CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / NON E’ BELLO CIO’ CHE E’ BELLO, MA CHE BELLO, CHE BELLO, CHE BELLO!

gianni barone cover slide(Gianni Barone) – Abbiamo dovuto scomodare e rivolgerci a Frate Antonino da SCASAZZA, alias Nino Frassica, di Quelli della Notte (anno di grazia 1985), per i il titolo, e per meglio inquadrare il momento di bellezza 2.0 del nostro calcio alla luce dell’ultima vittoria del PARMA sulla Sampdoria. Una vittoria che qualcuno ha avuto l’ardire di definire utile, forse anche meritata, ma al termine di una partita non bella da parte della squadra Crociata. Al che si sono scatenati, i diretti interessati, coloro i quali, hanno festeggiato o stanno festeggiando i tre anni  al timone del PARMA chi alla guida tecnica e chi a quella sportiva, diciamo così. Motivo del contendere? Siamo alla solite, quando si vince, pur in condizioni particolari, di emergenza, e dopo una gara di sacrificio, pur palesando un buon livello di organizzazione di gioco, pur in presenza di tutte queste cose e anche di qualcos’altro, che al momento, sfugge, fra antoninoecco che il solito solone di turno, il solito pio, il solito teorete, il solito Bertoncelli, il solito prete (che spara cazzate), o suora visto che pare che la protagonista dell’impertinenza fosse di sesso femminile, se ne esce con la frase di tutte le frasi, quella che fa incavolare il mondo intero e anche chi non vorrebbe farlo e cioè “Sì,si è vinto, pero non si è giocato bene”. La solita storia del gioco che non c’è, o che non c’è mai stato o mai non ci sarà, affiora puntualmente ad intervalli regolari o irregolari: difficile prenderci la misura, per condire il dibattito e per far andare su tutte le furie gli interessati di cui sopra.  Proprio nel giorno in cui anche i tifosi juventini al termine della disfatta dell’Olimpico, contro la pragmatica pattuglia laziale guidata da Simone Inzaghi, escono allo scoperto e si dichiarano stufi del Sarrismo che non c’è (inteso come bel gioco) e mai ci sarrisarà (forse e speriamo), e corrono incontro, rimpiangendolo apertamente, con la loro mente al passato fatto di vittorie a getto continuo, senza badare al gioco bello o brutto che sia (ma chi se ne frega) quando al timone c’era , lui, il Massimo, anzi il MASSIMILIANO, inteso come ALLEGRI, che aborriva di fronte a dispute, di tal sorta, in merito alla bellezza, supposta, del calcio, difficile da spiegare e a da dimostrare, che ci deve essere per forza per il raggiungimento del risultato. Quindi i discorsi sul bello e sulla bellezza, e sulla loro difficile definizione o spiegazione, prontamente affiorano anche nelle parole di un degno erede, in materia di praticità calcistica, quale è appunto Roberto D’Aversa, il quale prima vorrebbe sapere cosa s’intende per D'AVERSA PARMA BELLISSIMObellezza, nel calcio, e poi usa la parola bellezza con tutti i suoi derivati a piene mani, nelle seguenti sue dichiarazioni post gara “Quindi abbiamo fatto tutto molto bene, abbiamo fatto una partita bellissima anche nella sofferenza. Per me il PARMA è stato bellissimo, anche perché la bellezza è soggettiva e per me era importante portare a casa questo risultato”. L’interrogativo rimane, però a cosa serve sapere, se – dubitativo – D’AVERSA, è convinto o no che quello del suo PARMA, sul piano del gioco, sia la vera bellezza. La grande bellezza 2.0, o anche 3 o 4, del calcio e nel calcio, cosa importa, a cosa porta, e cosa è veramente? Qui nessuno inventa bellezza e verità: qui si gioca, si corre, si suda  e si lotta, e dei bei discorsi d’accademia e di giornale colto, che tanto incazzare fanno, non servono a niente. Questo il messaggio chiaro e forte che arriva anche a chi si ostina a rompere los marones agli addetti ai lavori (facendoli stizzire poiché pco avvezzi ad accettare l’esercizio della critica, che rientra – sarebbe sempre ricordarlo – tra i doveri e i platonediritti dei giornalisti) con  il bel gioco, di Sarri, di Giampaolo, di De Zerbi, e in passato di Zeman, Sacchi, Galeone, e compagnia cantante. “Il bello è lo splendore del vero” in altra epoca, e in assenza di calcio recitava PLATONE, ma “in generale quando una cosa diventa utile cessa di esser bella” ribadisce Theophile Gautier, che pochi conoscono, me compreso, ma che di sicuro non è quello della Casa di moda e di bellezza che sforna abiti e profumi. Qui l’unico che si avvicina alla meta è proprio il solo FRATE del titolo che con il suo Non è bello ciò che bello, ma che bello, che bello, che bello!”, ci fa capire quanto sia inutile e futile parlare di tutto ciò. Poi non si può tacere di quello che FAGGIANO afferma quando ci dice “Voi come l’avete visto Il PARMA? Perché io sono stanco di sentire qualcuno che tessera allenatore baronesi lamenta di partite così, di bellezza…. Hanno tutti il tesserino… (di allenatore s’intende, ecco qui a lato il mio…). Invece di tessere le lodi all’allenatore, a questa squadra, sento sempre queste vene polemiche”.  Il D.S. qui non regge più l’urto delle critiche, a suo dire gratuite, ed esce allo scoperto ponendo l’indice verso chi pontifica, chi si erge a censore e critico in nome dell’estetica da ricercare nel gesto atletico e tecnico del calcio. E dimostra di non poterne più di tutti coloro, che tesserino e non tesserino, si professano allenatori ad ogni piè sospinto. Siamo in presenza – nel calcio come nella politica – di un esercito di opinionisti, a milioni e milioni, che sanno tutto di tutto, che se ne intendono più degli altri, e che dalle loro comode posizioni o postazioni, si permettono di criticare il lavoro, esprimendo giudizi severi e addirittura arrivano ad insultare, definendo tecnici, e calciatori, brocchi, scarponi e incompetenti. Ecco davanti a situazbarone tessera ordine giornalistiioni del genere, è difficile dissociarsi o fare distinguo: è difficile anche, pur avendo i patentini e tesserini di cui sopra, di settore tecnico o ordine professionale, sostenere tesi diverse o contrastanti e sottrarsi all’ira di chi non ne può più. A chi negli anni ha esercitano tale diritto, e mi riferisco alla critica, pur con le tutte onestà intellettuali del caso, riesce difficile stabilire chi abbia ragione e chi no. Però in un mondo in cui tutti siamo o sono allenatori di calcio, o Commissari Tecnici, come ammoniva il mitico Gianni Minà, negli anni Ottanta, o giornalisti sportivi, grazie alla diffusione dei maledetti o benedetti social, occorre accettare tutto e di più, e non dolersene più di tanto, perché – sarà semplicistico dirlo – ma fa parte del gioco, tutto questo e ogni componente del grande BARNUM del calcio, si sente autorizzato, ad essere, nel suo piccolo, nel suo ambito, anche solo per un attimo un po’ protagonista, eroe di carta velina anche solo a parole. Ma che bello, che bello , che bello! Adesso faggiano tesserinoè bello e facile parlare male di chi doveva far giocare bene, non riuscendoci, come è facile parlare di voci di mercato che disturbano e influenzano le prestazioni di Kulusevski, il quale non avrà strappato o giocato benissimo a GENOVA come in tutte le altre partite, però il suo contributo, al pari di Gervinho, anch’egli più inserito nel gioco collettivo della squadra (a differenza di quando Schianchi sosteneva il contrario), lo ha fornito. E dobbiamo aggiungere, non certo per piaggeria, visto che qui non si scrive per antipatie o simpatie, ma si cerca sempre di esseri obiettivi, il PARMA sta dimostrando, di essere, nel gioco (bello o brutto, ma che do bali) una delle squadre più organizzate nelle due fasi, in quella di non possesso, in particolare, pochi lo hanno notato e sottolineato, riesce sempre a portare sistematicamente il raddoppio sul possessore di palla, frutto di ottimi movimenti collettivi preordinati. Alla fine, tesserino e non tesserino, in molti sappiamo cos’è una marcatura preventiva o uno smarcamento fuori linea, o no? Eh? O no? Non possiamo fare finta di non saperlo, anche se alla fine, per la gioia di chi ci dirige, possiamo affermare senza timore di essere smentiti “Grande Parma, grande cuore”… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

10 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / NON E’ BELLO CIO’ CHE E’ BELLO, MA CHE BELLO, CHE BELLO, CHE BELLO!

    • 10 Dicembre 2019 in 02:01
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      Dalle parole di ieri, Ancelotti è già praticamente saltato.

  • 10 Dicembre 2019 in 13:13
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    Ma cacciano Carlone o Davide Ancelotti?

  • 10 Dicembre 2019 in 13:41
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    Siete proprio innamorati di questo individuo che siede sulla panchina.. A mio modesto un mediocre con una dose di fortuna elevata. Vi siete scordati tutti d”un colpo gli altri allenatori.. Con la A maiuscola che lo han preceduto.. Sembra che esista solo questo.. Spero vivamente che a fine anno i my errompa il suo rapporto per andare al Liverpool al posto di klopp.. Una bellezza rara che va preservata. Tutti lo vogliono e invece è ancora qua.. Come mai sig. BARONE

    • 10 Dicembre 2019 in 21:53
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      Se il tuo problema é guardare quello che siede in panchina, esistono altre squadre che giocano in serie a, molte in b e un infinità di partite tra dilettanti e amatori, tra sabato e domenica. Ed esistono anche altri sport, visto che di pallone ne capisci fino a mezzogiorno. Ah già dimenticavo tu e i tuoi amici biologici sono anni che non vi godete una cippa e vi fate ridere dietro, perché avete tirato la volata al cineasta, l’avete preso nel gnao e ora sparate cazzate a rudo. Ti adoro. Come mai avete non scrivete più su ‘L’ era biologica fan club’??? http://www.stadiotardini.it/emoticons/wpml_bye.gif

  • 10 Dicembre 2019 in 14:39
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    Per rimanere nella metafora di “Quelli della notte”, potremmo anche parafrasare l’ottimo Catalano (r.i.p.) dicendo: “Meglio vincere giocando male che perdere giocando bene”…A Genova non abbiamo certo dato spettacolo: ma perchè se fa così il Parma, tutti ( o quasi…) a criticare, se lo fa la grande squadra tutti (o quasi…) a magnificare la “…concretezza, il cinismo…” ecc??
    Napoli in evidente crisi di risultati, allenatore in bilico: riusciranno i nostri eroi a sfatare il tabù del Buon samaritano?

  • 10 Dicembre 2019 in 14:54
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    Caro mio prenditi De Zerbi, Andreazzoli, Di Francesco o anche Davide Ancelotti e vedi se si salvano con Ceravolo di punta (che manco segna in serie B e sta pure in panca), Ciciretti, Schiappacasse e Deiola. Io ricordo un Lazio Parma con Schiappa di punta e un Napoli Parma con Cicirotto come momenti epici, credo di non aver mai visto di peggio se si esclude il pelatone del Piacenza che avevamo incrociato ai play off in serie C e un attaccante del Fano che giustamente non mi ricordo nemmeno il nome.

  • 10 Dicembre 2019 in 17:43
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    mah secondo me abbiamo fatto un primo tempo molto buono, forse troppo nel senso che la condizione di alcuni giocatori non consentiva di partire cosi forte e alla lunga lo abbiamo pagato. prestazione opaca dei tre attaccanti ma nel complesso la squadra ha tenuto abbastanza bene il campo, creato poco e subito poco, anche per demeriti della samp. a conti fatti abbiamo preso i 3 punti che avremmo meritato a bologna

  • 10 Dicembre 2019 in 19:53
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    Adorante

  • 10 Dicembre 2019 in 20:59
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    Ma quante storie… il Parma ha vinto o no?
    Poi se sono punti persi a Bologna o meno chissenefrega

I commenti sono chiusi.

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