CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA TATTICA A UOMO MISTO DELLA DEA SBENDATA

gianni barone(Gianni Barone) – Solo da poco tempo abbiamo imparato che Atalanta è sinonimo di Dea, e solo da pochissimo abbiamo appreso che la squadra di Gasperini gioca a uomo contro uomo, o meglio a uomo a palla in movimento, e a zona a palla ferma, quindi a zona mista? No. Meglio definire a uomo misto, perché la forza di questa squadra che macina gioco a ritmi impressionanti, esprime un calcio nuovo (per modo di dire), nel senso che pur giocando a uomo non lo fa nella maniera a cui la tradizione ci aveva abituato, cioè con matrice speculativa e sparagnina, ma lo fa in maniera ultramoderna con concetti diversi e con applicazioni precise e veloci. Una tattica che qualcuno consiglia di copiare per restituire quella vocazione propositiva che chi non crede nel tiki-taka iberico, non ha mai voluto abbracciare, invece alle nostre latitudini il modello atalantino del nuovo profeta GASPERINI, comincia a piacere e a convincere gaspanche i più scettici, trovando ammirazione e proselitismo un po’ dappertutto. L’esibizione del TARDINI, ha confermato la bontà di tale tendenza, al punto che questa sorta di passaggio dal copernicanesimo della zona al tolemaismo del gioco uomo contro uomo  (si badi bene si parla di gioco e non marcatura ferrea, individuale, non sia mai…), non è un ritorno al passato, per carità, perché altrimenti, secondo il senso comune non sarebbe per niente auspicato ed incoraggiato. Anche la classe giornalistica più dotta non si trattiene nel tessere le lodi di questo tipo di nuova frontiera del calcio, sperimentata ed attutata, nella provincia nobile, quella da sempre indicata come la migliore espressione dei vivai di casa nostra capaci, da sempre. e ora più che mai, di allevare e far sbocciare la meglio gioventù della pedata. Tutti gridano al miracolo, mentre si magnifica una nazionale che fa stravedere giocando contro una sorta di nessuno chiamato Liechtenstein, nelle campagne bergamasche di Zingonia, il buon GASP, è italia liechtenstein centro campostato in grado, lui vecchio allievo del santone Galeone, ed ex allenatore dell’INTER, solo per pochi mesi (una sorta di Re di Maggio del calcio), di allestire una compagine in grado, oltre che di stupire tutti, di produrre un ottimo calcio con ingredienti semplici: corsa, aggressività, ritmo, movimenti, e quanto basta per far crescere la qualità al punto che, lo stesso condottiero della Dea, ora sbendata perché sotto gli occhi di chi non ci credeva, ma ora si, è arrivato ad affermare che la sua non è una squadra di gregari, ma, viceversa è piena di leader. Addirittura “Cose da pazzi” urlerebbe Cetto la Qualunque alias Antonio ALBANESE. Siamo arrivati a questo punto, tanti leader, ognuno nel loro non ruolo, che recitano, come si diceva una volta nel teatro, a roberto atalsoggetto, e che ormai non sono più personaggi in cerca di (un) autore, perché lo hanno già belle che trovato, proprio nel loro non avere ruoli e posti prestabiliti, e prefigurati, a priori nella tattica di partenza o di riferimento, per riuscire a scoprire le ragioni delle loro affermazioni e dei loro successi. E aggiungiamoci, anche, le ragioni dei loro gol segnati, ben 60, tanti quanti ne ha fatti, la JUVE del marziano Ronaldo, ora ai box. E in mezzo a cotanto splendore, di gioco, di innovazione (?!?) tattica, di potenza fisica e tecnica, si è inserita la prestazione del PARMA, che molti hanno ammirato, sottolineando come la truppa di D’AVERSA, abbia retto, sin che ha potuto, al furore agonistico avversario. Sarà vera e duratura gloria, questo lo si saprà solo più avanti, nel proseguo della stagione, e negli anni a venire: nel frattempo, si è tutti concordi nell’affermare, che questo modello che potrebbe attecchire e funzionare, anche altrove, e forse anche da noi, al Parma, chissà? Nel frattempo, come direbbe qualcuno, teniamoci, la prestazione, D’AVERSA, le sue idee, i suoi punti, e quelli che ancora tiene di margine sulla terzultima, che non sono roba da poco e non sono gragariopochi soprattutto per chi deve recuperare, vedi Empoli, per il resto non manca tempo. Non manca il tempo per assimilare, negli anni a venire, ciò che è stato seminato oggi, mancano forse gli interpreti: i leader, come direbbe Gasperini, quelli al momento attuale, sembrerebbe che scarseggino, perché per i gregari, a quanto pare, in questa nuova frontiera del football di casa nostra, non ci dovrebbe essere più posto. E allora cosa ci resta da fare, a noi che questo uovo di colombo del calcio uomo contro uomo, non più zona mista, ma uomo misto, non lo avevamo previsto e né preso in considerazione? Eppure non ci voleva molto a capirlo, dopo tanta magniloquenza della zona pura, ricorrere allo stratagemma dell’uno contro uno a tutto campo, poteva essere qualcosa di logico e di spontaneo, però nessuno che ci sia arrivato prima, nessuno che abbia tentato di imboccare questa strada prima della ora, tanto beatifica Dea, la cui caduta, visti i risultati, sembra lontana da venire o dall’essere, anche, solo immaginata. Potrebbe trattarsi di una moda del momento o di  un’illusione ottica o di pensiero (gli stessi che avevano innalzato il neo-catenaccio di D’Aversa sono MajoGravinaIncannella-750x330ora gli esegeti di Gasperini, tanto ogni domenica, e a ‘sto giro pure al Giovedì, si deve costruire un nuovo eroe, oppio de’ popoli per il popolino), ma se nasceranno nuovi leader del non ruolo, e nuovi sciamani capaci di guidarli, allora la novità diventerà realtà vera. Come al solito non lasciamoci ingannare dalle apparenze, e dagli umori del momento, e dagli entusiasmi facili, stiamo con piedi saldamente piantati non per terra, ma su di nuvola di speranza, che le cose dal punto di vista tecnico migliorino, anche a livello di vivai, di nazionali, e  di movimento calcistico in generale. Plaudire alle piacevoli novità fa bene alla salute di tutti noi e serve per farci distaccare dai problemi, tanti, che ci sono e che se non ci sono ce li inventiamo. In attesa che le prossime due gare con Frosinone e Torino non  azzimato mancinici riservino ulteriori sorprese, ci chiediamo “Ma chi l’avrebbe mai detto?” Cosa?, direte voi. Che dopo tanti anni, fosse sdoganata, nel tattichese calcistico, la definizione  di gioco a uomo, pur con tutti i distinguo del caso, il mesozoico, il paleozoico, a volte ritornano nei nostri gusti e nostri discorsi, perché anche la teoria della terra (zona) che gira intorno al sole (uomo), potrebbe essere sovvertita, basta cambiare i nomi alle cose è il gioco è fatto, è compiuto, basta dire non marcatura a uomo, ma gioco uomo contro uomo, basta ricordare che a palla ferma esiste la zona, e solo a palla in movimento si passa a uomo, è solo questione di nomi, di sfumature, di dettagli, di gregari che non ci devono più essere e di leader che dovrebbero abbondare, ma purtroppo, ancora, ahinoi (e ahiloro, soprattutto…), scarseggiano. Ci penserà quell’azzimato, e oramai incanutito, CT, che guida la nostra nazionale, a scovarli. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

16 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / LA TATTICA A UOMO MISTO DELLA DEA SBENDATA

  • 1 Aprile 2019 in 17:49
    Permalink

    Sul Parma stende un velo pietoso?

  • 1 Aprile 2019 in 17:55
    Permalink

    Brutte notizie 😈 😈
    Nel computer vi avevo detto.che
    grazie a un programmino speciale
    la salvezza il Parma cv l’avrebbe
    raggiunta a quota 38 punti 😇 😇 😇
    Ora però causavgli i fnfrtuna di Inglese e
    Gervinho sono stati tolti dal computer
    due punti per cui il.mio computer ha
    chiaramente espresso il suo
    responso
    Il Parma si fermerà a 36 punti
    e verrà retrocesso 😈 😈 😈 con
    CHIEVO e
    FROSINONE
    Premetto che iccon quel
    programmino il mio computer
    mai ha sbagliato.
    Se così fosse vi dico anche
    quando abbiamo.perso il
    campionato.
    Lo abbiamo.perso ⚡ ⚡ ⚡
    negli.ultimi 15 minuti di
    PARMA-SPAL.
    In quel frangente invece di andare a fare la doccia e a bere un the caldo negli spogliatoi a 15 minuti dalla fine della partita se rimanevamo in campo……😈 😈 😈

  • 1 Aprile 2019 in 19:11
    Permalink

    Teniamoci stretto D’Aversa? Preferisco non commentare.

  • 1 Aprile 2019 in 19:15
    Permalink

    Se non fosse stato per Kucka il mercato di gennaio sarebbe
    stato fallimentare infatti quei due giovani presi dal Parma di cui non ricordo il nome penso non siano da Parma. Mi sembrano abbastanza mediocri per gli spezzoni di partita che hanno fatta.Anch’io penso che il preparatore atletico sia la causa primaria dei mali del Parma. Anche l’anno scorso infortuni e preparazione atletica erano stati carenti. Perche rinnovargli il contratto anche quest’anno ? Spero che il prossimo anno ci sia qualcuno che di preparazione atletica ne sappia qualcosa perché questo di cui non conosco il nome mi sembra molto ma molto mediocre.Scusate lo sfogo.

    • 1 Aprile 2019 in 21:54
      Permalink

      Dei giovani dei quali hai scritto abbiamo visto solo Machin nella partita contro il Napoli. Diakhate non ha mai visto il campo. È un po’ poco per dare giudizi trancianti. Per loro, come per Dezi, ci troviamo di fronte ad una situazione anomala. Il centrocampo fa tanta fatica ed anche in situazioni di vera emergenza l’allenatore non li schiera.

  • 1 Aprile 2019 in 22:08
    Permalink

    Una cosa innegabile è che i giocatori del Parma sono un gruppo e sono convinto che da gruppo si compatteranno come successo in tutti i momenti difficili di questi anni. Non so chi giocherà mercoledì ma saranno 11 leoni che daranno tutto x vincere la battaglia. Noi abbiamo uomini esperti che sanno cosa devono fare e come si gestiscono certe situazioni.
    Lo ripeto sono convinto che ci salveremo, basta negatività, tutti uniti a combattere per l’obiettivo salvezza poi ci sarà tempo x discutere su come costruire il Parma dell’anno prossimo in A.
    Sempre e solo forza Parma

  • 1 Aprile 2019 in 22:38
    Permalink

    Velenoso vecchio gufo

  • 2 Aprile 2019 in 00:27
    Permalink

    Nuovo infortunio 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈
    Questa volta tocca a SEPE.
    Non giocherà cotro il Frosinone.
    Ha un fortissimo.mal di schiena
    che s’e procurato da inizio
    girone di ritorno quando ogni
    domenica deve chinarsi per
    raccogliere i palloni finiti in
    fondo alla rete.diavolo ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡

  • 2 Aprile 2019 in 10:13
    Permalink

    Ceravolo per me domani darà una zampata a chi.lo ha sempre criticato come fosse un ferro vecchio ma lui è
    LA BELVA.
    Non scordatevelo.
    Non so come finirà ma se il Parma segnerà sarà lui a farlo.
    Domani è la partita della svolta.
    Se perdessimo su un campo dove tutti hanno vinto.sarebbe
    la fine, saremmo in una crisi EPOCALE con prospettiva concreta
    di retrocedere infatti se perdessimo a,Frosinone, perderemo anche col Torino.
    SAREBBE UN EFFETTO DOMINO.
    In parole povere se con Frosinone e Torino non dovessimo fare punti la società volente o moleste dovrebbe v prendere seri provvedimenti perché lasciando correre tutto perderemo poi a,Sassuolo in casa con il Milan e udite udite anche a Verona contro il Chievo.
    Domani partita della svolta

    DOMANI
    ………….. FUORI
    ……………………..LE
    …………………………PALLE
    e. lasciate a casa i pannoloni.

    S
    O
    N

    C
    È
    R
    T
    O

    se il Parma segnerà lo farà
    CERAVOLO.

  • 2 Aprile 2019 in 14:13
    Permalink

    Condizionati dai cambi forzati? Ma perchè il mister ha sostituito l’infortunato Iacoponi con Sierralta e non con Gazzola suo naturale sostituto? Non è riuscito a prevedere che così sulla destra si sarebbe aperto un buco grande come una casa? A causa del suo errore iniziale ha poi fatto ancora peggi ocercando di rimediare facendo entrare Gazzolo al posto di Gervinho (altro infortunio). Ciò la dice lunga sullo stato di confusion ed incompetenza tattica di Bobby

  • 2 Aprile 2019 in 14:19
    Permalink

    Se perdessimo sarebbe un contraccolpo psicologico enorme. Una squadra che ha già perso gran parte della fiducia nei propri mezzi. L’unica cosa che ci terrà ancora a galla sarà il fatto che l’empoli ospiterà il Napoli, ed a meno di clamorose sorprese, potremmo mantenere il vantaggio di +8.
    L’empoli affronterà poi l’Udinese e l’Atalanta a Bergamo, quindi sulla carta non un cammino facile.
    In ogni caso il match point cercherei di siglarlo domani, giocando la partita della vita.

  • 2 Aprile 2019 in 14:21
    Permalink

    Frattali
    Gazzola, Sierralta, Gagliolo, DiMarco
    Kucka, Rigoni, Barillà
    Siligardi
    Schiappacasse Sprocati

  • 2 Aprile 2019 in 14:22
    Permalink

    Quota salvezza a 36 punti… mia opinione già da mesi

  • 2 Aprile 2019 in 14:23
    Permalink

    Morosky, perchè non lanci il “toto indovina la quota salvezza”?

  • 2 Aprile 2019 in 19:35
    Permalink

    PER ME, PER NOI ….37 PUNTI ed è fatta …
    ne mancano solo 4 ….
    l’EMPOLI DOVREBBE FARNE 13 …IN NOVE GARE ….
    mi sembra un miracolo che non succederà mai ….

    4 punti …37 ….GAME OVER

I commenti sono chiusi.

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