CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Quando i ‘risultatisti’ vorrebbero mettere tacere chi (secondo loro) non ne capisce di calcio

(Gianni Barone) – Ci voleva la diatriba satellitare Allegri-Adani (o Adani-Allegri, rispettgianni baroneando come Mura strettamente l’ordine stabilito dall’abbecedario), per far esplodere il caso, che purtroppo va avanti da tanti anni, e cioè la disputa tra chi allena, ad alto livello, ma non solo, e chi parla e commenta il calcio, attraverso radio, tv, e giornali. Da una parte chi sente immune da critiche e dall’altra chi sulle critiche, non dico che ci campi, ma quasi. In termini più espliciti, chi nel calcio, usando proprio la parole di Allegri, è un pratico, e chi invece della materia resta solo soltanto un teorico, che non avendo allenato, o avendo allenato poco, e di sicuro non ad alto livello, di calcio appunto, sempre secondo Allegri, non se ne intende. E di conseguenza non può competere con lui, risultatista per eccellenza, in virtù dei sei scudetti vinti, sbandierati in diretta tv, su Sky, per controbattere, le teorie, di ADANI reo, con la sua aria, che i suoi detrattori definiscono da professorino, di non aver condiviso le idee dello stesso ALLEGRI, in riferimento alla sconfitta delle Juve contro l’Ajax. Poi allegri adaniquello che è andato in onda in diretta televisiva, con lo scambio di cortesie, e con l’abbandono del microfono da parte Allegri, che prima vuole zittire il suo interlocutore e poi lo apostrofa con la solita meschina affermazione “tu, non capisci niente di calcio”, molta in voga ultimamente, va aldilà del semplice confronto tra due addetti ai lavori, ex colleghi da calciatori, e ora situati su sponde opposte dell’ambiente, e va ad intaccare quella che è, e che dovrebbe essere la normale dialettica fra soggetti, esperti, in materia, minando i rapporti fra chi si crede su di un piedistallo, e depositario di una verità assoluta, e chi invece si arroga il diritto di impartire lezioni (sia pure teoriche) urbi et orbi. Sono due facce della stessa medaglia a confronto, perché qui non è in ballo una disputa di chi vede il calcio in una determinata maniera e chi in maniera dissimile, se non addirittura opposta. Qui non si discute, luca ampollini calcio e calciopiù e non solo, di calcio propositivo contrapposto a calcio difensivo, speculativo, sparagnino, in termini concreti catenacciaro, qui si va oltre, qui i cosiddetti risultatisti, come Allegri, e mettiamoci anche come D’AVERSA, con le dovute proporzioni, eredi di CAPELLO, e mettiamoci pure Mourinho (come fa la Rosea),  sempre con le dovute differenze e proporzioni, non ci stanno, e non accettano lezioni da nessuno, e si risentono, si stizziscono, s’infuriano, quando qualcuno, comodamente seduto in seduto in studio, o davanti ad una scrivania, o davanti da un pc, si permette di giudicare, semplicemente, il loro lavoro. Qui, come direbbe il già citato Mourinho, si lede il loro egosentrismo (con s in luogo della c, immaginato con la pronuncia dello Special One), la loro professionalità, il loro lavoro, la loro abilità, la loro arte. Questa allergia alla critica, che Massimilano Allegri, aveva sempre manifestato apertamente, anche in passato, soprattutto al confronto con la versione pontificante di Arrigo SACCHI, opinionista Mediaset, in riferimento al modo di giocare allegri e sacchipragmatico delle sua squadre in contrapposizione con quello legato al calcio propositivo, propugnato da Righetto, ha fatto scuola anche presso altri allenatori fra i quali, sempre con le dovute proporzioni, spicca D’Aversa, che per certi versi, sembra voler seguire le tracce del titolato collega, quando deve rispondere alle critiche dei vari Grossi e Ampollini, forse gli unici, che a livello locale, si siano permessi, con le buone maniere, di contraddirlo o comunque desiderosi di sviscerare tecnicamente l’incontro andando in profondità, senza accontentarsi del solito blablabla di superficie. Però arrivati a questo punto, bisogna essere capaci di accettare, e bisogna anche sapere comprendere e bisogna soprattutto, mettersi in testa, che il calcio è una materia non come la filosofia, o l’astrofisica, in paolo grossi chievo verona parma 28 04 2019cui gli esperti sono pochi eletti, bensì al pari della politica e della cucina, è patrimonio di molti  non solo di chi è stato cavallo, ricordando l’ormai scaduta (come la mozzarella) massima, da noi ampiamente ripetuta, dell’ippica e dei cavalli, riscoperta dal primo Sacchi, versione equestre. Qui non si tratta di stare da parte di uno o dalla parte dell’altro, perché hanno ragione tutti e hanno torto tutti, quello che ha vinto tanto (ma che bisogno ha di sottolinearlo come un perdente qualsiasi?), quello che ha vinto poco e quello che non ha vinto niente, quello che legge i libri (sempre importanti e non solo quelli di calcio), come ha scritto Gianni MURA, che apprezza Allegri e non gode tantissimo Adani per la sua aria da primo della classe che non passa i compiti (come se lui fosse stato un discolo…), non occorre schierarsi, in quanto si tratta di disputa sterile ed infruttuosa. Perché quante volte ci siamo barone euefa bsentiti dire “Ma tu cos’hai fatto nel calcio? Hai giocato alto livello? Hai frequentato Coverciano? Hai mai allenato?  E allora cosa mai ne potrai capirne di calcio?”. Quante volte (anche se il patentino d’allenatore, noi, lo custodiamo insieme alla tessera verde old style da pubblicista, quella con ancora il Sigillo della Repubblica Italiana, Ministero di Grazia & Giustizia), eppure tutti abbiamo diritto di esprimere le nostre opinioni, su di una materia, lo ripeto, non privilegio di pochi eletti, senza dover subire gli strali da chi si arroga il diritto di snobbare chiunque. Adani non sarà simpatico a tutti, però io posso dire, avendolo conosciuto di persona e avendo parlato con lui di calcio, che si tratta di persona che ha grande passione di apprendere e grande competenza, e che si può permettere di esprimere qualsiasi tipo di giudizio allegri adani studio skyin fatto di calcio. Ed è ora di finirla con questo tipo di discriminazioni, le critiche davano fastidio a tutti anche quando io e Majo eravamo giovani (e lui si divertiva a stuzzicarli, ricevendo in cambio il loro patentino): a Galeone, a Giorgi, a Trapattoni (i maestri di Allegri), così come a ZOFF, a De Sisti, a Simoni, a Lazaroni, (intervistati senza condom dall’impertinente Majo, cui Scala – allenatore – rimproverava l’ironia e il sarcasmo…) e danno fastidio anche adesso a Spalletti, Mazzarri, De Zerbi, D’Aversa, ma fanno bene e poi chi se che ne frega del fastidio che arrecano loro, ché lautamente sono pagati anche per sopportare i provocatori di turno. E’ bravo Ancelotti, a usare, appunto l’intelligente arma dell’ironia, molti altri lo dovrebbero imitare la seriosità non serve a niente e non aiuta a risolvere i problemi, e visto che siamo tutti d’accordo che il calcio è una cosa semplice, talvolta stupida per persone intelligenti, allora usiamola, non l’intelligenza, non la semplicità, ma la stupidità per riderci sopra un po’, per majominotti (1)divertirci, e per rendere più lieve la malattia di crederci uno più bravo e più competente dell’altro. Il calcio dovrebbe servire anche a questo, è un gioco, o no? Eh? O no? dovrebbe servire e contribuire a renderci migliori gli uni e gli altri, e a renderci migliori di noi stessi. Quindi non offendiamoci, quando qualcuno dice che Il PARMA, non riesce più a vincere, e che fatica contro il Chievo retrocesso, perché è vero, ma è anche vero che grazie al suo spirito, anche catenacciaro, è riuscito a fare tutti quei punti che serviranno a garantirgli, tra qualche settimana, laallegri toglie auricolare sicura permanenza in serie A. Fa parte del gioco delle parti, capire che essere risultatisti, catenacciari, scienziati del possesso palla, potrebbe risultare la stessa cosa, in ogni caso non si tratta di offese, ma di normale dialettica fra persone che di calcio se ne intendono, nessuno escluso, tutti alla propria maniera. E anche coloro, tipo Minotti, che quando erano calciatori snobbavano, a modo loro, i giornalisti e i pubblicisti, ora che sono passati dall’altra parte, pare abbiano compreso la lezione che siamo tutti dei magnifici figli di……. un dio migliore, che parla e vive di calcio e qualche volta sbaglia e stona, ma spesso si diverte a prenderci in giro di gusto… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Quando i ‘risultatisti’ vorrebbero mettere tacere chi (secondo loro) non ne capisce di calcio

  • 30 Aprile 2019 in 19:08
    Permalink

    Adani ha giocato a discreto livello e fa parte del mondo del calcio da tanto, quindi anche se non ha mai allenato non vedo il problema di criticare Allegri. Ne ha le facoltà.

  • 30 Aprile 2019 in 19:13
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    Per me Allegri ha avuto le sue ragioni. Se sentiamo bene il “dialogo” Adani mi è sembrato provocatorio.
    giuste le considerazioni del dr. Barone, però l’opinionista non ha mai allenato mentre L”opinato” sì. Questo non significa che non si possa criticare l’opera di un allenatore ma che quantomeno la critica abbia un approccio non velleitario o provocatorio.
    Adani mi ha stupito, mi sembrava un commentatore più equilibrato.
    Poi si sa, si potrebbe discutere all’infinito ed in tutti i campi del rapporto tra critica e campo, o teatro, o musica ecc.

  • 30 Aprile 2019 in 19:27
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    Non ho ascoltato la diatriba tra i due ma, qualcosa posso dirla:

    1) ADANI, ex calciatore, comunque è una persona competente e, su questo, non ci piove !!
    Aggiungo pure che, da casa, a tavolino o davanti ad uno schermo …
    CREDO CHE SIA MOLTO + FACILE COMMENTARE, SCEGLIERE, AGIRE….tutto questo sulla carta ..

    2) l ‘allenatore, spogliatoio, allenamento e gara, HA IL CONTATTO DIRETTO con i calciatori, campioni, gregari, malesseri, infortuni, contrarietà, avversari di turno…
    CHIARAMENTE E’ MOLTO + DIFFICILE GESTIRE LE SITUAZIONI …contatto umano, diretto, giorno per giorno …anche se sei la Juventus ..
    e, in questo caso, gestione 2018-2019, siccome hanno vinto SOLO LO SCUDETTO , per loro è un anno DEFICITARIO …e quindi gli brucia un po’ il DI DIETRO

  • 30 Aprile 2019 in 19:35
    Permalink

    Ancora una volta, la GRANDE SPOCCHIA, PRESUNZIONE e PREPOTENZA JUVENTINA è venuta a galla ….
    atteggiamenti e situazioni dejà vu ..

    anni fa, i veri signori, e parlo dell’AVVOCATO e di suo fratello, avevano + classe, educazione, ironia e bon ton ( i metodi erano molto + raffinati e meno chiassosi )…
    io c’ero e, anche se piccolo, ho visto le differenze, anche se poi, alla fine, i risultati erano gli stessi ma, CON CLASSE SIGNORILE
    l’ Avvocato Prisco, dall’alto, PUO’ CONFERMARE ..
    alla fine di ogni gara col MILAN, dopo aver stretto la mano al dirigente avversario, correva in bagno e se la lavava subito…
    mentre, dopo la gara con la Juve, dopo aver stretto la mano ai dirigenti avversari, CONTAVA SUBITO LE DITA RIMASTE ..
    sono ragazzi …che ci volete fare ???

  • 1 Maggio 2019 in 19:04
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    Non capisco la necessità di dedicare addirittura un articolo a questa telecafonata…. tutta spazzatura e vuota polemics ad uso e consumo dell’audience

    • 1 Maggio 2019 in 21:40
      Permalink

      Rispondo io quale direttore, sorpassando il vice esecutivo che oggi eseguiva una degustazione e che comunque si astiene dal dialogo coi lettori.

      Intanto auspico che Lei abbia letto l’articolo e non si sia limitato alla titolazione, ritenendo superfluo l’argomento. Ebbene se si è avventurato nella lettura dell’articolo avrà notato come ci possano essere sottesi molti interessi anche in chiave locale circa la cafonata che, a mio avviso, nulla aveva a che vedere con l’audience, in quanto credo sia abbastanza palese il fastidio che l’allenatore bianconero ha quando deve presentarsi alla televisione satellitare, quindi nulla farebbe volontariamente per arrecare audience a detta televisione, così come alla medesima, anche per immagine, non piace che un suo rappresentante (che a parere di Maurizio Pistocchi rischia persino il posto e se uno pensa a Massimo Mauro magari potrebbe pure azzeccarci…) addivenga a duello rusticano con un proprio ospite. Peraltro, personalmente, non sono neppure mai stato molto favorevole alla compravendita televisiva di interviste, ma il mondo dei diritti viaggia così con buona pace di chi, come me, ha conosciuto ed apprezzato il giornalismo libero e pure un po’ pirata “a gratis”.
      Al di là di queste amene divagazioni da primo maggio, l’articolo ci stava tutto perché, oltre ad essere di strettissima attualità a carattere nazionale, è uno specchio di quanto accade pure a livello locale, come ha ben annotato Gianni Barone, laddove si disquisisce di risultatismo contrapposto al bel gioco e pure del difficile equilibrio nei rapporti tra chi critica e chi è criticato. Insomma uno spunto molto interessante che va colto andando un po’ più in profondità, senza limitarsi a stare galla, perché se no i coralli non si vedono…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 2 Maggio 2019 in 13:37
        Permalink

        Egregio direttore, premetto che non è mia abitudine commentare ciò che non conosco. Il sentito dire non è la mia scuola, e come avrà notato, I miei commenti su questo blog sono sempre stati motivate e suportati da statistiche o dati oggettivi. Non solo pertanto ho letto l’articolo, ma l’ho pure ri-letto, per scrupolo, confermando il mio personalissimo stupore su come un attento e fine osservatore come il sig. Barone non abbia resistito ad essere coinvolto nella telerissa calcistica più famosa dell’anno.
        Ritengo che in queste trasmissioni vi è sempre chi provoca, e chi piccato risponde sentendosi al di spora di ogni critica. In tutto questo si perde il senso del dibattito, ma soprattutto dell’educazione, lasciando spazio al solo audience, che molto beneficia di una cofonal-tele-rissa.
        Ormai a nessuno importa più di parlare di calico o spiegare qualcosa ai telesettatori, meglio fare cagnara, sbraitare a più non posso… perchè così si fa audience.
        Avrei pertanto apprezzato di più un signorile silenzio su questa vicenda che già tante volte ha stra-rimbalzato sui 4 angoli del web.
        Non esprimo poi il mio personalissimo parere sulla vicenda (con buona pace di Sacchi, DAversa, Spalletti, Minotti etc…) in quanto non mi piaccono le risse, anche se verbali e televisive, essendo solo sterili, e me ne tengo alla larga.
        Confermando la mia stima ad entrambi, porgo cordiali saluti

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