CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA RELATIVITA’ DEL DERETANO

barone a Coverciano slide 22 11 2019(Gianni Barone) – Nella guerra dei numeri, del tempo e della fortuna/sfortuna, viene fuori una partita che diventa quella della svolta, l’ennesima, però per gli avversari. Senza andare troppo indietro nel tempo – altro fattore da decifrare e da addomesticare con cura – il Bologna di un turno fa che acciuffa il pareggio all’ultimo nano secondo, e poi, la volta dopo, espugna il San Paolo; e il Milan, apprezzato, ma non troppo – non da tutti come in seguito scopriremo –  si rilancia al Tardini, grazie ad un gran colpo di fortuna (qualcuno, come vedremo sarà più esplicito) e grazie ad una partita in cui i numeri, in guerra fra loro e al tempo, con tutte le sue metafore possibili immaginabili, la faranno da padrone. Partita giudicata buona per il MILAN, meno buona per Il PARMA, secondo i parametri standard di critica normale, locale e nazionale. Parametri che si rifanno ai numernumeri, la cui guerra viene sempre vissuta, con attese e percezioni, rigorosamente opposte e differenti, e che riportano di un MILAN costantemente all’attacco, che tira 25, 27 volte in porta, e solo in 6/7 impegna il portiere avversario e tiene il possesso dell’attrezzo, per una percentuale superiore di tempo (e daje) all’avversario e quindi considerevole, solo statisticamente, contro un PARMA, che si difende da assalti e aggressioni, bene sino quasi alla fine, ma che, sempre statisticamente, non sporca o bagna quasi mai i guantoni del portiere avversario, che in ogni caso, una volta va a vuoto su Hernani, e viene salvato da un compagno alle su spalle. Ecco una panoramica dei voti dei giocatori crociati:  i migliori Iacoponi e Gagliolo, bravi ad incrociare i lori bulloni contro i fioretti avversari, e i peggiori Brugman e Hernani, con qualche dose di lentezza eccessiva, meno bravi a farlo nel mare mosso (metafora di gran moda oggi, sempre come vedremo), è stata una lotta e non solo contro il tempo, i limiti, i numeri e la sfortuna. Pioli, gongola, da bravo ragazzo che era partito da Parma, a brava persona che è, sempre alla ricerca della pioli levaticonsacrazione definitiva di allenatore da grande squadra (e ne ha girate, veh!), cercando di sottrarsi alla fastidiosa dicotomia, di perdente di successo, sempre in agguato in situazioni del genere. Esce vittorioso (e per una volta non perdente) di successo, dalla sua terra (per la prima volta profeta in patria), ma deve incassare il fastidioso commento di un tifoso eccellente, non suo, ma della sua squadra, che se ne esce con un “Abbiamo vinto grazie a un po’ di culo e al solito terzino che segna più degli attaccanti. Ma questo è un Milan che ha evidenti limiti tecnici”. Alla faccia!  Dei limiti, del culo, e dell’eccellenza del tifoso, che non è un Crudeli o Pellegatti qualsiasi, bensì Salvini, il quale, per sfuggire al mare aperto, per lui scomodo, perché popolato da una miriade di piccoli pesci (sardine) assurti a ruolo quasi di squalo, si rifugia al Tardini, di una Parma, che lui spera, diventi, presto, in Gennaio, forse, salvini selfie tardiniavamposto per le sue truppe, non tanto cammellate, per ovvi motivi. Quindi affiora il tema della fortuna rossonera e di converso si ingigantisce quello della sfortuna (eh… la sfiga, eh…) Crociata, localizzata, non presso (termine che quando usato in maniera impropria, come adesso, fa infuriare a qualcuno a noi noto), ma nei fatali minuti e secondi finali della gara, allorché succede che la palla impazzisce e di sponda, di flipper e di rilancio, finisce su corpi e arti sbagliati e poi inesorabilmente in rete. Quella Crociata, il più della volte. Un tempo quello finale, delle ultime partite del PARMA, che in onore alla sua relatività e allo scopritore dell’esistenza della stessa, fa la linguaccia (alla Einstein appunto) alla squadra di D’Aversa, che francamente, nelle ultime uscite, in termini di punti (numeri che non tornano) avrebbe meritato sicuramente di più. “Quando un uomo siede vicino ad una ragazza carina per un’ora, sembra che sia passato un minuto, ma fatelo sedere su di una stufa accesa per un minuto, sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività”, diceva Einstein, tra una linguaccia e l’altra. Questo è il Parma che non riesce a superare l’ansia degli ultimi minuti (sopra una stufa accesa) in cui quando crede di avercela già fatta e si fa fregare da tutta la einstein da i numeri relativirelatività possibile di questo mondo, in cui il tempo non è, come molti ameranno sostenere, illusione o solo illusione. Non esiste il tempo assoluto, ognuno ha il suo, come non esiste il culo assoluto, ognuno ha il suo, e ultimamente, spesso a spese del  Parma. Lo so: siamo usciti dai canoni e dai parametri della critica normale, ufficiale, tuttavia ogni tanto occorre farlo, per spiegarci meglio la realtà, la sostanza delle cose. Devo confessarlo, ieri mattina, leggendo la GAZZETTA, per sapere se mi ero divertito o meno alla partita, speravo di vedere scritto la parola sfortuna, invece qualcuno – inviso, ai pesci azzurri di piccola taglia (forse sarebbe stato meglio ribattezzarle triglie), che non nominerò per non fare politica – ha usato una metafora di natura anatomica, che come diceva il  NERUDA del postino di Troisi, rende meglio l’idea. Però tornando alla realtà e a noi, non possiamo tacere del fatto che D’Aversa, tra le pieghe di una amarezza il-postino-massimo-troisi-poesia-pablo-neruda-2infinita ci dice che a proposito di Scozzarella, e della sua assenza che si è sentita anche se non deve essere un alibi, che di solito il gioco passa solo da lui, ma che contro il MILAN, la costruzione del gioco la facevano, o meglio avrebbero dovuto farla, in due, senza fare nomi perché facilmente intuibili. Ma tant’è: è la forza del PARMA, questa, che si può permettere di fare a meno di Inglese, Gervinho, Corneliuss, perché Kulu (non quello di prima) e Kuko, possono giocare in tutti i ruoli, ma non si può permettere di non avere Scozzarella perché quello che lui fa bene, in due non riescono a farlo. Lo so: siamo arrivati a conclusioni un po’ affrettate forzando la mano alle parole dette, scozzarella dipendentiperò, in mancanza di ulteriori metafore, già usate, per tempo, fortuna e numeri, non ci restava altro per arrivare alla sostanza delle cose, sempre nel mare aperto delle opinioni, delle parole, degli slogan, che in politica e nel pallone, ci guardiamo bene, dal farci mancare. E’ tutta un’illusione, però il pensiero di una ragazza carina al nostro fianco, anche solo per un minuto ci deve indurre all’ottimismo, per il futuro prossimo – Coppa Italia col Frosinone e trasferte in casa di due attuali deluse, Samp, Napoli guidati da ex tecnici transitati da noi, Ranieri Ancelotti, che nel mare aperto, dopo scudetti conquistati all’estero, si dibattono sperando, anche loro,  di non incontrare quella miriade di piccoli pesci che infastidiscono perché non fanno politica. Anche se cosa facciano precisamente, al momento, non è ancora dato sapere… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA RELATIVITA’ DEL DERETANO

  • 3 Dicembre 2019 in 12:08
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    Faggiano potrebbe chiedere aiuto a Minotti per il centrocampista di raccordo davanti alla difesa che sia alternativo e anche un upgrade a Scozzarella.

  • 3 Dicembre 2019 in 12:16
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    Barone con pardon ascolti il mio suggerimento. Nella prima foto in alto il signore pelato alza il braccio in modo equivoco e pericoloso. Il primo cittadino tra un intervento radiofonico e l’altro, vedendo un tizio per giunta pelato, con braccio teso ed alzato e in più davanti ad una strtuttura che potrebbe richiamare alla ringhiera di un balcone potrebbe toglierle il passo carraio pensando che lei istighi ai camerata. Mi ascolti stia attento…

    • 3 Dicembre 2019 in 16:26
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      Vero. Meno male che nel frattempo non è passata per caso un aquila e sempre per caso non si sia posata sulla testa del povero Barone.
      Cmq bell’articolo. A me è piaciuto.

  • 3 Dicembre 2019 in 14:53
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    Coi se e coi ma ci si fa ben poco, ma se – su un pallone che non sembrava impossibile da controllare in discreta solitudine – anzichè buttarlo alla cieca in avanti il buon Sprocati l’avesse messa a terra di petto, probabilmente ora staremmo parlando di buon pareggio contro una big malata da tempo; invece, ancora una maledettissima volta, abbiamo avuto il buon cuore di regalare i 3 punti ad un’avversaria in evidente difficoltà di gioco e risultati, lasciando ancora una volta a Mister Pioli l’onore di espugnare il Tardini. Aggiungo, soffrendo non poco il buon pressing avversario. Troveremo giovedì 11 giocatori da mettere in campo? E nelle prossime 2 trasferte contro due avversarie in palese difficoltà, combineremo qualcosa di buono (per noi!!)?

    Ironico p.s. per Davide (e – perchè no? – anche per Gianni): meno male, che la mano non è tesa… (faccina che strizza l’occhio e sorride)

  • 3 Dicembre 2019 in 16:26
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    Temo che a Napoli andremo alla solita gita facendo fare solo noi quest’anno una bella figura a Davide Ancelotti (è lui l’allenatore del Napoli come ha spiegato bene Sconcerti). A Napoli hanno già vinto Cagliari e Bologna, non proprio squadroni ma tant’è. Contro la Scansdoria è indecifrabile. Se Darmian & C. tirassero fuori le palle del Lecce si potrebbe tentare di fare qualcosa di buono, ma dopo aver casato nel cesso 5 ounti tra Firenze, Bologna e Milan sinceramente la vedo dura. Anche perchè saremo l’ennesima volta in emergenza. Non mi stupirei se Gervinho non fosse disponobile.

    • 3 Dicembre 2019 in 17:55
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      Speriamo di non resuscitarli perché si può fare il colpo.

  • 3 Dicembre 2019 in 16:46
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    L’ossessione del foglio di carta da cesso rosa per mandare Kulu da Conte già a gennaio è nota, visto che nonostante le continue smentite da parte nostra non passa ora senza che Cairo torni sul tema. Sicuramente dietro questo tentativo di forzare la mano c’è lo zampino dell’oslone nero del Malaugurio ex ospite fisso di Bar Sport, parmigiano di nascita un tempo penna d’oro, oggi ridotto a scrivere trafiletti e guarda caso noto strisciato nero azzurro (ora) rosso nero (prima quando andava di moda e vincevano) e sempre pronto a gettare zizzania e a spargere materiale organico anfibio maleodorante meglio noto come m…a sulla sua ex città.

I commenti sono chiusi.

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