CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / I SENZA NOME CANCELLANO LA NOTTE DI FROSINONE

gianni barone(Gianni Barone) – Ci eravamo raccomandati, dopo la notte di Frosinone, quella della War infinita, di chiudere le porte, di ogni ordine e grado, e così è stato, anche se solo in parte, visto che la porta del PARMA, in campo, dopo tanto è rimasta inviolata, meno le altre, quelle che critica (sic) e tifosi (non tutti è ovvio), hanno sfondato, ampiamente, pur essendo già spalancate. Quelle porte apertissime che hanno portato molti a sostenere che, con cotante assenze (quelle elencate da tutti in articoli, commenti e critiche della vigilia), il PARMA non ce l’avrebbe fatta ad uscire dalla difficile situazione in cui si era andato ad infilare, dopo le tre ultime sconfitte. Invece, dopo tanti de profundis senza la salma, dopo l’intervento presidenziale, dopo la visita dei tifosi a Collecchio, ecco che, quasi d’incanto, il PARMA dei senza nome (Sprocati, Gazzola, Ceravolo, Sierralta,  Di MARCO), riesce nell’impresa di rialzare la testa, affermandosi, su di un terreno, il suo, quello più congegnale (congeniale sarebbe da pessimo cittadino involuto quale sono), ma abbandonato quasi nevio-scala.jpginvolontariamente, nel recente passato, cioè difesa attenta e puntuale, applicando un cambio di sistema di gioco, che dall’inizio, mai, era stato, finora, attuato (un 5-3-2 che già Paolo Grossi ha definito alla Nevio Scala e che quindi non copierò perché io non asporto la carta copiativa, io: solo gli asciugamani di carta per ogni bisogna, si sa mai…). Prodigi della tattica? Non sia mai detto: quella è sempre da considerare marginale o accessoria, secondo il credo di chi guida la squadra. Semplice. Cosa semplice allora? Le motivazioni no?  Che tornano a giorni, a ore, a minuti, alterni, ma quando si materializzano non ce n’è per nessuno, senza dimenticare il famigerato atteggiamento. E poi l’unità d’intenti, la compattezza, il richiamo all’unione, l’astenersi dalla critica, gratuita e inutile, ma qui stiamo sconfinando nel campo dello sfondamento delle porte di cui sopra (incluse quelle blindate che si sfondano più facilmente quando sono già aperte, specie se di marca…), e di cui avremmo voluto ampiamente, fare a meno. Ma non è stato, ahinoi, possibile, sottrarsi a tale esercizio, per nessuna ragione al mondo: “E’ fattuale”, direbbe il Feltri imitato da Crozza (che è crozzafeltripiù Feltri dell’originale, così come lo era il Renzi), non ci si può discostare troppo, da ciò, nel considerare il perché di una metamorfosi, tanto repentina, quanto inattesa, inaspettata. Eppure lo si poteva, solo intuire, forse, che dopo la notte di Frosinone, qualcosa, doveva, poteva, cambiare. Prodigi della Tattica? Azzardiamo di nuovo, no, neanche a parlarne, ribadiamo di nuovo. Quello che è successo contro il Torino rientra in una di quelle 32 regole, scontate e banali, sin che si vuole, che sono contenute nel nuovo libro in uscita, sul calcio, scritto da Massimiliano ALLEGRI, in cui l’autore, dopo tante circonvoluzioni, semplici o complesse, a seconda dei casi, a seconda dei gusti, arriva ad affermare un concetto di calcio semplice che tutti tendono, invano, a voler complicare per forza, in omaggio ad interessi personali da perseguire, e passioni individuali, da alimentare. Bastavano molti meno articoli, per affermarlo, ma tant’è, in materia per essere un tantino considerati, e di conseguenza, letti, non serve appartenere a scuole di pensiero positiviste, romantiche, decadentiste o peggio ancora scapigliate: serve essere qualcuno di noto e di famoso. E se le stesse cose le ha espresse più di 13 anni fa, un mio amico, in epigrafe ad un libro da me scritto sulla storia della tattica calcistica, poco importa. La tattica non c’entra mai, però tra le righe della partita di sabato, visto che a noi non resta altro da fare, il fatto di aver visto il PARMA dei senza nome mascalaito-verona.jpgimbrigliare il Torino, del presuntuoso MAZZARRI, che credeva di sbarazzarsi della pratica con facilità, con un applicazione precisa e puntuale di principi di gioco difensivi ben applicati, restituisce un po’ di identità ad un modo d’interpretare la gara in chiave conservativa, che non guasta mai e che dovrebbe, in futuro, essere ripercorso per evitare guai peggiori. Guai peggiori, al momento scongiurati e scongiurabili, attraverso una condotta da ripetere senza tanto ricamarci sopra. Semplice no? Lo dicono tutti, lo dicono i saggi, i meno saggi, gli umili, i tifosi… Lo dicono i numeri soprattutto: gli stessi che in soli quattro giorni hanno ribaltato tutto, in men che non si dica. Non parliamo di miracoli, comunque, per carità! E non parliamo di paragoni e paralleli, con il passato, per non urtare, come al solito, la suscettibilità, di nessuno, perché è un attimo assistere a momenti in cui ci si offende per poco o niente. E’ stata la vittoria, pardon il pareggio, (ma è come fosse stata davvero una vittoria per come ha esultato il presidentissimo Pizzarotti sotto la Nord), di tutti, nessuno escluso, questo il ritornello che fino alla prossima gara, fino all’ossessione ci sentiremo ripetere. Come al solito si vince in tanti, o per lo meo in molti, ma quando si perde la colpa è sempre di pochi, di quelli che commettono errori, PIETRO PIZZAROTTI PARMA TORINO CURVA NORDcome nel caso di Gobbi a Frosinone. Errori che sono sciocchezze, come qualcuno nella tribuna televisiva del giovedì, ha sentenziato: stiamo attenti, per cortesia, a calibrare le parole, ed ad emettere sentenze definitive, con semplicistica facilità. Non stiamo parlando di universali, e quindi di filosofia, come qualcuno vorrebbe farci credere, facendo appello a tutte la fatalità possibili immaginabili, ma, e qui tocca a me sfondare la mia bella porta aperta, stiamo parlando di calcio, che tra le cose meno serie è la più seria, come amava ripetere Righetto Sacchi, quando era ancora in auge. Quindi ci sta tutto anche ricorrere al ricordo del PARMA di Scala, per descrivere una rinascita, anche se il paragone sembra un po’ forzato, e non attinente al cento per cento, però in mancanza di altro si accetta tutto, pur che si riesca a centrare l’obiettivo, che sembrava certo, ma che si stava allontanando più nella mente, dei soggetti coinvolti, che non nella realtà. Quindi per evitare dopo una disfatta l’esilio, occorre servirsi delle mattia sprocati 21 03 2019prestazioni, dei senza nome, come noi, senza offesa, li abbiamo definiti, scusandoci nell’occasione con gli interessati, dimostrando che il calcio è bello anche perché non ci sono, per fortuna, solo i Cristiano Ronaldo, o i Messi, ci sono, anche, tutti quelli che, tatticamente, si rendono disponibili e onorano gli impegni e, nonostante tutto, spesso di loro ci si dimentica. Dobbiamo essere grati a Rigoni, a Sprocati, a Gobbi, e a tutti quelli delle B, come qualcuno osa definirli, perché è grazie a loro che sono arrivati i risultati importanti, e forse altri ne arriveranno. Ricordiamocelo ora tanto quanto arriverà la matematica certezza, tutti se ne saranno dimenticati, citando solo fabio ceravolo dopo genoa parmaAlves, Gervinho e Inglese, di CERAVOLO and company, non resterà traccia negli annali e nelle memorie distratte e distanti, degli amanti dei colori e delle maglie che si riempiono la bocca solo dei grandi nomi, dimenticando che in un gioco di squadra – quale è il calcio – è un buon collettivo quello che esalta le qualità individuali. E comunque, anche nelle serie inferiori, D’Aversa coi senza nome si era cavato le sue belle soddisfazioni, magari patendo di più con gli assi in mano… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

20 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / I SENZA NOME CANCELLANO LA NOTTE DI FROSINONE

  • 8 Aprile 2019 in 14:13
    Permalink

    Occhio alla belva 🐯
    La belva 🐯 è tornata
    più forte di prima e più
    🐯 di prima.

    Il punto più basso di D’aversa 😈
    in questa stagione?
    Far giocare un tempo a Frosinone.
    al posto della 🐯 l’inutile
    Schiappacasse

    Il punto più alto di D’Aversa
    in questa stagione?
    Far giocarcela col Torino dal
    primo minuto la 🐯

    E pensare che a gennaio
    volevamo vendere la 🐯 ….
    Lo so. è assurdo ma volevano farlo.
    Padre celeste perdonali nella tua
    infinita misericordia……😇 😇 😇

  • 8 Aprile 2019 in 14:43
    Permalink

    L’unico modo per salvarsi è vincere a sassuolo, diversamente ci sara da soffrire fino all’ultima giornata…

  • 8 Aprile 2019 in 19:04
    Permalink

    Se penso che in Empoli-Parma
    siamo stati raggiunti nel 😈 😈
    recupero mi vengono i brividi.
    Ora saremmo a più 9 sull’Empoli

    Difetti del Parma prima del
    TORINO ?
    Paura e mancanza di concentrazione
    negli ultimi 15 minuti e😈…. recupero
    Mancanza poi di palle 🍒 🍒

    Spero ora a un cambio tendenza

  • 8 Aprile 2019 in 20:30
    Permalink

    Ragas, chilù le mat!

  • 8 Aprile 2019 in 22:11
    Permalink

    Piovani a bar sport ha detto che ci salviamo

    • 9 Aprile 2019 in 08:24
      Permalink

      Beh ieri sera sono riuscito a reggere venti minuti di Bar Sport. A parte i tempi e i modi da omelia, sembrava che il Parma fosse secondo in classifica. Credo che un minimo di discussione animata farebbe bene sia alla trasmissione che al Parma stesso. Invece lì mi pare di rivedere i filmati della Russia anni 70 , in cui tutto il Pcus salutava con la mano.
      Ciò detto, dopo ho visto Bologna – Chievo. Stepinski è balordo a livelli siderali. Se quello sarà il dopo Inglese, mi faccio il segno della croce.

  • 8 Aprile 2019 in 23:14
    Permalink

    Direi che un pari a Sassuolo e 3 punti contro Chievo e Fiorentina sono alla nostra portata. Se non riusciamo a fare 7 punti in queste 3 partite meritiamo la B.

  • 9 Aprile 2019 in 08:06
    Permalink

    I punti salvezza vanno secondo me così ricercati:
    Pareggi con Chievo Bologna e Sassuolo (abbiamo sempre faticato con le piccole e motivate)
    Vittoria di culo contro Sampdoria o Fiorentina… ormai in atteggiamenti balneari senza più nulla da chiedere al campionato
    Su Roma e Milan lasciamo perdere perché si giocheranno la Champions fino all’ultimo e ci faranno neri….
    6 punti… arriviamo a 40 ed è fatta

    • 9 Aprile 2019 in 10:09
      Permalink

      Sono abbastanza d’accordo con Lukfur, anche se Bologna e Sassuolo sono superiori come organico . A Bologna dubito usciremo integri. A Sassuolo, dipende da quanta cattiveria e caparbietà metteremo.
      Una vittoria culona tra Fiorentina e Samp, condivido.
      A Verona devi vincere perchè sono una roba che sfiora il calcio amatoriale. Roma e Milan, condivido. Forse Roma un punto se loro sono fuori dalla Champions

    • 9 Aprile 2019 in 14:00
      Permalink

      Concordo che occorre cercare una vittoria tra Chievo, Samp e Fiorentina, e parallelamente non perdere contro Sassuolo e Bologna. Milan e Roma sono partite strane.
      Sotto di noi ci saranno diversi scontri diretti x cui qualche punto se lo mangeranno a vicenda.
      Se avessi Gervi ed Inglese non sarei per nulla preoccupato, i loro recuperi sono fondamentali x fare punti.
      Dopo il prox turno avremo le idee più chiare.

  • 9 Aprile 2019 in 14:22
    Permalink

    Il Bologna ha vinto 4 delle ultime 5 partite…con una progressione impressionante…. mi viene il sospetto che quel volpone di Mihailovic abbia considerato già persa la partita con l’Atalanta risparmiando energie per la ben più importante partita col Chievo. Il nostro midyrr dovrebbe cercare anche queste astuzie… risparmiare energia cin Il Milan…. e domenica col Sassulolo mettesse il pullman come contro il toro senza forzare il match poont. Se poi il santo culo ci aiuta bene,….

  • 9 Aprile 2019 in 14:26
    Permalink

    Ma fatemi il.piacere.
    Non fatemi incazzare capre 🐑 🐑
    Le tabelle non servono un
    CAZZO.
    Servono solo le palle 🍒 🍒 non le tabelle
    Le tabelle servono solo ai perdenti nati
    a coloro che si mettono il pannolone
    dalla paura per non farsela addosso.
    Mentalita vincente è quella che ci vuole
    Ma non l’avete ancora capito
    che dobbiamo affrontare queste
    sette partite che mancano cercando
    di scedere in campo come belve 🐯 🐯
    solo per vicerle ?
    Se scendi in campo per pareggiare perdi?
    Noi siamo padroni del nostro destino
    a patto però di essere Impavidi e vincenti
    Cerchiamo di vincere contro chiunque
    in casa e fuori con la bava alla bocca in queste
    ultime7 partite, dando come minimo il. 110%
    Dare solo il. 99,99% non serve
    Nessuno ci deve far paura.
    Siamo noi che
    DOBBIAMO FAR PAURA A LORO 😈 😈 😈 😈
    e non viceversa se siamo uomini e non
    fighette o mezze seghe.
    Possiamo salvarci solo se giochiamo come contro
    il Torino con concentrazione fame e palle 🍒
    TUTTO IL RESTO È NOIA
    tabelle da sfigati comprese.

  • 9 Aprile 2019 in 14:34
    Permalink

    Per gli amanti delle statistiche, negli ultimi 5 turni i punti fatti sono:
    Bologna – 12
    Spal – 9
    Udinese – 7
    Empoli – 6
    Sassuolo – 5
    Genoa – Parma – 4
    Fiorentina – 3
    Chievo – 1

  • 9 Aprile 2019 in 14:36
    Permalink

    Questo lascerebbe prevedere la salvezza del Bologna e la retrocessione dell’Empoli

  • 9 Aprile 2019 in 14:36
    Permalink

    Ooopppsssss…. dimenticavo
    Frosinone – 6

  • 9 Aprile 2019 in 16:28
    Permalink

    Qui siamo veramente alle comiche…. oggi si sono fermati pure Sprocati e Ceravolo…. domenica in attacco giocherà Brazao o l’attacco della primavera…. preparatori da operetta!!!! L’anno prossimo si deve cambiare

    • 9 Aprile 2019 in 17:15
      Permalink

      Gli infortuni possono essere anche fisiologici (il Parma ha giocatori con una età media alta) ma il vero problema è che si concentrano spesso in un unico reparto e questo genera problemi grossi… poi sono daccordo che accendere un faro sulla preparazione fisica sia doveroso.
      Comunque speriamo di recuperare uno tra Gervi e Ceravolo poi ce la giochiamo lo stesso… mi sorge una riflessione visto che mi risulta che abbiamo un posto libero in lista, non potevamo tenere Calaio? Ora ci avrebbe fatto comodo.
      Sempre e solo forza Parma

  • 9 Aprile 2019 in 17:37
    Permalink

    Ditemi che colpa ha un preparatore se il giocatore è colpito da lombalgia…. Ceravolo. Sprocati ha un affaticamento muscolare. Per i medici è un accumulo di acido lattico. Per me tifoso vuol dire che Sprocati si è fatto un culo tanto nonostante non avesse molte partite sulle gambe. Facile dare del coglioni ai preparatori !!!

    • 9 Aprile 2019 in 20:19
      Permalink

      No carissimo parmaletae 😈 😈 😈
      LA COLPA È SOLO E UNICAMENTE DELLO STAFF ATLETICO che abbiamo e ti spiego il perché.
      Un affaticamento muscolare è dovuto quando nella preparazione atletica quel muscolo viene sollecitato poco ma quando sei in partita se quel muscolo non è allenato, lo solleciti magari troppo e ti infortuni.
      E così è anche per gli strappi muscolari.
      Se retrocediamo la colpa è solo e.UNICAMENTE del preparatore atletico è del sui staff. 😈 😈 😈

  • 9 Aprile 2019 in 19:13
    Permalink

    Speriamo di recuperarli per domenica, ma il prossimo anno cambiamo preparatore, troppi infortuni

I commenti sono chiusi.

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