CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / SPROFONDO PARMA

gianni barone bologna(Gianni Barone) – Eravamo andati a Bologna per capire se potevamo divertirci, sotto ogni aspetto; eravamo andati a Bologna per vedere Mihajlovic infuriato coi giornalisti che parlano di tattica e ai quali chiede se hanno o meno il patentino di allenatore (e noi ce lo eravamo portati dietro, in versione originale e in versione copia-gigante che lo si potesse intelleggere meglio); eravamo andati a Bologna per vedere le due facce migliori del campionato (quella dell’andata del Parma e quella del ritorno del Bologna); eravamo andati a Bologna per la cotoletta alla bolognese (e ne abbiamo spuntata una alla petroniana un po’ sciapa, questo per non investire 10 euro in più quale supplemento pel piatto del buon ricordo, che già il ricordo, non proprio bello, lo avevamo nella ventiquattro ore) e abbiamo innaffiato il profondo inaspettato dispiacere con un Sangiovese di Predappio (con buona pace del crucifige del felsineo Farnè, costretto ad appendersi per i piedi per supposta apologia); eravamo andati a Bologna, come qualche ottimista premeva, per vedere il PARMA salvo matematicamente; eravamo andati a Bologna per le tagliatelle o il maccherone (ma ahinoi, questi si è allontanato e non per colpa dei Supplementari). Invece, in pratica, di niente di tutto questo: ci siamo trovati, quasi per incanto a Sasso Marconi, ai piè del tratto appenninico, dopo aver saltato l’uscita giusta per lo stadio (Arcoveggio) a causa di una telefonata di un noto commentatore televisivo romagnolo che cipredappio sangiovese ha distratti; avremmo anche trovata un’altra uscita, poco dopo, ma dannatamente riservata solo a chi è dotato di telepass, mentre noi siamo dotati di ogni tipo di pass, ma non tele, e così e siamo stati costretti a seguire un periplo di vie traverse prima di giungere alla meta, e solo grazie all’aiuto delle Forze dell’ordine, che ringraziamo a mo’ di Salvini (pur non potendone indossare la divisa come lui, pena l’arresto), abbiamo trovato parcheggio oltre la barriera delle auto e dei pulmini della Celere (una volta si chiamava cosi no?), per poter – dopo aver reso omaggio a Lorieri  e Lorenzo (ciau) – prendere posto nella Tribuna Stampa dello Stadio Dall’Ara, con appena 9 minuti di ritardo dall’inizio della gara, in cui, avremmo appreso dopo, addirittura dai giornali, il Bologna era riuscito ad impegnare severamente tre volte il povero Sepe, protagonista, suo malgrado, nel bene e nel male, di tutti gli episodi chiave della partita. A causa del contrattempo di cui sopra il buon Majo non si capacitava dei messaggi non propriamente idilliaci di alcuni tifosi a lui inviati attraverso l’App Whats (quella di Calaiò un anno fa…) a proposito della prova, a loro parere non buona, dei BiancoCrociati teletrasmessa via satellite. Un primo tempo, interlocutorio, ci pareva di vedere, dal vivo, con il buon Sinisa che invitava i suoi all’attacco rischiando anche qualcosa nelle marcature preventive sulle eventuali ripartenze Crociate, e il buon (si fa per dire, per l’occasione) Roberto D’AVERSA, che dava l’impressione, inizialmente, di teporta che sbattenere il classico torpedone da schierare  davanti alla difesa, in autorimessa, salvo poi andarlo a posteggiare verso la fine del primo tempo, nell’area piccola sotto la Curva Bulgarelli, per poi riparcheggiarlo, in quella opposta ad inizio ripresa. Sembrava dal 10′ al 40′, la solita partita, tirata, combattuta, equilibrata: poi come brillantemente descritto da Matteo Dalla Vite, sulla Rosea (a proposito complimenti per la sua cronaca scevra di banalità) vi è stata  l’esondazione con testuali parole “Un secondo tempo che sa poco di tattica e molto di decisionismo vs passività”. Intesi come atteggiamenti delle due squadre assunte nella ripresa, che nell’idea del figlio d’arte della scrittura (suo padre, Raffaele, fu valente cronista di motori e di calcio, molto attento alla precisione nei minutaggi dell’azioni da riportare con perizia sul foglio rosa, non quello propedeutico alla patente di guida, ma l’autorevole quotidiano) voleva significare che il Bologna martella in avanti e fa entrare nel frullatore (sempre testualmente dalla rosea), portiere e difesa avversaria, mentre il Parma resta schiacciato e subisce raffaele dalla vitepassivamente. Atteggiamento, quello assunto dai Crociati, che sfocia in una sorta di nervosismo immotivato che coinvolge due elementi solitamente non inclini alla protesta quali Gervinho, che viene graziato dopo aver mandato, incurante delle telecamere impietose che tutto riprendono e ingigantiscono, con gesti eloquenti, a quel paese, il direttore di gara, e soprattutto Bruno Alves (al quale io avrei dato 3 e non il consueto 4 che si attribuisce agli espulsi, visto il suo carisma e la sua personalità), che dopo un fallo passibile di ammonizione, non è riuscito, in virtù del suo grado (capitano) e della sua esperienza, a trattenersi nel condannare, invitandolo energicamente a rialzarsi, Orsolini reo – a suo avviso, ma non solo suo – di comportamento simulatorio ancorché ingannevole. Della serie anche i grandi s’incazzano. Ma la condotta dell’afro-lusitano benché smorzata nei toni dei commenti del giorno BRUNO ALVES BOLOGNA PARMA 13 05 2019dopo, e mitigato dalle scuse esibite dallo stesso protagonista in sede di incontro stampa, oltre che essere deprecabile e da stigmatizzare, produce l’effetto – non leggero – della sua squalifica per la prossima gara. Ma la responsabilità di aver fatto incazzare i tifosi (quest’anno descritti nelle loro evoluzioni, dal buon Sandrone Piovani, con toni quasi deamicisiane da Libro Cuore), sono un po’ di tutti, allenatore in testa, come sostenuto coraggiosamente, incurante degli eventuali strali del sempre risentito Faggiano, da Paolo Grossi il quale ha parlato senza tanti giri di parole di squadra non all’altezza delle situazione, né sul piano mentale né sul piano tattico a causa dell’ allenatore che ci ha messo del suo schierando una formazione con tre attaccanti  due paolo grossi bologna parmasoli centrocampisti, i quali si sono trovati in balia, a suo dire, dei flutti del gioco avversario e in apnea causa le considerevoli distanze di campo da coprire. Si potrebbe eccepire, a parziale discolpa di D’AVERSA, che il suo 3-4-3 iniziale (per Grossi 5-2-3) aveva senso nel contrapporsi al 4-2-3-1 proposto dall’ormai santone, per tifoseria e stampa bolognesi, Mihajlovic , visto che il buon Sinisa in mezzo al campo tiene sempre solo due mediani, nella fattispecie Pulgar e Dzemaili; quindi questa del discorso tattico, potrebbe anche assumere contorni secondari nella logica del naufragio dei Crociati. Ora mentre tutti urlavano festanti “Sinisa resta con noi!”, a noi, dimenticando per un attimo le angustie del PARMA, e le difficoltà future a reperire i punti (tre) per sconfiggere la matematica,  è venuto in mente, appunto sentendo quel coro al Dall’ARA, il “TITI nun ce lassà”, scandito in un film di Alberto Sordi, titì nun ce lasciàcon Nino MANFREDI, nel ruolo appunto del TITI, assurto a ruolo di  santone, lui partenopeo di origine, presso una non ben identificata tribù africana che lo acclamava con religioso trasposto. Quindi Sinisa novello Titi, salvatore dell’anima calcistica e della patria felsinea che, ad un punto matematico, dal traguardo, è riuscito nell’impresa di far sprofondare il Parma, non in una vera e propria crisi di nervi, nonostante gli episodi di Gervinho, ALVES, e dei tifosi che respingono le maglie loro porte, ma una situazione, come direbbe Flaiano, non grave, ma seria che costringe tutti, checché se ne dica (semprbidet bologna rostaria lucianoe nel lecito) e se ne pensi, a sperare che sia il Torino prossimo avversario del rilanciato Empoli, in caso di  sua vittoria, a regalare al Parma la possibilità di farcela. Molti all’esterno, scommettono sulla salvezza sicura della squadra gialloblù, nonostante la complicazione degli affari semplici, di cui i nostri eroi, si sono resi protagonisti negli ultimi mesi; ma per salvare la stagione, e per stilare i giudizi definitivi, forse bisognerà attendere l’ultima giornata, in cui si andrà questa volta, nella speranza di non sbagliare strada, noi e il PARMA, e di poter brindare con il mejo FRASCATI de Roma, in un pranzo migliore, nella Capitale, rispetto a quello (non indimenticabile a dire il vero), che la serata, infausta di Bologna ci ha regalato. Siamo sempre in attesa che qualcuno ci certifichi una volta per tutti che “Finalmente ci siamo divertiti davvero tutti”. Una volta per tutte, senza se e senza ma, per una salvezza che si allontana quando sembra già agguantata. Quindi dal maccherone (amaro) di Bologna speriamo nella fettuccina romana più saporita, sempre ché la bistecca fiorentina (formato esportazione, come certe Nazionali d’antan) di domenica prossima risulti meno indigesta del previsto… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

18 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / SPROFONDO PARMA

  • 15 Maggio 2019 in 09:23
    Permalink

    Stiamo per ritornare agli inferi 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈 😈

  • 15 Maggio 2019 in 09:29
    Permalink

    Che sia o B il prossimo anno non voglio più vedere D’Aversa. Un 2019 talmente penoso che non merita di allenare più in A.

  • 15 Maggio 2019 in 09:29
    Permalink

    Siamo andati a Bologna per la cotoletta e invece ci hanno servito 4 pere! Era meglio se rimanevamo a casa.

  • 15 Maggio 2019 in 15:48
    Permalink

    Nessuna societa’ al mondo tiene uno staff tecnico dopo 10 dico 10 sconfitte , 5 pareggi e 2 sole vittorie.
    Che cosa succede? Non abbiamo dirigenti all altezza di una serine A. E adesso? Pensiamo tuttu uniti a salvarci.

  • 15 Maggio 2019 in 16:12
    Permalink

    L’unica cosa che puo’ sperare PIZZAROTTI è che il NAPOLI batta l’INTER perchè altrimenti finiamo diretti in B senza neanche accorgercene. Noi di punti non ne faremo piu’… chiudiamo a 38

  • 15 Maggio 2019 in 16:40
    Permalink

    Buonasera a tutti,
    vorrei sottolineare che domenica 19 Maggio sarà San Pietro di Morrone.

    Penso di aver detto tutto.

  • 15 Maggio 2019 in 16:49
    Permalink

    Domanda: meglio rimanere in A con D’Aversa ancora al timone per la prossima stagione o retrocedere e cambiare guida tecnica?
    Voi come la vedete?

    • 15 Maggio 2019 in 17:51
      Permalink

      Meglio rimanere in serie A senza DAversa…. Guidolin o Donadoni…

      • 16 Maggio 2019 in 17:10
        Permalink

        Magariiii

  • 15 Maggio 2019 in 17:09
    Permalink

    A me due pere basterebbero (quella di dx e quella di sx)

  • 15 Maggio 2019 in 17:13
    Permalink

    Grande Iacoponi ….
    https://www.youtube.com/watch?v=Gu_2YaptoxY

    Questo e’ la postura di un Rocco Marciano ..
    Questo e’ Parma …
    Tutto il resto che molti parlano qui e’ noia …. quelli che piangono adesso due per quarto …. ” if the shoe fits ..wear it ”

    Tutti a Tardini Domenica … ( purtroppo no posso essere la ..perche sono fisicamente lontano ..pero di cuore sono )
    Forsa Paerma ,
    Straje’

  • 15 Maggio 2019 in 19:01
    Permalink

    Ma la volete capire di chi scende in campo alla domenica un buon 70% se ne frega della maglia e di retrocedere tanto sanno che a fine stagione molti se ne andranno per fine prestito e altri se ne andranno sapendo di non essere di categoria?
    Prendiamo Alves, secondo voi perché si è fatto espellere?
    Semplice vuole retrocedere.
    Quando l’abbiamo.preso eravamo sesti in classifica a pensava
    che questa,squadra avrebbe fatto sfracelli invece gli sfracelli c’è li siamo fatti noi, aveva prolungato il contratto per un anno con noi rinunciano anche alla Juventus sapendo però che nei gobbi avrebbe giocato poco.
    Ora dovrebbe giocare in serie B è lui in B non ci vuole stare per cui ha fatto quello che ha fatto per inimicarsi la tifoseria e la società
    facendo una cosa da CAPITANO che non sta né in cielo né in terra ed essere così libero di andare verso altri lidi stracciando il contratto.
    Sapete poi che,Gervinho se retrocediamo se ne va a parametro ZERO?
    Ragiona società ragiona…..
    Così è se vi pare.

  • 15 Maggio 2019 in 20:34
    Permalink

    Non si ruba lo stipendio a casa Parma.
    Siete voi giocatori, tecnici, preparatori, dei tacchini senza marroni.
    SE ANDATE IN SERIE B preparate di notte il vostro viaggio di ritorno a mai più vederci.
    Vergognatevi.

  • 15 Maggio 2019 in 20:48
    Permalink

    Douglas, OT, sei esperto di boxe? E se sì, perchè non citi mai due grandissimi come Thyson e Monzon?

    • 15 Maggio 2019 in 23:28
      Permalink

      Caro Pencroff ,
      Con i titoii ….. i più’ grande sono sempre Marciano , Mohammed Ali’ , e adesso Mayweather ( solo che adesso il boxe e’ meno forte ) …. no sono esperto in boxeo …mi piace molto Rocky Marciano perche e’ venuto se puo’ dire del mi ” barrio” Boston ..
      si chiamava il ” Hard Rock from Boston ” ..
      Mi piace molto Mike Thyson …. pero Lui era fortissimo per qualche ano …proprio un mostro … ricordo un epoca quando ho visuto in New York City …in discoteca ” top ” …ho conosciuto con Eddy Murphy ecc … V.I.P. Lounge ,…. con le fighe bellissime ..era un epoca speciale …
      Straje’

      • 15 Maggio 2019 in 23:37
        Permalink

        Marciano ha vinto sempre … quasi tutto de Knock out …. Lui era cosi’ ….no giocava per il pareggio ..
        Anche devo dire Pencroff … In i Stati Uniti …tutti sono immigrati …. Io sono e sento personalmente pro Italiano e Libanese …. più’ che Americano …
        Viva il Mediteraneo ….” Mare Nostrum ‘
        Straje’

I commenti sono chiusi.

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