LA POTENZIALE SFACCIATA INCIDENZA DEI “BONUS” SULLE SORTI E SULLA REGOLARITA’ DEI CAMPIONATI, riflessione di Nick Mentana

Nick Mentana

Caro Direttore, abuso del suo spazio perché vorrei portare all’attenzione dei suoi lettori una questione di cui si parla molto poco sui media. All’estero il problema sta affiorando in tutta la sua chiara importanza ed anche in Italia qualche testata prova, timidamente, a porre il problema dei bonus e della loro sfacciata potenziale incidenza sulle sorti del campionato e sulla sua regolarità.

Da qualche tempo il costo del cartellino di un giocatore, ma anche del suo ingaggio, è condito da questi supplementi che scattano al raggiungimento di particolari obiettivi determinati in precedenza ed esplicitati nel contratto.

Prima di tutto una inquietante constatazione: i contratti dei calciatori sono segreti e solo tre protagonisti sono a conoscenza dei dettagli, ovvero il calciatore, la squadra acquirente e la FIGC, presso la cui sede deve essere depositato ogni contratto. Quindi la FIGC dovrebbe garantire la regolarità del campionato, “osservando” le partite in cui certi bonus potrebbero incidere pericolosamente, ma vi immaginate una tale indagine per le diverse centinaia di contratti depositati?

Alcuni quotidiani hanno scritto, non so se in modo affidabile, che Nicolò Barella, ex centrocampista del Cagliari, è stato acquistato dall’Inter di Conte per una cifra vicina ai 40 milioni a cui si aggiungono i famigerati bonus ed in particolare 4 milioni in caso di vittoria dello scudetto da parte della squadra milanese.

Allora Direttore consideri questo ipotetico scenario:

  • La partita Inter-Cagliari o Cagliari-Inter prevista nelle ultime 3-4 giornate
  • Il Cagliari già salvo
  • L’Inter in lotta per lo scudetto

Non credo sia necessario esplicitare il sospetto di un possibile intervento dei vertici societari della squadra isolana per non far impegnare troppo i propri giocatori al fine di agevolare l’Inter e averne un importante ritorno economico (ovviamente, questa, come specificato in premessa, è solo una ipotesi d’esercizio per esplicare il concetto, senza illazione alcuna nei confronti dei due suddetti club o sul calciatore).

Quanti ne esistono di questi potenziali conflitti di interesse? Perché passiamo le settimane a litigare, misurando con il millimetro le decisioni del VAR e nessuno invece si occupa di questi clamorosi eccessi? Nick Mentana

Stadio Tardini

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7 pensieri riguardo “LA POTENZIALE SFACCIATA INCIDENZA DEI “BONUS” SULLE SORTI E SULLA REGOLARITA’ DEI CAMPIONATI, riflessione di Nick Mentana

  • 24 Luglio 2019 in 01:50
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    Chi pone certi dubbi probabilmente è il primo a ragionare con certe logiche

  • 24 Luglio 2019 in 07:57
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    A pensar male si fa peccato ma spesso ci si prende…

  • 24 Luglio 2019 in 08:14
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    Mah…a me sembra una maniera per spuntare uno sconto sul cartellino del giocatore. Tanto l’Inter non vincerà mai lo Scudetto o altri finiranno in Champions 😀

  • 24 Luglio 2019 in 10:18
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    Le società che inseriscono i bonus/premi nei contratti dei giocatori non sempre lo fanno per risparmiare, perchè una volta raggiunto l’obbiettivo inserito i costi aumentano considerevolmente, basti pensare al Parma nell’anno della promozione in Serie A, dove ha visto aumentare il costo degli stipendi per i premi di oltre 5 milioni.
    Penso che sia più un modo per tutelarsi in caso di annata negativa del giocatore e/o della squadra.
    Mentre nella compravendita tra due società credo sia più un criterio per il compratore di inserire i costi in esercizi diversi a fronte di un ipotetico maggior ricavo per il venditore, nell’era dei soldi virtuali e delle plusvalenze fittizie, non credo sia il sotterfugio più macchiavellico.
    Per chi fosse interessato all’argomento
    https://it.businessinsider.com/dallinter-con-barella-alla-roma-con-schick-quei-bonus-segreti-che-mettono-a-rischio-il-calcio/?refresh_ce

  • 24 Luglio 2019 in 11:45
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    Vabbè è chiaro che la storia dei bonus sta degenerando e sarebbe utile una regolamentazione però, di per sè, vanno bene ed è comprensibile se non condivisibile parametrare una parte di stipendio al rendimento del giocatore o una piccola parte del costo del cartellino al raggiungimento di certi obiettivi. L’esempio proposto, quello di Barella, per me non ha niente di strano, se la paura è quella che ci si scansi beh succede anche senza che ci siano in ballo 4 milioni, dipende dalla correttezza e dalla serietà dei protagonisti

  • 24 Luglio 2019 in 14:42
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    A mio avviso l’unico modo per ridurre i conflitti di interesse è la disclosure di tali informazioni sui premi.
    In questo modo sarebbe più difficile mettere in atto condotte antisportive.

  • 24 Luglio 2019 in 14:52
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    È normale che un professionista sicuro delle proprie capacità si ponga degli obiettivi anche ambiziosi legando ad essi i suoi emolumenti, secondo me non è un problema. Io punterei invece l’attenzione al rispetto dei contratti da parte dei tesserati. Mi spiego meglio: se un calciatore disputa una buona stagione (che dovrebbe essere normale), a fine stagione va regolarmente a battere cassa per chiedere un ritocco dell’ingaggio, cosa che non avviene a condizioni invertite (decurtazione degli emolumenti) in caso di prestazioni non all’altezza delle aspettative. I contratti si discutono al momento della stipula ma poi devono sempre essere rispettati. I ricatti favoriti da contatti con altre società, mentre i tesserati sono sotto contratto vanno monitorati ed evitati, anche perché normalmente penalizzano le società medio-piccole

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