IL COLUMNIST di Luca Russo / L’IMPEGNO DEL PARMA CONTRO IL CARO-PREZZI NEGLI STADI APPRODA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Salvaguardare la passione di milioni di tifosi italiani si può. Come? Prendendo spunto dalla vicina Francia e soprattutto dal nostro Parma. In una lettera inviata al ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, al presidente della Figc Gabriele Gravina e al presidente della Lega Calcio Serie A Gaetano Miccichè, il deputato Daniele Belotti, capogruppo della Lega alla commissione Sport-Cultura-Istruzione, ha denunciato l’aumento vertiginoso dei prezzi dei biglietti negli stadi italiani e proposto una soluzione tanto ragionevole quanto logica: copiare l’esempio virtuoso di chi ha già maneggiato e risolto efficacemente la questione. Francia e Parma, appunto. Al di là delle Alpi è stato deciso che il costo di un biglietto del settore ospiti non debba superare i 10 euro in Ligue 1 e i 5 euro in Ligue 2. Il club Crociato si è spinto (in ribasso) oltre i 15€ nell’ambito di un accordo di reciprocità con camera deputatile altre società: con la Sampdoria ha fatto 10€ in reciprocità e stesso prezzo farà con l’Udinese, sempre in reciprocità. Iniziative lodevoli che vanno elogiate e pubblicizzate, perché intraprese a beneficio di quegli away fans che alla poltrona preferiscono il seggiolino, indubbiamente meno confortevole, dello stadio; e che da diversi anni a questa parte oltre a doversi sorbire gli effetti collaterali del cosiddetto calcio spezzatino, sono costretti a fare i conti pure col caro prezzi dei biglietti. I 50 euro per la curva ospiti in Lecce-Napoli; i 70 e i 161 rispettivamente per il terzo e il primo anello in Milan-Inter; oppure i 55 per i settori più economici (???) dell’Allianz Stadium della Juventus: prezzi impopolari che hanno dato il la ad una progressiva desertificazione delle gradinate che accolgono i sostenitori da trasferta. E alle loro inevitabili e sacrosante rimostranze, che vanno nella direzione opposta: “prezzi popolari per stadi popolati”, come da slogan della campagna che hanno promosso per riportare le cifre dentro il perimetro del buon senso e i tifosi sugli spalti. Se la risposta del governo calcistico francese soddisfa parecchio ma non sorprende più di tanto, perché è esattamente questa la capacità decisionale che ti aspetti da chi ha la responsabilità di esercitare determinati ruoli, quella del Parma di stupore ne suscita parecchio. Immagini, infatti, che spetti ai cosiddetti organi competenti lanciare un segnale significativo in materia di caro biglietti, come è giustamente successo in Francia; supponi che la soluzione del problema in questione vada costruita dal movimento nel suo insieme, non dai singoli club che ne fanno parte; pensi, insomma, che un tema così trasversale debba suggerire una risposta perlomeno condivisa da tutti gli attori in gioco, non la reazione isolata di una società. In Italia accade l’esatto contrario: mentre la maggioranza dei club spreme manco fossero limoni, ed evidentemente penalizzandoli, i supporter che ancora oggi, nell’epoca del pallone ogni giorno e a ogni ora, scelgono di macinare centinaia e centinaia di chilometri per supportare concretamente la propria squadra del cuore e la scomodità dello stadio invece che la comodità del divano e i costi decisamente più sostenibili di un abbonamento alla pay tv, quello più giovane in termini di anzianità operativa si segnala anche come il più maturo e il più sensibile in materia. Consapevole che una partita non può essere entusiasmante se mancano i cosiddetti tifosi da viaggio, che contribuiscono a rendere ancor più adrenalinica l’atmosfera di questo o quel match, il Parma, mostrando una certa intelligenza e anticipando il resto della compagnia, ha deciso di venirgli incontro, favorendo la loro presenza e invogliandola a suon di prezzi dei biglietti realmente abbordabili. Il calcio dal vivo non può diventare una passione di nicchia o un lusso per pochi eletti e/o privilegiati. Il calcio da stadio è e deve restare un fenomeno nazionalpopolare, capace di catturare l’interesse pure di chi ci capisce poco di fuorigioco, marcature preventive e diagonali difensive. Il calcio da trasferta, col suo romantico carico di lunghe domeniche passate in bus e in autostrada ad attendere con trepidazione il fischio d’inizio e a commentare animatamente quanto accaduto nel corso dei 90 minuti, va preservato, coccolato e valorizzato come fosse un’altra delle nostre innumerevoli eccellenze, non debellato o peggio abolito in nome di una non meglio precisata e assolutamente ingiustificata esigenza di far cassa: i ricavi da biglietteria incidono al massimo per il 7/8% sui bilanci delle società, che i soldi quindi dovrebbero cercarli altrove, mica nelle tasche dei tifosi che alimentano il carrozzone del pallone. Il club Crociato, intercettando con largo anticipo i mugugni e i malumori di chi allo stadio, e in trasferta, ci va ancora a dispetto dell’elevata disponibilità di calcio in televisione, ha dato ulteriore prova di essere una società all’avanguardia e dai riflessi indubbiamente pronti nel panorama calcistico italiano. Luca Russo

8 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / L’IMPEGNO DEL PARMA CONTRO IL CARO-PREZZI NEGLI STADI APPRODA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

  • 15 Novembre 2019 in 09:55
    Permalink

    si giusto evidenziarlo, il botteghino incide meno di una volta sui ricavi e con le strutture e i servizi che ci sono in italia già la tariffa francese sarebbe alta

  • 15 Novembre 2019 in 10:20
    Permalink

    intanto a risposta del quesito che avevo fatto a Morosky pare ,secondo il corriere dello sport, che se Kulusevsky parte a gennaio arriverebbe qualche cash o pezzi di cartellini di altri giocatori al Parma.

    • 15 Novembre 2019 in 11:46
      Permalink

      Kulusevski già non sarebbe partito in condizioni normali, figurarsi ora con Gervinho indisponibile per tre settimane e che dunque prima di essere considerato nuovamente abile e arruolabile dovrà ritrovare una buona condizione fisica e il ritmo gara. Col solo Cornelius a far reparto d’attacco, ci servirà come il pane la vivacità offensiva di Kulusevski e la sua predisposizione alle incursioni. Altro che Inter: Conte se lo tolga dalla testa.

  • 15 Novembre 2019 in 11:54
    Permalink

    Per Kulusevsky….punterei con tutte le proprie forze a tenerlo.

    Ma poi cosa se né fa l’inter.. a gennaio?

    Ma acquistarlo noi???

    • 16 Novembre 2019 in 01:08
      Permalink

      Soprattutto Kulusevsky cosa va a fare la riserva in una big a gennaio? Rimane qua fino a giugno titolarissimo.

  • 15 Novembre 2019 in 12:30
    Permalink

    Ottima iniziativa del Parma.

    Vedere gli spalti pieni (come avviene quasi sempre in bundesliga, liga e premier) è un doppio spettacolo.
    Peraltro in Italia il prezzo dei biglietti è inversamente proporzionale alla comodità degli stadi (a parte poche eccezioni).

    A proposito di comodità e confort: ma di un ammodernamento del Tardini non se ne parla più? Non vivendo a Parma forse mi sono perso qualche pezzo, ma un rifacimento della tribuna est e la copertura delle curve sono temi affrontabili nel tempo?

  • 15 Novembre 2019 in 15:17
    Permalink

    second mi alla Camera dei Deputati saris mej ferog ariver il lamenteli par l’aument ed la boletà ed la lusa, o dal gas, o ed la bensina.
    O anca per l’aumet dal presi d’il tomachi (ag pensa Davide?)
    non si vive di solo calcio, a cresà tut i presi ma al stipendi l’è sempor intorna ai mille euro ed media.

  • 15 Novembre 2019 in 16:13
    Permalink

    Lorenzo, hai centrato in pieno cosa vuol dire guardare oltre. Acquistarlo noi anche smollando un pò di pila sarebbe una scelta assolutamente intelligente. Si legge di 30, se abbiamo pagato Inglese che non sta neanche in piedi se tirano 4 arie 25…Uno così tra due anni lo vendi a 60/70 come minimo. Ergo per due anni ne godi e in più porti anche a casa un bel guadagno. Ma non dire queste cose troppo forte soprattutto se passi in zona Viale Rustici, Ponte Caprazucca o Via Mantova che è peggio che biastumare per Nicchi o dire di essere un camerata per (-)izzarotti.

I commenti sono chiusi.