giovedì, Luglio 25, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / MONDIALE FEMMINILE, IL BELLO DELLE DONNE

russo 1(Luca Russo) – In attesa di capire se il 2019 potremo considerarlo l’anno zero per il calcio femminile, una certezza ce l’abbiamo già: il mondiale francese, iniziato qualche giorno fa, sta dimostrando che il movimento c’è, è vivo più che mai e, soprattutto, ha ampi margini di crescita. Intanto, e giusto per mettere subito in chiaro le cose, vi dico che nutro un profondo fastidio nei riguardi di coloro che trattano il calcio in rosa con sufficienza e alla stregua di capriccio femminile da assecondare allungando un bancomat. Detto questo, la rassegna iridata, almeno per quanto son riuscito a vedere in Francia-Corea del Sud e Brasile-Giamaica (gli altri match, compreso Italia-Australia, non ho potuto seguirli), ha fatto ricredere quelli che erano convinti che il pallone delle donne fosse una disciplina noiosa, poco valida tecnicamente e in genere non all’altezza della versione maschile. Intendiamoci: parliamo di due espressioni dello stesso sport simili nella forma, ma abbastanza diverse nella sostanza, come è giusto e normale che sia. Epperò alcune delle differenze emerse dopo il primo scorcio di mondiale transalpino giocano, a mio avviso, a favore del calcio declinato al femminile. Mi riferisco al fair play: finora non mi pare di aver visto simulazioni, ovvero quando una calciatrice casca a terra è perché ha subito un colpo effettivamente duro e non può farne a meno; inoltre si percepisce un clima di profonda e sincera sportività in campo: tra le giocatrici non si segnalano gli scontri verbali, i tafferugli dopo una decisione arbitrale contestata e i capannelli ad alta tensione tipici delle gare maschili. Due aspetti che avvalmondiale donne italia australiaorano una convinzione che mi porto dietro da quando ho scoperto il volley femminile: solo le donne potranno salvare lo sport e ricondurlo alla sua accezione più nobile e genuina. Quanto al gioco, il football femminile è evidentemente poco orientato alla forza, non troppo improntato sulla fisicità e quindi rende possibili con una maggiore frequenza i gesti tecnici che sbloccano le partite o ne capovolgono imprevedibilmente l’esito. Proprio per questa ragione cattura meno l’occhio, ma di più l’attenzione: il gol può arrivare in qualsiasi momento e nel complesso tutto può succedere fino a che l’arbitro non decreta la fine delle ostilità. L’Italia che supera in zona Cesarini la ben più quotata Australia è lì a ricordarcelo. Luca Russo

2 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / MONDIALE FEMMINILE, IL BELLO DELLE DONNE

  • Da quello che ho potuto vedere di Australia-Italia giocano molto meglio del Parma di D’Aversa http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_cool.gif

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