IL COLUMNIST di Luca Russo / SENZA NULLA TOGLIERE AL CAMPIONATO, SAREBBE BELLO CAVARSI QUALCHE SODDISFAZIONE IN PIU’ IN COPPA ITALIA…

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – È opinione direi quasi unanime che l’Atalanta abbia fatto la storia finendo al terzo posto in A e qualificandosi per la prima volta alla Champions League da quando esiste. Non avrei nulla da obiettare in proposito, se le regole d’accesso al trofeo dalle grandi orecchie non fossero quelle che ne hanno sfigurato l’identità negli ultimi 25 anni. Datemi pure dell’inguaribile romantico, ma resterò per sempre innamorato delle coppe così come le ho conosciute quando alla tenerissima età di 7 anni ho scoperto la bellezza, il fascino e la magia del pallone: in Coppa dei Campioni ci andava chi vinceva lo scudetto, in Coppa delle Coppe chi trionfava nella coppa nazionale e in Coppa Uefa tutte le altre arrivate entro una certa posizione nel torneo domestico. Naturale, semplice. E logico. Come la Sampdoria che, col tricolore sul petto e uno squadrone che oggi metterebbe in riga chiunque (inclusi Messi e Cristiano Ronaldo ai quali il troppo sottovalutato Vierchowod non l’avrebbe fatta vedere manco col binocolo), nel 1992 si laureò vicecampione d’Europa, superata solo dal Barcellona, altra corazzata che non aveva nulla da invidiare ai top team di oggi. Ma non come Liverpool e Tottenham, che da non campioni una settimana fa si sono contese lo scettro continentale. Paradossi del football moderno. I tempi cambiano, il passato arretra velocemente, il progesso si fa strada inesorabilmente e ci si dovrebbe adeguare, mi direte voi. Perdonatemi, ma non ci riesco. E perdonatemi una seconda volta, se vi dico che l’Atalanta la storia l’avrebbe fatta vincendo la Coppa Italia (invece finita nelle mani della Lazio), alzando un trofeo, conquistando un titolo, mica guadagnandosi l’accesso ad una manifestazione ormai allargata a tutti e che proprio per questa smania di accogliere chiunque ha finito col tradire il suo spirito, il suo blasone, il suo prestigio e la sua storia. A proposito di Coppa Italia e di formule innovative, ma a mio modo di vedere peggiorative: sarebbe bello che le cosiddette teste di serie vi entrassero in scena dai preliminari, non solo dagli ottavi in poi. Come, appunto, accadeva negli anni ’80 e ’90, tanto per restare fedeli alla nostalgia canaglia. Capisco le esigenze di calendario, ormai intasato all’inverosimile, ma anche un Fano ha il diritto di essere abbinato a un Milan e quello di provare a togliersi lo sfizio di eliminarlo. Del resto, sono proprio gli incroci tra Davide e Golia – confronti dall’esito non di rado sorprendente – che fanno dello sport, e segnatamente del calcio, la cosa più importante tra le cose meno importanti. E, per tornare alle questioni di casa nostra, sarebbe bello anche che il Parma affrontasse la coppa nazionale con un piglio diverso da quello che nelle ultime 10 stagioni gli ha permesso di arrivare ai quarti di finale solo in due circostanze: la prima nel 2010/2011, quando, dopo aver fatto fuori la Fiorentina, fummo eliminati dal Palermo ai calci di rigore; e la seconda nientemeno che nell’anno del fallimento, estromessi immeritatamente dalla Juventus poi vincitrice della competizione. Va bene che il campionato e la salvezza hanno la precedenza su tutto, ma ogni tanto spingersi oltre il quarto turno o gli ottavi di finale farebbe bene al morale della truppa, del club e della piazza, sebbene questa recentemente di soddisfazioni sportive ne abbia ricevute parecchie dalla società. Così, dopo aver “chiesto” al Parma di non inseguire obiettivi più grandi di quelli che può permettersi e di non fare passi più lunghi della gamba in sede di calciomercato, stavolta una supplica la indirizzo a D’Aversa: affronti la Coppa Italia non come un fastidioso impegno infrasettimanale, ma come una manifestazione in cui esibirsi senza badare ad energie e similari, senza risparmiarsi, senza il solito bilancino. Svincoliamoci dalla logica del turnover e dal pensiero, prioritario pure quando non è il caso, del match di campionato della domenica dopo. Ci regali almeno la possibilità di sognare di essere il Calais che nel 2000 si spinse fino alla finale della Coppa di Francia, persa al cospetto del ben più quotato Nantes. O l’Atalanta che nel 1987, da retrocessa in seconda serie, fece lo stesso col Napoli, ma guadagnandosi da finalista perdente e in un sol colpo: la qualificazione alla Coppa delle Coppe 1987/1988 (il Napoli vincitore e scudettato era già sicuro di un posto nella Coppa dei Campioni), l’onore di essere l’unica italiana di B a prendere parte ad una competizione Uefa e, grazie al raggiungimento della semifinale europea col Malines (purtroppo per loro persa), il record di miglior squadra cadetta mai apparsa nelle rassegne continentali. La storia del calcio pullula di belle favole. Scriviamone una anche noi, mister! Luca Russo

49 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / SENZA NULLA TOGLIERE AL CAMPIONATO, SAREBBE BELLO CAVARSI QUALCHE SODDISFAZIONE IN PIU’ IN COPPA ITALIA…

  • 8 Giugno 2019 in 08:20
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    Che pastone!

  • 8 Giugno 2019 in 14:35
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    caputo andra’ alla spal a meno di buoni argomenti che il parma trovi velocemente. temo prenderemo stepinsky che non e’in grado di giocare nemmeno in serie B. del resto e’ quello che costa meno di tutti.

  • 8 Giugno 2019 in 16:32
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    Per Caputo ci vogliono soldi e il parma non li tira fuori, compra giocatori a basso prezzo e quindi balordi

    • 9 Giugno 2019 in 10:08
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      Sarebbe ora di piantarla si scrivere str***

      Dal Nuovo Inizio sono già stati fumati svariati milioncini, sempre con obiettivo centrato.

      B A S T A

      • 9 Giugno 2019 in 13:47
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        gabriele sai perfettamente che sono stati anticipati e restituiti con prestito soci fruttifero. se si vuole essere precisi si e’ precisi. nulla e’ stato messo a fondo perduto. e per inciso io concordo con questo modus operandi perche e’ inutile largheggiare senza poterlo fare per poi fallire miseramente. ma personalmente ritengo che il mestiere di ds sia altra cosa da quello che viene fatto a parma. poi vince e ha ragione ma in 3 anni non ha costruito nulla di futuribile.

        • 10 Giugno 2019 in 23:50
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          Caro Stefano,
          E’ un dettaglio, ma il Parma non ha alcun finanziamento soci pendente. Tutti gli investimenti di questi anni sono stati effettuati con versamenti in conto capitale e la Società ha quindi attualmente ZERO debito verso i Soci.
          Questa non è un’opinione, ma un fatto oggettivo e incontrovertibile, che puoi verificare tu stesso.

          Dalla sua fondazione, il Parma Calcio mette infatti a disposizione di tutti la documentazione economico-finanziaria, aggiornandola ad ogni Dicembre con l’ultimo bilancio approvato.

          http://parmacalcio1913.com/informativa-finanziaria-parma-calcio-1913

          Peccato che nessuno la legga o la consulti, soprattutto – e non mi riferisco a Stefano – alcuni personaggi a cui da anni piace sproloquiare su Internet di questi temi come fossero grandi esperti e a conoscenza di chissà quali verità nascoste.

  • 8 Giugno 2019 in 17:41
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    Prendere Stepinsky che NEMNENO
    in serie B farebbe la differenza è
    KARAKIRI ALLO STATO PURO.
    Ci pensate?
    Sostituto di INGLESE….STEPHINSKY.
    Se così fosse m’incazzetei come
    una bestia da macello ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡
    ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡
    ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ ⚡ etc etc…

    Ve l’ho detto vogliamo.prendere
    MEZZE SEGHE
    Un attaccante del Parma per la Società
    deve rispondere ai seguenti requisiti
    prima di prenderlo.
    Costare come un piatto di spaghetti 🍝
    o in alternativa
    essere a parametro zero.
    Se poi questo ha rotto i legamenti o ha altri
    problemi alla società non interessa.
    L’importante che costi un cazzo
    Poi se è bravo o no questa è una cosa marginale
    L’importante che costi un cazzo.
    d’altra parte non sono certo.io che ho chiamato
    “PIOCCIONI” i MAGNIFICI 7.

  • 8 Giugno 2019 in 18:28
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    tra l’altro con la stanza di compensazione i pagamenti vengono normalmente effettuati in diversi anni. certo per far operare la compensazione bisognerebbe saper vendere. in 4 anni hai venduto mazzocchi e di gaudio per un corrispettivo totale di 600.000 euro…

  • 8 Giugno 2019 in 20:22
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    Sulla Gazzetta di Modena dicono che il patron dell’IMMERGAS che è di Sorbolo stia per entrare im società nella Reggio Audace!
    DEVE VENIRE A PARMA!
    Amadei = Soldi e competenza, quello che ci manca!

  • 8 Giugno 2019 in 23:23
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    Cioè, una squadra abituata di solito a fare su e giù tra la A e la B che dopo un percorso di crescita durato 3 anni si qualifica per la Champions non è un’impresa? Classico Russo che deve sempre fare il bastian contrario.

    • 10 Giugno 2019 in 15:05
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      Non è un voler fare sempre il bastian contrario. E’, semplicemente, essere legato al calcio di una volta, governato da molta più logica rispetto a quello di oggi. Prima in Coppa dei Campioni ci andavano i campioni, appunto; oggi la coppa possono contendersela perfino due squadre che il titolo non lo vincono da decenni. Non trova sia una situazione paradossale? L’Atalanta era finita quarta anche un paio di anni fa, segno che una struttura adatta a tale obiettivo ce l’aveva già. Motivo per cui mi risulta difficile ricorrere al termine impresa, considerate anche le stagioni non esattamente soddisfacenti della Lazio, della Roma, del Milan e, per certi versi, dell’Inter. In assenza di una concorrenza realmente agguerrita, era quasi normale che venisse fuori la cosiddeta sorpresa.

      Se vogliamo dirla proprio tutta, l’impresa l’avrebbe fatta il Parma, se da neopromossa avesse ottenuto la qualificazione europea. Quanto al discorso Coppa Italia, e per farle un esempio chiarificatore, credo che a Parma sia più piacevole il ricordo delle coppe nazionali vinte, contro avversari di indubbio rango e altrettanto spessore, piuttosto che quello dei piazzamenti buoni per partecipare a questa o quella rassegna europea. Del resto, mi ricordo di un Parma-Besiktas della stagione 2004/2005 giocato in un Tardini che pareva il copiaincolla del deserto dei Tartari, segno che ai piazzamenti e alle qualificazioni europee in serie ci si abitua, ci si fa il callo. Alle coppe sollevate al cielo, invece, no.

      Un caro saluto e grazie per l’attenzione.

    • 10 Giugno 2019 in 23:26
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      Morosky non si sente più
      per una ragione.molto semplice
      sta preparando l’ANGOLO VELENOSO
      in modo meticoloso
      con la massima concentrazione
      sapendo che sarò molto esigente
      e non gli perdonero’ niente e per questo
      sta curando L’ANGOLO in modo.maniacale
      anche nei minimi particolari.
      in parole povere, sta tirando fuori le palle
      Sa che nell’ANGOLO VELENOSO”
      si gioca la sua credibilità presente e futura
      Gli do un consiglio.
      Prima di scrivere prima di
      SCATENARE L’INFERNO
      si scoli una bottiglia
      ghiacciata di MALVASIA e dia la colpa
      alla sbornia per quello che d’irriverente
      scriverà nel mio ANGOLO.
      Son certo che anche BONI l’apprezzera’.

  • 9 Giugno 2019 in 01:52
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    Qualche turno non sarebbe male passarlo ma direi che ne avremo abbastanza del campionato.
    Si Atalanta nella storia con la coppa Italia, ma con la champions il progetto va avanti e chissà. C è poco da fare è da dire ma anche se sei bravo per fare qualcosa in stile Atalanta per qualche anno devi investire un po’ o saper ricavare un po’, loro negli ultimi anni fanno sembrare forti anche hateboer e c e poi li vendono

  • 9 Giugno 2019 in 11:27
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    Buongiorno a tutti,
    Voglio raccontare di un’intervista che ho ascoltato alla radio in Spagna e sempre ricorderò …. anni fa’, quando vivevo a Madrid, nel mio studio di scultura era sempre accesa la radio con qualche programma di Calcio. Ero, e sono, “Pro Italiano” … e non mi piaceva quando qualcuno snobbava l’Italia. Allora la Spagna era il “Re del Mambo” perché la nazionale stava vincendo titoli importanti (con una squadra 80% del Barcellona). L’intervistatore era un giornalista “pro Real Madrid”, nazionalista Spagnolo tan prepotente come uno della Rubentus, per fare una analogia.
    L’intervistato era il giocatore Santiago Solari (ex giocatore dell’Atletico di Madrid e real madrid), que in quel momento giocava in Italia, nell’Inter …..nell’intervista radiofonica il giornalista chiese a Solari ….adesso sei in Italia, non ti manca la Spagna? ….Solari allora rispose con una domanda al giornalista: Lei ha detto di sapere che è un Argentino? ….la risposta del giornalista fu: Si, è una persona nata in Argentina! …. e Solari disse …no, ti sbagli, ….un Argentino è un Italiano che parla in Spagnolo ….ed io sono felice in Italia, con l’Inter.
    Come potete immaginare, mi è piaciuta tanto questa dichiarazione.
    Forsa Paerma ,
    Forza Italia ,
    Straje’

    P.S. Adesso per la Coppa America tifo Argentina …. i nostri cugini ….. anche per Lionel Messi, il miglior giocatore di tutti i tempi.

  • 9 Giugno 2019 in 13:37
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    Sicuramente è argentino il miglior giocatore di tutti i tempi ma attenzione, forse non è Messi…

    • 10 Giugno 2019 in 12:11
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      Crespo allora? Non dire maradona perchè allora il miglior sprinter al mondo è Ben Johnson…. chi la combina grossa con doping e droga deve essere radiato, non idolatrato…. e poi a quei tempi in campo era di gran lunga meglio Platini (rovinatosi poi all’UEFA per soldi, che tristezza!)

      • 10 Giugno 2019 in 15:09
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        Al di là delle valutazioni sulla cifra tecnica, talvolta mistica, dei soggetti in questione, condivido la sua analisi: in campo ci si va rispettando le regole. Se non vado errato, non mi pare che a Flachi siano stati offerti tappeti rossi sui quali sfilare, una volta che è stato colto con le mani nella marmellata. In effetti, da giornalista (anche se solo pubblicista), fatico a capire la logica del due pesi e due misure che ispira l’attività di alcuni miei colleghi.

        Un caro saluto e grazie per l’attenzione.

      • 10 Giugno 2019 in 16:12
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        Ogni epoca è diversa e tanti giocatori del passato sono stati a loro modo unici, Maradona è sicuramente stato tra i più forti di sempre.
        Era tossicomane, non dopato per migliorare le prestazioni sportive. Il paragone con Ben Johnson è improprio

        • 10 Giugno 2019 in 16:29
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          Se è vero, come è vero, che le droghe non migliorano le prestazioni sportive, è altrettanto vero che andare in astinenza non le renderebbe nemmeno possibili. Detto questo, le regole di quei tempi, e pure quelle di questi tempi, ne vietevano l’uso a uno sportivo. Fosse stato colto in fallo, avrebbe conosciuto la stessa sorte di Flachi, giustamente squalificato quando venne trovato positivo.

          • 10 Giugno 2019 in 18:54
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            Maradona si drogava già a Barcellona e lo cedettero anche per quello. Solo che in Italia evidentemente godette di protezioni importanti e non fece la fine di Flachi, Pagotto e Bachini velocemente radiati

  • 10 Giugno 2019 in 09:14
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    Oggi salutiamo intanto l’amico Tacopina che se ne torna con Modolo e Domizzi all’inferno da cui era uscito (con il contributo di uno sciagurato Canini, di avversari scansanti e di un calendario favorevole messo li da Gravina) per non venirne credo mai più fuori. Nella stessa giornata in cui anche il suo ex braccio destro Perinetti viene giubilato da Preziosi troviamo invece la Korrado family festeggiante. Visto anche il settore di provenienza mi sembra un Viperetta/Ferrero di casa nostra e anche li prevedo una storia molto breve. I soldi della cariatide non sono infiniti e cmq non sufficienti manco a gestire qualche serie B di medio livello.
    Tornando a noi, la prima cosa che spero nei prossimi giorni è che il ds faccia finalmente il suo mestiere cominciando a fare un pò di pulizia dei vari Vacca, Galano, Ceravolo e tutta la compgania cantante in giro in serie C che non trovi da dar via neanche per regalo. Oltre naturalmente a mettere giù RAPIDAMENTE almeno 4 punti fermi: un portiere, un difensore centrale, un regista, una punta da 15 gol. Sono le fondamenta di una squadra e noi mancano completamente. Quest’anno non c’è il pippein, non ci sono le cannelle che siamo una neopromossa, non c’è nemmeno Cordon, non c’è Cing Ciang, fino ad agosto non c’è nemmeno per fortuna Schianchi, quindi poche balle, cacciare un pò di pila, basta fare la figura sempre dei miserabili con le pezze al culo e inziiamo a dare una forma alla squadra senza arrivare sempre al 30 di agosto come dei postulanti con il cappello in mano.

    • 10 Giugno 2019 in 12:01
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      questa è la prova del nove , circa gli investitori esteri. NESSUNO ( ad eccezione di suning che ha UNA VERA ATTIVITA’ IMPRENDITORIALE DA LANCIARE IN ITALIA) mette soldi in Italia ma tutti cercano di portarne fuori. Ben venga una proprietà seria come questa , che forse non regalerà championm’s e promesse vuote, ma sicuramente terrà in ordine i conti. Poi se riuscissimo a fare come Percassi e Squinzi, tanto di guadagnato.
      Tacopina parlava di champion’ s league in cinque anni, sbandierava proclami e già quest’anno aveva allestito una squadra al risparmio. I risultati sono questi

    • 10 Giugno 2019 in 20:41
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      Parli di plusvalenza e vuoi il povero CAPUTO!!! hai un idea di quanti anni AHHHH….???
      Non sai nemmeno tu quello che vuoi ho che stai dicendo…

      Ciao VELENOSO.

      • 10 Giugno 2019 in 23:03
        Permalink

        Nicola indubbiamente i miei post sono.troppo complicati per te, non leggerli dammi ascolto.
        Perché ti vuoi complicare la vita leggendomi?
        Sono troppo complicati per te.
        Io di plusvalenze con Caputo non ne ho mai scritto.
        Potrebbe essere una plusvalenza con Pinamonti che
        è giovane ma all’attacco ci vuole proprio Caputo.
        È esperto,non vecchio ed è molto bravo e trequattro anni per me li fa comodi ad altissimi livelli.
        Chi vorrei all’attacco?
        Caputo Caputo e poi ancora Caputo ma se costa troppo per i “PIOCCIONI” andrei su Pinamonti.
        Costa troppo anche lui e allora andrei sulla
        BONA-nsea
        la bomber donna della Nazionale che nel vederla
        ti cade….la goccia, è uno spettacolo per gli occhi.
        Quando segna e le sue compagne vanno ad
        abbracciarla…..vorrei essere al loro posto.
        E chi non vorrebbe esserci?
        Nicola quando vedi sul sito questo nick name
        VELENOSO 😈 😈 😈 😈 😈 😈😈 😈 😈 😈 😈 😈
        Non leggermi te ne prego.
        Pussa via.
        Ci conto.
        Ciao

        • 10 Giugno 2019 in 23:20
          Permalink

          VELENOSO,
          Ok!
          Sarà fatto!!!

          FORZA PARMA…

  • 10 Giugno 2019 in 09:46
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    Buenos días todos ,
    Pensando de mi ultimo post …. Tenia idea que puede ser interesante escribir de mi experiencias viviendo en España como un ” Futbolero ” ( alguien que gusta el fútbol ) …
    Titulo 1 …. Época dorado de La selección Española de Fútbol …
    Eurocopa 2008 …entrenador Luis Argones ..” El Sabio de Horteleza ” que fue del equipo ( Athletico de Madrid ) siempre llamado aquí en España como un equipo Italiano por la manera como juegan . Cuando Luis ha cogido la Selección estaba muy inteligente …que no ha puesto su filosofía de fútbol de contra – ataque cuando tenia 8 – 9 jugadores del Barca …del Tiki – Taka …. y El ha dejado jugar en su manera con el centro campo controlado del mejor jugador Español – Catalán de todos los tiempos …. nada menos que Xavi Hernandez .. Un anécdota que Vosotros puedes pensar raro pero Yo he escuchado de Hinchas Españolas Del Real Madrid que quieren que estaba eliminado y no gana nada porque el bloque del equipo fue del Barca con un alto numero de jugadores Catalanes creado en el mítico Cantera ” La Masía ” diseñado de nadie menos que el Genio Johan Cruyff .
    Titulo 2 Mundial 2010 Mundial , entrenador Del Bosque …. El también estaba inteligente ha dejar jugar a la Barca .Así ha ganado su primer y única Mundial .
    Titulo 3 Eurocopa 2012 …. Ya ha hecho el histórico triplete , creo único del la historia de Balonpie Selecciones . Gracias del juego de
    ‘” tiki Taka creado en la Cantera La Masía en Catalonia .
    El Fracaso fue la siente Eurocopa del Del Bosque …. cuando el pensaba mejor cambiar el juego porque El pensaba que los otras selecciones han cogido la ” Matricula ” del juego Tiki – Taka ‘ . Que ha hecho El fue utilizar Diego Costa como delantero centro y intentar jugar el contra ataque y estaban eliminado rápido del competición . Yo tengo mis propio análisis di que ha pasado . Tenemos tener en miente que cuando estaba Fabio Capello entrenador del Real Madrid …Del Bosque estaba entrenando en la cantera del Madrid y Capello dejado su huelles en la manera de ver fútbol en el joven Del Bosque .., Tenemos solo pensar como los equipos Italianos mandaban en Europa …por ejemplo final Supercopa Europeo … Parma – Milan , ganado de nuestro querido Parma .
    Hasta la próxima ,
    Straje’

  • 10 Giugno 2019 in 10:21
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    Se Saputo prende da quello strozzino di Adl Scansinglese (a proposito ma è in ferie con il tutore alla cavilglia o finito il campionato è guarito?) dimostra di cacciare grano vero dopo i riscatto di Soriano, Sansone, Orsolini e il ricco rinnovo del serbo. La stessa piccola Spal caccia grano (petagna l’anno scorso, caputo ora). Ora al di là di quello che si legge (che è sempre da nettare ovviamente) l’impressione che noi diamo è sempre quella di essere dei poveri cristi in fila davanti alla mensa di padre Lino. ANche la stampa nazionale parla semopre di bagget da far quadrare, di centesimi da risparmiare, etc.. Non mi stancherò mai di dire che a livello di immagine fa schifo, ma quale azienda si presenta come un postulante micragnoso?Si possono fare le stesse cose, ovvero attezione ai numeri etc. ma dando all’esterno un’immagine diversa. Ma qualcuno si rende conto che siamo lo zimbello dei giornali che ci dipongono come gli accattoni della serie A che dipendono dai prestiti di Napoli e Inter?

  • 10 Giugno 2019 in 11:02
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    Non mi direte che la migliore della Nazionale femminile di calcio.la BONA-nsea che ieri ha segnato ai campionati del mondo due gol strepitosi sia peggiore di Ci-ano.
    Lei è nettamente più brava
    Sarebbe un ottimo acquisto per il Parma
    Faggiano non lasciatela scappare anche se so
    che tua moglie e un po gelosa….

    • 10 Giugno 2019 in 13:22
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      Classico esempio di “non notizia”: il Parma di cui i cinesi detengono una quota di minoranza rientra ancora in qualche modo nell’orbita hope group, così come la squadra di Minnesota. Delle altre hanno invece la quota di maggioranza.

      • 10 Giugno 2019 in 17:55
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        Oltre ad essere una “non notizia” contiene pure delle “cavolate”, inserire i minnesota timberwolves tra le 5 squadre di football della Hope Group, mi pare un esercizio di fantasia notevole, oltretutto ad inizio anno la quota dei Timberwolves, in loro possesso, è stata ceduta al socio di maggioranza della franchigia, generando una discreta plusvalenza, stessa situazione che a mio parere si ripeterà, per loro, a breve anche con il Parma Calcio.

  • 10 Giugno 2019 in 11:26
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    Davide,

    se speri di incavartene di VACCA, GALANO, CERAVOLO…

    (ben una TRENTINA) stai fresco…..

    sono tutti “amici di merende” dell’amato DS…..

    Questi sono i debiti….da saldare…..

    • 10 Giugno 2019 in 12:07
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      Un tempo non lontano era chiamata pesca a strascico a causa dei numeri impressionanti di calciatori coinvolti ma anche questa caccia al gtiocatore di serie C o D per patrimonializzare la società non è da meno. Oltre tutto non credo serva a nulla vista la buona salute della società. Porti a casa giocatori , sperando di rivenderli un giorno che diventeranno fenomeni, sapendo di non utilizzarli mai in prima squadra. Portassero Brunori Sandri in ritiro sarebbe già un buon risultato ( per inciso so che lui è un buon calciatore ma non so se sia da serie A). La verità è che i tempi della politica chievo dei primi anni 2000 sono passati e questa acquisizione porta spesso solamente stipendi in più da pagare, visto che tra premi di valorizzazione e società inadempienti ti sobbarchi nuovi costi. Per chi ha la memoria più lunga, il Parma perse la licenza uefa e cominciò il tracollo per il mancato versamento dei contributi di Prestia e altri giocatori dati in prestito. Possibile che i ds non si evolvano mai?

      • 10 Giugno 2019 in 15:52
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        anche commissioni da pagare

  • 10 Giugno 2019 in 11:38
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    Intanto è ufficiale. Avendo noi uno stadio di proprietà moderno, con tutti i comfort, parcheggi sotterranei di facile accesso è giusto affittarlo al povero Percassi, al Bocia e alle sue orde alcoliche (i bempensanti che abitano in zona si muniscano di candeggina per nettare le orinate). Anche perchè quando:
    – Il primo cittadino si leverà dai maroni;
    – Il municipio prenderà una decisione;
    – La società avrà un progetto;
    – Qualcuno caccerà i soldi
    Anche noi avremo bisogno di uno stadio in affitto durante i lavori al Tardini. Peccato che le 4 condizioni di cui sopra sono una utopia.

  • 10 Giugno 2019 in 15:08
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    Al di là del portiere che se anche non resta e ne viene un altro non me ne frega nulla ma quando sento dire che 4 milioni per riscattare Sepe sono troppi viene voglia di chiedere a ADL di diventare il Bari2 o al Cing Ciang coi soldi ovvero quello dell’Inter di diventare Inter2. Tanto più o meno se dobbiamo sopravvivere solo con le elemosine del produttore cinematografico e del Cing Ciang coi soldi dell’Inter…

    • 10 Giugno 2019 in 15:28
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      Parlare di elemosina e di sopravvivenza al cospetto di una proprietà che in meno di 4 anni ci ha riportato ai vertici del calcio italiano, il tutto senza intoppi sulla tabella di marcia e senza mai soffrire particolari problemi di classifica, mi sembra come minimo irriconoscente. Dobbiamo toglierci dalla testa l’idea che si debba avere tutto e subito: guardate la Juventus – che pure dispone di un arsenale economico e finanziario impressionante se rapportato al nostro – quanto tempo ha impiegato prima di ritornare a recitare il ruolo che più le si addice in campo nazionale, ovvero quello di dominatrice. E per quali strettoie abbia dovuto passare: i due settimi posti consecutivi adesso sembrano preistoria, ma ai tempi parevano una dimensione da cui sarebbe stato difficile allontanarsi, almeno a breve termine. Bisogna dare tempo al tempo e a questa proprietà. Il prossimo anno, passatemi il ragionamento un po’ forzato, sarà il primo vero anno di serie A, quello più difficile e impegnativo sotto certi aspetti, perché dovrà essere quello del consolidamento. Sbagliare la prossima stagione, magari spendendo e spandendo senza criterio per inseguire obiettivi più grandi di quelli che ci possiamo permettere, equivarrebbe a vanificare il gran lavoro delle ultime 4 annate. Francamente, ne vale la pena?

  • 11 Giugno 2019 in 08:50
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    Vale la pena fare di tutto per mantenere la categoria e come abbiamo visto è molto diffiicile e se non spendi te lo sogni. La Spal l’anno scorso ha dovuto cacciare del grano vero e ha fatto alla fine 43 punti e senza i 6 punti contro di noi e senza la partita finta con la uve sarebbe retrocessa. Quindi occhio a fare le robe ad minchiam pioccionando come a gennaio o si torna dal via come Tacopina.

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