CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Né propositivo, né ripartente: un Parma senza idee

gianni barone(Gianni Barone) – Un PARMA passivo – ammonisce con forza l’allenatore – che si limita a subire i ritmi, ora lenti, ora improvvisamente accelerati, e il palleggio degli avversari, senza riuscire a reagire, e a metterci un po’ di grinta supplementare per uscire dall’imbuto di un gioco involuto che non decolla e non migliora. Parma che deve superare, se vuole riprendere la marcia e il cammino indicato e prefissato dagli obiettivi, la doppia dicotomia del “Non sono queste le partite che la squadra deve vincere” e “ancora una volta è riuscito a rianimare un avversario in difficoltà” che troppo spesso attanaglia lo spirito di gioco, e indirizza le motivazioni iniziali e la preparazione delle partite verso una strada angusta e sbagliata. Ancora una volta, come successo ad Udine in occasione del gol di Lasagna, Parma sorpreso in velocità sulla fascia destra, a inizio gara, con difensori e centrocampisti, mal piazzati e incapaci di contrastare, e poi , in occasioni del secondo gol, presi in mezzo dallo scambio veloce degli avversari che mandano LAZIO PARMA 23 09 2019alle spalle del difensore esterno un giocatore abile nel battere a rete, senza che nessun tipo di raddoppio venga praticato. Vittime loro malgrado di questi episodi i due laterali di difesa Darmian e Pezzella, inseriti in una linea a 4, pur essendo più tagliati per uno schieramento a 5. Forse la disposizione a specchio con l’avversario, schierando il 3-5-2, sarebbe stata più opportuna, come Paolo Grossi aveva suggerito alla vigilia nella formazione inviata a Stadio (sulla Gazzetta, invece, c’era il solito sistema, pur con gli stessi uomini): ma lo sappiamo obiezioni del genere vengono sempre accolte dal solito non è questione di sistemi di gioco o tattiche, ma di atteggiamento”. E discutiamo allora dell’atteggiamento, dopo i complimenti, e gli applausi della partita col Cagliari, ci si attendeva un PARMA, forse, diverso, più manovriero, più incline al palleggio, invece ci si è d'aversa sistema giocotrovati di fronte a difficoltà di adattamento impreviste con una formazione né propositiva e né ripartente per merito della Lazio e del suo tecnico Inzaghi, abili nell’imbrigliare Gervinho, con la velocità di anticipo di Luiz Felipe e i puntuali raddoppi di Marusic. Un PARMA privo di idee, se roberto inglese lazio parma 22 09 2019non quelle di Kulusevsky, molto bravo nelle intenzioni e nelle intuizioni, tipo l’assist per Inglese, nell’unica palla gol della gara. Il quale Kulusevski, rappresenta con i suoi movimenti e spostamenti al centro, l’unica nuova soluzione offensiva, nel quadro di uno gioco supportato solo dalle iniziative di Gervinho e dalle sponde di Inglese: per il resto il gioco sulle fasce risulterà essere ancora assente, fino a quando i succitati Darmian e Pezzella non saranno inseriti in un sistema diverso con tre centrali e due esterni liberi di affondare l’azione in verticale. Si devono studiare nuove strade, questo ci ha insegnato la gara di Roma, perché Gervinho e Inglese, così come sono, risultano marcabili e arginabili, con facilità da chiunque. Inoltre tornando a Kulusevski, l’impressione e che abbia molte potenzialità, fisiche, atletiche e tattiche e anche tecniche, tranne che nel fondamentale della ricezione, il famoso stop, visto che nelle quattro gare che ha disputato da titolare, come unico millennial del torneo, ha commesso molti errori, che nessuno ha rimarcato, in fase aggancio del kulusevski parma lazio 22 09 2019pallone: molto strana la cosa per uno che proviene da un settore giovanile importante come quello dell’Atalanta. Qualcuno mi suggerisce che al giovanotto svedese, non farebbero male le ripetizioni presso un maestro di tecnica calcistica, come Sergio Pissarotti (con due s da non confondere con sindaco o presidente, di Parma o del Parma), che è uno di quei vecchi istruttori di scuola calcio, d’antan, che, ahinoi, scarseggiano nei Settori giovanili di grido, e che andrebbero ripristinati. Perché, come diceva lui (PISSAROTTI, appunto), la tecnica si può e si deve insegnare sempre per migliorare le prestazioni anche a livello di prime squadre e non solo tra i giovani. Però, stop a parte, lo svedese è senz’altro un elemento interessante, che ha forza, coraggio e abilità negli smarcamenti e nei suggerimenti in zona offensiva: occorre disciplinarlo e allenarlo di dante bonicontinuo nei movimenti, nei tempi, oltre che negli stop, e con lui anche altri componenti del centrocampo avrebbero bisogno di maggior flessibilità nelle interpretazioni, per sfuggire al controllo avversario, e per trovare quelle soluzioni di gioco mancate nel secondo tempo contro la Lazio. Una squadra povera di idee è destinata a subire e a soccombere, perché non sa e non riesce a reagire, quando chi ha di fronte, impone certi tempi e certi ritmi al gioco. Mancano anche alternative, adesso, in mezzo al campo, dovute alle assenze di Kucka e Grassi, che permettano ai titolari obbligati di rifiatare, in vista degli impegni ravvicinati, e si spera che lo spirito delle prossime gare sia diverso, con maggiore intraprendenza, e soprattutto occorre ritrovare le potenzialità degli attaccanti, perché non si può credere che Gervinho ed Inglese e con loro anche KARAMOH, e Cornellius non riescano ad incidere più di tanto. Ora è il PARMA che deve essere rianimato, al più presto, perché la classifica non conta e non preoccupa, al momento, ma tre sconfitte su quattro gare di luigi sepe dopo lazio parma 22 09 2019campionato, pesano, seppur maturate tutte in condizioni diverse e  non mi sembra che sia solo una questione legata all’allenatore, che in passato ha dimostrato di essere in grado di gestire al meglio le situazioni di difficoltà. Però sarebbe bene non sentire dire che si è perso perché si è affrontato un avversario più forte tecnicamente: questo no, il calcio non è, per fortuna, solo tecnica, tattica, forza fisica ed atletica, è anche grinta, idee, determinazione, doti che tutti possono avere e che non si reperiscono solo al mercato degli uomini grandi e bravi, bisogna averle dentro e bisogna essere bravi capaci a farle uscire e metterle in mostra sul campo. Non bisogna mai partire battuti, e dire tanto si sapeva del contropersona appunti 1tabù dell’Olimpico, e della forza dell’avversario più titolato e motivato, si gioca in undici tutti (sdong), anche se il perché di questo numero di giocatori non tutti lo sanno, come non tutti ricordano le misure del campo e delle porte, e non tutti conoscono l’evoluzione della tattica dovute alle mutate regole del fuorigioco, e non parliamo del teorema di FRANCIS che si rifà alla scuole inglese e scozzese di inizio secolo, si ignorano tante cose, non vengono più insegnati a dovere i fondamentali, come dimostrato, oltre certe categorie, ma poi tutti sono bravi a trovare i colpevoli delle sconfitte, e delle prestazioni non all’altezza. Tutti bravi a dire che è sempre e solo colpa dell’allenatore quando le cose non vanno. Ma sarà poi vero o sempre cosi? Boh! Mah! Bah! Quante cose non si sanno o non si conoscono a dovere… Bisogna studiare! Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

24 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / Né propositivo, né ripartente: un Parma senza idee

  • 23 Settembre 2019 in 15:52
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    Le partite cominciano sempre zero a zero

  • 23 Settembre 2019 in 16:24
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    Direttamente da Parma live, questo è ciò che dicono commentatori terzi della partita del Parma.
    Limitare la sconfitta a errori individuali mi pare assurdo e dannoso per il futuro.
    Bruno Giordano: “Lazio, l’allenamento del mercoledì è più duro della gara contro il Parma”
    Bruno Giordano: “Lazio, l’allenamento del mercoledì è più duro della gara contro il Parma”
    L’ex centravanti della Lazio, Bruno Giordano, ha commentato la vittoria di ieri dei biancocelesti contro il Parma per due reti a zero. Ecco cosa ha detto ai microfoni di Radiosei: “La vittoria di ieri è stata schiacciante e meritata, anche se l’atteggiamento del Parma ha sicuramente aiutato la Lazio. Se non fossero arrivati i 3 punti forse avremmo parlato di crisi. Buon per noi, ma non credo ci siano state svolte tattiche, è stata una gara piuttosto semplice, adesso bisogna evitare facili entusiasmi. L’allenamento classico del mercoledì è più duro della partita di ieri, la Lazio ha passeggiato…”

    • 23 Settembre 2019 in 16:35
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      io prenderei quanto detto da Giordano e lo appenderei neglio spogliatoi, perfino in bagno lo appenderei…..vediamo se almeno così riusciamo a motivarci. direi che le parole che ha usato sono abbastanza pensati e dovrebbero far riflettere.

  • 23 Settembre 2019 in 16:30
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    un grosso favore barone: basta col calcio propositivo / il catenaccio che è l’inizio dei nostri mali, a forza di pensare alla forma si è persa di vista la sostanza
    ieri sera 20 minuti decenti dopo aver preso gol alla prima occasione (piu per meriti dell avversario che demeriti) e poi tutti a pascolare all’olimpico, non c’è modulo o tattica che tenga lo scorso anno abbiamo fatto bene finchè c’è stato animus pugnandi. Se non si mangia l’erba e ci si aiuta a vicenda facciamo ridere, questo deve essere chiaro fin da subito, altro che problema karamoh (tanto casino e poi ha pure giocato, robe da matti)
    tecnicamente l’unica cosa che mi viene da dire è che dopo 3 tentativi il trio hernani brugman barillà non fa reparto, dei primi 2 uno è di troppo. pezzella aspetto di vederlo in un contesto decente, ieri è stato imbarazzante

  • 23 Settembre 2019 in 16:46
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    Che vergogna

  • 23 Settembre 2019 in 16:47
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    Quindi cosa dovremmo fare se GIORDANO fa queste dichiarazioni??
    Pensiamo a noi che è meglio…

  • 23 Settembre 2019 in 17:09
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    Ieri Inzaghi con il suo tic e tac ha preso per il culo,

    una città intera……dico INZAGHI mica GUARDIOLA.

    e non ci dovremmo INCAZZARE???

    Ma la DIGNITA’ l’avete o no?

  • 23 Settembre 2019 in 18:09
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    Bruno Giordano o Giordano quello della temperatura? Ma qui è normale che ci prendano per il c..o tutti. Noi per scherzare si diceva come sarebbe andata la partita e così è stato anzi peggio.

    • 23 Settembre 2019 in 18:31
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      Il filosofo o quello del listone.
      Non è l’oracolo di Delphi, ci mancherebbe , ma non è certo uno che ce l’ha a morte col Parma. Del resto anche Compagnoni di Sky ha detto che il Parma non ha identità nè anima e rischia grosso , Marcheggiani ieri sera ha ribadito che il Parma non ha giocato e altri ancora che non ritengono d’Aversa pronto ad accasarsi al milan o al real madrid, come ritenuto invece da qualche speaker commentatore di Parma

      • 23 Settembre 2019 in 18:36
        Permalink

        Comunque io spero che mercoledì si vinca. Non mi interessa come ma che si vinca. Se dovesse andare male, sarebbero c…

  • 23 Settembre 2019 in 18:19
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    Parma che ha perso la partita a centrocampo, con interpreti non all’altezza nel reparto. Partita preparata malissimo.

  • 23 Settembre 2019 in 18:56
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    Buonasera a tutti;
    appurato e ben sottolineato che ieri abbiamo fatto schifo occorre però anche considerare che anche ieri, il reparto meglio assortito per caratteristiche individuali aveva defezioni tali da dover schierare 2 uomini che insieme non possono giocare (e infatti con più giocatori abili ed arruolati, a Udine, non hanno giocato insieme). Con una difesa poco rapida c’è bisogno di molta forza e corsa in mezzo al campo, al di là dei moduli ( a 4 o a 3 cosa cambia se gli altri vengono giù come la piena della Parma negli anni 80?) . Come sempre le partite si vincono o perdono in mezzo al campo e, in questo momento il nostro non regge alcun confronto. Poi se Gervinho, già fuori partita di suo, viene sempre servito solo da Barillà che non ha piedini fatati…. e Inglese non ha mai un sostegno dal centrocampo, ci si riduce a fare un tiro in porta.
    Speriamo di recuperare alla svelta Kuko e Grassi in modo da andare a prendere qualche volta la palla vicino alla porta degli altri……
    Buona serata a tutti

  • 23 Settembre 2019 in 19:28
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    Ovvio che si rischia grosso. Se spendi meno del Lecce e del Brescia di certo non ti salvi in carrozza. Poi sul recuperare Grassi direi che è come sperare che ai tomaccari e l’UPI si allunghi il braccio piociòne.

  • 23 Settembre 2019 in 19:36
    Permalink

    Bello leggere uno che imputa agli altri di non conoscere l’evoluzione tattica del calcio con cotanta presunzione, quando 3 articoli fa sosteneva similitudini o addirittura parentele tra il il gioco corto di Viciani e il Tiki taka…. Ci sta che uno ripeta a pappagallo quello che scrivono gli altri giornalisti, ma chi si vanta di conosce la tattica (a differenza degli altri tra’altro) dovrebbe sapere che si parla di due pianeti diversi.
    Chiude dicendo agli altri (i lettori) che devono studiare, a parte la raffinatezza… La sfido a far vedere che ha studiato più di noi, ci spieghi la differenza tra il gioco corto e il Tiki Taka, se è in grado, ma non troverà le risposte in quei 2/3 articoli online, qui bisogna davvero aver studiato e non solo vantarsene…

  • 23 Settembre 2019 in 19:52
    Permalink

    Inglese deve farsi un bel po’ di giornate in panchina perchè è al momento faticherebbe pure in Seconda Categoria. Sembra che abbia scordato le basi del calcio e i movimenti di un attaccante.

  • 23 Settembre 2019 in 20:41
    Permalink

    Vado a sentire Pallini a Bar Sport

  • 23 Settembre 2019 in 21:01
    Permalink

    Tutti analisti di calcio eh?
    Eppure Inglese lo volevate tutti, e pure in Nazionale.
    Allora non capite niente, salvo far finta di capire adesso.
    Per fortuna nel calcio siete un nulla, solo un rumore lontano.
    Davide ha solo una lettura del calcio: attraverso le tomacche. Uomo inutile anche lui.

  • 23 Settembre 2019 in 21:09
    Permalink

    D’’Aversa giocava così in serie C, giocava così in serie B, ha giocato così l’anno scorso e continuerà a giocare così quest’anno nonostante taluni interpreti, da un punto di vista tecnico, siano cambiati in meglio!
    Il Parma entra in campo, da la palla agli avversari e dice loro: “Adesso giocate e noi stiamo a guardare”! Non è possibile che, sul 2/0 Lazio, il Parma avesse 10 giocatori dietro alla palla!!
    Si può vincere, perdere, pareggiare ma quanto meno tentare di giocare a calcio si deve anche perché, correggetemi se mi sbaglio, ma per tentare di far gol bisogna tirare in porta (ieri sera uno). La squadra è lunga, 50 metri da Alves (che praticamente fa il libero vecchio stampo) a Inglese.
    D’Aversa ormai lo difende solo Pietro Pizzarotti che stal calcio come un vegano sta a una churrascaria e Manfredini che … va beh, lasciamo perdere …!!!!

  • 23 Settembre 2019 in 22:33
    Permalink

    In tomacca stat virtus et UPI

  • 23 Settembre 2019 in 23:04
    Permalink

    Se dovesse andar male col sassuolo io comincerei a pensare al cambio di allenatore….purtroppo quest uomo non ha il carattere giusto da poter trasmettere ai giocatori la fame e la voglia giusta per andarsi a prendere le vittorie. Detto questo abbiamo un presidente ed è giusto cominci a prendere in mano la situazione senza guardare in faccia nessuno ma per il bene del parma.sempre e cmq forza crociati

  • 24 Settembre 2019 in 01:32
    Permalink

    Cosa ha detto Faggiano stasera a bar sport? Purtroppo non l’ho visto

  • 24 Settembre 2019 in 08:24
    Permalink

    Al Parma i problemi vanno risolti prima fuori dal campo. Manca una figura di polso, alla Berlusconi, de Laurentiis o lo stesso Commisso, che abbia il carisma di prendere decisioni nette. Molti dei soci italiani non li ho mai visti mentre Pizzarotti è troppo soft, guarda scorrere le cose. Poi ci sono i problemi noti, che tutti conosciamo, ossia il problema infortuni e D’Aversa che ormai solo loro difendono. In 1 anno di serie a, siamo stati presi per il c da tutti i commentatori ed opinionisti tv, vox populi vox dei. Centrocampo titolare costruito su gente sempre rotta, difesa a corto di centrali di qualità. Sinceramente credo ci siano molte inefficienze perché per salire dalla D alla A ed avere una squadra di bassa classifica, non avrebbe dovuto portare a 60 milioni di aumento di capitale, considerando il prossimo.

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