IL COLUMNIST di Luca Russo / IL PROLUNGAMENTO DEI CONTRATTI DI FAGGIANO E D’AVERSA FINO AL 2022 RACCONTA L’ESATTO CONTRARIO DI UNA SOCIETA’ LI’ LI’ PER ESSERE VENDUTA

russo 1(Luca Russo) – Viene difficile credere che il rinnovo di contratto di un tesserato possa celare significati particolari. Eppure è esattamente ciò che sta accadendo nel caso dei prolungamenti fino al 2022 recentemente firmati da Faggiano e da D’Aversa. Rinnovi dai quali emerge l’immagine di un Parma votato alla continuità. Innanzitutto tecnica, perché in questo modo si certifica la volontà delle parti in gioco di cominciare a raccogliere quanto seminato nel corso delle ultime stagioni, piuttosto che quella di interrompere prematuramente una relazione che sino a qui ha distribuito molte gioie e pochi dolori. Ma soprattutto aziendale: se fino a ventiquattro ore fa pareva che la società fosse ormai prossima ad essere venduta – per televisione Andrea Schianchi ha rivelato come nelle scorse settimane ci fossero stati importanti passi di Commisso, poi virato sulla Fiorentina – i prolungamenti di direttore sportivo e tecnico, curiosamente, ci raccontano l’esatto contrario. Del resto l’eventuale nuova proprietà difficilmente accetterebbe di buon grado un diesse ed un allenatore scelti – o per meglio dire imposti, anche considerata la durata, magari superiore perfino alle aspirazioni degli interessati – dalla precedente gestione. Motivo per cui al momento mi pare abbastanza remota l’ipotesi che il club passi di mano, al di là del concreto accasarsi in viola dell’italo americano. E allora avanti con D’Aversa in panca e Faggiano al timone dell’area sportiva. Una scelta che condivido parzialmente: se ripenso al Parma del girone d’andata, capace di sedersi al tavolo delle grandi senza alcun imbarazzo o complesso di inferiorità, di sbancare San Siro e di mettere alle corde la Juventus Campione d’Italia, allora le conferme di coach e direttore non vanno messe in discussione nemmeno per un attimo; lo scenario cambia radicalmente se, come metro di giudizio, adotto il Parma che ci ha fatto penare dal giro di boa al termine della stagione. Ma visto e considerato che spesso la verità sta nel mezzo, sposo la linea Faggiano, sintetizzabile in questi termini: pur nella consapevolezza di aver commesso degli errori, sarebbe stato ingeneroso non riconfermare l’attuale struttura tecnica al lume degli ottimi risultati messi a segno nella prima parte di campionato. La salvezza, al di là di certe pessime prestazioni cui abbiamo assistito da gennaio a maggio, i Crociati se la sono meritata tutta. E anzi avrebbero potuto ambire addirittura a qualcosina in più, se solo non avessero attivato la modalità stand-by dopo aver toccato quota 28 punti. Non scordiamoci infatti che in quel momento la classifica ci “raccontava” di un undici gialloblu più vicino ai giovedì di coppa che ai sabati di campionato (in B, of course), segno di una squadra allestita a puntino e allenata a regola d’arte. Un girone di ritorno insoddisfacente non poteva scarabocchiare sui capolavori in serie affrescati da Gervinho e soci in quello d’andata. Altrimenti dovremmo rimandare a settembre anche il Bologna, di cui invece ancora oggi, a dieci giorni dai titoli di coda della massima serie, si dice un gran bene perché banalmente ha invertito l’ordine dei fattori (rispetto al percorso Crociato) e dunque lasciato un buon ultimo ricordo invece che una brutta ultima impressione: andata da zero spaccato, ritorno da 110 e lode; ma grazie alla ben nota proprietà commutativa, senza modifiche sostanziali in termini di risultato finale: salvezza per loro, salvezza per noi. Quindi chapeau a D’Aversa e chapeau a Faggiano, però ad una condizione, e cioè che non ci si accomodi sui riflessi dorati della permanenza in A appena conquistata. Pure su questo argomento mi allineo completamente al pensiero del diesse: adesso è il momento di migliorare e migliorarsi. Il che non significa porsi un’obiettivo più grande della salvezza, ma semplicemente ottenerne una che sia meno sofferta di quella che un paio di settimane fa abbiamo consegnato agli annali, capitalizzando il bagaglio esperienzale dell’ultima stagione e approfittando della mancanza di fretta che ne ha inquinato la sua preparazione e a lungo andare condizionato il prosieguo. Il primo passo dovrà metterci nella condizione di svincolarci dalla politica dei prestiti – buoni per gestire le emergenze, ma non per provare a darsi una struttura duratura – e di chiederci quale Parma immaginiamo, e dove, da qui a due o tre anni. Il secondo dovrà necessariamente portarci al calciomercato per gettare le basi della squadra che verrà. E del ciclo che sarà chiamata ad avviare. Senza mai cedere alla tentazione di fare passi più lunghi della gamba. Tranne che in materia di gioco: l’anno prossimo vorremmo vedere una squadra più coraggiosa, spinta dall’intraprendenza e non frenata dalla logica del bilancino. Luca Russo

44 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / IL PROLUNGAMENTO DEI CONTRATTI DI FAGGIANO E D’AVERSA FINO AL 2022 RACCONTA L’ESATTO CONTRARIO DI UNA SOCIETA’ LI’ LI’ PER ESSERE VENDUTA

  • 6 Giugno 2019 in 08:40
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    Credo che più sul DS e Allenatore il “futuro acquirente” sia più focalizzato sulla vicenda delle quote societarie. Un pazzo acquisterebbe ORA le quote di nuovo inizio con un procedimento in corso contro Lizhang.

    PS. Le parole di Schianchi lasciano il tempo che trovano…

    COME NOI NESSUNO MAI!
    FORZA PARMA!!!

  • 6 Giugno 2019 in 08:48
    Permalink

    Condivido la deduzione. I rinnovi dimostrano che non ci sono trattative per la cessione e quindi si andrà avanti con questa proprietà. L’obiettivo sarà la salvezza e credo che sia inevitabile prendere ancora giocatori in prestito perché con il budget a disposizione non si può fare molto, considerando i tanti cambi necessari. Io spero sempre che qualcuno si faccia avanti per rilevare la società.

    • 6 Giugno 2019 in 12:46
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      Io credo che sul complesso discorso del budget si faccia parecchia confusione anche perché c’è molta ignoranza della materia.

      La cifra – qualsiasi essa sia (anche perché le variabili di intendimento sono parecchie) – è quella ritenuta necessaria ed indispensabile per l’obiettivo stagionale, che immagino sarà quello di salvarsi di nuovo, magari con meno affanni. Anche se sul discorso degli affanni ho già espresso molte volte il mio punto di vista: il Parma non è mai stato in zona pericolo e ha condotto in porto, da neopromossa (l’unica) la sua mission senza mai avere varcato la zona rossa. Insomma: non ci si può lamentare del brodo grasso.

      Sul futuro: la logica induce a pensare che – pur restando la volontà di vendere (ma non la necessità) – l’attuale compagine proprietaria intenda solidificare il “bene”, sì da passarlo in altre mani senza traumi nel momento opportuno

      • 6 Giugno 2019 in 13:52
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        Io credo che sia più una questione di mancanza di un acquirente ritenuto meritevole e per questo preferiscono continuare loro ( lo ritengo un comportamento serio). Se ci fosse qualcuno ora, troverebbe una squadra di A ad un valore congruo con il parco giocatori. Se migliori il patrimonio calciatori, si alza anche il prezzo di vendita, quindi sarebbe più conveniente comprare ora a gestire a proprio modo. Ergo, manca proprio l’acquirente.

        • 6 Giugno 2019 in 16:27
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          Schianchi (stavolta) l’aveva indovinata: il compratore c’era ed era quello da lui citato a Bar Sport. Poi quando si è presentata la pista Fiorentina come era naturale che fosse il compratore (di cui il profilo andava più che bene al venditore) ha investito altrove

      • 6 Giugno 2019 in 15:28
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        No púo essere piú chiaro che aqua..
        http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif
        Strajé

  • 6 Giugno 2019 in 10:08
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    Abbiamo bisogno così di MONETIZZARE,
    che concediamo in affitto il nostro meraviglioso stadio,
    a delle BELVE.
    Siamo messi proprio male………..

    • 6 Giugno 2019 in 12:38
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      Il Parma non ha bisogno di monetizzare una benedetta mazza, non avendo pezze al deretano (magari come Te e chiunque di noi poveri mortali): leggo l’affaire Atalanta come una sorta di gentlemen agreement tra società che militano nel medesimo Campionato, e per finalità condivise. Un giorno tocca a noi ospitre loro, un domani, hissà,, potrebbe succedere il contrario.
      Quello che escludo è che sia una questione di soldi. Peraltro sarebbe anche bene piantarla con piagnitei futili e stupidi,a fronte della mole di denari generosamente profusi dalla compagine proprietaria in questi quattro anni.

      Grazie

      PS. Né tantomeno (caro Davide) c’entra il sindaco di Parma.

  • 6 Giugno 2019 in 10:45
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    Certo allineiamoci sempre nella mediocrità e continuiamo a stare in serie A e dichiarare come ogni anno che l’obiettivo è la salvezza.. Continuando a puntare su cavalli zoppi e conduzione tecniche discutibili.. Il tutto con un diktat preciso “risparmiare” alla lunga non so quanto fruttuosa possa essere questa imposizione.. Come il “non gioco” visto da 4 anni a questa parte che il nostro entrainador..puntualmente ci propina.. Da tifoso di lunga data non mi trovo d’accordo su queste scelte societarie.. Per fare la serie A ci vogliono i soldi.. Punto. Viceversa le nozze coi fichi secchi non pagano sempre.. Un anno ok.. Ma il secondo con la politica ormai radicata di questo gruppo imprenditoriale si rischia di lasciarci le penne prima del previsto..

    • 6 Giugno 2019 in 13:07
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      comodo fare il brillante con i soldi degli altri, mettici qualcosina anche tu invece di risparmiare, una politica non fruttuosa nemmeno per te

    • 6 Giugno 2019 in 14:02
      Permalink

      Se son veri i 25 milioni che si leggono altro che fichi secchi, negli ultimi 15 anni non si è mai speso così tanto.. poi è chiaro che se uno deve far andare il disco allora ok

      • 6 Giugno 2019 in 16:24
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        Non fatevi incantare dalle cifre, che, come dicevo, possono essere interpretabili a seconda del punto di vista da cui le si osserva.

        L’importante è che sia ben chiaro a tutti che c’è l’intendimento – ancora una volta – di fare le cose per bene, secondo quelle che sono le proprie convinzioni. E che indubbiamente finora hanno pagato.

        E l’obiettivo è ripartire – con un evidente piano triennale certificato dalle prime operazioni concluse – facendo le cose per bene con un nuovo ciclo. E le cifre – ripeto io preferisco non dare i numeri – saranno sufficienti a quanto programmato.

    • 6 Giugno 2019 in 15:01
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      puoi benissimo contribuire anche tu, mediante l’abbonamento, acquisti del merchandise oppure sottoscrivendo quote in PPC.

      COME NOI NESSUNO MAI!
      FORZA PARMA!!!

    • 6 Giugno 2019 in 12:25
      Permalink

      No..ma me lo sento pure io che nemmeno l anno prossimo giocherà con noi 😂😂

    • 6 Giugno 2019 in 13:09
      Permalink

      Caputo può interessare squadre di fascia medio-alta e non sarà facile battere la concorrenza. Un attaccante da valutare potrebbe essere Davide Diaw del Cittadella, difende bene il pallone ed ha una buona visione di gioco.

      • 6 Giugno 2019 in 13:51
        Permalink

        Non ho capito Caputo Fasce Alte come il Lecce?
        Poi domani gioco anche io in Cittadella cosi magari mi prendono..

        • 6 Giugno 2019 in 17:19
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          Visto che il mio post non è stato interpretato bene, specifico:
          Caputo è un profilo interessante per squadre da zona Europa League.
          Con tutto quello che ne consegue.
          Ingaggiarlo non sarà semplice per il Parma e per il Lecce ancor di più.

  • 6 Giugno 2019 in 12:52
    Permalink

    Direttore se lei gode barbari che intasano le nostre già intasate latrine io no. Chiedere a Squinzi. E in generale avere gente per casa a me non piace poi ognuno è libero di pensarla come crede. Perché non vanno a Cremona o Bologna?

    • 6 Giugno 2019 in 13:22
      Permalink

      Io non ho detto che goda per l’operazione ospitalità all’Atalanta. Diciamo che mi è indifferente.
      Ho solo cercato di offrire una possibile spiegazione al riguardo, chiarendo nel Suo caso specifico che non sono in ballo due ghelle per i conti del primo cittadino….

  • 6 Giugno 2019 in 13:59
    Permalink

    La spiegazione è molto semplice.

    Squinzi ha il coraggio di dire NO.

    Noi stendiamo il tappetino rosso cinese da 2 soldi…

    • 6 Giugno 2019 in 16:25
      Permalink

      Prima di scrivere ca**te è meglio informarsi e conoscere i fatti. Squinzi continuerà ad ospitare l’Atalanta per le gare di Champions, cosa impossibile in Campionato dovendo già ospitare gli ex padroni del Mapei del reggio Calcio

  • 6 Giugno 2019 in 14:01
    Permalink

    Se non prendiamo Caputo
    e lo lasciamo al Brescia o al
    Lecce di calcio ne capiamo
    veramente poco
    Per me Caputo è
    LO SPARTIACQUE della
    prossima stagione.
    Se non lo si acquista è ovvio
    che non si vuole spendere
    Lo diamo alla concorrenza?
    Complimenti
    CHAPEAU all’ incontrario
    Faggiano ricordalo
    CHI PIÙ SPENDE MENO SPENDE.

  • 6 Giugno 2019 in 14:20
    Permalink

    L’Atalanta sono anni che rompe i maroni in giro sarebbe ora che iniziassero a stare a casa loro. Io non la godo per nulla anche perchè non si sa quante giornate saranno e ripeto che se ne vadano a Cremona o Bologna. Al Mapei han fatto dei bei danni direi che l’Ennio sta già in piedi con lo sputo non abbiamo bisogno degli Unni che sradicano seggiolini, orinano birra e liberano corporalmente panini con salamelle. Il primo cittadino ci guadagna cmq due ghelle perchè lo stadio è (purtroppo) suo e la società ospite deve cmq pagare per l’extra lavoro dei vigili urbani al soldo del Pizza, oltre altri ammenicoli vari, a meno che come ho proposto non si faccia uno scambio di primi cittadini cosa che invece sarebbe da accogliere con cori.

    • 6 Giugno 2019 in 16:20
      Permalink

      L’Atalanta al Mapei Stadium continuerà a giocare le partite internazionali: non può essere ospitata per le partite interne in quanto la domenica c’è già alternanza tra Sassuolo e Reggio Audace

      • 6 Giugno 2019 in 16:38
        Permalink

        Con grande cortesia si potrebbe spiegare ai Bergamu che noi non possiamo ospitarli perché il nostro stadio è in pieno centro e se per caso succedessero dei casini non faremmo altro che offrire argomentazioni valide al partito del Tardini fuori dal centro. Sicuro come l’oro che capita Atalanta Brescia…Domanda: chi è che ha voce in capitolo in merito? Società, sindaco o solo il prefetto?

        • 6 Giugno 2019 in 18:17
          Permalink

          Non conosco nei dettagli l’origine dell’ospitalità di alcune partite dell’Atalanta del prossimo campionato al Tardini: dico solo che ci sono normali relazioni tra club appartenenti alla stessa Lega che ti portano a collaborare e a non chiudere le porte in faccia. Anche perché a breve potrebbe succedere che la stessa necessità, per le stesse ragioni (alias la realizzazione del nuovo stadio) possa paventarsi anche a noi e anche a noi potrebbe toccare di essere pellegrini altrove (magari proprio là).
          Bisogna saper ragionare andando al di là del proprio naso (e pazienza se on tutti sono dotati come me).
          Se si vuole essere una città aperta di spessore nazionale ed internazionale bisogna sapere essere ospitali e trasformare in opportunità ogni necessità che si palesa. E saperlo fare con intelligenza e lungimiranza, senza meschini interessi di bottega.
          A livello di tifoseria credo esista un profondo reciproco rispetto.

          • 6 Giugno 2019 in 19:42
            Permalink

            I must say … this discourse by our Director is on the highest level …. This is the way we should all look at Parma Calcio 1913 … The posture is adequate for our history and honoring the Scudo …which demands respect for a gentlemanly attitude .
            Straje’

  • 6 Giugno 2019 in 14:56
    Permalink

    Un paio di pensieri.

    Tema budget: non esiste una somma identificabile se non il totale ricavi della società (per noi circa 50 mln), pertanto quello è il tetto che deve coprire tutte le spese ossia stipendi, spese operative e saldo negativo del calciomercato. Ricordo che per le regole del fair play finanziario non si può spendere di più di quanto è il monte ricavi e (giustamente) non valgono le ricapitalizzazioni della proprietà. Poi non è sano che una società viva su ricapitalizzazioni ma prima o poi deve imparare a camminare da sola con le proprie gambe.

    Tema Caputo: ho sempre scritto che è un signor giocatore, però ricordiamoci che ha 32 anni e caratteristiche che mal si conciliano con il ruolo di prima punta negli schemi del nostro mister. Per cui se arriva bene ma personalmente non parteciperei ad aste per pagare uno sproposito. Sappiamo di Inglese e dei suoi problemi fisici x cui se fosse possibile acquistarlo ad un prezzo congruo (max 10-12 mln da pagare magari in 2-3 anni) bene altrimenti meglio puntare altrove (es. Paloschi, Pinamonti o mercato estero). Poi occorrerà sistemare anche il vice (es. Stepinski).

    Sempre e solo forza Parma

    • 6 Giugno 2019 in 16:41
      Permalink

      Non è vero che le ricapitalizzazioni non ci possono essere, solo non devono superare una certa percentuale del fatturato. E finché non vai in Europa ad ogni modo il problema non si pone.

      • 6 Giugno 2019 in 18:56
        Permalink

        Benissimo lasciano lo spazio x avere un pochino di buffer x spendere oltre il fatturato ma alla fine si cade sempre sul parametro ricavi che deve essere sostanzialmente rispettato.
        E poi non accetto che non si rispetti i parametri del fair play finanziario un po x principio xké le regole vanno rispettate e poi se x caso si va in Europa che figura si fa a non ottenere la licenza uefa, sai che casino sulla piazza.
        Bisogna imparare a spendere quello che si ha senza aver necessità di sostegni sistematici da parte degli azionisti, solo così la società è forte e sana senza correre rischi di fallimenti altrimenti quello che ci è successo non ci avrebbe insegnato nulla

    • 6 Giugno 2019 in 17:26
      Permalink

      Inglese con 10 milioni ti danno le scarpe

      • 6 Giugno 2019 in 18:59
        Permalink

        Penso che nessuno sia disposto a dare i 25 mln richiesti dal Napoli xké i dubbi dell’integrità fisica pesano come un macigno, infatti il Napoli lo sta cercando di inserire come parziale prezzo in altre trattative di mercato.

  • 6 Giugno 2019 in 16:50
    Permalink

    Inglese ha un prezzo di mercato che non è alla nostra portata.

    Ci possiamo permettere di spendere una ventina di milioncini

    per un giocatore? NOOOOOOOOOOOOOO

  • 6 Giugno 2019 in 18:02
    Permalink

    Caputo ce lo fregano anche quest’anno, va alla spal

  • 6 Giugno 2019 in 19:10
    Permalink

    Caputo chi?Arriva Matri (se trovano il sostituto) 🙂

  • 6 Giugno 2019 in 19:42
    Permalink

    Io non ho capito una cosa c ma vedo che nessuno Majo compreso non me lo ha saputo spiegato
    Inglese può essere riscattato dal Parma per 25 milioni e il Napoli può riprenderselo pagandolo 28 milioni per cui in quel caso il Parma ci guadagnerebbe 3 milioni.
    Se invece il Napoli non lo riscatta rimarrebbe a noi e l’Atalanta dovrebbe chiederlo a noi e visto che l’Atalanta per Inglese voleva comprarlo dal Napoli 40 milioni……

  • 6 Giugno 2019 in 19:44
    Permalink

    Io non ho capito una cosa ma vedo che nessuno Majo compreso non me lo ha saputo spiegato
    Inglese può essere riscattato dal Parma per 25 milioni e il Napoli può riprenderselo pagandolo 28 milioni per cui in quel caso il Parma ci guadagnerebbe 3 milioni.
    Se invece il Napoli non lo riscatta rimarrebbe a noi e l’Atalanta dovrebbe chiederlo a noi e visto che l’Atalanta per Inglese vuole comprarlo dal Napoli per 40 milioni…… ci avremmo guadagnato così 15 milioni che non sono bruscolini.
    Perché non lo si è fatto?

  • 6 Giugno 2019 in 19:52
    Permalink

    Li li per esere ceduto, da tri an,natale quando arriva arriva

  • 6 Giugno 2019 in 21:01
    Permalink

    Ragazzi, questo è un genio!
    Velenoso for general manager ed il Parma potrá volare…

  • 6 Giugno 2019 in 21:21
    Permalink

    Chiaro che in mancanza di compratori all’orizzonte si continui così. Speriamo solo che si impari dagli errori della seconda metà della stagione.

I commenti sono chiusi.

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Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
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1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
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