CARMINA PARMA di Luca Savarese / IL BOLOGNA FA LA DOTTA, IL PARMA FA HARAKIRI

Luca Savarese(Luca Savarese) – Monday night. Si ma la luna alla fine splende solo per il Bologna, che batte sonoramente il Parma, lo fa confezionando il poker, lo fa con disinvoltura, come chi è attaccato ad un filo e trasforma il filo stesso nel più provvidenziale degli arnesi. La notte cala invece per il Parma, bigia dove anche le mucche sono bigie. Al Dall’Ara non era certo questo l’atteggiamento che si si aspettava da parte di Bruno Alves e compani. La squadra ducale ha alzato bandiera bianca, facendosi silurare dai felsinei che una volta capito l’andazzo hanno schiacciato l’avversario in lungo e in largo. Bastavano d’altronde i primi minuti per capire che aria sarebbe tirata: avvio a spron non battuto ma iper battuto dei rossoblù emiliani, che inizia non con una certa pericolosità ma con una pericolosità certa. Destro imbeccato da Soriano è più che un avvisaglia di quello che sarà lo spartito della gara. Il Bologna appare più desideroso, il Parma, più ansioso. Dove son finiti i contropiedi, arma letale della compagine ducale per la prima parte di stagione? Ora sono fiochi e parecchio prevedibili. Così il Parma che prova a fronteggiare il Bologna ha la spia della benzina accesa, le ruote girano ancora, si ma che fatica che si fa. Al contrario, l’undici di Sinisa sembra appena uscito da una stazione di servizio nella quale ha fatto un 50 euro di carburante. Pulgar, faro sempre acceso, va a battere un corner che per poco non finisce direttamente tra i pali di Sepe. Dettaglio non da poco: i felsinei anche sul piano della furbizia appaiono più svegli, più reattivi dei crociati. Il Bologna ha fame, il Parma ha paura. Se il primo tempo è un avviso ai naviganti, il secondo è per il Parma pura alta marea e per il Bologna delizioso windsurf. Le onde giuste? Le indovinano prima Orsolini, il cui sinistro taglia come coltello il burro. Poi Pulgar ci riprova con il suo futebol ispanico, fatto di idee e colpi da cortile. Punizione che sembra una pallina incontrollabile nel flipper. Sepe non capisce che tasto premere, il Bologna capisce che può mangiarsi il Parma. Bruno Alves, invece non capisce più niente. Quando fa ostruzione su Orsolini arriva il primo giallo. Quando con Orsolini a terra, lo prende per la maglietta quasi fosse un panno sporco, qui macchia la sua partita e lascia la barca già prossima alla deriva, senza un uomo, senza il capitano. Bruno ripassa l’arte di essere capitano: l’ha scritta Ale Lucarelli, ha tanti capitoli e diversi spunti intereinglese bologna parma 13 05 2019ssanti. Niente non c’è verso, il Parma foglia ungarettiana anche se siamo in primavera e non in autunno. Il Bologna azione dopo azione scrive il suo verso sprint, quasi un verso futurista. Colpo di testa di Lyanco, rete. Improvviso sussulto d’orgoglio parmense: Gervinho serve Inglese che segna. Gadget carino, si ma che non serve a nulla. Chiude la festa Pulgar con l’assistenza di Sierralta. Sinisa ha sinisizzato i suoi giocatori: tutti giocano, tutti lottano, tutti creano robe serie. Esempio, nitido, di come a volte i cambi di panchina lungi dall’essere distruttivi, risultano stimolanti e utili. Il Parma, contro la Fiorentina, al Tardini, dovrà cambiare prima di tutto pelle. La salvezza, come canta una canzone di Raf, in concerto a Milano ieri sera, i tifosi ed il suo popolo non la vuole ma la pretende. Luca Savarese

2 pensieri riguardo “CARMINA PARMA di Luca Savarese / IL BOLOGNA FA LA DOTTA, IL PARMA FA HARAKIRI

  • 15 Maggio 2019 in 09:13
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    Dove sono finiti i contropiedi? 9 mesi di monoschema hanno portato gli avversari a prenderci le misure, no? Poi siamo anche la squadra che tira di meno in porta in A. Dove vogliamo andare se non creiamo mai occasioni da gol?

  • 15 Maggio 2019 in 10:05
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    Sì, la salvezza, il popolo e i tifosi la pretendono, come canta Raf!

    Forza Parma!
    Maria Teresa

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