IL COLUMNIST di Luca Russo / STESSA STORIA, STESSO GIORNO, STESSO STADIO E… L’ESONERO DI ANCELOTTI

russo 1(Luca Russo) – Stessa storia, stesso giorno, stesso stadio. No, non vogliamo proporvi la parodia del famoso e bellissimo pezzo degli 883. Piuttosto, in vista dell’imminente Napoli-Parma, ci balzano all’occhio una serie di coincidenze che, lo precisiamo subito a scanso di equivoci e fraintendimenti, coincidenze sono e coincidenze restano. I tifosi partenopei possono dormire sonni tranquilli, non è nostra intenzione e non è nelle nostre corde rievocare sinistri e funesti corsi e ricorsi storici che un paio di decenni fa condannarano il Ciuccio a una lenta e lunga agonia verso il fallimento, prima tecnico e poi societario. Però che il prossimo match tra Azzurri e Ducali si disputi nel medesimo giorno e nel medesimo stadio in cui andò in scena quello di andata della stagione 1997/1998, peraltro ricopiandone vagamente, molto vagamente, la trama, è un dato giornalisticamente interessante. E esonero ancelotti twittertroppo ghiotto e accattivante per lasciarlo passare in cavalleria. Ma prima di abbandonarci alla dolcezza di certi amarcord, spazio alla cronaca nuda e cruda: ieri sera il Napoli ha esonerato Ancelotti, come da annunzio twitter. Alla fine paga il tecnico di Reggiolo per tutti. Paga caro. E paga fino all’ultimo centesimo: dall’ammutinamento della squadra dopo Napoli-Salisburgo ai risultati deludenti che ne sono conseguiti. La decisione era nell’aria da un bel po’, insanabili le fratture multiple e scomposte tra squadra, allenatore e società. Non deve meravigliarci più di tanto che la scelta di silurare Carletto sia stata formalizzata dopo il 4-0 col quale Milik, autore di una tripletta, e soci hanno regolato il Genk e strappato, all’ultimo tentativo utile, la qualificazione agli Ottavi di Finale di Champions League: la strada era tracciata già alla vigilia del match contro i belgi e le divergenze interne al gruppo Azzurro ormai parallele. E ora torniamo a noi e riavvolgiamo il nastro, dunque, al campionato 97/98. Per il Napoli fu la sua peggiore annata in massima serie e si chiuse con l’amara retrocessione in cadetteria dopo ben 33 partecipazioni consecutive alla A. Sulla panchina napoletana si alternarono addirittura 4 tecnici: si cominciò con Bortolo Mutti, si proseguì con Carletto Mazzone, poi Giovanni Galeone e infine Vincenzo Montefusco. Gli Azzurri ottennero appena due vittorie interne e l’ultimo posto lo “conquistarono” già alla nona giornata. A fine campionato i punti saranno 14 e caso volle che fossero proprio i Crociati, che allora Crociati non lo erano ancora ridiventati, a decretare il ritorno in B del club allora di Ferlaino col 3-1 rifilatogli al Tardini l’11 aprile del 1998. Di ben altro tenore la stagione gialloblu. Grazie al secondo posto del campionato precedente, il Parma di Ancelotti – il quale sabato sera non siederà sulla panchina opposta, che dovrebbe invece essere affidata a Gattuso – si guadagnò la sua prima e fin qui unica qualificazione alla Champions League. La campagna europea non si spinse oltre la fase a gironi e di fatto si concluse a Dortmund, dove i Ducali persero per 2-0 vanificando l’1-0 dell’andata. A nulla servì un Buffon in versione supereroe che quella sera parò due rigori. In Italia le cose andarono un po’ meglio: in A sesto posto finale e qualificazione alla Coppa Uefa, in Coppa Italia eliminati in semifinale dal Milan. Ma a fine stagione Ancelotti, in evidente rottura con la dirigenza, venne esonerato per poi accasarsi diversi mesi più tardi alla Juventus in sostituzione di Marcello Lippi. Il 14 dicembre 1997 Napoli-Parma si giocò al San Paolo. Nelle gare precedenti gli Azzurri avevano raccolto la miseria di 5 punti. I Crociati erano invece reduci dalla cocente eliminazione nel proprio raggruppamento di Champions League, chiuso a testa alta con una sola sconfitta nella sfortunata e già citata trasferta di Dortmund. In campo e sugli spalti curiosità ed emozioni non mancarono. All’intervallo, visto il debole contrasto cromatico tra il Napoli in azzurro e il Parma in blu scuro, Baldini e soci cambiarono casacca e affrontarono la ripresa con una maglia bianca. Taglialatela, storico portiere partenopeo, dopo aver incassato la terza rete si lasciò scappare un “è finita” – a conferma degli ingloriosi titoli di coda su un ciclo vincente e della lontananza di quel Napoli dai fasti del Napoli di Maradona – prontamente intercettato dalle telecamere. E come se non bastasse, gli ultimi venti minuti furono teatro di una contestazione feroce da parte dei tifosi partenopei, che diedero fuoco a striscioni e sediolini, pratica molto in voga a quei tempi in parecchi stadi italiani, e così lo spettro della retrocessione prese forma fisicamente nella rabbia, nel malcontento, nella frustrazione e nella delusione del popolo del San Paolo. Il Parma vinse 0-4 con reti di Blomqvist, Dino Baggio e doppietta di Hernan Crespo. Fu la prima delle nostre quattro affermazioni in terra napoletana. 14 dicembre 1997, 14 dicembre 2019: stessa storia, stesso giorno, stesso stadio. Al Napoli auguriamo una sorte migliore di venti anni fa. Ma speriamo anche che i Crociati ritornino quelli degli anni novanta, gli anni d’oro del grande Parma. Luca Russo

11 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / STESSA STORIA, STESSO GIORNO, STESSO STADIO E… L’ESONERO DI ANCELOTTI

  • 11 Dicembre 2019 in 08:48
    Permalink

    Prima emergenza in difesa poi emergenza
    in attacco ora emergenza a centrocampo.
    Siamo un ospedale calcistico.
    Fuori Scozzarella e Kucka rimane un
    centrocampo con la “c” minuscola
    Se poi aggiungiamo che Carletto è
    stato esonerato e il Napoli ottenuta
    la testa dell’allenatore che non volevano
    più, presumo farà UN PARTITONE
    Meglio concentrarci sulla partita col
    Brescia, quella sarà la partita chiave per
    il nostro campionato sempre che come
    ormai prassi consolidata nel tempo e nei
    muscoli dei nostri giocatori, qualcun altro
    col Napoli o in settimana durante gli
    allenamenti si faccia nuovamente male

  • 11 Dicembre 2019 in 10:04
    Permalink

    Ho visto il calendario del girone di ritorno.
    Allucinante.
    Spero solta che la società come da me già
    RIPETUTO STRARIPETUTO e ripetuto ancora
    non faccia il colossale errore di non rinforzare
    A.D.E.G.U.A.T.A M.E.N.T.E.
    la rosa soggetta a continui infortuni
    ormai in modo industriale e reintegri
    Siligardi reo solo di aver voluto rimanere
    nel Parma.
    Che senso ha tenere un giocatore pagarlo
    per anni senza farlo giocare.
    Occorrono due centrocampisti ma buoni
    non mezze seghe.
    Le partite si vincono a centrocampo.

  • 11 Dicembre 2019 in 11:23
    Permalink

    che sfiga che hanno esonerato Davide Ancelotti proprio ora..per un mese Allan e Insigne le hanno regalate a tutti pur di far cacciare Davide e il cognato nutrizionista, quel pidocchioso di ADL non poteva aspettare almeno una settimana?Sull’infortunio a Kuko (rientrerà a gennaio) che dire…le parole sono finite. Aspettiamo dal 2 gennaio i fatti che riportino la rosa a un
    livello quanto meno minimale per la serie A.

  • 11 Dicembre 2019 in 12:26
    Permalink

    Speriamo che l’effetto Gattuso sia rimandato di una giornata. A Napoli per non fare finalmente più figure di melma.

  • 11 Dicembre 2019 in 15:05
    Permalink

    COL CAMBIO DI ALLENATORE, solitamente, arriva un PAREGGIO …
    io me lo faccio andar bene, a partire da oggi, mercoledì 11 dicembre
    alle ore 15.30 !!!!!

  • 11 Dicembre 2019 in 15:36
    Permalink

    Beh effetto Gattuso….. se questi giocano come sanno e hanno voglia di correre, non c’è partita. Mica serve uno come Gattuso per insegnare a quei 5 là davanti come si gioca.
    Noi andiamo a Napoli con le nostre certezze sia a livello di gioco che voglia di correre e sudare per la maglia, come a Genova domenica scorsa.
    Spiace che, dopo la partita di domenica scorsa, per Hernani ci siano ancora dubbi sulle qualità; migliore in campo e chilometri su chilometri macinati sia in appoggio all’attacco che in copertura. Ogni tanto sarebbe bene ricordare che se i nostri giocatori fossero mostri di tecnica, corridori instancabili e goleador infallibili…. non giocherebbero qui con noi.

    • 11 Dicembre 2019 in 18:28
      Permalink

      Pienamente d’accordo, specialmente su Hernani in grande crescita. L’assenza di Kucka peserà molto ovviamente ma il nostro giocatore insostituibile oggi è solo Cornelius, con lui si può fare il gioco del mister e con un Gervinho in giornata tutto è possibile.
      Sempre e solo forza Parma

  • 11 Dicembre 2019 in 16:05
    Permalink

    Il problema è che andiamo a Napoli come postulanti alla mensa di Padre Lino, sempre con la rosa ridotta all’osso. Tutte problematiche che escluso Karamoah il cui infortunio rientra nella normale casualità agnostica erano note anche a mia nonna. Kuko è un top, ma si sa che ne gioca tre e una la salta, ne fa 4 e ne salta due. A noi va benissimo così ma un buon padre di famiglia doveva cautelarsi e Faggiano ha fatto il fenomeno giocando col fuoco. Se parti con Kuko e Grassi sapendo che Scozzarella sta in piedi perchè tirano 4 arie devi avere due giocatori alternativi in fotocopia.

    • 11 Dicembre 2019 in 18:25
      Permalink

      Gli infortuni sono un problema di tutte le squadre anche di quelle con più risorse che dovrebbero poter prendete giocatori forti ed integri (vedi Juve, Inter, Roma). Non è un problema del Parma ma dei ritmi e del modo di giocare del calcio moderno.

    • 11 Dicembre 2019 in 21:14
      Permalink

      Pienamente d’accordo con Davide : Faggiano ha creato sì una rosa di qualità, però mancano dei giovani che in caso di infortuni multipli possano giocare dando comunque un contributo (ci manca il Deiola dello scorso anno, che non era un fenomeno, ma che comunque ha giocato dando il suo contributo

  • 11 Dicembre 2019 in 20:22
    Permalink

    Certo che il ritorno di civettone ha alzato il livello di Stadiotardini.it (Pinocchio)

I commenti sono chiusi.

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