IL COLUMNIST di Luca Russo / NON SOLO SENZA ANCELOTTI: NAPOLI-PARMA SARA’ SENZA L’INTERA TIFOSERIA CROCIATA. LIBERE RIFLESSIONI SUL CARO PREZZI E LA PANCIA PIENA

russo 1(Luca Russo) – Napoli-Parma non sarà caratterizzata soltanto dal debutto di Gennaro Gattuso sulla panchina degli Azzurri, ma anche dall’assenza della tifoseria parmigiana organizzata nel settore ospiti del San Paolo. I 40 euro necessari per accedervi sono considerati dai supporter Crociati una cifra impopolare per un settore popolare. La decisione è stata annunciata congiuntamente da Boys Parma, Centro Coordinamento Parma Clubs e Danè in un comunicato diramato ieri nel quale, in sostanza, vengono riprese e ampliate alcune delle valide considerazioni sul tema espresse dal deputato Daniele Belotti. Poco più di un mese fa, il capogruppo della Lega alla commissione Sport-Cultura-Istruzione, in una lettera inviata al camera deputatiministro dello Sport Vincenzo Spadafora, al presidente della Figc Gabriele Gravina e all’ex presidente della Lega Calcio Serie A Gaetano Miccichè (allora ancora in carica), aveva denunciato l’aumento vertiginoso dei prezzi dei biglietti negli stadi italiani e proposto di copiare l’esempio virtuoso di chi ha già maneggiato e risolto efficacemente la questione, ossia Francia e Parma. Al di là delle Alpi è stato deciso che il costo di un biglietto del settore ospiti non debba superare i 10 euro in Ligue 1 e i 5 euro in Ligue 2. Il club Crociato si è invece fatto promotore di un accordo di reciprocità con le altre società: con la Sampdoria ha fissato in 10€ il costo del tagliando in reciprocità e lo stesso prezzo verrà praticato con l’Udinese, sempre in reciprocità. Ad onor del vero, però, se da un lato il Parma coi patti di reciprocità combatte il caro tagliandi, dall’altro approfitta delle gare di cartello per fare cassa, adottando prezzi parecchio più alti rispetto a quelli stabiliti per i match di “secondo piano”, il che rende un attimino più annacquata la battaglia del club Ducale. La missiva approdata in Parlamento evidentemente non ha ancora prodotto gli effetti desiderati, visto che il caro biglietti nei nostri stadi non accenna a placarsi. E così dopo i 50 euro per la curva ospiti in Lecce-Napoli, i 70 e i 161 rispettivamente per il terzo e il primo anello in Milan-Inter e i 55 per i settori più economici dell’Allianz Stadium della Juventus, ecco i 40 di Napoli-Parma. Con buona pace della campagna “prezzi popolari per stadi popolati”  promossa dalle tifoserie proprio nell’ottica di invitare le società a cifre più miti e in questo modo frenare la progressiva desertificazione delle gradinate che accolgono i sostenitori da trasferta. Al lume di prezzi popolari per settori popollariquanto appena detto, non ci stupisce la protesta del tifo parmigiano organizzato, ce l’aspettavamo prima o poi, era prevedibile e ne capiamo le ragioni. Ma non la forma. Le proteste normalmente le piazze le riempiono, non le svuotano, e lo stesso dovrebbe accadere allo stadio. In un epoca digitale come la nostra, nella quale per avere un minimo di visibilità basta semplicemente “volerla”, crediamo ci siano modi e strumenti più efficaci per manifestare disappunto o reclamare un proprio diritto che non l’assenza. Disertare la trasferta partenopea per protesta, non sappiamo quanto possa essere utile alla lotta contro il caro biglietti, ma siamo certi che penalizzerà la formazione di D’Aversa alla quale mancherà il sostegno dei propri fan. Non l’ideale al cospetto di un avversario che con ogni probabilità risulterà rinfrancato e rigenerato dal cambio di allenatore, non il massimo in un momento in cui i nostri, a corto di gattusonapolienergie per via del reiterato utilizzo dei soliti giocatori imposto da un’infermeria spesso ai limiti della capienza, avrebbero particolarmente bisogno della spinta e della carica dei tifosi. Magari in misura maggiore rispetto a quella di cui hanno beneficiato a Genova, laddove nonostante il biglietto di curva ospiti costasse appena 10 euro, di tifosi Crociati se ne son visti pochi in relazione alla distanza che separa il Ducato dal capoluogo ligure. E qui ci tocca aprire un altro fronte di discussione: l’impressione è che a Parma, indipendentemente dalla spesa da sostenere per andare allo stadio, la pancia sia ritornata piena come lo era prima del fallimento. Non si spiega altrimenti lo scarso seguito di tifosi in trasferta fin qui registrato quest’anno a fronte delle migliaia che accompagnavano la squadra perfino sui campi più remoti della D. Una tale assuefazione non la si sconfigge nemmeno coi biglietti omaggio. Luca Russo

9 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / NON SOLO SENZA ANCELOTTI: NAPOLI-PARMA SARA’ SENZA L’INTERA TIFOSERIA CROCIATA. LIBERE RIFLESSIONI SUL CARO PREZZI E LA PANCIA PIENA

  • 12 Dicembre 2019 in 18:23
    Permalink

    Ma è possibile che si giochi il sabato alle 18.00 quando la gente lavora e non sempre può chiedere permessi? E a guardare le altre gare dopo Napoli( ore 18.00) cosa si nota i lunedì 21.15 a gennaio??? Certo che se si vuole incentivare i tifosi a seguire la squadra si sta proprio facendo l’opposto. Oltre al caro prezzi prendiamo anche in considerazione gli orari e i giorni. E non guardo il sabato o il lunedì o il venerdì ma gli orari assurdi in questo periodo.

  • 12 Dicembre 2019 in 18:32
    Permalink

    Kulusevski a gennaio parte

    • 12 Dicembre 2019 in 20:16
      Permalink

      Fonte?

  • 12 Dicembre 2019 in 18:51
    Permalink

    Non c’è ancora l’accordo con la società, se la contropartita non è quella che chiedono spero non si abbassino a ricattini vari.

  • 12 Dicembre 2019 in 19:01
    Permalink

    Credo si debba fare una netta distinzione tra prezzi e numero dei tifosi al seguito. Il prezzo del biglietto del settore ospiti deve essere regolamentato a livello federale con una imposizione del tetto massimo del costo per quel determinato settore (senza dimenticare che molti stadi tra cui il nostro, hanno il settore ospiti scoperto e il più delle volte con scarsa visuale per via di reti, muretti, barriere, ecc. ecc). Per quanto riguarda il fatto di andare o meno in trasferta dipende da più fattori: una trasferta a media distanza per 2 persone tra viaggio, biglietto e 2 cose da mangiare e bere non costa meno di 100 euro; da qui molte volte la scelta di rimanere a casa (poi che in serie D fosse diventata una moda esserci, questo è un altro discorso…) Però ognuno è libero di andare o meno, quello che limita molte volte la libertà e/o la volontà di partecipare è il prezzo esagerato che una trasferta comporta. Detto questo sono certo che i più dispiaciuti sono quel gruppo di 100 persone che sarebbero andate a Napoli. Ma è giusto ogni tanto provare a farsi sentire, in modo civile come usa qui da noi.

  • 13 Dicembre 2019 in 07:59
    Permalink

    Te c’eri a Genova? A Macerata? A Legnago? A Fano? A borgo San Lorenzo?
    Solo chi le fa tutte o quasi può ergersi a dare lezioni, ma è noto che è più facile predicare che agire, poi magari dare una sfilza di ottimi motivi per cui le proprie chiacchiere contano più dei fatti altrui, e vantarsi perché si viene 4 o 5 volte l’anno al Tardini dalla Campania non conta niente davanti a persone che già a settembre hanno fatto più dei km che tu avrai fatto a giugno, quando avrai fatto tutte le partire casalinghe e il 90% delle trasferte potrai dare lezioni agli altri, ma starsene in poltrone e dire: “armiamoci e partite se no siete conigli” e tirare fuori ottimi motivi per cui questo per sè non vale….

    • 13 Dicembre 2019 in 10:21
      Permalink

      Scusa se mi intrometto ma a me sembra una risposta fuori contesto. I numeri sono li da vedere. Perchè gli spallini vanno in 2.000 a S.Siro o in 1.000 a Roma? L’anno della serie B in una parita decisiva per la promozione in A eravamo in 1.500 scarsi a Cesena (poche settimane prima i foggiani senza nessun particolare interesse di classifica erano 4.000) e in 700 a Vercelli. Secondo te 6/7.000 a Firenze nella finale Lega Pro erano una cosa stabiliante? Il dubbio sollevato da Luca Russo era in generale e non rivolto a chi in trasferta ci va, ma perchè le presenze sono così esigue e poneva solo un quesito. Diciamolo pure che a Parma le trasferte non mai state troppo numerose a parte i soliti 200/300 sempre presenti (basta anche leggere le lamentele dei Boys e del CCPC sui bassi numeri in trasferta).

  • 13 Dicembre 2019 in 11:08
    Permalink

    scusa Se Ciao, però non capisco a chi ti rivolgi, all’autore? lungi dal voler difendere un signore che manco conosco,credo che, in ogni caso, ognuno sia libero di esprimere la propria opinione, soprattutto riguardo un argomento delicato come questo. E la discussione non debba essere limitata solo e per meritocrazia a seconda dei km fatti in trasferta o alle partite viste al Tardini.
    E, credimi, io di km ne ho fatti tanti ma tanti…. ma è una libera scelta sia quella di andare come quella di stare a casa.
    Buona giornata

  • 13 Dicembre 2019 in 12:16
    Permalink

    Qualche settimana fa sono stato a Bologna, in curva San Luca in mezzo ai tifosi rossoblu e ho esultato alle due reti del Parma (cosa che peraltro non puoi permetterti in ogni stadio). Negli anni passati sono stato a Palermo, Catania, San Benedetto del Tronto, Novara, Firenze, Bari, Genova, Grosseto, Livorno, Udine, Roma, Empoli, Piacenza, Cittadella (dove però era facile esserci), Salerno e a Parma un’infinità di volte. Sempre da solo, in casa e in trasferta, mai “organizzato”, e alle mie prime trasferte passavo le notti in treno per rientrare a Napoli non troppo tardi.

    Non credo che con me si possa fare il discorso “se non alzi il sedere dalla poltrona, non puoi metterti lì a dare lezioni”. A parte il fatto che ci son tanti tifosi che vorrebbero essere sempre al fianco del Parma, ma per ragioni spesso economiche non possono concedersi un tale lusso.

    Fatta questa lunga premessa, continuo a non capire perché ci si lamenti del caro biglietti e poi a Genova, col settore ospiti a 10 euro, si era in pochi…e chiaramente il mio interrogativo è rivolto a chi non c’era, non a chi c’era.

I commenti sono chiusi.