sabato, Aprile 20, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / UN PARMA UN PO’ AJAX, UN PO’ ATALANTA E CHE SMETTA DI TRAVESTIRSI DA AUTOBUS

russo 1(Luca Russo) – A pancia piena, ovvero a salvezza conquistata, si ragiona meglio che a stomaco vuoto. Dopo un girone d’andata in cui si è giustamente cullato il sogno europeo – del resto era la classifica domenica per domenica a illustrarcelo come realizzabile – e un ritorno durante il quale le sofferenze sono state perfino maggiori di quelle che era lecito mettere in preventivo ad una neopromossa, è finalmente giunto il momento di occuparsi della programmazione della stagione e della squadra che verranno. In tal senso l’essersi guadagnati la certezza di conservare la categoria a 90 minuti dai titoli di coda, ci permette di godere di un pizzico di vantaggio sui club che invece non hanno ancora centrato il proprio obiettivo. La società, visto e considerato lo spessore professionale degli uomini che ne sono al timone e la governano, saprà capitalizzarlo. Pianificare la prossima annata vuol dire prendere delle decisioni e compiere delle scelte che fanno capo ai vertici dell’area sportiva. Toccherà a loro capire se sia il caso o meno di confermare l’attuale guida tecnica e individuare i giocatori da cui ripartire nella costruzione dell’undici del domani e quelli dai quali al contrario sarà necessario separarsi. Il tutto però non prima di essersi posti una domanda semplice semplice: quale tipo di Parma vorremmo vedere nel 19/20? Ci accontentiamo di quello attendista, calcolatore, catenacciaro e contropiedista del 18/19? O pretendiamo una squadra che sia in grado di proporre un gioco finalmente coraggioso, animato dalla voglia di rendere possibile l’impossibile invece che inquinato dalla paura di non farcela e di perdere? In attesa di conoscere il parere e le conseguenti mosse della società, una risposta al domandone di cui sopra ce l’hanno già data la tifoseria gialloblu e le imprese firmate in loop da Atalanta e Ajax.

Pur felici per la salvezza raggiunta nelle non comodissime vesti di matricola (peraltro reduce dal triplo salto consecutivo dalla D alla A), i supporter Crociati non mi sono parsi quasi mai soddisfatti del modo di stare in campo della squadra. Vero è che nel girone d’andata i ragazzi di D’Aversa hanno marciato a ritmo europeo e messo sotto parecchie delle avversarie incrociate, ma troppe volte se la sono giocata parcheggiando il cosiddetto autobus davanti alla porta e avendo nel contropiede l’unica strategia d’attacco, anche quando la classifica autorizzava un atteggiamento meno sparagnino. Un approccio da cui poi sono scaturiti i passi falsi in serie che dal giro di boa in avanti hanno spaventato la piazza, consegnandola allo sconforto e allo psicodramma fino all’ultimo minuto della penultima giornata. Non mi sorprenderei, quindi, se in vista della prossima stagione la tifoseria gialloblu pretendesse dalla squadra ciò gli ha già chiesto durante quella in corso: più esuberanza, meno tatticismi. Il che non significa comandare il gioco, ma semplicemente evitare di mettersi lì a subirlo a mo’ di punching ball.

pullman crociato portici del grano foto luca tegoniL’altra risposta al quesito sul Parma che verrà ci è pervenuta da Bergamo ed Amsterdam. Atalanta e Ajax ci hanno insegnato che nel calcio d’oggi il coraggio garantisce e distribuisce più dividendi del bilancino. Madrid, Torino e Londra le puoi sbancare anche se non hai Messi o Cristiano Ronaldo dalla tua parte e se il tuo unico top player è la sfacciataggine. Un posto in Champions League (o Europa League) e in finale di Coppa Italia te li puoi guadagnare pure se la tua rosa è costata un decimo rispetto a quelle delle formazioni che la Champions (o l’Europa League) e la Coppa Italia devono provare a vincerle ogni anno; e, come nel caso degli olandesi, se il tuo numero 10 o centravanti di sfondamento è semplicemente la voglia di farcela, di superarsi e di migliorarsi a prescindere da tutto e tutti. L’Atalanta e l’Ajax ammirate quest’anno non hanno mai tradito la loro identità per piegarla e adattarla alle caratteristiche dell’avversario di turno, nemmeno quando le circostanze suggerivano di accontentarsi del poco invece che cercare il tutto col rischio concreto di prendersi infine il nulla.

Ecco il Parma che in tanti vorrebbero vedere. È il Parma sognato dai suoi tifosi: un po’ Ajax e un po’ Atalanta. In altre parole un Parma coraggioso. E che la smetta di travestirsi da autobus. Luca Russo

30 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / UN PARMA UN PO’ AJAX, UN PO’ ATALANTA E CHE SMETTA DI TRAVESTIRSI DA AUTOBUS

  • Eh caro, allora vorrei un’auto che fosse un po’ Lamborghini e un po’ Aston Martin, ma ho una Punto che puzza pure di cane. Vorrei una compagna un po’ Monica Bellucci e un po’ Federica Masolin, invece l’è basa, grosa e coi barbis. E po’ la gha anca la testa quedra nel senso di Reggio Emilia.
    Vorrei ma non posso…
    teniamo i piedi per terra

    • Indelicato… Spero x te che la tua sig.ra non ti legga http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_cool.gif

  • Ad oggi siamo lontani anni luce dai livelli dell’Atalanta prima e dell’ajax poi. La rosa quest’anno permetteva di fare poco spettacolo e solo un mercato veramente importante potrà alzare il potenziale di questa squadra. Solo a quel punto potremo vedere cosa ci propone il tecnico e giudicare se ci sta bene. Illudersi che con questi giocatori, con questo tasso tecnico molto basso (Per la a) si possa proporre bel calcio..è da sognatori che continuano a sognare e non vedono la realtà.

    • Luca Russo

      Io non ho parlato di bel calcio, ma di calcio coraggioso. Il che non significa comandare il gioco alla Barcellona, ma semplicemente non arroccarsi in difesa ad aspettare lo schiaffo che prima o dopo comunque arriverà. Così come arriverebbe anche nell’ipotesi di proporre un calcio più coraggioso, ma in questo caso per l’appunto almeno ci toglieremmo lo sfizio di giocarcela, di provarci…

  • no vabbè, se pure a cose fatte mi scrive che si è giustamente cullato il sogno europeo non ci siamo proprio.. meno male che si ragiona meglio a salvezza conquistata..
    non era facile prevedere una quota salvezza cosi alta ne i tanti (troppi) infortuni ma il resto si, da un calendario piu complicato alla flessione dei tanti over 30 o di alcuni ragazzi che erano andati oltre le piu rosee (e logiche) aspettative
    Ora, al di là dell’ajax del real e del barcellona, la situazione è molto semplice: a seconda delle scelte e delle possibilità o si fa un piano pluriennale che preveda anche un graduale aumento dei giocatori di proprietà e di prospettiva oppure, in attesa di tempi migliori, si naviga a vista cercando come quest’anno di salvarsi nel modo meno tribolato possibile. In entrambi i casi sono necessari/inevitabili diversi cambiamenti
    A seconda della rosa che sarà allestita vedremo che tipo di gioco si potrà proporre, perchè ce la possiamo raccontare all’infinito ma inutile aspettarsi di fraseggiare con rigoni e barillà (idolo), le sovrapposiizoni di iacoponi i dribling di biabiany etc

    • Luca Russo

      Lo spiego ancora una volta: era la classifica del momento a illustrarci come possibile il sogno europeo. Del resto, se sono a Miami, non posso soffrire il freddo di Chicago; e se viceversa sono a Chicago, non posso beneficiare o godermi le piacevoli temperature della Florida. Non dubito che il Parma avesse come unico obiettivo quello di salvarsi, ci mancherebbe. Ma se in un dato momento siamo stati sesti o settimi, perché avremmo dovuto preoccuparci di ciò che stava accadendo più giù?

      • Bastava vedere come erano arrivati i punti che ci hanno proiettato in quella posizione di classifica, per capire che era tutto molto casuale e frutto di episodi quantomeno fortunati. I 9 punti raccolti con Empoli in casa, Inter a Milano e Fiorentina a Firenze, ci sono stati donati gentilmente dalla buona sorte.

      • si si avevo capito, a parere mio però piedi ben saldi a terra e cervello sintonizzato sull’obiettivo da raggiungere. Altrimenti nella malaugurata ipotesi di brutta partenza ci si dovrebbe deprimere..

      • Avremmo dovuto per essere formiche e non cicale

  • Manuel parma

    E comunque io vorrei provare ad arrivare decimo. Passerò per pazzo ma sarebbe veramente raddrizzare un girone di ritorno modesto. Come modesto è stato generalmente questo campionato. Non vincevamo da 2 mesi ..e siamo a 1 punto dalla decima piazza.

  • Bravo Luca, ottimo articolo!

  • I disàn che il fondo York, insieme alla cordata Vialli e a Nuccilli, con la consulenza dell’Avv. Giordano e con la mediazione di Albertini e di un signore svisòr (quello della bandierina a ogni bambino) sfumato il Palermo per l’impossibilità di incontrare Zamparini non essendo a piede libero, sfumata la Scansdoria perchè il saltinbanco (cit.) Ferrero chiede troppo, sfumato il Genoa perchè Preziosi si è ringalluzzito essendo tornato il suo vecchio amico Cellino (per favore rilasciate Zamparini, non possiamo avere Cellino, Lotito, Preziosi e non Zamparini) abbia messo gli occhi sul Pèrma. Il problema è che senza Schiappacasse (che ha dichiarato di voler essere titolare nell’Atletico Madrid) gli american e al svisòr non vogliono fare l’affare.

  • gianfranco

    completamente d’accordo con luca russo.
    nessuno pretende un calcio champagne, ma entrare in campo senza paura e con la voglia di giocarsela, si.
    Nessuno vuole vedere il parma impaurito degli ultimi tempi. occorre essere onesti nelle analisi e andare oltre i risultati. nel girone di andata, i risultati sono arrivati essenzialmente per giocate individuali dei giocatori di attacco che sono di livello superiore rispetto alle altre squadre in lotta per la salvezza. tolte quelle, per assenze e scadimento di forma, è rimasto il quasi nulla del ritorno perchè non c’è mai stato un piano b che andasse oltre al piano a (facciamo l’atletico madrid dei poveri). insomma, se rimanesse d’aversa, io vorrei quello più propositivo della c o della b e non quello impaurito dell’ultimo anno. da un lato lo comprendo, dall’altro, credo che abbia esagerato nrll’atteggiamento rinunciatario, togliendo così anche sicurezze alla squadra e aggiungendo stress alla difesa che infatti ad un certo punto è scoppiata a furia di essere sotto pressione ad ogni gara.
    g

  • Quale sarebbe al svìsor?

  • gianfranco

    A proposito di sogno europeo. io ritengo che sia stato commesso un errore motivazionale clamoroso. quando ci si è trovati sesti, si doveva dire: ok il nostro obiettivo è salvarsi, ma già che siamo qui, cerchiamo anche di divertirvi e restiamo attaccati il più possibile al treno europeo, poi a primavera vedremo. secondo me viene anche da li la mancanza di stimoli. si poteva tentare, se poi non andava, ti restava sempre il piano b, ossia salvarsi.
    se invece giochi per mesi solo per salvarti, ma con 10 punti di vantaggio, non avrai mai l’agonismo necessario che infatti è tornato solo quando ci si è resi conto che ormai il vantaggio stava diventando così esiguo da essere pericoloso (cioè dopo frosinone)

    • Luca Russo

      Lettura molto interessante e che sottoscrivo dalla prima all’ultima parola, punteggiatura compresa.

      È ovvio che ogni squadra abbia degli obiettivi che sono proporzionati alla cifra tecnica della rosa, ma se per meriti propri o del caso ci si ritrova in una posizione diversa da quella preventivata a inizio stagione, è giusto dare tutto per conservarla. Al contrario, dubito che una Juventus a 20 punti dalla prima a metà campionato si lasci andare in B perché era lo scudetto il suo obiettivo stagionale e quindi perso quello, anche il resto può andare a farsi benedire.

  • Vialli Nuccilli, Avv. Giordano , Albertini e un signore svisòr (quello della bandierina a ogni bambino) e Schiappa???

    Non mancano la Fata Turchina e il Mago Merlino???

  • Non condivido un gran che questo articolo.
    da un lato sembra che dobbiamo restare con i piedi per terra, ma dall’altro si parla di esempi come Atalanta o Ajax.
    Queste due squadre vincono e divertono perchè hanno degli ottimi giocatori, ben gestiti da bravi allenatori. Punto.
    Merito alle Società per la programmazione e per come hanno creato la rosa.
    Direi che noi siamo leggermente lontani da questa condizione adesso, il nostro obiettivo deve rimanere la salvezza anche per l’anno prossimo e nulla più.
    Magari programmando potremo cominciare a mettere su una bella squadra, se non vendiamo subito i più buoni che eventualmente avremo, inoltre dovremo valutare se la guida tecnica sarà o meno all’altezza.
    Prima di arrivare dove dice questo articolo direi che di strada dovremo farne parecchia.
    Sognare non costa nulla, ma sarà bene farlo con i piedi ben piantati per terra.

    • Luca Russo

      Nessuno mette in dubbio che al momento la dimensione del Parma oscilli tra un campionato tranquillo e una salvezza da conquistare combattendo più del solito. Io ne facevo semplicemente una questione filosofica: quale che sia il nostro obiettivo stagionale, vorrei un Parma che lo inseguisse con coraggio, senza paura di perdere e senza giocar di bilancino. Se poi uno non riesce ad evitare una retrocessione, meglio retrocedere alla Empoli che in modalità autobus, a parer mio.

  • Il modello Ajax è stata costruito con metà della squadra proveniente dal settore giovanile. Quanti dei nostri giovani sono pronti per esordire in prima squadra?

    • Siberianhusky

      Ci vuole ancora qualche anno perche’ si possa fare esordire sistematicamente giovani del vivaio, purtroppo dopo le macerie lasciate da Ghirardi la societa’ ha dovuto iniziare da zero a costruire il settore giovanile. Fino ad allora dovremo sperare che qualche elemento si metta in evidenza e meriti di entrare in prima squadra, gia’ ce ne fossero due all’anno sarebbe tanta roba

      • beh proviamo a vedere nella formazione dell’Atalanta quanti sono i giovani provenienti dal vivavio che giocano titolari… nel 2005 l’Atalanta è retrocessa in serie B da ultima e da lì ha iniziato la ricostruzione. Ricordiamoci anche che l’Ajax con la politica dei giovani era rimasto nell’anonimato per anni, in Olanda e in Europa.

      • In realtà bisogna semplicemente credere davvero nel Parma e investire con la convinzione che i soldi torneranno indietro con le cessioni dei giocatori dopo averli cresciuti e valorizzati, arrivando magari a metà classifica ecc. . I tifosi che vanno alla stadio soffrono e tifano hanno diritto di vedere risultati e anche bel gioco.. Devono divertirsi guardando il Parma anche perché pagano per vedere la loro squadra. Puntare all Europa per alla fine salvarsi va bene… e così magari arriverà qualcosa in più e conseguentemente più mln di diritti tv (e ritorno di capitale per i 7 imprenditori) . Non avremo per sempre una coppia Gervinho Inglese arrivati quasi a costo zero e che ci salvano il campionato (si… Sono stati loro…) quindi auspico che i proprietari del Parma seguano le orme di quelli Dell Atalanta http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_wink.gif

    • Luca Russo

      Non ne facevo una questione di giovani o meno giovani. La mia unica distinzione, in tal senso, e tra calciatori bravi e meno bravi. Uno bravo per me gioca indipendentemente da quel che ci “racconta” la sua carta di identità.

      Io piuttosto ne facevo una questione di “filosofia”: l’anno prossimo vorrei vedere un Parma che abbia lo stesso atteggiamento assunto quest’anno da Atalanta e Ajax, e cioè un atteggiamento che lo porti ad affrontare ogni match con coraggio, senza la paura di perdere e soprattutto senza star lì a far calcoli o a giocare di bilancino. È chiaro che nessuno voglia mai perdere, ma se proprio deve succedere, non è meglio perdere dopo averci provato invece che farlo in modalità autobus?

  • Per fare un certo tipo di calcio, come quello da Lei proposto, occorrono soprattutto gli interpreti giusti, nel Parma attuale forse solo Kucka (in forma) può farlo, il gioco che una squadra decide di proporre si vede già nel mercato estivo, nel momento in cui vengono scelti i giocatori, se come è stato fatto negli ultimi anni si parte dalla difesa con alcuni giocatori che devono giocare vedi i Lucarelli, Gagliolo, Iacoponi e quest’anno Alves, giocatori che hanno dato tanto, fin oltre le attese, però a Bergamo o ad Amsterdam, per il loro modo di giocare, non sarebbero entrati nemmeno su un campo di allenamento.
    Se si vuole giocare con difensori di questo tipo il centrocampo deve per forza essere di copertura e può supportare l’attacco sin che ne ha, di conseguenza gli attaccanti o si sacrificano o sono lasciati soli, basta verificare il differente rendimento della squadra tra i primi ed i secondi tempi.
    Fare un calcio propositivo vuol dire rivoluzionare completamente la squadra, partendo dalla difesa, non so se la società voglia correre questo rischio e non so se l’attuale allenatore sia in grado di proporlo, comunque basta aspettare il mercato estivo.

  • C’e però un piccolo particolare:

    IL MERCATO ESTIVO NON LO CONDUCE
    D’AVERSA E
    NEMMENO
    FAGGIANO, nel senso che viene effettuato in base ai soldi messi in budget dalla società, 20-30 milioni ??
    ci compreresti appena il solo INGLESE

    quindi mi sembra inutile fare sogni di …
    SENSA SOLD AS VA DA NISSUNA PERTA

    • Co sit dvintè? Davide?

      I soldi (quelli che saranno ritenuti coerenti al progetto tecnico) ci sono sempre stati e ci saranno ancora, nel caso in cui la gestione fosse nella continuità.

      Quindi se da un lato suggerisco di non fare voli pindarici (aspettiamo di capire gli obiettivi, ma non ci si discosterà dalla salvezza, immagino. E penso abbiano la consapevolezza che l’anno del consolidamento è il più difficile. E la storia è maestra di vita. Ranieri ci salvò al primo atto dell’era Ghirardi, che poi precipitò in quella successiva, ponendo le basi al successivo disastro che ben conosciamo…), dall’altro invito ad avere rispetto e riconoscenza per chi non ha lesinato risorse (e da gRillo Parlante dico perfino troppe) per riportare il Parma in Serie A.

      • Il paragone con DAVIDE mi lusinga ..
        è un pò troppo polemico a volte ma ..
        CI AZZECCA E NE CAPISCE MOLTO ALLA SVELTINA

  • I voli pindarici si fanno fuori dalla porta dell’aereo, sperando che si apra. Se non si apre ecco un volo pindarico.
    Dura poco ma deve essere emozionante… anche se innervosisce

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