CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL NUOVO CHE AVANZA O IL VECCHIO CHE ARRANCA?

gianni barone(Gianni Barone) – Leggendo tutte le mattine i giornali che parlano del PARMA, mi verrebbe voglia di dire a tutti i gazzettieri, di Parma o dello Sport che siano, che io Kafka lo leggevo già a tredici anni: quindi giunto alla mia età – sono ormai un uomo di 60 anni – non mi va di sentirmi dire che è e sarà un PARMA nuovo, nuovissimo sul piano del gioco, quando poi, con le cautele del caso e con tutte le attenuanti dovute al periodo, assistiamo a partite come quella giocata contro i turchi, in cui, come diversi nostri lettori dello spazio commenti hanno sottolineato, si è vista una squadra molto simile, se non uguale, nei concetti (è molto di moda parlare in questi termini) rispetto a quella vista – e a tratti ammirata, non bisogna nasconderlo – nelle passata stagione. Non si capisce il perché si debba, a tutti costi, stravolgere e gettare alle ortiche quanto di buono si è fatto, in nome di un nuovismo che è ancora tutto da scoprire e da capire se potrà attecchire e funzionare anche dalle nostre parti. Morto e sepolto il tikitaka anche presso il suo massimo esponente, Guardiola, divenuto pep guardiolaanch’egli, nel tempo, più saggio e più flessibile, ora si guarda a chi ha (a scritto a macchina) vinto l’ultima Champions, il Liverpool, come un modello vincente, da imitare ad ogni costo, anche alle nostre latitudini. Che continuino a strillare, i gazzettieri di cui sopra, con le tante novità del gioco del Parma, prossimi a venire, ma noi anche alla luce degli ultimi test, diciamo che certe cose bisogna farle fare agli altri, noi “simmi seri”, simmo o Parma, come direbbe nel suo “A livella” il Principe de Curtis, in arte Totò: noi certi concetti (tiè, siamo anche noi all’avanguardia), di gioco offensivo, viste le conferme di Gervinho ed Inglese, e l’arrivo di altro giocatore veloce come Karamoh, ce li teniamo ben stretti, possono sempre e ancora sortire effetti positivi nel prossimo torneo. Fare la partita e non subirla, come qualcuno discetta, non sempre si riesce a farlo, a volte si è costretti a subire, vista la superiorità territoriale avversaria, e quindi per l’uscire dall’impasse (o dall’Enpas) e dal buco, grazie al buon piede del portiere Sepe, nel rilancio, non dimenticare la lezione del vecchio calcio che non è calcio vecchio, potrebbe servire eccome. Però l’estetica ci vuole: il calcio è un gioco, la palla bisogna pur giocarla (1+1=2, al posto! mi sgriderebbe Don san benedettoMacchi), toccandola anche mille volte, se occorre; bisogna muoverla, come ammoniscono i santoni, anche nei Settori Giovanili, siamo d’accordo, muoviamola questa benedetta palla, ma per carità, facciamolo, quando siamo il più lontano possibile dalla nostra area e dalla nostra porta. Vedere il possesso palla partire dalla propria area, per affermare che il nostro gioco parte dal basso, fa venire l’orticaria o le ragadi anali: voglio vedere quanti riusciranno a farlo quando il pressing aumenterà, e quanti santoni, modernisti, futuristi post-moderni, continueranno a d'aversa fine ritiro 21 07 2019predicarlo. Continuiamo ad essere seri, realisti, anche esistenzialisti, essenzialisti: facciamo ciò che sappiamo, ciò che riusciamo a fare bene, fuori dalle mode e dai modelli (più o meno formativi), facciamo calcio semplice, con pochi precisi movimenti, non inseguiamo chimere di gioco o falsi miti di calcio propositivo. Il calcio propone sempre qualcosa, anche quando si calcia lungo e si cerca la spizzata del centravanti che innesca la volata dell’attaccante veloce: tutte cose, che il PARMA, possedeva e possiede tuttora e che talvolta, servono molto di più di un prolungato, stucchevole, fine a stesso e noioso possesso palla. Siamo e saremo sempre alle solite: si parlerà ancora di giochisti e di risultatisti e non catenacciari, per carità, nel nostro campionato, anche se non c’è più Allegri che allegri slides’incazza, ci sarà qualcun altro che lo farà, almeno speriamo sia cosi, perché altrimenti sai che noia, con il pensiero unico di un calcio tutto uguale, ben vengano le diversità, come si urla in altri ambiti, e anche in quei casi c’è sempre, per fortuna o purtroppo a seconda degli orientamenti, chi s’incazza. Lasciamo a tutti la libertà di esprimersi, secondo le proprie inclinazioni, anche nel calcio, sempre per evitare omologazioni e scopiazzamenti deleteri, lasciamo credere ad ognuno di essere unico nell’interpretare il proprio ruolo. Non imponiamo, neanche mediaticamente nulla, e non continuate a farci leggere Kafka, e farci credere che il crocefissoSignore sia morto per il freddo ai piedi, per quanto gli stessi siano divini. Parliamo di un Parma che cambia negli uomini, ma che è alla ricerca di una sua identità precisa. E’ arrivato Brugman, un buon giocatore, che ha fatto poca serie A, ma un’ottima serie B; come Hernani che sa fare sia il regista (un po’ sui generis) che la mezzala d’inserimento: con lui il reparto si rinforza molto ed è, anche numericamente a posto. La difesa invece continua ad aspettare Godot-Pezzella, che non arriva, per resistenze da parte dell’Udinese: se devo dire la verità tutti lo invocano, ma non penso sia il titolare giusto per la fascia, in quel posto; penso che per l’equilibrio tattico sia ancora indicato, il titolare dell’anno scorso cioè Gagliolo. Per quanto riguarda, invece il ruolo di difensore centrale, credo che i centimetri di FABIO CERAVOLO DOPO PARMA TERNANADermaku, possano servire: non lo lascerei partire. In avanti oltre al trio titolare, ancora non sono chiari i piani, Baraye e Ceravolo (e la sua morosa come direbbe l’influente profeta ed influencer influenzato Morosky), richiesti da tutti, però ancora stabilmente in ritiro e in organico. Se partiranno, chi arriverà?, si chiede il tifoso medio? E Siligardi? Anche lui, dato sempre partente, potrebbe risultare utile (vedi l’atto d’imperio di un anno fa del presidente non ancora nominato Pizzarotti), anche perché in giro c’è poco, non è che ci sia qualcosa di meglio. Poi parliamo anche di tutti gli altri ancora tesserati e non utilizzati, messi insieme potrebbero fare una seconda squadra da iscrivere, come la Juve Under 23, al campionato di C, anche se sappiamo che idee del genere sarebbero, ancora, pesca a strascicoal momento, controindicate per un club come quello Crociato: però, in futuro, vista l’abbondanza, un pensierino, chissà, tanto per non farsi mancare niente, per essere all’avanguardia, e per rappresentare un modello da imitare da parte degli altri. Questa sarebbe la frontiera, o per lo meno lo era nelle intenzioni di qualche dirigente federale oramai in quiescenza, per evitare i soliti campionati Primavera 1 e 2, che sembra sia acclarato, non facciano crescere più di tanto, i giovani, dal punto di vista del temperamento, le famose forsa, grinta e cativeria, predicate dai nostri vecchi maestri al Montanara. Per evitare di avere giocatori tutti uguali, fatti con lo stampino, i famosi polli di allevamento, come li definiva Massimilano Allegri, che viene ancora citato anche se non è presente, per il momento, ai massimi livelli. Chissà, se  i primi avversari del PARMA, avranno modo di rimpiangerlo o se il sarrismo e tutto ciò che ne deriva  prenderà anche loro, oltre ai già contaminati gazzettieri di cui sopra. Mi dispiace non aver partecipato ai commenti sul calendario, ma purtroppo avevo esaurito tutti i luoghi comuni, banalità e cazzate possibili. Mi dispiace tanto. Alla prossima beccata, si spera, il Commissario permettendo. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

8 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / IL NUOVO CHE AVANZA O IL VECCHIO CHE ARRANCA?

  • 31 Luglio 2019 in 14:54
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    Io Pezzella lo lascerei dove sta e prenderei un profilo più solido. È la brutta copia di Di Marco. Ceravolo temo che sia come Icardi e fino a giugno 2020 rifiuterà tutte le destinazioni.

  • 31 Luglio 2019 in 15:15
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    Sono perfettamente d’accordo:

    IL SISTEMA ED IL GIOCO dei Crociati
    rimarranno’ tali e quali come lo abbiamo visto fino ad ora..

    abbiamo migliorato molto in qualità e ne beneficeremo da centrocampo in su …zona gol compresa ..

    per il resto nessuna novità…

    rinvii lunghi di Sepe e, al pu elt la ciapa …

  • 31 Luglio 2019 in 15:58
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    Su pezzella – gagliolo sono d’accordo, il resto, vista la stima, un po deludente stavolta: 1 non mi dica che spera ancora di trovare spunti dalle gazzette, magari un occhiata al bar o grazie al vicino in spiaggia ma pura curiosità che va subito a scemare 2 troppo netta la distinzione e i muro contro muro non mi entusiasmano mai: quella dello scorso anno è un ottima base, a parere mio prima cosa è sempre la solidità difensiva ma al tempo stesso è pur vero che bisogna crescere in diversi aspetti, crescere in continuità non cercare qualcosa di opposto o peggio ancora inadeguato alla rosa di cui si dispone. Tanto per dire, ad esempio, buttare via la palla meno spesso

  • 1 Agosto 2019 in 00:07
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    Guardiola no ha cambiato ….sempre la stessa manera di giocare .. In Bayern e Man. City …. differenza di su Barcelona no aveva Messi , Xavi , Iniesta Busqutts ecc. ecc … Questa anno ha vinto giocando in su manera di sempre un triplete in Inghilterra … dove gioca un calcio fisico di contra ataque …
    Tutte le Nazionale Spagnole giocano il ” Tiki – Taka” basato in il gioco di Barca …. vedi il sub 19 e sub 21 quest anno …e no dimenticare che hanno vinto giocando a la Barca …Copa Europeo , Mondiale , Copa Europeo ….
    P.S. mi ha fatto molto male ….sub 21 queste estate …Italia aveva una squadra molto forte
    ( come un base forte per il 1 Nazionale in il futuro )…poteva vincere il titulo ..purtroppo il biscotto di Francia e Romania

  • 1 Agosto 2019 in 07:27
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    Premesso che è solo la preparazione estiva e quindi non si possono dare giudizi sommari, però mi pare che la qualità della rosa sia leggermente migliorata, soprattutto a centrocampo. Questo sta ad indicare che ci si aspetta una maggior qualità nel gioco da parte nostra, pur rimanendo all’interno del solito schema di gioco.

  • 1 Agosto 2019 in 09:32
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    A me non dispiacerebbe il ritorno dei due giovani cavallini interisti:

    pareva che dovessero andare chissà dove e, di fatto, sono ancora ad Appiano Gentile ..
    parlo di BASTONI e DIMARCO ….che l’anno scorso hanno fatto bene ..
    un altro anno a giocare …e, intanto , si cresce …

  • 1 Agosto 2019 in 16:06
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    L’unica differenza attualmente è il centrocampo con un po’ più di possibilità, la difesa per il momento senza Di Marco, Bastoni e Sierralta è da vedere se verrà rifatta per lo meno della stessa qualità, non considero Laurini e Dermaku delle migliorie, in attacco la riserva della punta dovrebbe essere meglio dell’anno scorso e Karamoh non so se renderà più di chi c’era prima, per quanto riguarda il gioco penso proprio che i giornali possano scrivere quello che vogliono, ma con Kafka o senza Kafka, tutti i tifosi sanno che non cambierà niente.

I commenti sono chiusi.

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