L’insostenibile leggerezza del pallone, anno secondo / LA PARTITA PIU’ BELLA. DA IMPAZZIRE

IACOPONI PARMA ROMA 10 11 2019

(Luca Tegoni) – Ci vorrebbero Picasso, Guttuso e Schiele per ritrarre l’umanità affaticata e indifferente al dolore, allungata in gesti estremi e poi Balla e Boccioni per esprimere nella corsa l’irrequietudine disperata di un giorno senza domani. Così gli eroi di ieri sera sarebbero giustamente immortalati in quella che a memoria di tifoso hanno giocato la partita più bella. Toni epici che non mi sono consueti ma ieri sera la partita del Parma è stata bella da impazzire. La gioia dei tifosi e le parole d’amore irripetibili. Anzi no, speriamo di si.

Nel primo tempo il Parma non lascia spazi alla Roma che riesce ad effettuare il primo tiro, centrale e non pericoloso, intorno al quarantesimo. I ritmi si alzano quando il Parma cambia passo e attacca arrivando in area varie volte e mantenendo gli avversari in costante apprensione. Solo per banale imprecisione il Parma non va all’intervallo con almeno due goals di vantaggio. Purtroppo ci va senza Gervinho che, pochi minuti prima del quarantacinquesimo chiede la sostituzione per problemi muscolari. Come ha poi detto D’Aversa, in conferenza stampa, speriamo che si sia fermato in tempo. Entra al suo posto Sprocati.

MALMESI VIGILI DEL FUOCO PARMA ROMA 10 11 2019

Da segnalare, prima dell’inizio dell’incontro, il gesto di riconoscenza e solidarietà della Societa Parma Calcio 1913 che, per commemorare i tre pompieri assassinati in provincia di Alessandria, offre un mazzo di fiori alla sezione provinciale di Parma dei Vigili del Fuoco.

Inizia il secondo tempo e la partita si fa ancor più nervosa che nel primo. L’arbitro tende a sorvolare su interventi a centrocampo ai danni del Parma, il pubblico fischia e la tensione in campo si alza. L’arbitro fischia invece un fallo, rivisto in televisione non sembrava tale, per la Roma al limite dell’area del Parma. Kolarov centra il palo, la palla torna in campo e Pastore un po’ defilato, alla destra di Sepe colpisce al volo. Sepe, con il massimo della concentrazione e dell’istinto alza le mani per colpire e deviare la palla quel che basta per evitare il vantaggio della Roma.
Il Parma torna subito all’attacco e non lascia fiato alla Roma. Poi passa in vantaggio. Kuçka da destra crossa la palla verso il centro dell’area, la palla viene respinta e, poco fuori dall’area, se ne impossessa Hernani che la allarga verso sinistra a Gagliolo che scende e la mette in mezzo per Sprocati, inopinatamente libero in mezzo all’area. Ferma la palla di petto e la gira di sinistro sul palo ad incrociare e, dopo un paio di rimbalzi Pau Lopes non può far altro che raccoglierla dalla rete. Uno a zero. Solo D’Aversa ci credeva.

L’intensità della partita si alza ancora e il Parma si dimostra molto più grintoso ed furioso della Roma. Kulusevski e Kuçka corrono e conquistano palla ovunque. La Roma tenta solo qualche tiro da fuori area ma Sepe si fa sempre trovare pronto. È il Parma che negli ultimi venti minuti ha occasioni in serie. Prima Sprocati non riesce ad anticipare davanti alla porta un difensore, poi comincia il quarto d’ora di Cornelius. Prima arpiona una palla in mezzo all’area se la sposta sul destro ma la direzione del suo tiro viene deviata da un difensore che sposta la palla verso la sinistra del portiere che riesce, comunque con grande difficoltà a deviare la palla in calcio d’angolo. Poi, Cornelius, viene lanciato in area da un contropiede di Kulusevski, controlla la palla fin dentro l’area e tira fuori, a fil di palo, sul portiere in uscita. Kulusevski stesso prova a segnare con una gran tiro a giro che il portiere devia in angolo.

È l’ultimo minuto quando Hernani, in posizione centrale in mezzo al campo, anticipa un avversario e conquista palla. Avanza di pochi passi mentre Cornelius risorge dalle fatiche e si propone, in totale apnea, per ricevere la palla che gli arriva mentre sta per entrare in area, accorcia i passi della corsa per sinconizzarsi con il rotolamento della sfera, prende la mira e calcia con tutta la forza che non sapeva di avere ancora realizzando il tripudio.

Poi solo tre fischi dell’arbitro a sancire una strepitosa vittoria del Parma.

Festa in curva nord e sulle tribune. Silenzio cupo in curva sud.

Parma vince due a zero al Tardini contro la Roma. Luca Tegoni

Stadio Tardini

Stadio Tardini

One thought on “L’insostenibile leggerezza del pallone, anno secondo / LA PARTITA PIU’ BELLA. DA IMPAZZIRE

  • 12 Novembre 2019 in 22:09
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    Ora coroniamo questo grande momento con una vittoria nel derby. Mangiamoci i tortellini! http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

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