CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / ALLA RICERCA DEL TALENTO PERDUTO

gianni-barone.jpg(Gianni Barone) – Chi nasce radiocronista e poi diventa telecronista di calcio, fatica a trovare argomenti e soprattutto a parlare quando l’evento calcistico per eccellenza, cioè la partita, viene a mancare. Altri non fanno differenza, riescono ugualmente, evento o non evento, a parlarne con disinvoltura riempiendo con fiumi di parole giornali e web. Noi no, noi. Noi, no! E questo perché siamo stati abituati a descrivere azioni, a fare nomi, a riempire con dati di fatto le nostre cronache e i nostri servizi. Però quando le cronache diventano opinioni occorre fare piccoli sforzi, piccoli salti in avanti per riempire il vuoto degli eventi. In questa settimana a livello nazionale – stando all’ambito sportivo s’intende – di Parma si è parlato solo, e quindi incidentalmente, del fatto che Kulusevski, oggetto del desiderio di molte grandi squadre, non tanto sia esploso dai noi, quanto giochi semplicemente nella squadra Crociata. Il merito dell’esplosione non è stato ricercato o approfondito: si è detto solo gioca in prestito nel Parma, ma poteva giocare benissimo anche da altre pedulla kulusevskiparti, ma è stato scoperto dall’Atalanta, la quale Atalanta ha avuto l’intuizione di scovarlo giovanissimo in una squadra sconosciuta della Svezia, lo ha inserito e poi lo ha tolto dalla prima squadra lo scorso anno per fargli vincere il titolo italiano di categoria nella Primavera, e poi anziché confermarlo quest’anno tra i grandi di Gasperini, lo ha mandato, sempre con grande intuizione e lungimiranza in prestito secco, a farsi lo ossa, come si diceva una volta in gergo, in un’altra compagine che, casualmente si chiama PARMA, ma che si poteva chiamare e tranquillamente anche Longobarda o Roccacannucia. Punto. Stop. Finito. Poi si è passati ad altro: all’Inter, alla Juve, e a tutte le altre che se lo contendono o se lo contenderanno. Ecco: alla luce di tutto ciò , dello svedesino svedesone dai muscoli d’acciaio, tutti si sono cimentati nel dipingerne le doti, qualcuno ha osato il talento, anche se in giocatori del genere tutti forza, grinta e cativeria, (ai noi sempre tanto cara), il termine talento subisce qualche involontaria omissione. Il talento che non c’è, verrebbe da dire, perché sostituito con il più accattivante “giocatore moderno”, completo e di prospettiva, che sa attaccare, sa difendere, sa concludere, sa rifinire, e che non si perde in ghirigori inutili, leggi palleggi fini a stessi. Un giocatore nel suo genere anche se con ruolo o caratteristiche diverse, paragonabile, nella praticità, nell’essenzialità e nella potenza, al suo connazionale Ibra, anch’egli al centro dei discorsi di questa settimana senza calcio giocato, se si eccettua quello delle Nazionali, che non a tutti interessa e appassiona al cento per carlino ma ibra dove vacento. Kulu e Ibra, svedesi con origini slave o giù di li, o ex jugo, o giù di la, che infiamma piazze, dirigenti e operatori di mercato, al punto che qualcuno ipotizza come future stelle del mercato di Gennaio prossimo a venire. Eh si al PARMA, mai citato, e al quale nessuno riconosce meriti per la valorizzazione, cosa rimarrebbe? Solo qualche ricordo di un giocatore, capace nelle emergenze daversiane, di far dimenticare le assenze illustri di giocatori, una volta, a inizio stagione, considerati da tutti, fondamentali imprescindibili per la salvezza. Invece di fondamentale e imprescindibile, a volte non c’è – nel calcio, che noi amiamo descrivere e raccontare – non c’è niente, sempre per non dire di peggio. Un pene. Adesso, a livello nazionale, l’intuizione di D’AVERSA di farlo giocare titolare in un ruolo non suo, o per lo meno in ruolo in cui la fenomenale Atalanta, tra grandi e piccoli, non lo aveva mai schierato, non ha lasciato roberto d'aversa vigilia parma roma 09 11 2019nessun eco; adesso il tecnico rivelazione è Maran del Cagliari, è lui il nuovo profeta della provincia italiana, quella sana del calcio, senza milioni, è lui quello che inventato e ideato il miracolo. Per D’Aversa, che se uno degli inviati del maggiore quotidiano sportivo non fosse nativo di PARMA, a livello nazionale, non ci sarebbe assolutamente spazio, anzi non se ne conoscerebbe nemmeno la storia o l’esistenza. Questo è quello che ci è toccato leggere e subire in questa settimana, senza calcio di casa nostra giocato, direi ben poco se non addirittura nulla. Nessuno che si sia preso la briga di spiegarci, come mai, dalle nostre parti, non nascono i Kulu e gli Ibra, o come mai nessuno riesce a scovare, non dico giocatori della loro potenza e della loro efficacia, ma giocatori, un po’ normali, ma che area scouting nuovi arriviabbiamo un impatto diverso che di solito hanno i soliti giocatorini, belli a vedersi, che puntualmente sfornano i nostri vivai attraverso i vari scouting, che hanno sostituito quelli che una volta venivano definiti talent scout. Ecco il termine talenti scompare anche perché se i talenti di casa nostra sono Balotelli o Kean, nel calcio lo jus soli e lo jus culturae, sono stati già acquisiti, assimilati e superati, tutti ancora parzialmente o integralmente inespressi, forse ci si attende qualcosa di meglio, non tanto sul punto di vista tecnico, quanto su quello caratteriale e dell’utilità in campo. Si devono ricercare calciatori normali, tignosi, rognosi, che rompano le balle in campo agli avversari, e non soprammobili di swarovski belli da vedere e da esibire. E speriamo che la scelta del Parma, d’integrare l’area scouting, con elementi come Corti e Pederzoli, gente di esperienza nel settore, sia orientata in questo senso, perché non osiamo credere che reperire giocatori alla Kulusevski, nei nostri o negli altrui confini sia solo prerogativa della fenomenale Dea. Certo che, a livello giovanile e locale, non si può più ricorrere ad osservatori bambini, senza nerbo e competenza, o ad osservatori ottuagenari, con tutto il rispetto per le generazioni che furono, un po’ obsoleti: occorre riformare il settore, occorre gente formata ad hoc, che segua tutti campionati, compresi sabrina-jo-squillo-696x651quelli dilettantistici, dalla D in giù, con attenzione, e con predisposizione particolare, cercando nel calciatore quelle doti che vanno al di là della tecnica pura e semplice. Oltre ai piedi c’è di più, perché se alle prestazioni di Kulusevski, ai più sono sfuggite le imperfezioni in fase di ricezione della palla, gli stop per intenderci, bisognosi, detto inter nos, di una cura PISSAROTTI, o al limite di COACH 6100 evidenziate e supplite dal giovane virgulto svedese, con la tenacia, la aggressività, la grinta, vuol dire che per avere un giocatore moderno, normale, efficacie, non bastano i tocchetti di fino, il bel palleggio, che, ahinoi, gli attuali osservatori obsoleti di cui sopra, sembrano sempre voler, nelle loro selezioni, privilegiare. E non lasciamoci, poi, abbagliare – per carità! – dalle attuali vittorie della Nazionale di MANCINI, che entusiasma molti, sul fatto che l’emergenza crisi del calcio italiano sia finita e che la semplice sostituzione di Ventura, sia bastata per invertire la tendenza, e far gridare a tutti che il calcio italiano sia completamente guarito. La strada, è forse un po’ più lunga di quanto si possa credere, checché tutti ne dicano o molti ne sparino. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

9 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / ALLA RICERCA DEL TALENTO PERDUTO

  • 19 Novembre 2019 in 01:58
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    Giusto per la cronaca, D’Aversa non gli ha inventato nessun ruolo nuovo che a Bergamo non capivano, come hanno detto in interviste, sia il giocatore che l’allenatore, in una fase iniziale non gli sono stati dati compiti di copertura per responsabilizzarlo gradualmente ma il fine è farlo tornare mezz’ala, ripeto che lo ha detto lo stesso Kulusevski in un’intervista che il suo percorso progammato a Parma è quello e detto tra noi, se si sono viste le partite era evidente, solo che avendo carenza d’avanti lo si è lasciato più avanzato ma i compiti difensivi sono aumentati, ma io non capisco come si fa a definire questo giocatore “tutto grint, forza ecattiveria” che non sa stoppare il pallone, davanti a giocatori del genere, scrivere che è uno scarpone tutta corsa e polmoni per distinguersi dagli altri rischia di far sembrare tinti più che brillanti, come quei critici che parlano male di un film universalmente apprezzato più per fare parlare di sé e distinguersi che altro, ma qui signor Barone siamo davanti qui fuoriclasse,un 19enne con i brufoli che dopo 13 partite in A trascina da solo la squadra e parla come un capitano, uno che ha fatto 5 assist e messo il triplo di volte l’uomo davanti al portiere in 13 partite, uno che dribbla 3 uomini, queztio rincorrono e lui i da 7 metri e in corsa lancia l’uomo in porta.

  • 19 Novembre 2019 in 08:21
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    Ma quindi Kulusevski è uno scarpone? Forse ho capito male io. è vero che a volte stoppa male la palla, ma la maniera in cui la conduce, la visione di gioco e il dribbling sono da giocatore di tecnica cristallina.

    • 19 Novembre 2019 in 09:55
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      Hai capito male. Il signor Baroni non ha utilizzato il lessema “scarpone”. Lo ha usato semmai, facendo una sintesi non consona all’esposizione, l’utente “Se Ciao”. Ma Baroni non si è certo permesso di dare dello scarpone a Kulu

      • 19 Novembre 2019 in 22:19
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        Se leggi l’articolo sminuisce Kulu e il resto del mondo dicendo che non si rendono conto che è solo tutta grinta, corsa e che manco sa stoppare la biglia a differenza dei giocatori del passato (negli anni 70 sì che vedevi giocatori tecnici, che prendevano la biglia, la stoppavano con calma, avevano il difensore a 3 metri, si guardavano intorno 4 secondi e lanciavano l’uomo la cui marcatura più asfissiante era a 2,5metri), io riprendo le corbellerie scritte sopra, Kulusevski è associato solo a a squadre di primissima fascia, le altre manco si avvicinano perché tutti hanno capito che il valore è eccezionale, leggete l’articolo a ditemi se il senso non è che lo si valorizza troppo, che i campioni c’erano una volta, e che Barone è l’unico a capire che Kulusevski sa solo correre e mettere grinta. Va bene tutto ma pretendere di scrivere che tutti siano fessi davanti ad un giocatore che è superiore agli altri in modo così netto mette Barone in ridicolo, non me. Senza offesa ma c’è da essere scollegati dalla realtà.

  • 19 Novembre 2019 in 12:38
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    Potremmo prendere in prestito dalla Roma Zappacosta come esterno basso se parte Darmian. Così Inglese e Grassi hanno il terzo per giocare alla play in infermeria.

  • 19 Novembre 2019 in 12:43
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    Comunque Zaniolo è un giocatore simile a Kulusevski ma per i ruoli che possono ricoprire ambedue uno più realizzatore l’altro rifinitore, mezzala o attaccante di fascia a tuttocampo, non hanno di eguali nel panorama calcistico.

  • 19 Novembre 2019 in 14:57
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    ho letto ora che Cornelius ieri è uscito dal campo per un problema muscolare. questo weekend giochiamo con dermaku punta ahaha

  • 19 Novembre 2019 in 16:56
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    A gennaio pe l’attacco prendiamo Matri (se il Brescia trova il sostituto).

  • 19 Novembre 2019 in 17:22
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    beh è molto bravo anche maran
    kulusevski talento cristallino, il bello viene ora e dipenderà molto da lui e un po da chi lo allena e soprattutto allenerà
    che debba migliorare anche in qualche fondamentale sono d’accordo, soprattutto ad alti livelli lo stop o come dicono ora il controllo orientato fa la differenza

I commenti sono chiusi.

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