IL CANDORE DELLA MAGLIA BIANCA DELLA PARMENSE CON DUE RIGHE GIALLOBLU SUL PETTO E UN DISCO SUL CUORE: LA STORIA IN CAMPO 50 ANNI DOPO. PER NON DIMENTICARE

simona vitali e la maglia di suo papàSimona Vitali (*) – La storia, quella di cui spesso non ci curiamo troppo, pensando che il presente sia semplicemente sospeso, senza collegamenti, ecco proprio quella – è il caso di dirlo – Domenica 22 Dicembre 2019, ha portato buono al Parma Calcio, con un ormai inaspettato goal nei minuti di recupero, valso non tanto come un pareggio, come sarà per gli annali, ma, nello spirito di ognuno di noi presente al Tardini, come una vittoria. Una partita sofferta, un continuo sobbalzo per oltre 90 minuti in cui sembrava non voler uscire nulla di incisivo.

Dicevamo: la storia. Il Parma Calcio ne ha tanta alle spalle e gli ha permesso di essere esattamente quello di oggi, gravitando proprio attraverso passaggi stretti che hanno suonato come perdite di giri, posizioni difficili da recuperare.

La storia è maestra, consola, lenisce perché tante cose ha già visto; insegna perché all’occorrenza fa evitare errori, dà la forza di rilanciare o osare di più. Ma bisogna conoscerlkulusevski con la maglia della parmense 22 12 2019a.

Se c’è una cosa che non è sfuggita a nessuno nella partita contro il Brescia è la scelta della maglia con cui si è deciso di far scendere in campo la squadra: quella che la Parmense ha indossato 50 anni fa con la grinta di risalire una china insperata, fino a gettare le basi dell’oggi.

Maglietta bianca di lana allora, non deturpata da loghi di sponsor, giocatori spinti da vera passione e sano agonismo (di pagarli non se ne parlava nemmeno…). Il candore del bianco della maglia, le due righe gialloblu sul petto e un disco sul cuore: l’essenzialità di uno sport ancora lontano da tanti fronzoli ben rappresentata in una maglia.

maglia luciano vitali museoVogliamo poi ricordare che la Parmense è nata parallelamente all’allora squadra ufficiale?  E che partendo dalla Promozione (con l’acquisizione della Golese) è arrivata a collezionare, nell’arco di una sola stagione, ben tre risultati: vittoria del campionato, titolo regionale e secondo posto in Coppa Italia?! E che, nella stagione ‘69/’70 non ha tardato a diventare la squadra titolare della città?!

Non è trascorso molto tempo che la stessa ha ottenuto anche l’assenso a mutare la denominazione in Parma A.C. e finalmente ha potuto indossare di nuovo la Maglia Crociata.

Lo ricordava lo stesso Foglia, il volitivo presidente di allora, che domenica non ha voluto mancare all’appuntamento. Oltre 90 anni e ancora una roccia, a ricordare – parlando con lo storico del Parma Calcio Paolo Borelli – di quel ritrovo al tennis club a pranzo con Pietro Barilla, Adriano Simonazzi, Orlandini, Salvarani, i primissimi ad essere coinvolti per cercare di capire come sostenere questa squadra in dirittura di partenza. Altri di lì a poco sarebbero emersi a sostegno della squadra. Aneddoti molto belli, sentiti direttamente dalla bocca di chi allora per primo ci ha creduto.

la parmense a roma stadio flaminio coppa italia arbitro lo belloEcco, domenica è scesa in campo una Signora Storia, non conosciuta certamente da tutti. C’è chi si è allarmato alla vista della maglia, presentata nei giorni precedenti. “E questa da dove salta fuori?”.

Di contro c’è chi resiste, non solo continuando a coltivare la passione di collezionare elementi o informazioni che parlino dei 106 anni di percorso di questa gloriosa squadra. C’è chi resiste e pure persiste nell’intenzione di metterli a disposizione di tutti nel “Museo del Parma”, uno spazio vitale e dinamico che ha visto la luce qualche anno fa.

Si sono guardati in faccia i collezionisti e gli storici già in relazione fra loro nel corso del tempo con lo stesso intento di allestire uno spazio espositivo stabile con le maglie, le foto, i ritagli di giornale e gli aneddoti gialloblu. Questo già nel 2013.  Solo la nuova società, qualche anno dopo, ci ha creduto, ha creduto al loro progetto, gagliardetto finale coppa italia parmense 22 12 2019concedendogli l’utilizzo dell’ex area Hospitality.

“Per la nostra idea di collezionismo – spiega Michele Galli collezionista e attivista nel Museo, quale presidente dell’Associazione Parma Museum – è fondamentale condividere quello che abbiamo raccolto, ridargli nuova vita. Ma soprattutto far conoscere come siamo arrivati fino qui. Al giorno d’oggi è facile pensare che quello che si ha sia dovuto. E invece no, c’è una storia dietro ogni cosa! Il fascino del Parma Calcio sta nel suo passato”. Incalza Francesco Frignani, collezionista e altra anima del museo: “C’è un’iniziativa che sta dando buoni frutti ed è quella di portare le nuove generazioni in visita didattica al museo. Abbiamo esteso l’invito al Giocampus e in generale alle scuole elementari e medie della città e siamo a disposizione, insieme ad alcuni volontari, due volte la settimana”.
Il Museo pulsa della passione, quella sì sconfinata e gratuita, di chi lo ha fortemente voluto. Ha la stessa anima gentile di chi se ne prende cura. Chi colleziona tratta con garbo, ha confidenza con la storia e la valorizza. In questo caso anche per gli altri.
Il Parma Calcio 1913 ha un gioiello in casa a cui la città sta imparando a volere bene! Simona Vitali (*)

(*) Simona Vitali è la figlia di Luciano vitali, calciatore della Parmense, la cui Maglia Numero 7  è stata in esposizione al Museo del Parma “Ernesto Ceresini” in occasione della partita Parma-Brescia in cui i Crociati hanno indossato, 50 anni dopo una rivisitazione moderna di quella storica Casacca. Giornalista pubblicista, StadioTardini.it le ha chiesto di svelarci le sue sensazioni di questa giornata speciale. Indimenticabile

museo parmense

Stadio Tardini

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4 pensieri riguardo “IL CANDORE DELLA MAGLIA BIANCA DELLA PARMENSE CON DUE RIGHE GIALLOBLU SUL PETTO E UN DISCO SUL CUORE: LA STORIA IN CAMPO 50 ANNI DOPO. PER NON DIMENTICARE

  • 23 Dicembre 2019 in 19:43
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    Ieri Gervinho era inguardabile
    Non ha continuità.
    Era presente solo con la carcassa,
    lo spirito battagliero e la concentrazione
    erano lontani da lui anni luce.
    Se in una partita è tra i migliori
    stai certo che nella partita dopo
    e’ tra i peggiori in campo.
    Ieri come peggiore in campo
    non aveva rivali
    Ha vinto la 🏆 perl getto della spugna

  • 23 Dicembre 2019 in 20:24
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    Bel racconto http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_good.gif

  • 23 Dicembre 2019 in 21:03
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    io ricordo tutti, quella foto mi fa piangere, ma di gioia, con quelle persone, vere persone, veri uomini e veri atleti, oggi vi ringrazio con tutto il cuore, per quello che avete fatto, con generosità e amore a questa maglia, a questa città, grazie un abbraccio a chi mi conosce e a chi non mi conosce, sono veramente orgoglioso di essere un vostro amico e conoscente, il tutto è impresso nella mia memoria, con amore e orgoglio di voi e di questa città, che non molla mai. In bocca al lupo a tutti e buon Natale e buon Annohttp://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_rose.gif!!

  • 24 Dicembre 2019 in 07:12
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    Nella Parmense giocava un grandissimo centravanti mancino, tal RUBAGOTTI. Fantastico.

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