CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MODELLO REDS? MODELLO ATALANTA? CHE NE DITE DEL MODELLO GIUDITTA?

gianni barone(Gianni Barone) – Abbiamo sentito parlare molto, negli ultimi giorni, di modelli, per quanto riguarda il gioco del PARMA: tutti concordi nell’affermare che il modello da imitare sia quello del Liverpool, mentre per quanto riguarda la gestione societaria, il suo consolidamento, i suoi sviluppi, non ci sono dubbi ma certezze (e il professor Bellavista chioserebbe: statevene accuorti!), per raggiungere gli obiettivi prefissati nel lungo periodo, tutti d’accordo, che quello universalmente da rincorrere sia quello dell’ATALANTA, ora più che mai in auge. Tutti d’accordo, in questo clima d’entusiasmo e soddisfazione, nessuno che a parole, ora, magari a parte tali Luca o Davide o Ludovico il Moro (da non confondersi col nostro Morosky) remi contro: saranno contenti i diretti interessati alle vicende calcistiche e societarie del club crociato. O  no? Eh? O no ? Il modelli servono per crescere, per identificarsi, per costruire programmi, ma a volte allontanano l’attenzione dalle singole realtà, dei vari club: credere di vedere tutto il bene da una parte, per crescere, e tutto il male dall’altro, per non farlo, potrebbe non sempre essere utile alla causa, perché se è chiaro che l’andamento delle ultime operazioni porta verso certe direzioni – e cioè quelle che vanno dal parma calcio settore giovanile 2019-20 presentazione 23 07 2019consolidamento con l’acquisizione di giocatori di proprietà, fino alla creazione di giocatori, fatti in casa, o scovati, con attenta operazione di osservazione (scouting per gli addetti ai lavori) – ciò che ancora non è chiaro è quali saranno gli orientamenti prossimi per riuscire a raggiungere tali obiettivi. Soprattutto la scoperta di talenti giovani, di casa nostra e d’oltralpe, come sarà effettuata? Perché sinora, alla luce anche dei proclami, fatti in sede di presentazione del Settore Giovanile, qualcosa ancora non è chiaro.  Quando e come si arriverà ad avere giovani, nati e cresciuti nel settore giovanile, o scovati attraverso lo scouting internazionale, da far crescere, da far esordire in prima squadra per poi riuscire anche a barillavendere (e non solo comperare come accaduto nella presente sessione, per esempio proprio dal “modello” Atalanta) per ricavare quelle famose plusvalenze che, nel calcio dei piccoli club, come il PARMA, rappresentano linfa vitale per la sopravvivenza ai massimi livelli? Aldilà delle parole, delle promesse, dei proclami, e dei modelli da imitare, finora i fatti, al quinto campionato dal Nuovo Inizio, non hanno ancora prodotto, almeno in questo senso, alcun risultato pratico, pur riconoscendo alla Società i noti passi da gigante in breve tempo, sinterizzati nel fortunato claim “Come noi nessuno mai” in tanti altri settori, pure particolarmente vitali, e troppo spesso dimenticato dai cornaccioni. E’ ovvio, qualcuno eccepirà, che ci vuole tempo, che bisogna avere pazienza, che dall’oggi al domani, non si può creare nulla di particolarmente concreto in materia, però qualche minimo segnale lo si potrebbe – e oramai pure avvocato johnny stecchinodovrebbe – anche far intravedere. Invece dopo quattro anni in cui, partendo da zero, come viene da più parti ribadito, si assiste ad un continuo alternarsi e vorticoso (votticoso ye tentacolare direbbe l’avvocato di Johnny Stecchino), di volti nuovi, ogni anno, fra tecnici e giocatori, e non si riesce ancora a scorgere la continuità, delle operazioni compiute dai vari tipi di scouting, locale, nazionale ed internazionale. Tutti bravi a ricostruire, partendo da zero, ribadiamolo ancora una volta, però il Chiesa o il Barella in salsa parmigiana sembra lontano dal materializzarsi. Qualcuno obietterà: ma l’Atalanta, è da anni che lo fa, e grandi riscontri stanno arrivando adesso; in passato, se parliamo di selezione internazionale nella scoperta dei talentini, altre società come l’Udinese o il Palermo, del tanto vituperato Zamparini, avevano cercato di percorrere questo tipo di strada, e pur piazzi majo veronese slidecon qualche risultato e con qualche scoperta, poi, sono state costrette ad arenarsi, perché questo tipo di percorso è irto di ostacoli, e per niente facile nella sua totale attuazione. Ora il Parma, ha compiuto un ottimo lavoro, a livello di prima acquisizione di giocatori di proprietà, però ci si chiede, ragionevolmente: un giocatore tipo Cornelius, ad esempio, con tutto il rispetto, invece che prenderlo dall’Atalanta – e quindi pagandone già una sontuiosa valorizzazione – non lo si poteva andare a scoprirselo da soli all’estero, attraverso una rete, che come detto dal responsabile del Settore Giovanile, è già funzionante o in via di definizione? Credo che il modello Atalanta consista anche in questo: perché gente come Gosens, Hateboer, Castagne, imprescindibili, a quanto pare, nell’undici di GASPERINI, siano gasperinifrutto di una capillare attenta selezione internazionale, che i visti i risultati, funziona. Quindi prima di parlare di modelli, occorre avere struttura e collaboratori validi, nell’osservazione e nella selezione ad ogni livello, e purtroppo, e io lo rimarco, da diverso tempo, a livello locale, non è così, e lo ribadisco perché ho visto, nelle mie esperienze passate, all’opera chi lavora in questo settore e posso affermare che non ci siamo proprio. Osservatori troppo vecchi, da un lato, con poca flessibilità, messi in campo o osservatori bambini, sguinzagliati nei campi di provincia, privi di esperienza, preparazione e intuizioni. In campo internazionale dovrebbe essere ancora più difficile, quindi occorre costruire bene e meglio di adesso. Poi passando al gioco, adesso, il Modello Reds, di Klopp, impera, è la moda del momento, tutti sognano un PARMA come il Liverpool, anche al momento, sembra essere solo una suggestione giornalistica, messa in campo da alcuni che intravedono nella cura che il tecnico D’Aversa, a livello tattico e di novità, la strada giusta per arrivare alla completa assimilazione del modello calcistico, spettacolare e per ora vincente, che la squadra inglese a guida tedesca, liverpoolsta realizzando. I modelli, sono sempre affascinati, prendono, catturano, che siano di gioco e di gestione, al punto che, nel cercare di imitarli e di identificarcisi, si corre il rischio di fare come nel film “Il piccolo diavolo”, in cui Benigni, nella surreale passerella di moda sfoggia MODELLO numero 4, il famoso Modello Giuditta, dal nome dell’esilarante protagonista della pellicola. Quindi tutti pronti al prossimo modello Giuditta, originale, che ogni squadra dovrebbe avere per esprimere il proprio gioco, quello più congeniale alle caratteristiche dei propri giocatori. Un modello Giuditta non più fatto di sole di ripartenze, e soluzioni sui calci piazzati è all’orizzonte secondo quanto ci riferiscono, i pochi testimoni, che stanno seguendo la preparazione, in terra d’Austria, staremo a vedere, le prossime amichevoli, ci daranno, sicuramente indicazioni positive in proposito. Al momento, però, oltre al laterale sinistro che dovrebbe arrivare a breve, forse, oltre al centrale difensivo, la squadra è alla ricerca di play basso, mediano centrale d’impostazione, che molti indicano  in Brugman del modello giudittaPescara, giocatore già inseguito nelle precedenti sessioni di mercato, il cui arrivo potrebbe aprire la strada alla cessione di Scozzarella, dopo quella a titolo definitivo di Stulac. Il reintegro, in rosa, a centrocampo di Rigoni, va letto nell’ottica di una ricerca di concretezza nel settore, mai da sottovalutare, sempre se anch’egli rimarrà: noi lo auspichiamo, perché  giocatori del genere, poco appariscenti, non infiammano le platee, ma in campo danno equilibrio, e aiutano tantissimo la squadra, questo lo dovrebbero ricordare tutti e in primis gli osservatori o presunti tali, che nelle loro relazioni privilegiano sempre i giocatori bravi tecnicamente e basta, alla Balotelli, tanto per intenderci, che pare, che nessuno voglia accogliere a braccia aperte. Anche per lui una bella passerella con camicione  bianco del famoso modello GIUDITTA non farebbe male. Cosa dite? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

12 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / MODELLO REDS? MODELLO ATALANTA? CHE NE DITE DEL MODELLO GIUDITTA?

  • 27 Luglio 2019 in 08:27
    Permalink

    Modello circo orfei

    • 27 Luglio 2019 in 13:47
      Permalink

      Cornacio’.

  • 27 Luglio 2019 in 16:09
    Permalink

    Ciao Gianni,

    GIUDITTA, modello numero 4 ..mi piace troppo…mi affascinava all’epoca del film…
    con la tua approvazione ( diritti & royaltyes compresi ) la prenderò in prestito

  • 27 Luglio 2019 in 18:21
    Permalink

    Sto vedendo l’amichevole contro il Trabzonspor: Senza voler criticare da subito il mister la trama di gioco sembra sempre quella: difesa e contropiede. Speriamo sia dovuto solo alla preparazione.

    • 27 Luglio 2019 in 22:58
      Permalink

      Delle modifiche tattiche magari ci saranno, ma in avanti io mi aspetto la solita cosa con una differenza, prima c’era palla a Baraye e speriamo che si inventi qualcosa, poi palla a Di Gaudio e speriamo che si inventi qualcosa, poi venne palla a Gervais e speriamo che bruci tutti in velocità, la differenza quest’anno sarà che ne avrai due che speriamo si inventino qualcosa, Gervais e Karamoh ma grandi cose raffinate in attacco, a parte le palle da fermo, io non me le aspetto.

  • 27 Luglio 2019 in 19:08
    Permalink

    Ho letto con molto interesse, tutte riflessioni opportune.
    Sulla prima squadra sono d accordo, volendo migliorare (coi soldi altrui) le priorità sono un difensore e un mediano di ruolo.
    Il settore giovanile è una realtà che conosco poco, i tanti cambiamenti sono una cosa oggettivamente anomala, a maggior ragione se si pensa che sulla prima squadra si è privilegiata la continuità (giustamente). Ho avuto sempre L impressione che quel poco di impostazione data dal socio cinese abbia influito più lì che altrove, anzi forse solo li, ma posso sbagliare ho seguito poco

  • 27 Luglio 2019 in 20:06
    Permalink

    Alla faccia di chi diceva che avremmo preso 3 gol

    • 28 Luglio 2019 in 09:38
      Permalink

      Hanno sbagliato un rigore…
      quindi..prob…sarebbero stati 3..
      ..

  • 27 Luglio 2019 in 20:08
    Permalink

    Post amichevole in Austria :

    a mio avviso …circa i nuovi
    bene HERNANI ….per me, molto bene DERMAKU , imbattibile nel gioco aereo …

    ..
    gol preso da COLOMBI : era sul suo palo …forte, all’incrocio ma, sul proprio palo …

    il resto nella norma, carichi di lavoro pesanti e gambe di conseguenza..
    un amichevole estiva…

  • 29 Luglio 2019 in 09:52
    Permalink

    D’Aversa è TUTTO tranne un ALLENATORE……..

    Paragonare D’Aversa a Gasperini
    è come paragonare la Mazzamauro alla Belen……stessa cosa……….

    • 29 Luglio 2019 in 11:22
      Permalink

      Tolto che la Mazzamauro per il Rag. Fantozzi aveva anche un suo perché, io colgo l’occasione per ribadire una mia previsione (mi perdonerà l’influencer Morosky se gli frego il ruolo di profeta… #menomalechemoroskyce) e cioè che entro 8 anni D’Aversa vincerà il Mondiale.

      Credo che sia segnale di intelligenza saper adattare la tipologia di gioco alle caratteristiche dei calciatori a disposizione per esaltarli. Poi quando un domani non sarà più da noi, lo rimpiangeremo, vedi Ancelotti, con tanti complimenti a chi lo criticava per il cappellino o perché masticava il chewing gum

  • 29 Luglio 2019 in 11:54
    Permalink

    Direttore,
    se D’Aversa vincerà entro 8 anni il Mondiale,
    sarà solo grazie alla DIVINA PROVVIDENZA.
    il suo gioco è chiaro e lampante
    da sempre: LANCI LUNGHI E PEDALARE….

    Spero che paragonarlo al grande ANCELOTTI
    sia una semplice battuta………

I commenti sono chiusi.

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