CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Minima moralia: meditazioni sulla critica della vittoria

gianni barone(Gianni Barone) – Abbiamo spento la musica per udire meglio, per cercare meglio, per capire meglio ciò che all’indomani di una vittoria, la prima di un certo spessore dall’inizio della preparazione, rimane e ci rimane prima dell’avvio ufficiale della stagione. Una vittoria che non deve illudere, perché maturata quando entrambe le squadre avevano già effettuato molti cambi, e avevano un po’ alterato il volto iniziale dei propri schieramenti, considerati dai due tecnici, al momento i più affidabili i più pertinenti per il particolare momento del loro, nuovo, pre-campionato. La vittoria del PARMA sulla quotata Samp, con tutte le cautele del momento, ha spinto la maggioranza dei commentatori, allenatore del Parma compreso, ad attenuare il tono delle critiche, su ciò che non ha funzionato al meglio e su ciò che ancora manca per raggiungere il top della preparazione in vista del campionato. Si è parlato, molto, delle cose che hanno roberto d'aversa amichevole parma sampdoria 10 08 2019funzionato, poco o niente di ciò che non ha funzionato , anche per ammissione dello stesso tecnico qualcosa sarà senz’altro, come è normale che sia, da rivedere. Però, nello specifico, non è stato approfondito il discorso: poi la critica “ufficiale” dei gazzettieri, di Parma e/o dello Sport che siano, ha pensato di ribadire, solo i progressi, e non le lacune vere; a volte, come nel caso della rosea, si è accennato ad una difficoltà, da noi non riscontrata, della fascia sinistra difensiva, presidiata da Gagliolo, tacendo completamente di quelle evidenziate nella fascia opposta, quella destra, occupata, da un ancora molto incerto, difensivamente, Laurini, e da qui si capisce la ricerca da parte di Faggiano, di un altro profilo per quel settore. Dei singoli è sempre molto difficile fare discorsi definitivi, in questo periodo, e noi ce ne guardiamo bene: però si sta insistendo, ancora, sempre a livello di gaston brugmancritica ufficiale, sul nuovo volto di questo PARMA, che però dati oggettivi alla mano, tarda ancora a materializzarsi in maniera evidente. Ma sarebbe piaciuto sapere cosa non ha soddisfatto il tecnico gialloblù, in questa ultima uscita. Ha parlato di un’ottima partita di Brugman, che un pellegatti qulasiasi potrebbe definire Brugola o Chiave Medesima, giocatore da ammirare, ma che ancora deve studiare con cura tempi e ritmi della serie A, differenti rispetto a quelli della seria cadetta, dove si è affermato. Ha parlato, sempre il tecnico, di un tridente che lo convince, ma non sappiamo se il suo riferimento è a quello del primo o a quello del secondo o tutti e due. Abbiamo avuto modo di constatare che quello del primo, kulusevskitempo, con Kulusevski sulla destra, risulta, proprio su quel versante un po’ asimmetrico, viste le caratteristiche tecniche del giovane atalantino, a nostro avviso, molto più mezzala che non ala, in fatto di gamba, per quanto lo stesso stia soddisfacendo molto, sul piano dell’impegno e dell’applicazione l’allenatore. Quello del secondo tempo, con in campo Karamoh, ha avuto troppo poco tempo per esprimersi e per meritare un giudizio approfondito, ciò che ha colpito invece, sia nel primo, che nel secondo tempo, è la difficoltà manifestata dal centrocampo, sempre preso in mezzo da quello più ficcante, rapido e lineare della Sampdoria. Kucka, che necessita ancora di un po’ di tempo per andare in forma, con Hernani che deve ancora capire come conciliare le sue capacità tecniche con ciò, che richiede, in quel ruolo, il nostro campionato, in termini di praticità e continuità, di parma sampdoria amichevole del 10 08 2019Brugman si è già accennato, mentre si sospende il giudizio sull’atteso Grassi, anch’egli in campo per troppi pochi minuti, in un momento della gara, quando gli equilibri tattici, da ambo le parti, avevano perso attenzione. La difesa è sembrata migliore quando sono stati schierati i famigerati quattro stopper, dopo l’ingresso di Dermaku roccioso ed utile sulle palle alte, al posto di Laurini, con lo spostamento a destra di Iacoponi. Siamo alle solite non buttiamo al vento ciò che di buono è stato seminato nel passato torneo, per inseguire chimere e utopie sul gioco difficilmente raggiungibili, per il giudizio sull’attacco invece ci affidiamo a quanto espresso dal tecnico della Sampdoria che così ha chiosato “Il Parma? Ha fatto la sua partita, basandosi, sulle ripartenze, grazie alle caratteristiche dei suoi giocatori”. Un marchio di fabbrica del inglese parma sampdoriaPARMA, che a parole, tecnico e stampa allineata, vorrebbero allontanare per sempre nei giudizi della stagione prossima a venire, ma che risulta come dal pensiero dell’ex tecnico della Roma Eusebio Di Francesco, ancora lontano dall’essere abbandonato. Infatti con Gervinho ed Inglese in campo, supportati, a turno, ora da una veloce ala come Karamoh, ora da un tenace centrocampista, come Kulesevski, adattato sull’esterno, le variazione sul tema delle ripartenze, in termini di gioco manovrato o palleggiato, non risultano essere facilmente praticabili, checché se ne dica (sempre nel lecito), e se scriva. Quindi teniamoci strette e ben salde a noi, le potenzialità dei due maggiori attaccanti – il trattenuto ivoriano, e l’altro riscattato (acquisito), Inglese – che sebbene conosciute risultano semppresentazione dionisi veneziare scomode da arginare da parte degli avversari. Ora in attesa della Coppa, contro un  Venezia allenato da un tecnico  emergente – Alessio Dionisi – seppur sconosciuto alla critica dotta, quella che non si affolla, a differenza nostra, nelle anguste tribune della serie D (egli era all’Imolese), il Parma dovrà tirare le somme di quello sin qui costruito, senza presunzioni e senza ricerche affannose e affannate di ciò che non c’è e di ciò che non si potrà, a breve, attuare. Chissà se ciò che abbiamo testé espresso sia vicino a ciò che D’Aversa intendeva con quello che non ha funzionato e con quello che andrebbe migliorato. Abbiamo molti dubbi in merito, visti i precedenti però abbiamo provato a farlo nonostante la maggioranza dei commentatori viri in senso opposto. Però, come diceva Nanni occhialiMoretti. “credo nelle persone, ma non credo nella maggioranza delle persone”, noi continuiamo a credere nei commentatori ma non nella maggioranza degli stessi, che facendoci leggere, talvolta, Kafka, ci vogliono far credere che ci siamo divertiti, quando non è vero. Però, come ribadito in un film di cui non ricordo il nome da parte del personaggio interpretato da Rocco Papaleo  “Non siamo mica in film di Nanni Moretti”, e come non dimenticarlo, a musica spenta ad un passo dall’inizio, con l’entusiasmo e le certezze che crescono, un po’ ovunque, nonostante noi, nonostante Bellavista, e nonostante la musica che imperterrita continua a suonare perché nessuno si prende la briga di spegnerla, nonostante la preghiera dal profondo: Spegnete musica, per favore! Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Minima moralia: meditazioni sulla critica della vittoria

  • 13 Agosto 2019 in 13:57
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    Bell’articolo dove le verità inespresse si leggono fra le righe. Secondo la mia personale interpretazione la sintesi è che ci mancano ad oggi due terzini, uno per lato, e uno stopper veloce.
    Inoltre i nuovi arrivi son lontani dal verbo del Mister, escluso Kulus), per cui nelle partite vere vedremo (anche memori dell’anno scorso dove credo a memoria che i soli Inglese e Alves furono inseriti nel collaudato undici dell’anno prima) poche novità in campo.
    Così Laurini, Hernani, Karamella, Brugman andranno a lezione lasciando ai Barillá, Iacoponi, Grassi il compito di dare continuità al gioco. Difficilmente Karamella che non rientra vittima del suo ego (e se non si renderà conto che un campione lavora il doppio degli altri …) farà ombra al ragazzino diligente e talentuoso che si prenderà la fascia destra, così come il brasiliano Narciso entrerà in campo solo quando avrà finito di specchiarsi. In attesa di diventare belli dobbiamo pensare a far della legna, così i soldatini in prima linea arriveranno prima dei generali. Vedremo.

    • 13 Agosto 2019 in 21:18
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      Quoto l analisi e aggiungo che come sempre e come scrive Barone si commenta sulla basa del risultato. Già un centrale e un terzino sarebbe tanta roba, se si parla di un vero valore aggiunto anche uno solo, altrimenti ci teniamo stretti iacoponi gagliolo etc che se lo meritano

  • 13 Agosto 2019 in 14:39
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    insomma, baroni, io non ho capito una cosa: siamo catenacciari o no? Eh? O no? E da catenacciari si puà mettere in difficoltà la Juventus che ora di Sarri e non più del catenacciaro di lusso Allegri?

  • 13 Agosto 2019 in 17:50
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    Potremmo prendere Matri e adattarlo a centrale o terzino sinistro (se il Sassuolo trova il sostituto)

  • 13 Agosto 2019 in 19:54
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    La partita non è stata malaccio, ma come scrive l’autore dell’articolo, il centrocampo è apparso davvero in difficoltà. Per la Sampdoria è stato facilissimo sfondare centralmente.

I commenti sono chiusi.

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