IL COLUMNIST di Luca Russo / PERCHE’ LA COPPA ITALIA NON ARRAPA

russo 1(Luca Russo) – Una storia recente avara di emozioni. Un format incoerente. Una calendarizzazione e una collocazione oraria perlomeno infelici. In tre punti il tracollo, soprattutto mediatico e di riflesso supponiamo anche commerciale, della Coppa Italia. Un fallimento certificato dalla media spettatori degli otto incontri del quarto turno: 4269. Cremonese-Empoli è stata vista da 1359 appassionati, Genoa-Ascoli da 1825, Fiorentina-Cittadella da 8988, Sassuolo-Perugia da 1000 circa, Spal-Lecce da 4947, Udinese-Bologna da 3066, Parma-Frosinone da 1190 e Cagliari Sampdoria, unica eccezione di una tornata da dimenticare sul piano dell’affluenza, da 11781. Visto e considerato che la media posti a sedere degli impianti in cui si sono disputate le partite in questione è di 24663, i 4269 di cui sopra significano stadi mediamente pieni per appena il 17% della loro capienza. Numeri impietosi per quella che resta comunque la seconda manifestazione in termini di importanza del calcio nostrano. Ma che, per le ragioni accennate in apertura, risulta tutt’altro che attraente. Una coppa che emoziona solo raramente. Per quanto mi riguarda, l’ultimo brivido, al netto delle edizioni 98/99 e 2001/2002 indimenticabili per ovvi motivi, me lo ha regalato oltre venti anni fa, al tramonto della stagione 1996/1997. In finale giunsero il Vicenza e il Napoli: i partenopei vinsero 1-0 l’andata, i veneti ribaltarono tutto col 3-0 ai supplementari del ritorno. Ricordo che Napoli, la mia città, era un susseguirsi di bandiere azzurre ad ogni balcone e finestra, si pregustava il ritorno a un trionfo che da queste parti mancava da 7 anni, dal 29 aprile 1990, ovvero dal giorno del secondo e per ora ultimo scudetto del Ciuccio. A proposito di affluenza: in quel 1989/1990, il San Paolo viaggiò ad una media di 58264 spettatori per partita. Altri tempi, altro calcio, altra passione. 7 anni e 1 mese dopo, però, la festa fu diversi chilometri più a nord. Anche se già inequivocabilmente innamorato del Parma, quella sera tifavo sia per i biancorossi che per i ragazzi diretti da Montefusco, chiamato a sostituire Gigi Simoni, esonerato da Ferlaino perché colpevole di aver già firmato un contratto con l’Inter per la stagione successiva. Un’affermazione del Napoli mi avrebbe permesso di vedere la mia città in festa per il pallone, circostanza che non avevo vissuto completamente ai tempi dei due scudetti data la mia tenerissima età e che sarebbe stata replicata solo qualche anno più tardi, con la promozione dalla B alla A del 1999/2000. Un successo del Vicenza, invece, significava il trionfo di Davide contro Golia, il massimo per chi ama il calcio e lo sport in genere. Divertimento in un caso, divertimento nell’altro, insomma. Vinse la Lane. Di Maini, Rossi e Iannuzzi le reti che regalarono il trofeo alla formazione allenata dal “nostro” Guidolin, una squadra che è stata Atalanta di Gasperini con largo anticipo rispetto all’Atalanta di Gasperini. È anzi probabile che l’Atalanta di Gasperini oggi ambisca ad essere proprio come il Vicenza di Guidolin, l’ultima “provinciale” a sollevare la Coppa. Un’emozione impagabile pure per uno spettatore neutrale. Una rarità nella storia della manifestazione, la cui scarsa predisposizione alle sorprese è ulteriormente certificata dal confronto con la FA Cup: la Juventus, che detiene il record di vittorie finali, la Coppa Italia l’ha sollevata in 13 delle 72 edizioni fin qui giocate; l’Arsenal, primatista in Inghilterra, la FA Cup l’ha fatta sua 13 volte, esattamente come i bianconeri, ma su 137. Chiara la differenza, no? Se la FA Cup si nutre della sua stessa imprevedibilità e alimenta il suo fascino a suon di storie da “raccontare ai nipotini”, la Coppa Italia è implosa proprio perché non ne ha mai avute abbastanza da diventare “marchio” e manifestazione avvolta da un che di epico e leggendario. Anche format, calendario e orari hanno contribuito al suo progressivo declino. È incomprensibile, per esempio, che ottavi e quarti si disputino in gara secca, mentre le semifinali su 180 minuti. Coerenza, per favore. Dipendesse da me, privilegerei la logica del doppio confronto che, appunto, una logica ce l’ha, a differenza della partita unica che peraltro impone pure la necessità di sorteggiare squadra e stadio di casa, sottraendo così un bel po’ di equità al duello. Ma per rilanciare l’immagine del torneo servirebbe una rivoluzione molto più profonda e radicale, che dovrebbe però coinvolgere la massima serie: riduzione del numero di partecipanti, meno giornate di campionato e nei weekend liberi in virtù di tale ridimensionamento spazio ai match di Coppa Italia. Perché per noi italiani calcio e domenica (o finesettimana) sono sinonimi. E il pallone ci piace vederlo rotolare quando lavoro, ufficio e colleghi sono pensieri lontani. Non è, infatti, sempre e solo colpa dello scarso pathos di questa o quella manifestazione sportiva: anche la A soffre un calo di spettatori nel minuto in cui va in scena a metà settimana. Giocata di sabato o domenica, la Coppa Italia ri-acquisirebbe la capacità di calamitare attenzioni, interesse, pubblico, audience e probabilmente inserzionisti smarrita negli ultimi anni. In tal senso, mi chiedo quale appeal possano esercitare Sassuolo-Perugia e Cremonese-Empoli alle 15 di un giorno feriale: se vuoi che i tifosi vengano al campo, devi metterli in condizione di poterlo fare, non ostacolarli con orari e calendari da mission impossible. Poi va comunque detto che a certe latitudini la pancia forse è così piena che lo stadio in determinate competizioni non lo si riempie nemmeno offrendo l’ingresso gratis. Parma, o meglio la Parma più o meno recente, ne è un esempio. Riavvolgiamo il nastro al 2004/2005, ovvero la stagione successiva a quella in cui sopravvivemmo in qualche modo al crac della Parmalat. In panchina il grande Gedeone Carmignani; in campo, titolari in A, linea verde in Coppa Uefa (era ancora questo il suo nome). E fu proprio in Europa che quel Parma, giovane come pochi altri Parma, ci fece letteralmente sognare (escluso lo spareggio col Bologna, of course), mostrandoci le cose migliori e spingendosi nientemeno che fino alle semifinali, purtroppo perse con il Cska Mosca. Ebbene, le imprese di quel magico Parma iniziarono a raccogliere il pieno interesse della piazza solo a partire dalla gara di ritorno dei quarti pareggiata per 1-1 contro l’Austria Vienna: ben 20mila spettatori al Tardini. Ma erano stati appena 3155 nella decisiva ultima gara del girone col Besiktas (3-2), appena 5mila nei sedicesimi di andata con lo Stoccarda (0-0; 0-2 e 19mila spettatori in Germania) e non più di 10mila in occasione degli ottavi di ritorno contro il Siviglia (1-0). Un seguito talmente esiguo da risultare incomprensibile e inspiegabile, perché una realtà provinciale come la nostra dovrebbe sempre avere fame di grande calcio, indipendentemente dal senso di sazietà scaturito dai successi di epoche precedenti. Ok che eravamo reduci dalla grandeur della gestione Tanzi, ma mi sembrò piuttosto ingiusto e cinico dimenticarsi così in fretta delle proprie origini e del proprio curriculum pieno di lotta, sudore, fango e campi polverosi prima che si materializzassero palcoscenici più prestigiosi. Bissare una tale indifferenza negli Ottavi di Coppa Italia contro la Roma in programma a Gennaio equivarrebbe ad ammettere implicitamente che non c’è torneo, format o calendario che tenga se la pancia è piena e la fame è poca. Luca Russo

6 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / PERCHE’ LA COPPA ITALIA NON ARRAPA

  • 7 Dicembre 2019 in 19:28
    Permalink

    La Coppa Italia non ARRAPA perché,
    alla fine della fiera….una delle due finaliste sarà la JUVENTUS,

    mentre l’altra, se la giocano le solite 2/3 compatibilmente con quelli che saranno gli impegni di campionato o di coppa ..

    ….le prime 3/4 del campionato hanno 30 giocatori …

    ….le altre non possono competere in quanto devono badare all’obiettivo principale…CAMPIONATO-SALVEZZA-PIAZZAMENTO IMPORTANTE

  • 7 Dicembre 2019 in 21:42
    Permalink

    La miseria e piocioneria sono alla base di questa desolazione

  • 8 Dicembre 2019 in 00:11
    Permalink

    Prima cosa da fare per rendere di nuovo interessante la Coppa Italia: eliminare le teste di serie. In F.A. Cup può capitare subito un Liverpool-City.

  • 8 Dicembre 2019 in 07:53
    Permalink

    Che do bali, sono secoli che ci si chiede perchè la Coppa Italia non “prende” (lasciando perdere l’enfatico “arrapa”). Perchè no!

  • 8 Dicembre 2019 in 08:48
    Permalink

    Comunque se arrivi in semifinale puoi sempre andare in Europa. e non sono noccioline. Speriamo nella squadra tipo contro la Roma.

  • 8 Dicembre 2019 in 10:24
    Permalink

    magari basterebbe invertire l’ordine delle squadre in casa. quelle di B giochino in casa ed evitare di giocare ad orari lavorativi.

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI