CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Nel deserto del sarrismo ad ogni costo spunta una Juve ancora allegra e un Parma nuovo?

gianni barone(Gianni Barone) – In un campionato che si presenta già con tanti gol fatti – troppi, ahimè! Povere difese… – ecco che spuntano le idee non ancora realizzate fino in  fondo di un calcio, non nuovo, perché, anche se a molti è sfuggito, qualche pioniere lo aveva già praticato quarant’anni fa (VICIANI, Ternana, gioco corto, ricordate, no?), che molti si sono messi in mente di dover praticare ad ogni costo per non sfigurare, nella brillante platea della serie A. Vedi PARMA, che comincia il gioco dal basso, addirittura dalla propria area, per sfruttare la nuova regola qualcuno con sicumera ha scritto, con la costruzione a ridosso dell’area di porta con i due centrali piazzati ai limiti della stessa per ricevere il passaggio dal portiere, e iniziare la manovra con gli avversari che attendono ai limiti dell’area grande. Ecco, invece, lo spettacolo è stato questo vedere: Sepe che dà ad Alves, Alves, che appoggia a Iacoponi che cerca qualcuno fuori area per il passaggio e che il più delle volte dà ancora a Sepe, o che, quando se la vede brutta, lancia lungo, come avrebbe potuto e dovuto fare sepe sinistro educato parma juventus 24 08 2019prima lo stesso portiere Sepe (visto che il suo sinistro è abbastanza educato). Ecco questa manfrina si è ripetuta alcune volte durante PARMA-JUVE, ma per dimostrare che cosa? Che tutti si è bravi ad impostare? Che il gioco manovrato è meglio del gioco di rimessa? Che non occorre lanciare lungo ed eventualmente sprecare? Che è invece è meglio rischiare di perdere subito la palla all’inizio dell’azione? O che altro? Quando si gioca contro una grande squadra sarebbe sempre opportuno non rischiare e cercare di fare le cose semplici e comode, senza inseguire chimere di bel gioco ipotetiche, però la strada intrapresa sembrerebbe essere questa, o per lo meno lo è finora, nella prime giornate, quando i rischi sono minimi e gli eventuali errori e le sconfitte ancora rimediabili, in ottica di classifica. Tutti salutano con favore e ottimismo questa nuova frontiera, ma siamo proprio sicuri, che la strada intrapresa sia quella giusta per arrivare all’obiettivo della salvezza? Mentre PARMA JUVE CARMINAtutti alla luce della sconfitta con la Juve, salutata quasi come una vittoria dai giudizi di casa nostra, hanno solo certezze, noi come al solito esercitiamo, in fedele minoranza, il sacrosanto e imprescindibile esercizio del dubbio in materia. Anche perché le strade del gioco saranno pur infinite, ma quelle del risultato no, o di sicuro non in numero indefinito, quindi va bene esercitarsi a giocare, rischiando, contro una grande, come fatto al cospetto dei bianconeri, ma quando si entrerà nel vivo delle sfide che contano, leggi scontri diretti, il giochino fatto all’inizio a più di novanta metri dall’area avversaria, non so quanto potrebbe risultare utile e produttivo. vaciago tuttosport commento parma juveQuindi tanto varrebbe limitarne l’uso sin dalle battute del torneo, tanto abbiamo visto la JUVE, sarrismo, sarrismo, poi come hanno sentenziato in molti le certezze del passato legate alla gestione Allegri, sono sempre valide e di moda per raggiungere i risultati. In molti hanno intravisto l’idea, nuova, di gioco, solo allo stato embrionale, tranne qualche eccezione come VACIAGO di Tuttosport, che sulla bibbia bianconera ha già raccontato di una  JUVE, con già con indosso il saio sarriano del bel gioco manovrato, corto, avvolgente che porterà lontano la squadra (altre fonti più gossippare azzardano – sulla scorta di un paio di note vocali su WhatsApp di un qualche supposto noto juventinologo, che Sarri sarebbe perfino esonerato con clamoroso ritorno di Allegri e quindi del suo catenaccio anni 2020…, ma si tratterebbe di pure virali fake news…). Per il resto, si diceva, molti dubbi in proposito e non solo da parte nostra. Tornando al PARMA, intanto, si registra qualche progresso d’inserimento dei nuovi – vedi Brugman – che nel secondo tempo, forse su indicazione del tecnico, speriamo, ha stretto il controllo sul play avversario PJANIC, che da quel momento è scomparso dal campo, e con lui tutta l’ambizione della squadra juventina che dal sarrismo è passata al martuscellismo (non ce ne voglia l’interessato), come da definizione del decano Italo Cucc nella sua rubrica di stamani sulla Gazzetta di Parma. Il quale Brugman, e molti, forse troppi, osservatori, non lo hanno minimamente sottolineato, è stato bravissimo a cucci gaz pr 24 08 2019conquistare in mezzo al campo alcuni buoni palloni, salvo poi, non riuscire a trasformarli, in micidiali ripartenze (o verticalizzazioni alte?) che avrebbero cambiato le sorti dell’incontro, solo se ci fosse stata una maggiore intesa con i compagni dell’attacco, vedi Gervinho, troppo ectoplasmatico, e in balia di De Sciglio, solitamente non  un fulmine  di guerra in materia di anticipi e di coperture adeguate, e vedi Inglese, il quale stretto nella morsa infernale del collaudato due Bonucci e Chiellini, non è riuscito ad gaston brugman PARMA JUVENTUS 24 08 2019effettuare in sincrono con le uscite del citato BRUGMAN, i movimenti adeguati per innescare le ripartenze, di cui sopra, che servirebbero come il pane, in gare del genere, ma che ahìnoi, sono miseramente mancate. Ecco forse è questo è il punto, a furia di inseguire di idee di gioco, che non ci appartengono per cultura o per fascia di classifica di appartenenza, ci si dimentica la lezione che si conosceva bene, e che qualche frutto positivo aveva prodotto(in passato) e che potrebbe ancora produrre in futuro se riproposto a dovere. Non vi dico cosa, ma lo lascio alla vostra fervida immaginazione. Nel frattempo riflettiamo su ciò che è successo ad Udine, dove la prossima avversaria del PARMA, ha dato, applicando un sano realismo giampaolocalcistico, un’importante lezione al Milan propositivo di Giampaolo, che visto l’approssimativo apprendimento dei suoi concetti da parte dei giocatori, potrebbe in futuro, sempre nell’alveo della sua filosofia di gioco, ricercare nuove strade tattiche, leggi nuovo sistema di gioco per meglio assecondare le caratteristiche dei singoli, un po’ frustrate dal talebanismo di un 4-3-1-2 ad ogni costo e fuori luogo. E siamo al secondo punto: evitare, anche in chiave Parma, gli integralismi di cui si potrebbe fare a meno e indirizzare le scelte tattiche sempre in direzione delle peculiarità manifestate dagli interpreti. Qualcuno ha scritto che Kulusesky non ha il passo dell’ala, lo abbiamo fatto anche noi, ma a D’Aversa, in quella posizione non serve un attaccante, piuttosto un equilibratore che possa creare maggiore compattezza a centrocampo; poi se il giovane in questione sbaglia stop elementari e senza pressione sulla sinistra effettua, col il suo piede prediletto, cross sconclusionati, questo è un problema suo e dell’allenatore, come in passato ammoniva il mitico Beppe BARLETTI della RAI, rivolto al TRAP, dopo che il grande CAUSIO, aveva a suo modo di vedere, beppe_barlettistranamente, sbagliato molto anche a livello tecnico. Sono problemi, tuoi e suoi, che si possono risolvere, come diceva un mio vecchio saggio allenatore, con un po’ di muro, per affinare il piede e non solo, e non per non sbatterci contro la testa. E per finire le pagelle, mai come ieri, tante differenze, ognuno, nella cappa del Tardini, ha visto la partita a modo suo, non entriamo nei particolari, ma ciò come si spiega? Sui giudizi dei singoli, pesano ancora tanto simpatie e antipatie, in senso calcistico s’intendono, tali da allontanare tanto la valutazione dall’effettiva consistenza della prestazione. Altrimenti non si spiega il fatto che molti, compreso Minotti dallo studio Sky, abbiano valutato positivamente la prestazione di Higuain, che da centravanti della Juve, in 70 minuti, non ha sferrato nemmeno un tiro. Misteri della critica di difficile interpretazione da parte di chi continua a credere che nel calcio non necessariamente le partite sono belle e spettacolari quando finiscono 4-3 o 3-3 come è successo alla prima di campionato. Saranno avvincenti, sin che si vuole, ma le difese, e la difesa della porta dovrebbero il primo imperativo, invece si preferisce privilegiare la costruzione del gioco dal basso. Chissà mai perché. Ahiaihi catenaccio, mon amour, dove sei finito? Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

24 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / Nel deserto del sarrismo ad ogni costo spunta una Juve ancora allegra e un Parma nuovo?

  • 26 Agosto 2019 in 17:34
    Permalink

    No, è giusto cambiare l’idea di gioco per avere più frecce al proprio arco. Il problema è che senza velocità la palla a terra diventa stagnante e controproducente.

  • 26 Agosto 2019 in 18:19
    Permalink

    Meno male che si continuano a leggere anche analisi serie.
    anche io mi sono arrabbiato parecchio nel vedere tintognare sulle rimesse dal fondo, può (forse) avere un senso per attirare avversari abituati a chiudersi scappando subito indietro ma contro la juve mi è sembrato un reiterato tentativo di suicidio, se perdi palla con la qualità che hanno ti fanno molto male. Forse abbiamo faticato a fare quel possesso perché manca il centrale mancino 🙂
    Durante la partita stavolta mi sono arrabbiato anche per i cambi, mi aspettavo e speravo uscisse hernani e non brugman, di vedere karamoh o sporcati e non siligardi, magari pure di osare con cornelius alla fine, mi sarà sicuramente sfuggito qualcosa.
    Comunque Barone per le sue tesi anti calcio propositivo in questa prima giornata diverse squadre hanno avuto una prevalenza, anche netta, nel possesso palla ma non hanno vinto (Roma Bologna Cagliari Milan ad es)

  • 26 Agosto 2019 in 18:56
    Permalink

    La costruzione del gioco partendo dalla difesa può essere molto pericoloso se non hai dei terzini ed almeno uno dei centrali dai piedi buoni che sappiano dialogare adeguatamente con il regista facendo girare la palla ad una velocità sufficiente da mandare a vuoto il pressing avversario. D’altronde anche il pressing offensivo può essere pericoloso se trovi una difesa attrezzata, e non hai dei centrali difensivi abbastanza veloci da rientrare. Questo per dire che non so se ora siamo adeguati per cambiare gioco. Manca qualcosina oltre alla brillantezza.

    • 26 Agosto 2019 in 19:42
      Permalink

      La costruzione del gioco partendo dala difesa puó essere molto pericolosa per i grami, qundi rinvio di sepe in fallo laterale, un must

        • 27 Agosto 2019 in 14:14
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          Condivido, caro Carter.
          Cornarcio’.

          • 27 Agosto 2019 in 17:10
            Permalink

            In reggiano rende di più

          • 27 Agosto 2019 in 18:44
            Permalink

            Anal fabeta

        • 27 Agosto 2019 in 18:46
          Permalink

          Co sit na testa quedra?

  • 26 Agosto 2019 in 22:15
    Permalink

    Bar sport inguardabile peggio che con Piovani

  • 26 Agosto 2019 in 22:48
    Permalink

    Caro Jdm, ti conosco virtualmente da tempo ed altrettanto virtualmente ti seguo forse più di altri espertoni come te ma scialbi e spesso sgrammaticati . Peccato che i due tastieristi dal linguaggio più fluente e schietto – tu ed il dr. davide- siate anche degli avvoltoi pronti a svolazzare e scagazzare acido a pioggia sui poveri terrestri che vanno allo Stadio con i cuscini gialloblù sottobraccio. più di un ingenuo se ne schizza con vostro cinico godimento. Mi permetto rispettosamente una domanda, stando attento ai tuoi scarichi: Hai mai scritto qualcosina di positivo, che so, in un momento di relax (a te andè sò al cor un atim…), sul Parma che pur ha centrato 4 obiettivi su 4 nei precedenti 4 anni. Nella vita non ridi mai e non mangi la Nutella? Da piccolo leggevi la pagina dei morti della gazzetta o Paperino? La tua canzone preferita era Lisa dagli occhi blu o Pain’t black dei Rolling? anche a te l’ortolina provoca l’ortolicaria come al dottor sottile?
    Tuo, Pencroff

    • 27 Agosto 2019 in 12:40
      Permalink

      chieda al suo psicoanal senza ista

      • 27 Agosto 2019 in 15:06
        Permalink

        Rispostasa volgare e acida. Se stavi zitto era meglio per te.

        • 27 Agosto 2019 in 18:43
          Permalink

          Mai scritto parlando, volgare e acido coi leoni da tastiera

  • 26 Agosto 2019 in 23:22
    Permalink

    Sfruttare la nuova regola e far partire l’azione dentro l’area, nel caso del Parma, non è per scimmiottare il “gioco corto” o il “Tiki taka” (che sono 2 cose completamente diverse tra l’altro, un giornata l’ha scritto una volta e poi tutti a dietro) ma semplicemente per cercare di allungare la squadra avversaria, una volta che superi i tre al limite e scende Brugman o un altro a ricevere scende anche un altro loro centrocampista mentre in quel buco si cercava di inserire Gervinho a ricevere, l’han provata 40 volte nelle ultime tre partite, difficile non accorgersene, solo che con la Juve è un tantino più difficile…

  • 27 Agosto 2019 in 08:28
    Permalink

    Criticavo Piovananone, ma Brugnon a lè pes………

    che tristèsa…..

  • 27 Agosto 2019 in 12:07
    Permalink

    È meglio ampollini

  • 27 Agosto 2019 in 15:04
    Permalink

    E ditelo no?
    VOGLIAMO ANGELLA e BONIIII

  • 27 Agosto 2019 in 15:22
    Permalink

    La trasmissione in questione non l’ho vista ma…

    ………………Vorrei ANGELLA e BONI ….forever ……………………

  • 27 Agosto 2019 in 16:33
    Permalink

    E Ampollini come dj……………..

  • 27 Agosto 2019 in 17:25
    Permalink

    Luca A, pure speaker, è un grande intenditore di calcio …memoria storica e competenza sono dalla sua…

I commenti sono chiusi.

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