giovedì, Luglio 25, 2024
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IL COLUMNIST, di Luca Russo / L’ESAGERAZIONISMO, UN MALE DEL CALCIO ITALIANO

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – L’esagerazionismo è uno dei mali del calcio nostrano. Praticato indistintamente da parecchi calciatori e tecnici; e altrettanti giornalisti che si prestano al racconto della palla che rotola sull’erba. I picchi più alti di questa malsana tendenza sono stati raggiunti nelle ultime due settimane, in concomitanza della sosta di campionato e della sua successiva ripresa, allorquando stampa e addetti ai lavori hanno tessuto le lodi dell’Italia di Mancini prima e dell’Atalanta di Gasperini poi ricorrendo a toni e vocaboli a dir poco enfatici, ma scordandosi evidentemente di contestualizzarne i risultati e il giudizio che ne hanno dato. Agli Azzurri, e al Mancio che li guida dalla panchina, è stato attribuito il miracolo di aver ottenuto la qualificazione ad Euro 2020 con un invidiabile anticipo rispetto alla tabella di marcia. Si è addirittura arrivati a sostenere che “non era poi così facile qualificarsi”. Io avrò anche un debole per le polemiche e le provocazioni, ma credo che parlare di miracolo e di qualificazione non facile in presenza di un girone con Bosnia Erzegovina, Grecia, Finlandia, Armenia e Liechtenstein, e che mette a disposizione ben 2 posti per l’accesso diretto alla rassegna continentale, sia perlomeno fuori luogo. Contestualizzare, prego: a Ventura, di cui con reiterate e sgradevoli cadute di stile si è detto e scritto peste e corna come se fosse l’unico responsabile della non partecipazione italiana a Russia 2018, non è stato perdonato il non aver terminato sulla prima piazza un raggruppamento con dentro la quasi invincibile Spagna e che garantiva un solo posto per la qualificazione al mondiale, relegando la seconda ai playoff. Certo, lo spareggio con la Svezia poteva e forse doveva finire con un esito diverso, ma è altrettanto vero che il portiere svedese Olsen nel doppio confronto con gli Azzurri parò di tutto e certamente di più che nella seguente stagione trascorsa all’ombra del Cupolone. Quanto all’Atalanta di Gasperini, ho letto che gioca un calcio stellare. Vi confesso che l’ho vista all’opera solo in un paio di circostanze finora, però pure per gli orobici sarebbe il caso di contestualizzare prima di lanciarsi in valutazioni roboanti. Sarà anche stellare il calcio della Dea, ma tutt’al più qua in Italia. Altrimenti come si spiegano le 4 pappine che ha preso dalla Dinamo Zagabria – non esattamente uno squadrone – e la sconfitta casalinga con lo Shakhtar in Champions League? Dite che ha pagato lo scotto della prima volta e l’inevitabile emozione? Ne dubito. Credo molto più semplicemente che il suo calcio sia stellare qua da noi perché il livello del nostro campionato è quello che è. Ce lo dimostrano la Juventus in affanno col Bologna, l’Inter che a momenti si fa rimontare 3 reti dal Sassuolo, il Napoli in sofferenza contro il Verona e il Milan che non riesce a superare il tenero Lecce, a dispetto del gioco a viso estremamente aperto dei salentini. Qualcuno è convinto che la qualità delle cosiddette provinciali si sia alzata, il che renderebbe difficile la vita delle grandi. In tanti celebrano la conversione al giochismo – che pare abbia scalzato il risultatismo – delle formazioni nostrane, con la conseguenza di assistere a match dal finale non sempre scontato e prevedibile. Io invece molto più prosaicamente ritengo si debba fare la tara al campionato e rendersi conto che la Serie A non è più l’elegante gioielleria degli anni ’80 e ’90, ma una qualsiasi bigiotteria di quartiere buona solo per comprarsi illusioni, apparenza e vanità. Del resto, non è tutto oro quel che luccica. Luca Russo

3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST, di Luca Russo / L’ESAGERAZIONISMO, UN MALE DEL CALCIO ITALIANO

  • Caro Russo, ti ricordo che il buon Ventura non è riuscito a battere la Macedonia e la Svezia era del livello di una Bosnia qualsiasi.

  • Luca Russo

    Il pareggio con la Macedonia non ha influito ai fini della qualificazione diretta, semplicemente avremmo chiuso il girone a 3 punti dalla Spagna, invece che a 5. E ai mondiali la Svezia, che definisci una Bosnia qualsiasi, ha vinto il girone che includeva la Germania e, come Uruguay, Brasile e Russia, è stata eliminata ai quarti di finale, per mano dell’Inghilterra. Appunto suggerivo la necessità di contestualizzare. E di tener presente che il Mancio sì che sa curare i rapporti con la stampa…

  • Eh Russo, pure se hai ragione, cosí ci togli le illusioni del calcio e dopo che facciamo nella nostra grigia vita? Moglie grassa e bigodini, odore di minestrone in casa, bollette dell’Enia incomprensibili, automobilisti che ci strombazzano…
    Ricordati che quello italiano è un popolo teatrale, guitti e pulcinelle, pianti ed occhiolino furbo. Tifosi che cercano riscatto e non sportivi, un rigore fischiato contro è complotto, lo stesso identico rigore non fischiato a favore è uno scandalo che infiamma la “gente” piú che cento ingiustizie sociali

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