altro socio, quanto, appunto, per differenti vicissitudini, tra cui quelle del cazzein…

      • 27 Marzo 2019 in 19:55
        Permalink

        ovviamente questa estate si dara’ colpa all’arbitrato ,ma dag un taj

        • 27 Marzo 2019 in 20:45
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          Caro Turella, Jdm etc etc. c’è poco da darci un taglio: quelli che ho citato sono dei dati di fatto, in particolare Viviano se n’era andato per le complicanze emerse della vicenda del cazzein. Per quanto concerne Quagliarella non so se fosse un profilo trattato in estate dal Parma (escludo categoricamente, invece, Matri nonostante pagine calembour del quotidiano locale), dal momento che l’attaccante poi arrivato era un po’ più giovane (poi i soliti soloni avrebbero avuto da sindacare, dato che di veterani ce n’erano pure altri, visti abbastanza di malocchio, all’atto della scrttura, salvo poi cambiare idea vedendoli all’opera).
          In ogni caso mi pare molto onesto ammettere che gli imprenditori non calcistici di Nuovo Inizio non siano propensi a gettare soldi al vento, pur avendo maggiore consapevolezza rispetto al cinese che quando è il momento la pila va cacciata fuori. Comunque i problemi erano di chi aveva paura a venire al Parma a rischio retrocessione/penalizzazione e negare questo significa essere in malafede. Perché le cronache sono lì a testimoniare il terrorismo fatto questa estate al riguardo. Terorismo che ha spaventato più di un giocatore. E ripeto, negare questa circostanza è da persone in malafede.

          • 28 Marzo 2019 in 12:23
            Permalink

            Supercazzole, ma la capisco, si faccia dare disposizioni dall’ultrà rosanero, finché hazard non vi separi

  • 27 Marzo 2019 in 12:05
    Permalink

    E su Quagliarella che fosse nostro e non sia arrivato così come Viviano e Silvestre perchè abbiamo come sempre tintognato non lo dico io

  • 27 Marzo 2019 in 14:17
    Permalink

    Il passaggio della ola nel settore dei distinti è qualcosa di imbarazzante…diciamo che adesso come adesso a livello internazionale al Tardini si può giusto giocare Italia Liechtenstein…

  • 27 Marzo 2019 in 14:51
    Permalink

    Beh Direttore con pardon ma se in luogo di un micragnoso sartino ci fosse stato un normale imprenditore voglioso di investire la moneta a disposizione di Faggiano sarebbe stata quella di nuovo inizio+quella del terzo socio di maggioranza. Nuovo inizio che ha dovuto anche provvedere alle garanzie per l’iscirizione etc hce per il 60% sarebbero dovute toccare al pidocchio mandarino.

    • 27 Marzo 2019 in 15:47
      Permalink

      Al di là del colore, Vi è da dire che comunque gli attuali imprenditori (non calcistici) al timone non mi paiono comunque propensi a eccedere (pur avendolo fatto durante la scalata). Ma il problema nel caso specifico non lo faceva la pecunia (i calciatori apprezzano esser pagati, magari anche puntualmente o comunque avere la sicurezza di ricevere la propria mercede) quanto le problematiche emerse. In quei tempi là si parlava (molto anche a sproposito) di retrocessione o pesanti penalizzazioni: claro che così si rendeva meno appetibile questa piazza. I tintognamenti secondo me non c’entrano: decisive le complicanze del cazzein

  • 27 Marzo 2019 in 15:35
    Permalink

    Forse si dovrebbe caro Davide fare un po’ di chiarezza,
    invece di sparare “cagate”.
    Il sartino come lo definisci tu i soldi li ha tirati fuori…eccome…
    se poi pianifichi un budjet e a fine calcio mercato ti trovi
    con il doppio o il triplo di spese in cantiere…
    grazie agli affari “scrupolosi” del nostro DS…
    penso che un minimo di incazzatura….forse forse…

    P.s. la cosa si farà interessante a giugno….
    chiusura/rinnovo contratti dei nostri beniamini…

    • 27 Marzo 2019 in 17:15
      Permalink

      I Cinesi non hanno intenzione di farsi da parte e perdere quanto investito. In attesa dell’esito dell’arbitrato hanno ora il 30% .
      Trovare un nuovo compratore diventa complicato in questa situazione.

  • 27 Marzo 2019 in 18:00
    Permalink

    Sarebbero degli sprovveduti rinunciare…
    a meno che con una buona uscita….chissà….

  • 28 Marzo 2019 in 06:48
    Permalink

    Bastano poche righe di cronaca della Mazzoni Ilaria per essere proiettati (back to the past) in vecchie atmosfere provinciali della Parma che fu. Mariti con la radiolina all’orecchio e mogli con la borsetta della domenica. Zero a zero anche ieri, ‘sto Milan qui, ‘sto Rivera che ormai non segna più (cit. Jannacci).
    Aggiornare un po’ il linguaggio no eh?

    • 28 Marzo 2019 in 09:48
      Permalink

      non voleva essere una cronaca bensì una cartolina, con i sapori del passato, se vuole, ma sempre un’immagine di quello che ho sentito io. Le cronache son ben diverse e, se nota, infatti, quelle che faccio ogni domenica son ben diverse..la ringrazio comunque per il consiglio

        • 28 Marzo 2019 in 12:40
          Permalink

          La ringrazio, scusi questo vecchio accidioso!

          • 28 Marzo 2019 in 13:27
            Permalink

            Apposta da anziano (quale mio malgrado mi trovo ad essere dopo esser stato per una vita il più giovane) che apprezzo l’old style…

          • 29 Marzo 2019 in 17:02
            Permalink

            il confronto è sempre apprezzato!!

  • 28 Marzo 2019 in 15:57
    Permalink

    Ottimo articolo e video interessantissimi (con qualche perla sui tifosi del Liechtenstein) Ilaria complimenti

    • 29 Marzo 2019 in 17:03
      Permalink

      grazie mille anche se i video non sono farina del mio sacco

I commenti sono chiusi.

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