IL COLUMNIST di Luca Russo / QUESTO E’ IL MIO PARMA, QUELLO NEL QUALE MI RICONOSCO E CHE MI RIEMPIE DI ORGOGLIO

il-columnist-luca-russo1-300x166(Luca Russo) – Questo è il mio Parma. Questo è il Parma in cui mi riconosco. Questo è il Parma che mi riempie di orgoglio e di ragioni per cui vantarmi d’essere un Crociato con gli amici al bar e i colleghi al lavoro. E no, non c’entra la classifica, non c’entrano i 24 punti con ancora la boa di metà campionato da superare; non c’entra lo stare davanti a formazioni come Napoli, Milan e Torino che erano partite con ambizioni ben più grandi delle nostre, e che adesso invece conoscono la nostra targa meglio della loro; non c’entra l’Europa League lì a portata di mano o la Champions League che è un pochino più su. C’entrano solo i motivi per cui stiamo dentro questa bella situazione. E i sogni, alcuni veri e propri miraggi se non addirittura utopie, che ne derivano. Direte: anche un anno fa la classifica ci sorrideva e la stampa nazionale ci considerava la sorpresa del campionato. Vero, verissimo, ma era diverso il modo in cui ci guadagnammo complimenti e pacche sulla spalla. Oggi il Parma esprime un gioco differente rispetto a quello che proponeva un anno fa. Oggi il Parma è un gruppo, non la squadra con lampi di chimica e affiatamento della stagione scorsa. Se un campionato fa raggiungemmo certe vette con eccezionali picchi di prestazione, ovvero con performance al di sopra delle nostre potenzialità, quest’anno i ragazzi di D’Aversa stanno mettendo in campo esattamente ciò che è nelle loro corde, nel loro bagaglio tecnico, nel loro repertorio tattico, frutto di un anno in più di esperienza di massima serie e di lavoro alle dipendenze del tecnico abruzzese. Dodici mesi orsono vivevamo il magic moment nella consapevolezza e col ben celato timore che prima o dopo avrebbe lasciato spazio al nostro effettivo valore. Oggi viviamo i nostri successi con la convinzione di poterli replicare perché non ci limitiamo più ad aspettare l’errore degli avversari, ma proviamo a provocarlo, a causarlo col nostro calcio coraggioso che abbina alla perfezione baricentro e pressing alti, recupero palla e ripartenza a tutta velocità. Un calcio che legittima la classifica che abbiamo e gli apprezzamenti che stiamo ricevendo perché oltre il catenaccio c’è di più. In un anno ci siamo trasformati da Cenerentola del ballo a Madrina del ballo. Eravamo intrusi accolti dai sorrisini di quelli che “prima o poi ritornerete nella posizione che vi compete”, ora siamo il loro peggiore incubo. Un’evoluzione favorita da un altro significativo cambiamento: un anno fa ci limitavamo a giocare insieme, ora ci “sentiamo”. Se perdo l’uomo, so già, senza vedere, che ci sarà un mio compagno a metterci una pezza. Se presso sul portatore di palla avversario, so già, senza vedere, che la stessa cosa la stanno facendo i miei compagni su quelli che dovrebbero o vorrebbero riceverla. Se sbaglio un movimento d’attacco, so già, senza vedere, che il mio compagno bilancerà il mio errore facendone uno corretto. Ci capiamo senza la necessità di guardarci negli occhi. Incarniamo il meglio, in termini di intesa, di una famiglia, di una coppia e dei cosiddetti amici per la pelle. Siamo come una formazione di nuoto sincronizzato, anzi meglio perché riusciamo a sincronizzare e ad allineare i nostri pensieri per produrre movimenti che nel calcio devono essere complementari, volendo pure asimmetrici, non identici o sovrapponibili, come accade in vasca. Il gol dell’1-2 realizzato al San Paolo di Napoli spiega questi concetti meglio di mille parole. Una rete che se ci pensate nasce da un contropiede gestito bene, ma non benissimo. Nella loro progressione verso la porta di Meret, Kulusevski e Gervinho finiscono quasi per pestarsi i piedi, poi si “accendono”, si “sintonizzano” l’uno all’altro, si “sentono” e trasformano il bicchiere mezzo vuoto di una ripartenza quasi sprecata nel bicchiere mezzo pieno, e pieno di bollicine, del duetto che ci porta alla rete e al colpo grosso. Uno scambio nello stretto e una triangolazione tanto elementare quanto efficace che normalmente si vedono sui campetti improvvisati per strada, nei vicoli, tra un’automobile e l’altra. Laddove per fare gol non serve essere calciatori di serie A, ma basta semplicemente essere amici. E “sentirsi”.  Luca Russo

10 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / QUESTO E’ IL MIO PARMA, QUELLO NEL QUALE MI RICONOSCO E CHE MI RIEMPIE DI ORGOGLIO

  • 19 Dicembre 2019 in 12:37
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    Si sente il “sentirsi” e finalmente si vede quando si cercano e quando oltre al sentirsi e al cercarsi si trovano è l’apoteosi! Ora manca la continuità…

  • 19 Dicembre 2019 in 13:20
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    È cresciuta la qualità tecnica, ma anche l’esperienza. Facciamo conto che metà della rosa è ancora quella della B.

  • 19 Dicembre 2019 in 17:03
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    Mi fa molto piacere che sia orgoglioso, io sento solo di dire e aggiungere che a mio parere era un ottimo gruppo anche quello dello scorso anno, l’allenatore è lo stesso per cui se a tratti si vede qualcosa di diverso probabilmente è riconducibile ad una qualità maggiore della rosa. Il pregio più grande del tecnico si conferma essere quello di saper valorizzare il materiale di cui dispone, kulusevski viene osservato da club di tutta europa ma bisognava avere il coraggio e la lungimiranza di mettere titolare un ragazzo che, sostanzialmente, non aveva mai giocato in serie a

  • 19 Dicembre 2019 in 17:27
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    Abbiamo l’attacco in infermeria
    Aiutaci tu Madonna mia

    SILIGARDI è in castigo dietro la lavagna
    Gioca Sprocati che è………….. una lagna

    D’Aversa avrà un monumento in piazza Garibaldi
    Solo se riuscirà a convincere la società a ridargli SILIGARDI

    Quando segnano Kalusvsky e Gervinho
    Mi vien voglia di bere un buon bicchiere di vino

    Quando KALUSEVSKY a gennaio andrà via
    Non voglio pensarci…… mamma mia

    • 19 Dicembre 2019 in 19:30
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      É strano … Vele … che Tu … no capisce che adesso é il momento per Adorante…..🤔
      Se no crediamo in el Vivaio… insoma chi siamo?

  • 19 Dicembre 2019 in 18:55
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    Non penso proprio che Kulusevski a gennaio parta… A giugno/luglio si ma non penso proprio che si lasci andare anzi tempo una pedina diventata importante tanto più che non avendo ancora recuperato nessuno non riesci a privartene. Ma ovviamente gli interessi in gioco sono tanti. Eppure non sarei così sicura di una sua partenza!

  • 19 Dicembre 2019 in 23:59
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    Giocatori come Adorante devono fare esperienza
    Non certamente in squadre come……… il Fidenza

    Se Kalusevsky va via siamo nella m. – – – a
    Ho paura che senza di lui il Parma perda.

    Senza il MOSTRO la salvezza.è ancora tutta da riconquistare
    Mamma mia ci sarà da penare

    Domenica arriva il Brescia, una squadraccia
    Se non vinciamo perdiamo pure la faccia.

    Spero che domenica la squadra onori la maglia
    dimostrando che Genova e Napoli non erano fuochi di paglia.

    Ora vi saluto me.ne vado a dormire
    Sperando che domenica non debba patire

  • 20 Dicembre 2019 in 07:54
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    Il contropiede nel secondo gol è andato in porto grazie alla fama di Kulu, quando Gervais lo serve, i tre difensori del Napoli sono andati tutti su di lui lasciando libero Gervinho.

  • 20 Dicembre 2019 in 09:14
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    I nostri giocatori hanno tutti problemi muscolari
    Preparazione atletica che fa c _ _ _ _e

    Il preparatore atletico STA facendo male
    Ma non sarebbe meglio mandarlo al mare?

    Questo Parma sembra un ospedale
    Perché Parma vuoi farti ancora del male

    Il MOSTRO non si è mai infortunato
    Capirete lui è un alieno nato

    Mostro non andartene via
    Per questo prego Santa Maria

    D’Aversa è un mago alla Houdini
    Questo lo capiscono pure i bambini

    Faggiano ha fatto uno squadrone
    Per evitare la retrocessione

    Retrocessione che però sara’ palese
    Se KULUSEVSKY andrà via a fine mese

    Domenica dobbiamo vincere assolutamente
    Con le gambe ma,specialmente….. con la mente.

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