martedì, Aprile 23, 2024
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L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / COME NELLE FAVOLE, UN EVERGREEN

(Luca Tegoni) – Attraversiamo la Piazza sotto la pioggia mentre accresce la malinconia il suono di un sax che arriva da via Mazzini; nel dì di festa Garibaldi è ancora disadorno. Non una bandiera, non una sciarpa che lo avvolgano, nemmeno un corteo automobilistico strombazzante e vociante che esulti per l’impresa. È un obbiettivo raggiunto senza entusiasmo. Il Parma ha conquistato la permanenza in serie A con una giornata d’anticipo ma la misura del risultato non fa sensazione. Almeno non nella tradizionale manifestazione popolare di riempire la Piazza. Quello è un po’ il segno dell’impresa, la sua certificazione. Quest’anno niente, spontaneamente non si celebra.

Prima, al Tardini, si è giocato la partita determinante, finalmente decisiva, rassicurante.

Una partita che il Parma sembra affrontare con molta paura. La Fiorentina attacca con maggior disinvoltura e continuità. Il Parma gioca come può, senza mettere insieme molti passaggi, anche perchè è solito sbagliarne parecchi. Ciononostante è il Parma che riesce a rendersi più pericoloso, dapprima con una “volata” di Ceravolo che serve Gervinho dentro l’area che si libera per il tiro ma la palla, deviata da un difensore, finisce sul palo esterno ed esce.

Un altra buona occasione, dopo una bella azione che porta Gazzola a crossare la palla in mezzo, dove Gervinho la buca, capita tra i piedi di Barillà che controlla agevolmente la palla ma poi, anziché angolare il tiro, la consegna tra le braccia del portiere della Fiorentina. Nel frattempo, come abbiamo saputo da D’Aversa in sala stampa, anche Gervinho si fa male nonostante permanga in campo.

La Fiorentina continua a fare la partita senza però inciderla mentre il Parma continua a farsi pericoloso. Questa volta è Gagliolo che, da azione di calcio d’angolo, sceglie bene il tempo del salto e da posizione centrale impatta con violenza la palla che però sbatte sulla traversa, peccato.

Si va all’intervallo più che altro con la speranza di buone notizie da Empoli dove, ci si augura, che il Torino vinca rendendo così inutile la partita del Parma, qualunque esito possa avere. Però l’Empoli è in vantaggio. Cielo nuvoloso a tratti piovoso.

Riparte la partita e accade che Gervinho venga lanciato nello spazio con buona possibilità di andare fino in fondo. Inaspettatamente il difensore della Fiorentina lo rincorre e lo recupera togliendogli la palla. Non è normale e infatti dopo pochi minuti D’aversa lo sostituisce con Grassi. Non ci sono più attaccanti e Kucka si sposta un po’ in avanti. La Fiorentina continua a premere e colpisce un paio di volte il palo con tiri strani e si fa sovente pericolosa. A metà del tempo entra Scozzarella che sostituisce Stulac. Il Parma tiene meglio il centrocampo e cerca di spingere per raggiungere il vantaggio. Il Toro intanto, dopo aver acceso una luce di speranza al Tardini pareggiando, crolla progressivamente sotto le reti dell’Empoli che alla fine diventeranno quattro.

Da un calcio d’angolo battuto dalla sinistra d’attacco nasce un’altra clamorosa occasione per il Parma. Il corner viene battuto lungo, sul vertice opposto dell’area piccola per la rincorsa di Kucka che raggiunge benissimo la palla di testa incrociandola sul palo più lontano dove il portiere viola non può intervenire ma si allunga in una contorsione area un difensore che impedisce alla palla di entrare.

Anche l’incitamento del pubblico del Tardini tenta di incidere sul risultato e si fa sempre più insistente. “in piedi! in piedi!” “Parma! Parma! Parma!” .

A dieci minuti dal novantesimo Scozzarella calcia la punizione decisiva. Dalla tre quarti d’attacco di sinistra calcia la palla in mezzo che rimbalza su due teste e la seconda, inavvertitamente, la spedisce in rete. Autogoal e tripudio sugli spalti e in campo. Scozzarella per il troppo amore dei compagni e riconoscenza, subisce dei colpi al naso che lo fanno sanguinare, ma non cede e con le narici raddoppiate in dimensione ritorna alla battaglia finale.

In campo il Parma non gioca più, allontana la palla e con essa respinge il nemico. La tensione sugli spalti è massima, finalmente un momento decisivo. Si suda nel freddo, si respira a fatica, salivazione azzerata e occhi al cronometro. Poi anche il recupero di cinque minuti. Lucarelli esce dalla panchina e incita la folla, D’aversa incita la folla, tutti incitano il Parma. Giocatori esausti con l’acido lattico che invade anche i polpastrelli, la nebbia davanti agli occhi fino al fischio finale, fino alla liberazione emotiva che esplode in un applauso a se stessi oltre che ai giocatori.

Festa finale, proprio finale. Rimaniamo in serie A dopo aver sconfitto la Fiorentina uno a zero. “Come nelle favole”! Luca Tegoni

tifosi salvezza 19 05 2019

Stadio Tardini

Stadio Tardini

3 pensieri riguardo “L’INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DEL PALLONE, di Luca Tegoni / COME NELLE FAVOLE, UN EVERGREEN

  • BEL BOMBE'

    Ieri il Parma si è salvato grazie alla Buena Suerte. La buona sorte ha fatto si che la palla entrasse grazie ad un rimpallo con tocco finale involontario …

    IN POCHE PAROLE IERI IL PARMA HA VINTO PERCHE’ LA FIORENTINA SI E’ FATTA GOL DA SOLA.

    http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

    • Ebè, elora co femia veh?
      A cridèma?
      Al set adesa che in t’la vita ag vol al cul? Mo quant’ani ghet, desdot (18)?

  • Prendiamoci questa salvezza e programmiamo per bene il futuro, che il prossimo anno non saremo così fortunati.

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