IL COLUMNIST, di Luca Russo / PER IL BEL GIOCO NON CONTANO I SOLDI

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Per qualche attimo proviamo a distrarci dal fantasma retrocessione che incombe (alla larga, meglio precisarlo) sulle sorti del Parma e mettiamoci in modalità chiacchiere (costruttive) da bar sport. L’ispirazione a criptare, sia pure solo a tempo decisamente determinato, il pericolo remoto della B, me l’ha fornita il lettore di StadioTardini.it che si firma SavoMilosevic, il quale nello spazio commenti in calce all’ultimo articolo del buon e simpatico Mauro “Morosky” Moroni ha espresso un concetto e un desiderio, evidentemente legati tra loro, che io sottoscrivo in pieno.

“PER IL BEL GIOCO NON CONTANO I SOLDI”
Giusto. Ed estremizzando un po’ i termini della questione aggiungo che per il bel gioco i soldi oltre a non contare, non occorrono nemmeno. joan vilà slide 10 04 2019Ciò che serve, invece, e come il pane, è un’unica filosofia di gioco – animata dalla voglia di far risultato ricercando lo spettacolo e il divertimento di chi osserva – che sia condivisa e praticata dai pulcini alla prima squadra. E professionalità, anzi direi educatori, di qualità come sostiene il lettore SavoMilosevic, che sappiano instillarla al più piccolo come al più affermato e talentuoso dei tesserati. In tal senso basterebbe copiaincollare il modello allestito dal Barcellona, che Guardiola, durante la sua permanenza all’ombra del Montjuic, “guardiolizzò”… dai pulcini alla prima squadra, appunto. Tutte le formazioni blaugrana venivano educate al tiki taka, e i risultati li abbiamo visti e da italiani ahinoi sperimentati sulla nostra pelle per almeno un lustro: nel momento in cui un giovane di prospettiva arrivava alla corte di Pep sapeva inserirsi rapidamente nelle poetiche trame intrecciate da Messi e soci – come se lì e con quei compagni ci avesse giocato per anni – senza dover savo milosevicscontare periodi di adattamento/ambientamento indispensabili altrove, perché, banalmente, era stato addestrato a quel modo di sviluppare il gioco ancor prima di traslocare dalla cantera al primer equip. E quindi riusciva a portarlo in scena senza la necessità di ripassare la parte più dello stretto indispensabile. Troppo semplice per essere vero? Lo è. Sia semplice che vero. E per una realtà come il Parma replicare il metodo blaugrana sarebbe un’operazione a costo quasi zero perché, detto che tecnici e preparatori bravi servono anche per un calcio meno sofisticato, si tratterebbe solo di indicare un’unica direzione, dettare la linea guida e fare in modo che venga osservata ad ogni livello, dalla base rappresentata dal settore giovanile al vertice della piramide incarnato dai “senior”. Cambiare i metodi contribuisce, alla lunga, a cambiare le abitudini. E le attitudini: se si è giocato sempre e solo in un modo, nulla vieta che ci si possa porre l’obiettivo di variarlo significativamente entro un certo lasso di tempo. Nel calcio, come in ogni altro sport, la bellezza non è un dono di Madre Natura, ma un muscolo che può essere allenato prima e scolpito poi. Non bisogna avere fretta: l’Atalanta ha sacrificato diverse stagioni prima di diventare sinonimo di freschezza, bel gioco, intensità e gioventù baciata dal talento.

“VOGLIO UN PARMA SPETTACOLARE”
Posto che il tiki taka blaugrana non è stato ancora replicato – nemmeno il Guardiola prima tedesco e ora inglese ci è riuscito, se non a sprazzi – e chissà quando e se nascerà una formazione capace di restituircene una riproduzione appena appena fedele, credo che il Parma abbia la struttura societaria e le competenze tecniche per provare a delocalizzare a Collecchio il metodo blaugrana, ma ad una condizione: e cioè che non si pretenda di copiarne la filosofia di gioco. Perché, e lo ripeto, riproporla è un’impresa ai limiti dell’impossibile. E allora a quale concezione del calcio ispirarsi? A livello nazionale quella dell’Atalanta è parecchio attraente. In campo estero la proposta dell’Ajax è ugualmente valida: non è da tutti maramaldeggiare in scioltezza col Real Madrid al Santiago Bernabeu e costringere la Juventus di CR7 al pari in un quarto di Champions League. Orobici e lancieri sono accomunati dalla capacità di aggredire partita e rivali sempre e comunque, che siano in vantaggio oppure no. Il loro, però, più che bello, è un calcio sbarazzino, direi libertino, di fatto privo di regole se non quella di osare, osare e osare ancora. Un calcio giocato uomo su uomo e che abbina e mescola intensità, tecnica, velocità, audacia e, soprattutto, coraggio. Di correre in avanti, di non scappare all’indietro, nemmeno quando si è appena perso il controllo della sfera. Di difendersi con la palla tra i piedi perché, come diceva Johan Cruijff, la palla è una sola e chi ce l’ha decide. Di andare a stanare l’avversario nella sua metà campo piuttosto che aspettarlo timidamente nella propria. Di credere che una finale di Coppa Italia sia raggiungibile anche se ti chiami Atalanta e che fare 4 gol al Bernabueu contro i campioni d’Europa in carica sia possibile pure se non sei più l’Ajax degli anni d’oro. Questo è il Parma che vorrei. Un Parma spettacolare e divertente perché coraggioso e in grado di togliersi dalla testa quel “non posso” che rende invalicabili limiti che invece non lo sono. Luca Russo

18 pensieri riguardo “IL COLUMNIST, di Luca Russo / PER IL BEL GIOCO NON CONTANO I SOLDI

  • 12 Aprile 2019 in 19:26
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    come non sottoscrivere in toto questo “spettacolare” articolo di Luca Russo.

    e che aggiungere?

    vi sottopongo una riflessione:
    se pensiamo in terra nostrana al progetto Atalanta, dobbiamo riflettere che in ogni mercato hanno “fatto cassa” vendendo alcuni giocatori tra i più importanti.
    nessuna lamentela tra i tifosi.
    perchè?
    perchè la squadra gioca e diverte ugualmente con altri innesti, pertanto è molto importante sia il lavoro di scouting che l’andare a prendere quel giocatore o quei giocatori che ancora non hanno espresso il suo massimo potenziale che andrà valorizzato; e sarà più facile valorizzarlo se inserito in un meccanismo che funziona.
    Zapata, non era un brocco ieri (Napoli, Udinese, Sampdoria) così come non è un fuoriclasse oggi, ma a Bergamo inserito nel meccanismo giusto è esploso.
    è stato pagato “solo” 14 MLN ma oggi quanti ne vale?

    un’altra società che sà ottenere buone se non ottime plusvalenze è il Genoa (spesso fornitrice di talenti a Milan e Juventus) che con PIATEC (acquisto a 4 MLN) ha realizzato DOPO SOLO 6 MESI una plusvalenza inimmaginabile di 36 MLN (vendita a 35+5 MLN).
    il Genoa però, pensa SOLO al cassetto e non al PROGETTO o agli equilibri di squadra, pertanto spesso snatura l’ossatura della squadra ed ogni anno deve ripianificare da zero. modello che non mi piace.

    invece a Bergamo i movimenti IN-OUT sono più oculati, sotto tutti i punti di vista, ed il PROGETTO TECNICO NON VIENE SNATURATO.

    pertanto,
    IL PROGETTO di BEL GIOCO viene dallo strutturare TUTTO il settore giovanile con maestri di calcio e lo SCOUTING in una UNICA DIREZIONE CONDIVISA, facendo ogni anno scelte OCULATE, questo porta anche nel medio termine a RISULTATI INIMMAGINABILI (l’Atalanta quest’anno lotta per la Champions League), e chi se ne frega se ogni anno va via uno o due o tre giocatori titolari, importante il saper scegliere bene ed entusiasmare l’ambiente migliorando di anno in anno.

    IL PROGETTO davanti a tutto.

    ARRIGO SACCHI sul GIOCO:
    Il gioco, per chi non lo sapesse, non va mai fuori forma e non subisce infortuni. Certo ha bisogno di giocatori disposti a giocare per e con la squadra, dotati di modestia. I nemici degli sport di squadra sono tre: l’eccessivo protagonismo, l’individualismo e l’avidità.

    il bel gioco nasce dalla connessione tra i giocatori che si trasforma in sinergia. per far questo gli undici giocatori si devono muovere in modo organico, nelle distanze giuste e che si smarchino nei tempi giusti. in fase difensiva posizioni e coperture corrette, undici giocatori in posizione attiva sia con la palla che senza palla, dove tutti sanno bene cosa fare.

    per lo SPETTACOLO, è fondamentale la mentalità del pubblico, per cui non basta vincere SOLO per 1-0. Il gioco è frutto di questa mentalità. Il possesso palla è basilare per costruire una SQUADRA. Non puoi fare gioco se non hai la palla, devi andare a conquistarla subito, senza affidarti unicamente al contropiede, al gioco verticale e senza rinculare sempre fin davanti alla difesa. Come tecnici abbiamo il dovere di dare ai giovani un calcio del genere. E non dobbiamo avere paura del nuovo, anzi accoglierlo con simpatia e pazienza”.

    E’ essenziale che un progetto, un modulo di gioco e un concetto di calcio, sia lo stesso dalla prima squadra alla primavera ai pulcini. In tal modo il ragazzo non è spaesato quando sale di livello e arriva in prima squadra ed il lavoro di un tecnico non annulla quello del precedente.

    ora…

    per il nostro amato Parma…
    sognamo un Progetto TOTALE e lungimirante con un GIOCO SPETTACOLARE.

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

    • 13 Aprile 2019 in 09:26
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      Zapata all’Atalanta è costato 26 M, non 14..l’hanno preso in prestito biennale a 7 M l’anno con un riscatto obbligato a 12, per cui : 7 + 7 + 12 = 26.

  • 12 Aprile 2019 in 20:10
    Permalink

    Ciao Luca …buona sera,
    concordo, confermo ma, il problema, nel nostro campionato, per poter effettuare questo programma, ciclo ed esempio univoco di gioco, sistema e propositi, dai PRIMI CALCI alla PRIMA SQUADRA, sarebbe fattibile solo con programmi poliennali, con una sola filosofia, dettata dalla società e non dall’allenatore di turno, quindi, se tutta la cantera viene impostata per il 4-3-3 , non serve poi andare a prendere il Mister della prima squadra che adotta un altro metodo di gioco..

    tutto questo, e si parla di programmazione a lungo termine, parte da molto lontano ma, ripeto, dipende esclusivamente dal DIRETTORE TECNICO che sovrintende sia la prima squadra che il settore giovanile …

    • 13 Aprile 2019 in 11:35
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      Quella di Direttore Tecnico è una figura che al Parma sarebbe fondamentale e che ancora non c’è.

  • 12 Aprile 2019 in 20:22
    Permalink

    Circa il BEL GIOCO:

    a mio avviso, oggi come oggi, in Europa GIOCANO BENE:

    LIVERPOOL
    MANCHESTER CITY
    AJAX
    JUVENTUS
    BAYERN
    REAL MADRID
    PSG
    ….

    mentre, IN ITALIA, giocano bene :

    NAPOLI
    ATALANTA
    SASSUOLO
    LAZIO
    SAMPDORIA
    ….

    come sempre, IL GIOCAR BENE, non sempre corrisponde col VINCERE, ma, concettualmente, di base, è vero che il concetto non è legato ai soldi ma, SENZA SOLDI NON COMPRI GIOCATORI PRONTI, MATURI, ESPERTI, CAMPIONI O FUORICLASSE, ADATTI AD INSERISI IN UN CONTESTO PER PROVARE A …VINCERE SUBITO !!

    • 13 Aprile 2019 in 00:36
      Permalink

      Caro Mauro ,,,,
      e il Barcelona …come gioca per Te ?
      Straje’

    • 13 Aprile 2019 in 00:59
      Permalink

      Okay Caro Mauro. …
      per Te ,,,giocano bene ,,,,,,
      Circa il BEL GIOCO:
      a mio avviso, oggi come oggi, in Europa GIOCANO BENE:
      LIVERPOOL
      MANCHESTER CITY
      AJAX
      JUVENTUS
      BAYERN
      REAL MADRID
      PSG …
      per favore …explica in profundidad ogni squadra … che gioca bene …. tutti gusti son gusti …..
      Un Saludo
      Straje’
      P.S. Vive el balón ….. tikitaka tiki taka tikitaka Gol vamos amigo

    • 13 Aprile 2019 in 01:34
      Permalink

      a mio avviso, GIOCAR BENE e VINCERE non sempre vanno di pari passo, però se GIOCHI BENE hai più probabilità di VINCERE.

      e lo puoi fare anche spendendo poco con un progetto oculato.

      poi conta anche… COSA vuoi VINCERE?
      perchè se alzi l’asticella le cose cambiano.
      lo SCUDETTO?
      la CHAMPIONS LEAGUE?

      ma poi..
      VINCERE non è sempre e solo alzare un trofeo ma anche raggiungere l’obiettivo prefissato, attraverso un progetto tecnico volto SI’ al BEL GIOCO ma anche alla valorizzazione della rosa, all’ottenere plusvalenze che determinano l’autosostentamento della Società e futuri investimenti ad esempio sullo scouting e sulle strutture per il settore giovanile.

      l’Atalanta anche se non alzerà trofei per me avrà comunque VINTO.

      e per VINCERE in questo senso NON occorrono campioni o spese folli.

      questo da sempre..
      il LEICHESTER non spese quanto il MANUTD o MANCITY o le londinesi SPURS CHELSEA ARSENAL… eppure VINSE.

      ma..
      pensa al primo Chievo di DelNeri, neopromosso in A, 9 partite: 7 vittorie, 1° posto in classifica; dopo 15 giornate era ancora al 1° posto. poi fece alcune partite “strane” e chiuse al 5° posto in Coppa Uefa.
      quel Chievo che giocava a memoria e mise in difficoltà QUALSIASI avversaria, fù costruito spendendo molto poco con gli scarti delle medio piccole ma con scelte oculate raccolse tanto, e avrebbe potuto anche ottenere di più.
      e mi fermo qui, chi vuol capire capisca..
      come progetto fu un progetto VINCENTE.

      guarda l’Empoli, quest’anno ha il monte ingaggi più basso della serie A, con Andreazzoli ora gioca bene, ed è a soli 2 punti dal Bologna (e dall’obiettivo SALVEZZA), Bologna che spende più del doppio.

      Bologna che mi auguro spediremo NOI in B.
      tac!

      ma poi…
      lo sai che l’Atalanta ha lo stesso monte ingaggi del Parma? ma ha 18 punti in più. questo è far bene!
      per questo la cito come esempio da emulare.
      hanno entusiasmo, uno stadio sempre pieno, la città è in delirio, anche questo è VINCERE. spendendo poco… cosa che possiamo fare anche NOI.
      GIOCANDO BENE.

      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

    • 13 Aprile 2019 in 02:45
      Permalink

      vi dico la mia:

      LIVERPOOL e MANCHESTER CITY squadre fitte di campioni e top player inseriti in una buona organizzazione di gioco, SI, giocano bene.

      AJAX
      è il progetto Vincente. penso anche al monte ingaggi più basso delle 8 di Champions, qualche elemento di esperienza e tanti giovani SCONOSCIUTI inseriti in una ottima ORGANIZZAZIONE DI GIOCO, tutti sanno cosa fare, purtroppo per loro manca l’esperienza in Europa per ambire al massimo traguardo, stessa cosa in campionato dove sono primi a pari punti con il più esperto PSV campione in carica, ma possono spuntarla anche se negli scontri diretti c’è un gol di troppo (3-1, 0-3).
      comunque vada per me hanno VINTO.

      JUVENTUS
      a mio avviso NON gioca bene, ma è messa MOLTO bene in campo: a immagine e somiglianza del suo Mister che sa leggere le partite e cambiare assetto e uomini a gara in corso. difesa titolare rocciosa ed impenetrabile, forti individualità davanti con CR7 che è un giocatore devastante e il più determinante del mondo.

      però diciamolo…
      col Parma, loro in forte emergenza difensiva. dietro hanno barcollato, davanti erano in giornata fiacca ed il Parma hainoi non ne ha approfittato. quel giorno si poteva anche vincere.

      hanno stravinto il campionato col minimo sforzo, in alcune gare addirittura con la seconda squadra.
      no comment.
      ma in Champions è diversa.

      BAYERN, REAL MADRID, PSG
      a mio avviso NON hanno un BEL GIOCO, anzi NON HANNO GIOCO DI INSIEME, hanno un’ammucchiata di tanti campioni e fuoriclasse e puntano SOLO alle individualità dei singoli sperando siano in giornata favorevole, altrimenti…
      a queste squadre manca a mio avviso lo spessore di un forte allenatore italiano.

      il REAL poi l’ho già scritto, stagione fallimentare per il monte ingaggi che ha, con tutti quei campioni, 3° in classifica a 13 punti dal Barca…mah…
      il Bayern che prende 3 gol in casa dal Liverpool naaaaaaa…..
      idem per il PSG (Buffon, Neymar, Mbappè, Verratti, Cavani, T.Silva, Di Maria) fuori dalla Champion si consolano con la Ligue 1 ma per questi TOP PLAYER quest’anno SOLO il campionato, e sarà una magra consolazione.

      ma….
      del progetto tecnico e gioco dell’Atalanta ne abbiamo mai parlato?

      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_yahoo.gif

  • 12 Aprile 2019 in 22:26
    Permalink

    Contano i soldi parchè ah vol di szugador bò’, a vriv capirla o no?
    I balord in szugon miga bè, metila C’ me vriv

    Ed Cassano, e Morfeo e Zola se ne accorgeva anche la mia compagna, che non capisce un h di calcio. Vedeva che erano diversi dagli altri. Per mettere in atto un bel gioco occorre che tutti siano in possesso di una ottima tecnica, anche i corridori che contrastano, e di un buon fisico che supporti

    • 13 Aprile 2019 in 01:51
      Permalink

      ok, puoi vincere anche con le individualità…

      anche giocando tutta la partita arroccato in difesa e con un solo tiro nell’unico contropiede imbastito.

      puoi anche vincere con un autogol a favore e l’avversario che prende pali e traverse..

      ma giocar bene è un’altra cosa.

      contano anche le prestazioni, la costanza nei rendimenti, l’organizzazione i movimenti di squadra gli schemi ecc..

      il REAL MADRID ha dei campioni come Bale, Modric, Benzema, Marcelo, Isco, Casemiro, Courtois, ma secondo te GIOCA BENE?

      ne ha prese 3 dal Siviglia, 5 dal Barcelona, 2 dal Societad, ha perso con le ultime in classifica Alaves, poi Eibar, poi Girona, e col Levante in casa al Bernabeu…

      se non c’è organizzazione puoi mettere 11 top player e col calcio moderno fai molta fatica a VINCERE anche le partite più facili.

      credimi..

  • 12 Aprile 2019 in 23:25
    Permalink

    Più che in ottica bel gioco L organizzazione societaria serve per quella dell autofinanziamento, il settore giovanile non si misura nei trofei ma nei giocatori che riesce a formare davvero.
    L Atalanta è veramente un gran bel modello, serve anche la pazienza dei tifosi però. Speriamo che la proprietà si delinei in fretta e resti stabile in modo da poter tentare di percorrere una strada di quel tipo, in pochi anni le basi sono state tracciate

    • 13 Aprile 2019 in 01:38
      Permalink

      concordo in pieno.

      io credo che questa Società abbia le idee chiare, gli investimenti sul centro sportvo mi fanno ben sperare.

  • 12 Aprile 2019 in 23:57
    Permalink

    Per ora accontentiamoci di D’Aversa, poi quando si spera di aver raggiunto la salvezza mettiamo in pratica il piano descritto nell’articolo. Di vivere un’altra stagione in apnea non ne ho proprio voglia.

    • 13 Aprile 2019 in 09:32
      Permalink

      Ok, però qui torniamo sempre al discorso soldi: se in estate avremo un budget adeguato si potranno prendere diversi rinforzi, diversamente dovremo fare come quest’anno è probabilmente peneremo di più.

      • 13 Aprile 2019 in 16:06
        Permalink

        si può fare meglio di quest’anno, almeno come continuità di prestazioni e risultati, SOLO facendo un mercato oculato, portando a parma SOLO giocatori funzionali ad un modello di GIOCO, un mix di giovani ed esperti, magari con clausole contrattuali a nostro favore per poter costruire una base per il futuro.

        lo ripeto, abbiamo lo stesso monte ingaggi di Atalanta.

        mercato oculato significa evitare operazioni tipo Ciciretti, Dezi, Galano, Gobbi, Diakhatè, Munari, giocatori spesso infortunati che non possono essere d’aiuto, oppure gli ultimi tre: Machin, Schiappacasse che diciamocelo non hanno dato l’apporto sperato.. su uno puoi anche scommettere ma piuttosto che due incognite prendiamo uno pronto da inserire, e qui mi riferisco al mercato di Gennaio; sul mercato estivo con lo scandalo sms, è un discorso a parte, ed è stato fatto, a mio avviso, il massimo.

        ok invece le operazioni B.Alves, Kucka, Gervinho, Biabiany, Sprocati, che sono nostri, più il prestito di Inglese che è un giocatore di assoluto valore (che non ha ancora espresso il suo massimo potenziale, lo ammireremo nei prossimi anni).

        http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 13 Aprile 2019 in 11:17
    Permalink

    insomma, non contano i soldi però si cita il budget: metiv d’acordi!

    • 13 Aprile 2019 in 15:29
      Permalink

      se hai letto bene, cita il budget chi NON crede ad un pregetto tecnico strutturale ed organizzativo ma SOLO A GIOCATORI AFFERMATI. dalla serie viva i parroco… lanciamo avanti il pallone che il giocatore bravo si inventerà qualcosa, ma questo concetto genera discontinuità poco gioco e poco entusiasmo…

      http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

I commenti sono chiusi.

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Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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