domenica, Maggio 26, 2024
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CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / DALLA MOSSA DEL CAVALLO A QUELLA DEL RONZINO

RONZINO

gianni barone(Gianni Barome) – E tre: dopo Cagliari, Lazio, ecco che anche la Spal cessa il suo stato d’infermità e, novella Lazzaro, dopo il miracolo del Gesù-Parma, si rialza e cammina. E non solo corre: vola e vince e i Crociati fanno Cagliari in tutti i sensi. Doveva essere, tra virgolette, una guerra, invece per il Parma sono rimaste solo le virgolette, con un solo tiro verso la porta. Non doveva essere una questione tattica, perché, ancora una volta, come era già successo all’Olimpico  contro la Lazio, il Parma si oppone al 3-5-2 avversario, non a specchio, come qualche accorto/incauto (a seconda dei gusti) osservatore consiglierebbe, ma mantiene il suo canonico e asimmetrico 4-3-3. Non è questione di uomini, perché, a fronte dell’esclusione iniziale del geometrico Scozzarella (entrato poi in corsa) in luogo del compassato e riflessivo Hernani, non cambia la musica (anzi si spegne, come da ordine di Coach) tra il primo e il secondo tempo. E non è neanche questione di mosse, perché questa volta quella del cavallo Inglese fatta dal cavallo D’Aversa con go pro manschieramento iper-offensivo, non sortisce effetto e si rileva pari a quella del ronzino. E allora è – e sarà sempre – solo questione di atteggiamento? Sembrerebbe di sì, visto che, alla vigilia ne aveva parlato l’allenatore, e nel post partita un imbarazzato e dispiaciuto Iacoponi, aveva pronunciato, tale parola (atteggiamento appunto) in quantità industriale, inserendola (beato lui), in ogni sua risposta. Atteggiamento, atteggiamento, ma quale m…a di atteggiamento, direbbe il sindacalista infuriato del film “Baaria” di Tornatore al posto del famigerato, ricorso, ricorso ma quale m… a di ricorso a cui si fa riferimento nella pellicola in questione. Qui siamo di fronte alla solita storia, Mister, è difficile vincere contro chi sta peggio di noi in classifica e chi ha infilato una lunga serie di risultati negativi. Corsi e ricorsi, disse G.B. Vico qualche secolo fa, ma ormai lo dicono tutti compreso Paolo Grossi, anche lui incredulo quando fa riferimento ai precedenti del Parma daversiano, sia in C, in B, che in A, contro squadre in seria difficoltà, o mal in arnese, ma affamate di punti e non solo. Ecco, l’altro tema: la fame, che, evidentemente, non affligge nessuno, dalle nostre parti: né dal punto di vista fisico-gastronomico, viste le prelibate eccellenze gastronomiche del nostro territorio, e né dal punto vista figurato, in quanto la metafora  in relazione ai precedenti tirati in ballo dalla Gazzetta di ieri, ma pensati da tutti noi, non regge mai. Quindi atteggiamento sbagliato, poca fame, poche idee e tanto deserto nella prestazione del Parma. “Barcollo ma non mollo” va riferito non tanto al Parma, che di fatto ha barcollato parecchio ed ha mollato apertamente gli ormeggi difensivi, quanto a un mio dente che balla, sì, ma almeno barone denteresiste. Il Parma invece il dente se lo è tolto, ancora una volta, e dopo le brillanti prestazioni, in casa, con Sassuolo e Torino, da bello di notte, quasi novello Boniek, nell’immaginario narrativo dell’Avvocato Agnelli, è diventato brutto di giorno, nel glorioso e vetusto catino estense del Mazza. La metamorfosi, quasi kafkiana, calza a pennello: il Parma, alias Gregor Samsa, si è ritrovato tramutato in un enorme insetto schiacciato con forza e semplicità dalla malferma, alla vigila, Spal, ritornata per l’occasione vigorosa più che mai, perché d’improvviso miracolata. Che cosa mi è accaduto? Si domandava, nella prosa kafkiana, il mite commesso viaggiatore, uomo buono e molto legato alla famiglia, proprio come la squadra Crociata buona e molto legata al suo pubblico. Che cosa è accaduto al Parma? Ci chiediamo dopo averlo visto bene, di notte tra le stelle, nelle precedenti partite vinte, e averlo ritrovato inerme, senza mordente, nella differita televisiva, che sono riuscito a vedere, cioè quando l’infernabilità  del dispositivo mobile a mia disposizione, ha finalmente iniziato a funzionare. Proprio come tanti anni fa, quando le partite non si vedano in diretta tv, come ora, con cronache e nando martellinicommenti urlati, ma solo alla radio, oppure in registrata e in bianco e nero, visione limitata a solo un tempo della gara, poco prima dell’ora di cena. Quando al posto dei Caressa, dei Pardo, dei Trevisani, esaltanti e talvolta super esaltati, vi erano i più miti e professionali Martellini, Pizzul, Carosio (in video, soprattutto) Ameri, Ciotti e Provenzali in radio, che facevano parte di una squadra di cronisti, insieme ai vari Dezan, Carapezzi, Zavoli, Greco, che ora possiamo ritrovare, in tuta RAI, solo in foto d’epoca, ai tempi del Giro d’ITALIA 67,  a portata di clic, al pari di quella che ritrae un imberbe Majo che intervista un ipotetico Gianni MURA, con alle spalle un improbabile Ciotti, o Guerrino Farolfi, o chi per loro, in Via Mistrali, a Parma, durante l’arrivo di una tappa del Giro, anni 80 questa volta. Tutto questo per dire, non che si stava meglio quando si stava peggio (sdong), che le stelle, proprio come quelle che cita Dante alle majo mura ciottifine delle sue tre cantiche della Divina Commedia, hanno contorni e luminosità differenti. “E quindi uscimmo a riveder le stelle”, dell’inferno , dopo la sconfitta con la Lazio. “Puro e disposto a salire a le stelle” del Purgatorio, dopo la vittoria col Sassuolo. “L’amor che move il sole e tutte le altre stelle” del Paradiso dopo aver matato il Toro. Quindi se non ci spiegano bene cosa è accaduto a Ferrara e cosa accadrà in occasioni simili, come faremo noi a capire qual è (il tuo numero) e sarà il vero volto del PARMA? 24149. Possibile che in 6 giorni tutto possa cambiare così radicalmente? Possibile che una volta bandito – non solo a parole –  il contropiede da tutte le prerogative di gioco non ci sia altro o di meglio da esibire? Possibile che una squadra che mette all’angolo il propositivo Sassuolo ed il verticale e fisico Torino, si arrenda di fronte alla derelitta di turno? E tal proposito, la prossima gara, dopo la pausdon abbondioa per le Nazionali, sarà contro il Genoa, che con o senza Andreazzoli in panchina, non sta certo godendo di ottima salute. Con la speranza e la decenza che non sia il Grifone il prossimo Lazzaro da miracolare! Si spera di no, of course; si spera nella fame che arrivi, nell’atteggiamento che migliori, nella compattezza e nell’attaccamento: tutte doti che se uno non ce le ha dentro, proprio come il coraggio di Don Abbondio, tanto per rimanere nelle citazioni dei classici, non se le può certo dare… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

13 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO di Gianni Barone / DALLA MOSSA DEL CAVALLO A QUELLA DEL RONZINO

  • Barone, e il grande Pochesci ingaggiato dal Bisceglie dove lo mettiamo? Lui sì che è genio puro, o era solo il seguire da pecora un”inconsistente onda giornalistica?

  • Probabilmente contro il Genoa vinceremo, salvo andare completamente in palla nella successiva trasferta contro l’Inter. Ormai mi sono abituato all’incostanza frutto diretto della gestione minimale e nom ambiziosa di D’Aversa.

  • Abolir la camiseta negra
    Stop black shirt

    Solo a scrivere della black phoenix tengo le mani nelle mutande e i piedi su un corno che mi ha mandato Sepe

  • Qualcuno ricorda lo stregone colombiano che aiutava Tino dalla Curva nord?Ecco recuperiamolo e compensiamo la camiseta negra

  • Lasciamo perdere la storia della maglietta, questa cosa ha ampiamente stufato, abbiamo vinto e perso partite con tutte e tre le maglie… cercherei di proporre e discutere di argomenti un pochino più concreti ed intelligenti.
    Sempre e solo forza Parma

  • Con la nera in campionato non si è mai né vinto né pareggiato mi dispiace.

  • Allora ho capito è la camiseta noir la causa, il motivo per cui appena la indossono, li svuota di ogni energia!
    Oggi l’ho provata a letto, e difatti ho abbassato il rendimento…

  • Alora i van lavedi con la varachenna.
    Davide l’è un brev ragas, però al s’incasa col tomachi, maieti nigri e murador bargamasch

  • L’altalena di risultati, di per se, è tipica della nostra dimensione. Il problema è il resto.
    La formazione e i cambi per me sono stati sbagliati: kucka non era pronto si era visto col torino, scozzarella era il piu informa, hernani che ancora non ha capito dove gioca, andava tolto già all’intervallo.
    Detto questo abbiamo giocato contro valdifiori floccari tomovic missiroli, gente da 10 presenze a campionato, e correvano il doppio per cui l’atteggiamento dovrebbero nominarlo meno e metterlo in pratica di più, oppure andrebbero presi provvedimenti.
    Bar sport resta una trasmissione inutile e soporifera in ogni caso però essendo tv parma dopo una partita del genere non era proprio il caso di mandare carra perchè i tifosi hanno ancora le balle girate, io scrivo solo oggi altrimenti avrei rischiato di far la fine di velenoso (che mi manca e saluto se legge)

  • Ma se non mandano Carra almeno a Bar Sport cosa vuoi che gli facciano fare?

    • non lo so ma farei volentieri cambio stipendio con lui

  • Indirizzoemailvalido

    Di solito usa l’arrocco o il kulo se eschi

  • Laurini e darmian fanno ancora differenziato?

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