CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA WAR DELLA VAR: DI PROTOCOLLO IN PROTOCOLLO DOVE ANDREMO A FINIRE?

gianni barone(Gianni Barone) – Contro la manfrina dei protocolli cambiati – per dirla alla Cassano, non un pensatore qualunque – non si riesce a fare di meglio di quello che si continua a vedere nelle ultime, ma anche nelle prime giornate di questo campionato? Evidentemente no, visto che Stracandido Cucci, se ne esce sulla Gazzetta con un seccato e al tempo stesso liberatorio “Se non ci fosse la Var – e non War come detto da noi, chissà perché – questo sarebbe il miglior campionato di sempre”. Non sappiamo se sia effettivamente così, nel senso del miglior campionato, nonostante la Var, però la War, ritorniamo a noi, ci sta mettendo del suo per complicare l’incomplicabile (lo s:o non si può dire), con tutte le giravolte del caso, in tema di protocolli, e interpretazioni varie, al punto che nessuno riesce a capirci più nulla, e nessuno tra i mortali del tifo, della pazienza e della comprensione riesce più a raccapezzarcisi quando, di fronte agli episodi contestati, gli esperti di turno, sparano le loro sagge, e al tempo stesso, bizzarre conclusioni che spiegano tutto e non FAGGIANO DOPO FIORENTINA PARMAchiariscono un bel niente, per non dire di peggio… Anche un Faggiano, piuttosto perplesso – addetto ai lavori di lungo corso – fatica a comprendere ciò che in ordine agli episodi contestati pro o contro la sua squadra, viene deciso. I protocolli cambiano ogni anno, dice, e il suo conterraneo Cassano, corregionale per meglio dire, dalla tribuna di Tiki Taka, sbugiardato da un valente e agghindato opinionista filo-juventino, se ne esce con la certezza che il protocollo dica una cosa, a proposito della punibilità del fallo di mani, quando invece da quest’anno, forse, dice, non dico l’esatto contrario, ma ben altro. Di protocollo in protocollo, chissà dove andremo a finire e dove andremo a parare, per riuscire, non tanto a sapere, quanto a capire quando il war deve intervenire e quando no; quando l’azione deve finire oppuramente no, per permettere al war di essere consultato, e quando l’errore arbitrale sul campo è da considerare, non dico evidente, quanto tale. Una cosa che sembrava semplicissima subito, ma poi in poco tempo, sis ono aggiunte tante e tali complicazioni che, chi non è pensatore come pochi eletti dei salotti tv, si trova nella condizione di dire ciò che è stato inventato, introdotto, per chiarire o migliorare tutcassano tikitakati i rapporti delle forze in campo, ciò che è stato introdotto e inventato per fare chiarezza, non fa altro che ingenerare nuovi dubbi e nuove perplessità in chiunque non sia esperto o peggio ancora sportivo non informatissimo in materia. Per seguire il calcio, ora bisogna studiare più di prima, bisogna aggiornarci di continuo, perché ci si trova nella scomoda condizione di dover, il più delle volte, se chiamati in causa, per esprimere un giudizio, su di una determinata situazione controversa, ammettere la propria incompetenza, la propria ignoranza. E’ il terrore che attanaglia, anche chi come me, dovrebbe sapere, ma non sa sempre, tutto, o bene, e che quando si trova in studio in trasmissioni come Bar Sport di 12 Tv Parma, spera sempre che il conduttore o la conduttrice, non gli sottoponga i rilievi che attenti implacabili telespettatori, via WhatsApp, avanzano in tema di War. Questo mostro, ormai, conosciuto, sebbene invocato, in barone tv parmapassato, e accolto da molti, non da tutti con favore, e il cui protocollo, ahinoi, sta creando non pochi fraintendimenti, quando ci renderà finalmente pace? Ma come ciò sia stato reso possibile, non si sa. Quello che doveva migliorare peggiora il tutto? E citando Musil e non Kafka, come qualche solerte pensatore anonimo, del nostro web stadiotardinico, suggerirebbe: “Ogni generazione intenta a distruggere i buoni risultati di un’era precedente è convinta di migliorarli”. Anche se nel nostro caso, non si tratta di era, ma di anni o di pochi mesi in cui sono stati cambiati alcuni principi del benedetto protocollo che tutti fingono di conoscere, ma che, ribadiamo, solo pochi capiscono effettivamente. Verrebbe quasi da rispondere alla George Bernard Shaw, per non farci mancare assolutamente nulla “L’uomo ragionevole si adatta al mondo irragionevole; l’irragionevole insiste nel tentar di adattare il mondo a sé. Quindi ogni progresso dipende dall’uomo irragionevole”. Detto così potrebbe sembrare anche troppo forte o stonato o non in linea con la portata del problema, sempre che si voglia insistere nell’inseguire un ulteriore miglioramento in materia, leggi un nuovo protocollo o un miglioramento dell’esistente, ancora un po’ troppo criptico per menti normali come le nostre. No, per carità: basta miglioramenti! Peggioriamo e restiamo nei minori danni di adesso in cui si capisce e non si capisce, si sa e non si sa: l’importante è che allegri adani studio skylo spettacolo continui (sdong). Lo spettacolo di un campionato che persi gli ultimi mohicani del calcio propositivo in luogo di pragmatici seguaci del “corto muso” della metafora di ALLEGRI, convince critici e tifosi ancora nostalgici di un calcio senza fronzoli od orpelli inutili. Un calcio incarnato dal Parma di D’Aversa, anche dall’Inter di Conte, dal Verona di Juric, e dalla Lazio Inzaghi, che al momento si contrappone al giochismo sarriano, in evoluzione, e al fenomenismo a sorpresa del Cagliari di MARAN, che nell’immaginario collettivo di chi si esalta sempre troppo, forse solo per qualche domenica, ha scalzato, avendola battuta seccamente in campionato, l’Atalanta di GASPERINI, ancora amata e osannata in ogni caso, all’interno dei nostri confini. Intanto Gervinho ha fatto un altro bel goal, alla nostra maniera, quella che a noi piace di più e che dovrebbe esaltare, anche, gli scettici del settore; intanto Scozzarella che non doveva essere all’altezza della massima serie (per lo meno per diversi frequentatori del nostro spazio commenti…) continua a risultare fondamentale per l’equilibrio dserie a fiorentina parma 03 11 2019 esultanza dopo gol gervinhoella squadra in campo. E intanto il PARMA, si è tolto di mezzo il trittico in otto giorni con scelte di formazione obbligato dettate dall’emergenza infortuni, limitando i danni al minimo e fornendo prestazioni di buon livello, dove avrebbe, sicuramente, meritato di più in termini di risultati. Ora resta una classifica, buona, da migliorare sempre, nella speranza che le decisione protocollari della tecnologia non interferiscano più di tanto. Né a Parma, e né altrove e che non inducano i sostenitori della prima ora, come noi, della moviola in campo che gli arbitri, consultano ormai, poco e con riluttanza, a pentirsene di averlo fatto e di rispondere a chi, tra una contestazione a l’altra tira in ballo il protocollo che è cambiato, con quella frase tipica del nostro dialetto usata nel film un “Sacco Bello” da un ipotetico operatore Aci, nei confronti dell’insistenza del pedante Furio alias Carlo Verdone, e cioè “ Mo va a cagher”… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA WAR DELLA VAR: DI PROTOCOLLO IN PROTOCOLLO DOVE ANDREMO A FINIRE?

  • 6 Novembre 2019 in 07:42
    Permalink

    Ormai ho rinunciato a capire la VAR. è a totale discrezione dell’arbitro quando utilizzarla http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_negative.gif

  • 6 Novembre 2019 in 10:48
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    Se quell’elegantone del primo cittadino e quell’altro esempio di eleganza del suo vice si trasferiscono a Verona spariscono i passi carrai dalla città scaligera.

  • 6 Novembre 2019 in 14:51
    Permalink

    Nel trittico Inter-Verona-Fiorentina abbiamo (immeritatamente!!) perso l’unica che non avremmo dovuto: peccato aver subito due rimonte, ma la carenza di cambi ha avuto il suo non indifferente peso. Ora c’è da augurarsi che Karamoh non debba star fuori troppe settimane…!!
    Una provocazione a margine della War of Var: considerando che la tecnologia ha risolto il gol-non gol al 100% e l’off-side al 90 (Candreva docet…), e che il fuorigioco andrebbe sbandierato solo al termine dell’azione (ad esclusione di Gervinho…), a cosa servono i guardalinee? Mettiamo un dirigente/volontario che segnali se la palla è fuori, come nel calcio giovanile…

  • 6 Novembre 2019 in 16:31
    Permalink

    Lungo stop per karamoh, urge tornare sul mercato

    • 6 Novembre 2019 in 18:14
      Permalink

      Io pensavo a Ibrahimovich

    • 6 Novembre 2019 in 19:48
      Permalink

      Non sarà breve ma neppure lunghissimo visto che non si dovrà operare e per fortuna neppure Inglese. Li avremo probabilmente a gennaio.

    • 7 Novembre 2019 in 08:09
      Permalink

      Però pensavo anche a Pepito Rossi

  • 6 Novembre 2019 in 17:26
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    Credo che i guardalinee ormai guarderanno solo le linee..ovvero le rimesse laterali e le rimesse dal fondo / calci d’angolo…un duro lavoro insomma

  • 6 Novembre 2019 in 19:14
    Permalink

    Caro benni è la speranza dei mal vestiti che faccia un buon inverno

I commenti sono chiusi.

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