IL COLUMNIST di Luca Russo / BRAVO D’AVERSA: NON ERA FACILE RISOLVERE IL REBUS TATTICO DI UN NAPOLI NON PIU’ DI ANCELOTTI E NON ANCORA DI GATTUSO

il-columnist-luca-russo.jpg(Luca Russo) – Dopo il colpaccio di Napoli, i punti persi in extremis con Bologna e Milan e soprattutto il modo in cui ce li siamo fatti scappare di mano, bruciano ancora di più. Se al Dall’Ara e in casa coi rossoneri avessimo raccolto quanto meritavamo, adesso saremmo a quota 27 in classifica e alla salvezza ci mancherebbero all’incirca 13 punti. È andata diversamente e quindi per centrare il nostro obiettivo stagionale – che resta la permanenza in A contrariamente a quanto si potrebbe erroneamente immaginare guardando la graduatoria – dobbiamo collezionarne 15/16, il che equivale a totalizzare almeno 5 vittorie da qui in avanti. Nemmeno tante, a patto che il Parma continui ad essere quello apprezzato al Ferraris e al San Paolo. Laddove ha raccolto due successi che a fine anno, quando il reale valore di Sampdoria e Napoli sarà definitivamente venuto fuori, peseranno più degli altri. Non particolarmente proibitiva l’affermazione di Genova, considerato il pessimo avvio di campionato dei blucerchiati. Sorprendente, al contrario, lo sviluppo del match del San Paolo. Contro un avversario costruito per competere su tre fronti, e segnatamente per puntare allo Scudetto, ti aspetteresti un Parma guardingo, abbottonato, con non troppa voglia di andare a cercare il gol e molta di evitarlo. E invece i Crociati, al cospetto di una formazione che noi tutti immaginavamo – sbagliando al lume di ciò che s’è visto sul rettangolo massimo barchiesi napoli parma articolo luca russoverde – rinfrancata e caricata a mille dall’avvicendamento sul ponte di comando, hanno offerto una delle loro prestazioni migliori da quando siamo ritornati a frequentare la massima serie. D’Aversa, del resto, in sede di conferenza stampa di presentazione del match, ci aveva avvertiti che nel capoluogo partenopeo non ci saremmo andati in gita premio: “Se scendiamo in campo con il pensiero di strappare un punto, molto probabilmente porteremmo nulla a casa”. E allora ci siamo presi l’intera posta in palio. Con merito, come dichiarato al termine della sfida da Massimo Barchiesi di Radio Rai, che abbiamo intervistato in esclusiva, e dallo stesso D’Aversa. Le intuizioni tattiche dell’allenatore abruzzese hanno indirizzato il match dalla nostra parte: se si è passati dal “se tutto va bene, siamo rovinati” della vigilia al “se tutto va bene, sono rovinati” dei primissimi minuti di gioco e infine all’ambo 27 (Gervinho) e 44 (Kulusevski) uscito sulla ruota di Fuorigrotta, meriti particolari vanno attribuiti proprio a lui e al suo lavoro settimanale. E anche alla squadra che in campo ci è scesa e ne ha interpretato egregiamente le indicazioni, per carità. Ma, appunto, soprattutto al mister. Di cui abbiamo apprezzato sia il piano partita nel suo complesso che, nello specifico, la scelta di ordinare alla squadra un pressing a tutto campo fin dalle battute iniziali del duello. Strategia, questa, che ci ha pagato numerosi dividendi, dal momento che i D'AVERSA NAPOLI PARMAnostri due gol, e i nostri contropiede in serie sciupati perché spesso abbiamo difettato nell’ultimo passaggio, sono nati proprio dal corretto abbinamento tra pressione, recupero palla e ripartenza. Un’intelligenza da formazione matura, consapevole dei propri pregi e dei propri limiti, non da provinciale. Un atteggiamento e un approccio all’avversario, e che avversario nel caso di sabato scorso, indubbiamente coraggiosi, perché, stante il cambio sulla panchina degli Azzurri, Bobby si è trovato di fronte un Napoli che non era più di Ancelotti e non era ancora di Gattuso. Un rebus tattico piuttosto impegnativo, risolvibile solo dagli allenatori che hanno spalle larghe e conoscenze da vendere. Luca Russo

VIDEO ESCLUSIVI DI STADIOTARDINI.IT DAL SAN PAOLO

INTERVISTA DI LUCA RUSSO A MASSIMO BARCHIESI

LA CONFERENZA STAMPA DI ROBERTO D’AVERSA

LA CONFERENZA STAMPA DI RINO GATTUSO

One thought on “IL COLUMNIST di Luca Russo / BRAVO D’AVERSA: NON ERA FACILE RISOLVERE IL REBUS TATTICO DI UN NAPOLI NON PIU’ DI ANCELOTTI E NON ANCORA DI GATTUSO

  • 17 Dicembre 2019 in 20:16
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    A me quest’anno il nostro gioco diverte. Non è più il classico difesa e contropiede. Ci sono ottimi fraseggi e pressing alto.

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