IL COLUMNIST di Luca Russo / IL MALE DEL CALCIO ITALIANO NON E’ IL VAR, O IL SUO UTILIZZO, BENSI’ LA TENDENZA AL COMPLOTTISMO

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Alla vigilia di Fiorentina-Parma anche D’Aversa si è espresso a proposito del VAR. E lo ha fatto alla sua maniera, senza peli sulla lingua, senza troppi giri di parole e andando dritto al dunque. Questo, in sintesi, il suo pensiero: “Del VAR se ne fa un uso eccessivo, pure quando dovrebbe essere l’arbitro a governare le proprie decisioni; e noi addetti ai lavori dovremmo evitare di arrabbiarci per i torti che subiamo e accogliere con un sorriso i favori, meglio non commentare”. Dichiarazioni nette, merce rara nel mondo del pallone che spesso, nell’esporre i propri punti di vista, ricorre al politichese proprio per tenerli ben nascosti ed evitare prese di posizione che potrebbero risultare sconvenienti. Ma non è il VAR, o il suo impiego “ricorrente”, il problema del calcio italiano. Che invece soffre, e parecchio, la presunzione, la tendenza al complottismo e d'aversa varl’incoerenza dei suoi attori. L’uso del VAR è disciplinato da un protocollo definito dall’IFAB, ovvero dall’organo che ha il potere di stabilire qualsiasi modifica e innovazione delle regole del gioco del calcio. Sostenere che alcune di esse non abbiano senso (penso a quella sul fallo di mano) o che del VAR se ne faccia un uso smodato, significa sconfessare, sminuire e svilire il ruolo di chi, a differenza nostra, ha titoli e competenze per esercitarlo. Presunzione, appunto. Di essere più bravi, svegli e intelligenti di gente che è stata messa lì a capo di certe strutture perché in possesso di capacità adeguatamente certificate. È parimenti fastidioso poi che gli addetti ai lavori agitino lo spettro della cospirazione in presenza di decisioni arbitrali a loro avverse, salvo “non commentarle” o addirittura accoglierle con favore “perché la compensazione fa parte del gioco” in caso contrario. Se c’è del marcio, c’è sempre, non solo quando fa comodo. E qui non si può che essere d’accordo con D’Aversa. Se ritieni di esserti preso un’insufficienza solo perché non stai simpatico al prof, mi aspetto che, seguendo lo stesso criterio, non ti attribuisci particolari meriti nel momento in cui quel brutto voto si trasforma in un 30 e lode. Fuor di metafora, sarebbe ora che presidenti, allenatori e calciatori si levassero di dosso la sindrome dell’accerchiamento da cui hanno voluto farsi contagiare e adottassero un minimo di coerenza nell’analizzare e giudicare le direzioni arbitrali (a me piacerebbe addirittura che se ne facesse a meno). Mi vengono alla mente le scene da psicodramma e alcune dichiarazioni al vetriolo meritevoli di deferimento dei tesserati del Napoli dopo che Giacomelli ha deciso – correttamente a mio parere – di non sanzionare col rigore il contatto tra Kjaer, difensore atalantino, e Llorente, centravanti azzurro. Io, dai partenopei, la medesima indignazione avrei voluto vederla anche dopo le sviste, quelle sì evidenti ed acclarate, di cui hanno beneficiato a Firenze alla prima di campionato. E invece in quella circostanza silenzio assordante, nessuna morale sugli arbitri o il VAR, nessuna allusione al calcio malato o al sistema corrotto. Vale per loro come per gli juventini, gli interisti, i milanisti e in genere tutti quelli che, sottraendosi alle logiche del fair play, sono pronti a sottolineare con enfasi e veemenza i presunti favori arbitrali ricevuti dalle altre, salvo poi provare ad insabbiarli o “non parlare di arbitri” quando gli dice bene. Così non va. O non si discute più delle direzioni di gara, nel bene e nel male; o, se proprio non se ne può fare a meno, lo si faccia con coerenza. Altrimenti si perde di credibilità. Luca Russo

15 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / IL MALE DEL CALCIO ITALIANO NON E’ IL VAR, O IL SUO UTILIZZO, BENSI’ LA TENDENZA AL COMPLOTTISMO

  • 7 Novembre 2019 in 09:36
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    Si ok, però capita spesso che situazioni identiche vengano punite in maniera differente. Questo non riesco a capire della VAR.

  • 7 Novembre 2019 in 18:09
    Permalink

    Una domanda irrisolta. Ma Laurini co gal????????

    • 7 Novembre 2019 in 22:10
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      Rispondo io che ho fonti affidabili: Laurini non trova l’uscita dell’ infermeria, Espinoza non trova l’ entrata di Collecchio, Grassi e gli amici di ospedale stanno nelle mani dei nostri professionisti e torneranno per il ritiro di Luglio.

  • 7 Novembre 2019 in 19:36
    Permalink

    E espinoza in do el?

  • 7 Novembre 2019 in 19:38
    Permalink

    Conte a gennaio vuole darmian, a g’manca pu ‘ che colli ‘

    • 7 Novembre 2019 in 19:55
      Permalink

      C’è già Davide che deve pagare una ricca cena se Darmian resta a parma, a me e a tutti i lettori che si prenotano. Se vuoi dargli una mano a pagare…

  • 8 Novembre 2019 in 00:21
    Permalink

    TV Parma ha parlato fra i possibili svincolati da prendere anche di Nocerino e Montolivo

  • 8 Novembre 2019 in 10:05
    Permalink

    Va bene chiunque, putost che nient l’è mei putost. Per quanto riguarda Darmian c’è una possibilità che non vada alla casa madre strisciata nero azzurra cinese, ovvero che si rompa. E l’ipotesi non è poi così remota purtroppo. Sul tema infortuni rilfettevo tra me e me e dal 91 ad oggi non ricordo nemmeno negli anni delle nozze coi fichi secchi dell’Ammiraglio e dell’Armatore (cit.), situazioni continue e devastanti come questi due anni di serie A. Ormai ad ogni partita e allenamento siamo con le mani tra le gambe sperando non solo di non perdere, ma anche di non vedere l’ennesimo rotto. Si può sapere da cosa dipende?Io un’idea ce l’ho e anche il Mister. Si compra gente che è clinicamente e strutturalmente fragile.

  • 8 Novembre 2019 in 12:54
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    Non ho capito direttore…è praticamente certo che Darmian a gennaio tolga il disturbo?

    • 8 Novembre 2019 in 15:48
      Permalink

      Io sono praticamente certo che Darmian resti al Parma. Siccome, però, Davide è convinto che lo stesso, invece, andrà via a Gennaio, gli ho detto che se poi Darmian dovesse restare dovrà pagare una lauta cena a me, a Faggiano e a tutti i lettori che nel frattempo si prenoteranno. Tipo Pencroff.

      Viceversa chi come Benni sostiene al pari di Davide che Darmian andrà via potranno concorrere alle spese di Davide per pagare la cena di cui sopra.

      Siccome io ho il braccino corto perché sono stato contagiato dall’UPI in ogni caso non pagherò alcuna cena…

  • 8 Novembre 2019 in 17:18
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    Direttore possiamo imbucarci alla sontuosa cena degli Auguri dell’UPI, a cui partecipano imprenditori/ini/otti/oni, dottoroni, avvocatoni, teste grige e pelate, capitani e marescialli, presuli e notai, notabili, cavalieri, banchieri, ambasciatori e consoli.

    • 8 Novembre 2019 in 17:26
      Permalink

      No, no: Tu dici di non avere il braccino, quindi io mi aspetto la cena sontuosa da Te… Senza imbucarmi all’Upi…

      Piuttosto: l’altra sera pensavo a Te… (Son messo bene…) . Mi trovavo per un raro momento di svago al BDC (la chiesa sconsacrata ex garage di Borgo delle Colonne) ove era in corso il concerto live della fidentina Sara Loreni in concomitanza con una mostra sul 50° dell’uomo sulla luna. Ebbene: i mohjito ordinati ci sono stati serviti in buslot da tomacca. Anche se posso garantire che BDC con UPI c’entra niente. Del resto come col Parma come ricordato da Oscar a Morosky qualche commento fa…

  • 8 Novembre 2019 in 18:57
    Permalink

    Bè però Direktor, non è mica giusto. Se Darmian resta al Parma Davide paga una cena. E va bene e già godo solo a dirlo. Ma se Darmian, viceversa, se ne va all’Inter allora….la cena la dovrebbe pagare Lei. Mi scusi ma mi veniva da dirlo…sennò co ela la par condicio? absit iniuria oh, intendemos

    • 8 Novembre 2019 in 19:16
      Permalink

      Io ammetto di essere piocione, al contrario di Davide che dà del braccino all’UPI e assimilati

I commenti sono chiusi.

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