martedì, Maggio 28, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MEGLIO IL DUBBIO O LA CERTEZZA?

gianni barone(Gianni Barone) – Il Professor Bellavista nato dalla magica penna dell’appena scomparso Luciano De Crescenzo (un grande in un mare di ottusi), diceva “Questo è il bene (e disegnava un punto interrogativo “?”) “e questo è il male (e disegnava un punto esclamativo “!”). Per dire che il bene è un dubbio, mentre da quelli che hanno certezze, una fede incrollabile, bisogna starsene accuorti (parole sue, di Bellavista, che così parlò), e, a volte, di loro bisogna mettersi paura. Tradotto alle nostre latitudini calcistiche, fuori da metafore filosofiche, non lasciamoci attrarre da tanta sicurezza: coltiviamo, nei giudizi e nelle aspettative, un briciolo di dubbio su quello che sarà il PARMA prossimo venturo. Le manovre della società hanno rincuorato tutti, hanno spiazzato gli scettici e hanno infondato certezze che fino a qualche settimana fa, erano ben lungi dall’essere accarezzate o prese in considerazione. Quelle certezze punto interrogatvo ed esclamativoche spingono verso l’ottimismo trovano conferme nelle dichiarazioni di D’Aversa, finora uno dei pochi tecnici di serie A soddisfatti dal mercato condotto dalla propria società. Contrariamente al suo amico Antonio Conte, che all’Inter, spara bordate d’insoddisfazione tutt’altro che nascoste, il tecnico gialloblù, quando afferma “La società fino adesso ha lavorato in maniera eccellente, perché mi ha dato la possibilità di provare già dei meccanismi all’interno di questo gruppo”, va senz’altro in controtendenza con molti dei colleghi di serie A, che possono, tra droni e tecnologie varie, ritenersi non aiutati nel lavoro, dai movimenti in entrata in uscita compiuti dalle loro rispettive società. Da Sarri a Giampaolo, passando per Fonseca, Ancelotti, Montella, fino arrivare al più irritato di tutti, Conte, appunto, non possono certo avere le certezze finora avute, dopo la prima fase di ritiro, da D’Aversa. Quindi PARMA, di nuovo dopo tanti anni, Isola felice? O è presto per affermarlo? Ma in attesa degli sviluppi della seconda fase di preparazione, avere oltre a qualche certezza, in barba a Bellavista, cultore del dubbio, potrebbe agevolare, non poco, il lavoro di costruzione di una squadra, che a detta di molti, dovrebbe essere – oltre che nuova in alcuni elementi della rosa – sicuramente nuova anche nel modo di proporsi prof sassaroliin campo, in poche parole, nel gioco, senza orma di dubbio. Ahiaiahai, il dubbio che viene cancellato, allegramente, e di peso, dopo solo pochi giorni di preparazione, e dopo qualche amichevole, condotta a ritmo ancora blando. Però la maggioranza gongola e non bada a quelle che potranno essere le difficoltà future, con eccessiva apprensione. Quindi in attesa che il nuovo gioco, da tutti invocato ed intravisto esploda, lasciamo che i nuovi dimostrino appieno le loro potenzialità. Già sentire il tecnico, solitamente non avvezzo a giudizi sui singoli, parlare di un giovane come l’ex atalantino Kulusevsky, in termini più che positivi, è da considerare sicuramente di buon auspicio su quello che sarà guidizio sul reale valore tecnico dell’organico, messo a disposizione. “Quest’anno la società sta operando per fare si che, nel momento in cui ci possano essere delle assenza, questo non vada a discapito del rendimento della squadra”, così dicendo D’Aversa, ha ribadito le sue convinzioni, lontane anni luce, sempre, in questo periodo, da quelle del suo caro amico e collega Conte, che dopo aver accantonato, dal suo progetto tecnico, con pesanti ricadute al ribasso in termini economici, due mostri sacri come Icardi e Nainggollan (molto deprezzati nell’operazione), si può permettere (non sappiamo fino a quando) di rinunciare anche a Perisic, conte agghiaccianteritenuto anch’egli inidoneo al suo gioco. Accidenti, anzi agghiaggiande. Ma gli affari degli altri vanno tenuti solo come paragone per meglio evidenziare, la chiarezza della situazione, una volta tanto, che si verifica dalle nostre parti. Tutto va bene, al momento, fra arrivi che soddisfano e partenze, che lasciano qualche dubbio (oh, finalmente!: Bellavista è accontentato), tipo quella di Dezi, definito, sempre da D’AVERSA, “grande professionista che sta dimostrando, dentro e fuori dal campo, di meritare anche di restare qui”. Della serie si può sbagliare tutti, nelle valutazioni e nei giudizi, limitatamente allo scorso anno, al pari di quei critici un po’ ottusi, che vedevano catenaccio, sempre limitatamente allo scorso anno, dappertutto. Quest’anno i critici meno ottusi che seguono le vicende giurano che sarà un altro PARMA, con un nuovo volto tattico, inserimenti, pressing alto, difesa meno bassa, e jacopo dezi prato allo stelviovia discorrendo, le stesse cose che si descrivono negli altri ritiri, in quello del novello Sacchi Giampaolo al Milan, o in quello della Juve di Sarri, che farà possesso palla già nelle propria area (vista la nuova regola del rinvio con palla che deve più uscire dai sedici metri per essere rimessa in gioco) o in quello della Roma, dove il nuovo santone portoghese Paulo Fonseca predica intensità, intensità, intensità, straordineria, direbbe il solito Arrigo, sempre di moda e sempre tirato in ballo per questo tipo di occasioni. Anche in questo caso zero dubbi in materia e in proposito, quelli vengono lasciati ai soliti ottusi, che li coltivano e che mai e poi mai si scorsport-mihajlovicarebbero permessi di rivelare, in anticipo, per dare il buco agli altri, una notizia delicata, confidata loro in via amichevole. Nel calcio certe commistioni non dovrebbero esistere, ma purtroppo sono all’ordine del giorno, oggi come ieri, il giornalista complice del giocatore, del direttore sportivo, dell’allenatore, del procuratore, è molto ricercato, perché sfrutta presunte (o false) amicizie per i propri scopi personali o di testata. Gli altri, quelli ottusi del catenaccio, pieni di dubbi, e senza amici, sempre ai margini, mi raccomando, poi non ne parliamo di quelli che non baciano l’anello, o che fanno domande, giudicate del cavolo, per loro non resta altro che l’oblio. Altro che vacanze di lavoro, al fianco di Vip della pedata di ieri, o di oggi, a Ibiza, Formentera o Sabaudia: per loro un piccolo aperitivo nel bagno economico di Marinella di Sarzana o giù di lì con un bel selfie a ricordo con le labbra a guisa di culo di gallina. In questo caso non ci sono dubbi le categorie sono due gli uomini di amore e di amicizia, senza libertà,  da una parte e gli uomini di libertà, senza amori e senza amicizie, dall’altra, perché le 5 categorie sciasiane del Giorno della civetta: quelle di, uomini, mezzi uomini, ominicchi, piglianculo (o ruffiani) e quaquaraqua, sono forse un po’ troppo impegnative per il calcio di oggi. Qui al posto delle civette ci sono, solo,  molti cornaccioni… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

24 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MEGLIO IL DUBBIO O LA CERTEZZA?

  • La società ha operato benissimo non solo per avere acquisito in proprietà (e questo va ben sottolineato) tutti i principali obiettivi di mercato, ma anche xké li ha messi a disposizione dell’allenatore con più di un mese di anticipo rispetto all’inizio della stagione in modo da farli trovare pronti e integrati sin dalla prima partita (si vedano al proposito le giuste lamentele di Conte ancora senza una prima punta di ruolo in rosa…. ovviamente tolto Icardi x i noti motivi).
    Quello che manca sono per lo più dei rincalzi, uno per reparto (difensore sx, centrocampista/regista, esterno di attacco di piede destro da schierare a sinistra). Poi attenzione alle occasioni perché negli ultimi giorni potrebbe essere disponibile qualche esubero eccellente delle grandi non ancora sistemato (es. Ounas) o qualche giovane bisognoso di spazio…
    Vorrei inoltre perorare la causa di J.Mauri, bravissimo giocatore e ragazzo serio, che in seria A può giocare tranquillamente da titolare in almeno 3/4 dei club. Un mistero che sia svincolato… io al Parma lo prenderei senza se e senza ma.
    Sempre e solo forza Parma

    • mauri? mo mama,,, è alto 1 c. e un barattolo… E l’anno del fallimento si era fatto compatire…

    • Ottusangolo

      Sperema ed no. E’ un miracolato, balordo come pochi, potrebbe si e no giocare in eccellenza. A Parma tutti lo godono ma non hanno capito che e’ scarsissimo, se per 5 anni non ha mai giocato titolare ci sarà un motivo. Non e un incompreso e decisamente mediocre.

      • Se avete letto il libro di Lucarelli capirete perchè sarei molto sorpreso di vedere ancora costui a Parma.

        • Anno 2015,
          Mauri,19 enne, ha un contratto da giovane professionista col Parma
          ( tra i 40 ed i 60 mila euro anno ): non prendono soldi da un tot di mesi…
          la società fallisce…
          un ragazzo, agli esordi cosa dovrebbe fare ???

          I big potevano concedersi il lusso di non prendere quegli stipendi, lui non fu d’accordo e non accettò..
          i soldi non li prese cmnq….
          e, da svincolato, se ne andò al Milan..
          o doveva seguirci in serie D…
          ..
          ma come si ragiona ??

          • Condivido, alla fine prendeva come un normale dipendente, magari non prendendo soldi è anche stato in difficoltà, leggendo il libro non capivo perchè Lucarelli l’ha così colpevolizzato, poi tecnicamente parlando anche io ho i miei dubbi che possa giocare in A, ha giocato talmente poco.

  • Mauri l’è balord

    • monaco parmigiana

      hai ragione, qui ci sono balordi come pochi nel giudicare:mauri non ha tempi e visione di gioco, porta palla e la perde, non è incontrista e non è bravo di testa, non sa giocare con la squadra è sempre fuori posizione. Insomma, nessun fondamentale, eppure lo godono tutti

  • Non sono d’accordo con i giudizi su Mauri, l’anno del fallimento fu uno dei più positivi segnando anche un gran gol alla Juve (una delle poche sconfitte della Juve di quell’anno).
    Poi è vero che non ha un fisico come Pogba, ma tecnicamente è un buon elemento ed in una squadra come il Parma, preso a parametro zero, ci può stare benissimo, tenuto conto anche della sua relativamente giovane età.
    Sono curioso di sentire il pensiero di Moroski

    • Bravo …LG ..Esta chiarissimo ….c’e’ quelcosa che dimentica persone qui … …
      Questa cosa e’ D’AversA …. Nostro Mister sa come lavorare con i giocatori e prendere il migliore di Loro … se per caso viene Jose Mauri con Noi …fa bene …ansi benissimo …pero in fondo e’ una cosa di tutti due Big Dani e D’AversA

    • Ciao LG,
      chiamato in causa e premesso che il mio parere ha poco valore ( non essendo il vangelo del calcio ), dico semplicemente come la penso:

      il Mauri che è andato via da qui, nel 2015, 19 enne, era un bel giocatorino che in Serie A ci stava così come ci starebbe pure adesso…

      ha giocato pochissimo, quasi niente nel Milan ..ma se fai un centrocampo muscolare lui sparisce…

      A ME PICEREBBE, svincolato, 23 anni….ha già masticato il calcio che conta, ha gli attributi, corre, lotta e mena….

      quello che hanno fatto l’anno scorso i vari
      DEZI, MACHIN, DIAKHATE’ , STULAC e SCOZZA …
      secondo me lo avrebbe fatto anche lui….

      io direi SI ma non credo che lo prendano …

      • Il Linguista

        Mauri è del livello dei vari Machin e Dezi , quindi se devo rimpolpare numericamente il centrocampo piuttosto mi tengo uno di questi che ho già in casa.

      • Il Linguista

        Poi io ho una mia personalissima e opinabilissima opinione: nel calcio se non arrivi al metro e 65 o ti chiami Gianfranco Zola o vai a fare un altro sport…

      • Grazie x la risposta!!
        Concordo che non può essere un titolare ma come dici bene è giovane, sicuramente al Milan avrà acquisito esperienze e capacità allenandosi con giocatori di livello alto e poi è uno che corre lotta e non molla mai… per cui a parametro zero un pensiero lo farei, visto le probabili partenze di Dezi e Stulac, Diakhate è andato in prestito in Belgio e Scozzarella non ha molte partite nelle gambe in un anno.
        Sempre e solo forza Parma

  • Ludovico il Moro

    Penso che sia arrivato il momento di BATTERE CASSA.

    Diciamo che sotto a libretto ci sono ancora dei calciatori,

    sono buono, che dovrebbero andarsene….

    “Ometti” che pur di continuare a farsi STIPENDIARE dal Parma,

    rifiutano qualsiasi situazione…..vedi NOCCIOLINI….

    è ora che vada in altri lidi….

    • Siberianhusky

      I contratti si rispettano. Il Parma è una società sana che paga puntualmente gli stipendi, è normale che prima di andare a giocare in Serie C un calciatore voglia garanzie. Nessuno lavora gratis rinunciando ad un contratto sicuro

      • Esatto. Ci sono carovane di squadre di B e C che finanziariamente sono molto malmesse, rischiano di saltare da un momento all’altro, cosa che puntualmente accade ogni anno.
        La Regia senza i 10 ripescaggi col piffero che giocava in C, poverini.
        E questi giocatori ci pensano 3 volte prima di andare via da un posto dove lo stipendio lo prendono di sicuro.

  • Ovviamente il dubbio su come sarà questo nuovo Parma di D’Aversa c’è, però adesso il mister non ha davvero più scuse. La rosa è nettamente migliorata rispetto alla scorsa stagione e quindi sta a lui farla girare al meglio.

  • Ludovico il Moro

    Siberianhusky ti sembra una cosa logica che Nocciolini abbia
    uno stipendio da serie A?
    Se ha un minimo di dignità…si svincoli e vada….

    • Nocciolini ha uno stipendio da serie B ed è frutto di un contratto, I contratti vanno sempre rispettati se un calciatore non ritiene opportuno rinunciarvi anche in parte è un suo sacrosanto diritto. Allo stesso modo non sono d’accordo che un calciatore dopo una buona stagione chieda un aumento dell’ingaggio, i contratti andrebbero sempre rispettati da ambo le parti.

    • Siberianhusky

      A me hanno sempre insegnato che i contratti, liberamente sottoscritti dalle parti, si rispettano. Quello di Nocciolini non fa eccezione. Ti dirò di più, io non lo avrei mai ceduto perchè se serve un giocatore in grado di fare 10-15 minuti sparati per pressare alto lui va benissimo. Adesso che in lista gara vanno in 22, uno specialista utilizzabile in spezzoni di gara per situazioni particolari fa sempre comodo. Mica gli devi affidare l’attacco …. , lo utilizzi unicamente per difendere un risultato nei finali di partita dove la tecnica ha molta meno importanza della corsa

    • Sono sicuro che se lei avesse un contratto di 3 anni in un’azienda e nel suo ruolo arrivasse uno più capace, strapperebbe in giornata il contratto e andrebbe da un’altra parte a prendere un terzo dei soldi. Per me Nocciolini non ruba niente a nessuno, ha firmato un contratto in accordo con l’altra parte, non c’ero ma non credo che il Parma abbia sottoscritto il contratto sotto la minaccia di armi, più probabilmente in quel momento l’hanno reputato opportuno sapendo i costi in prospettiva e l’inutilità del calciatore in serie A.

  • Il mercato del Parma direi che per adesso è molto soddisfacente e sulla carta la squadra c’è e può giocarsela con tutti, parlo della seconda metà della classifica ovviamente.
    Voglio sperare, e credere, che ci sia però “sotto qualcosa”.
    A parere mio c’è un cambio societario in vista, per il momento nessuno ne parla ma quando cominciano a girare dei soldi o dei riscatti forzati, significa che probabilmente si sa di avere le spalle coperte. Da chi non lo so e credo che lo vedremo presto.

    Mi auguro davvero che il mega-catenaccio dell’anno scorso possa essere messo da parte.
    Nessuno pretende le geometrie del Barcellona, prima di tutto i punti, ma neanche una squadra tutta chiusa in area ad aspettare le ripartenze di Gervinho e Inglese.
    Sulla carta quest’anno c’è modo di giocare in modo molto diverso e più propositivo.

    • Per me la spiegazione della società è credibile, hanno un piano triennale per rendere appetibile la società ad eventuali compratori, questo include creare un parco giocatori, le spalle coperte per questo progetto triennale le si hanno con gli attuali proprietari.
      M

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