CARMINA PARMA, di Luca Savarese / CROCIATI TROPPO ERMETICI E ALLA FINE IL VERSO VINCENTE LO SCRIVE IL MILAN

Luca Savarese(Luca Savarese) – Il Parma apprezzatosi contro la Roma? Un distico forte, una specie di Epigramma di Marziale. Due gol e quella sentenza del contropiede o contropiede da sentenza, capace di mettere in ginocchio la magica. Stessa diatesi espressiva in quel di Bologna, otto giorni or sono. Ecco la pars costruens di questa squadra che è poi la quint’ essenza del daversismo, pochi ma ficcanti contropiedi, due stilettate si ma di livello alto. Contro il Milan del parmigiano Pioli, le cose vanno però diversamente. Sin dai primi minuti, il gioco ed il pallone sono appannaggio della banda rossonera, che arrivava al Tardini scalcagnata nel morale ma reduce da due prestazioni piuttosto confortanti, quella allo Stadium, dove persero per una rete a zero pur mostrando di essere reattivi ed attivi e quella, sabato scorso, contro il Napoli a San Siro, che ha dato un punticino e diversi pensieri positivi alla squadra del pragmatico Pioli. Questa energia nuova, il Milan l’ha messa, sin da subito, sul manto del Tardini, nel cardo e nel decumano della partita. “Ma qual’è la novità, anche nelle altre gare il Parma aveva dato il possesso all’avversario”, dicono gli statistici. Vero, ma “Nelle altre gare vedi Roma, Bologna, Inter, aveva poi azzannato la preda, colpita messa in ambasce”. Sostengono i realisti. Questa volta il morso, letale, lo ha dato il Milan con Theo Hernandez, una delle note più liete di questo travagliatissimo inizio di stagione rossonera. Il terzino francese, fortemente voluto da Maldini, aveva infatti già timbrato il cartellino del gol a Marassi contro il Genoa, in quella stana vittoria che diede al Milan punti ma costò la testa a Giampaolo ed a Roma contro i giallorossi. 3 gol esterni per lui. Stiano attente le difese di chi ne ospita giocate e folate. Pioli sembrava aver cerchiato con la penna rossa questo incrocio di campionato, non solo perché faceva ritorno nella sua Parma, ma perparma milan slide carmina 01 12 2019ché vedeva nella sfida un’occasione d’oro per prendere dei punti indispensabili per lasciarsi alle spalle posizioni pericolanti e pensieri pericolosi. Il Parma, al contrario, è sembrato vivere questo impegno come uno dei tanti, che si affrontano ma senza poi crederci più di tanto. Ecco la pars destruens del suo castello in contropiede, spesso incappa in partite cuscinetto, quando invece, per far punti, essere credibili e permanere nella parte sinistra della classifica, è necessario sentire sempre sotto le suole i carboni ardenti. Insomma, va bene chiudersi ed aspettare ma quando poi non si morde, allora resta un ermetismo vano ed il verso decisivo poi, lo scrivono gli altri. Luca Savarese

7 pensieri riguardo “CARMINA PARMA, di Luca Savarese / CROCIATI TROPPO ERMETICI E ALLA FINE IL VERSO VINCENTE LO SCRIVE IL MILAN

  • 2 Dicembre 2019 in 06:56
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    Non credo sia mancato l’impegno. Ieri siamo annegati a centrocampo e ci è mancato il riferimento in avanti per far salire la squadra.

  • 2 Dicembre 2019 in 10:06
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    Ho visto purtroppo il Lecce a Firenze e devo dire che cazzate come abbiamo fatto noi altri a Bo, a Firenze e ieri non le hanno fatte. 3 partite che potevano valere 7 punti ne abbiamo presi 2. Ovvio quando la coperta è corta o peggio non ce l’hai diventa dura passare l’inverno. L’è la speransa d’i mèl visti,

  • 2 Dicembre 2019 in 11:42
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    Siamo ritornati nella nostra dimensione….

  • 2 Dicembre 2019 in 11:44
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    Purtroppo il Parma è questo.
    La squadra ha offerto la solita prova di generosità e impegno, ma il i limiti tecnici sono evidenti e giocando contro squadre più forti (il Milan è comunque tecnicamente superiore al Parma, non lo dimentichiamo) capita di perdere.

    Vorrei fare un paio di considerazioni sull’andamento della squadra:

    – non deve essere un alibi, ma stiamo giocando da mesi in totale e costante emergenza praticamente su tutti i reparti. D’Aversa sta facendo miracoli per tenerci a galla, ma è evidente che la rosa è stata costruita male per numero e per valutazioni degli acquisti. A gennaio sarebbe necessario intervenire.
    – il centrocampo è debole. Hernani e Brugman sono inferiori a Scozzarella e questo è un grave problema perchè in teoria Scozzarella avrebbe dovuto scaldare la panchina e invece è diventato imprescindibile. inoltre Grassi, al di là degli infortuni, appare svogliato e fuori contesto. Sarà un caso che contro Bologna e Milan appena è entrato lui abbiamo preso i gol?
    – Darmian. Va bene che le frittate capitano a tutti (basti guardare De Ligt e Buffon con il Sassuolo), ma questo ragazzo è stato preso dal Man Utd per portare esperienza e sinceramente le prestazioni fornite fin qui non mi sembrano per niente superiori a quelle offerte da Laurini e Pezzella. Sarebbe ora che tirasse fuori gli attributi e ci dimostri come mai è finito a giocare in Premier League, perchè fino a quanto visto da noi, è difficiile spiegarselo.

  • 2 Dicembre 2019 in 12:29
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    Markness concordo in toto ogni singola parola che scrivi. Faggiano ha cannato per il secondo anno di fila il centrocampo e l’essere Scozzarella dipendenti lo conferma. La rosa è stata costruita male ma di questo ho il vomito a parlarne, speriamo solo che fra 20 giorni non salti fuori cole solite cannelle che lui non è capace di fare il mercato a gennaio, perchè anche a luglio non è che ha fatto sfracelli. D’Aversa è costretto a fare i miracoli ogni santa settimana.
    Anch’io sono molto deluso da Darmian che ha l’atteggiamento di chi si sta scaldando per andare altrove. E a questo punto che vada pure.

  • 2 Dicembre 2019 in 13:01
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    giovedì c’ è pure la coppa Italia.
    considerando i pochi giorni di riposo per la delicata gara di domenica mi auguro di vedere in campo
    1 portiere di riserva
    Pezzella, Laurini, Dermaku e Alves/Gaglilo avvicendati,
    Brugman per non vederlo domenica,
    Barillà , Grassi(per fargli far minuti)/ Camara avvicendati,
    Sprocati Adorante e se possibile integrare Siligardi
    ultimo cambio inserire un altro giovane.

  • 2 Dicembre 2019 in 21:08
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    Siamo lontani dalla zona retrocessione. Cos’altro?

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