CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA RESILIENZA DEL LECCE DURA UN TEMPO, IL FATORE K DEL PARMA UN PO’ DI PIU’…

gianni barone parma lecce(Gianni Barone) – Partendo dalla fine: hanno stupito i cambi effettuati, nel finale, da Fabio Liverani, tecnico del Lecce il quale, dopo aver resistito, più una resilienza la sua e quella di tutta la sua squadra, per più di un tempo alla forza dell’offensiva del Parma, guidata da suo fattore K (Kulusevsky, Kucka, Kurtic, da destra a sinistra), con l’ingresso di due difensori Vera e Rispoli, nell’ordine al posto di Babacar (attaccante) e Deiola (centrocampista), ha affrontato il finale di gara in totale abbandono al risultato fin a quel momento maturato. E pensare che tutti avevano prefigurato, un match, tutt’altro che agevole, per il PARMA che doveva chiudere l’andata in bellezza, un po’ per assorbire il rovescio di Bergamo, un po’ per staccarsi da quota 25 al giro di boa, che lo scorso non portò certo benissimo, viste le difficoltà del girone di ritorno manifestate dai Crociati. Un Parma finalmente al completo, forse per la prima volta quest’anno, con il tecnico che ha potuto ragionevolmente fare delle scelte, sia dal punto di vista tattico e sia dal punto di vista della rotazione degli uomini nel corso della gara. Un Parma, fuori dalle emergenze, dovute ai continui infortuni, un Parma che si può permettere il lusso, di alternare i due centravanti, Inglese e Corneliuss, e di cambiare anche modulo (sic) iniziale con un  4-2-3-1, per tornare nel finale ad un collaudato 4-3-3 resiliencecon Gervinho di nuovo in campo a sinistra in avanti. Per Sandro Piovani sulla Gazzetta il Parma aveva il 4-3-3 (mi riferisco al tabellino): quando componevo per la carta stampata ricordo che si soleva mettere il sistema iniziale e non quello finale: saranno cambiati i tempi, del resto per me è ormai quello della pensione… Dopo un inizio in cui, con un Kurtic in più nel motore, la squadra cerca di sorprendere l’avversario, ma si trova nella condizione di una situazione tatticamente bloccata, come direbbe il compianto Oddone Nordio o come continua a ripetere in diretta il radiocronista RAI, Giuseppe Bisantis. Partita tatticamente bloccata si sente ripetere da più parti quindi, e noi, sebbene si arrivi, proprio sugl’inni, come si diceva una volta, cioè all’ultimo minuto, lo constatiamo subito dopo aver registrato che il – da tutti definito propositivo – Lecce si schiera in campo senza far barriere o barricate, nel tentativo di affrontare il PARMA alla pari o a viso aperto, sempre per dirla alla Nordio. In campo si nota subito che D’AVERSA ha provato o vuole provare un nuovo schema per integrare le tre K, quindi il suo fattore K, non può che essere quello di tre korazzate alle spalle del rientrante, dal primo minuto, Inglese, con la iniziale rinunzia al regista basso, in luogo dei due mediani Grassi ed Hernani. L’esperimento dura fino al secondo goal, il che vuol dire che può essere considerato largamente positivo o ripetibile o no? Eh? O no? Questo lo si vedrà, anche alla luce delle prossimo due gare in notturna nel breve volgere di quattro giorni, quando cioè sapremo se col recupero a tempo pieno di Gervinho si tornerà all’antico, come visto n4 2 3 1 parma lecce 12 01 2020el finale di gara con Lecce, con una sorta di formazione tipo, mai potuta schierare finora, per i motivi di cui sopra, noti ormai a tutti. Un Parma che vira a quota 28, una vera impresa. Un solo punto di distanza dal tanto celebrato CAGLIARI – che chiude l’andata con quattro sonore sconfitte all’attivo, anzi al passivo – e un punto più del Torino, tre più del Milan, e quattro più del Napoli. Da non crederci e non parliamo della distanza dalla zona salvezza in cui si dibattono altre squadre e in cui rischia entrare oltre al già valutato Lecce anche il Sassuolo di De Zerbi, per molti modello di calcio propositivo. Per fortuna, modelli del genere non sono stati seguiti dalle nostre parti, e i risultati dimostrano la bontà delle scelte effettuate. Un Parma, sicuro, tranquillo, che nonostante alcune cadute si è sempre saputo rialzare al meglio, circo mediaticoe ora che ha recuperato tutti, o quasi tutti, i suoi titolari, può affrontare con maggiore serenità il girone di ritorno. Nessuno parlerà di miracolo PARMA, (il circo mediatico va schivato come le cavallette, pena il disastro ecologico), però il cammino dei Crociati potrebbe essere da esempio per altri, su questo non ci dovrebbero essere dubbi. Però le insidie sono sempre pronte ad appalesarsi, quindi attenzione alle partite cosiddette facili. Per taluno – magari i fischiatori loggionisti dell’intervallo – la era anche quella di iersera con i salentini, per nulla capendo come una partita tatticamente bloccata sia difficile da sbloccare e serva pazienza e magari anche sostegno da parte del pubblico sempre molto freddo e snob a Parma, da vera pancia piena, e che pare dar di naso persino alla sfida d’altri tempi in Coppa Italia con la Roma (vista Juve) di Giovedì per la quale finora si sarebbero prenotati circa in duemila, di cui mille ospiti, nonostante i prezzi piuttosto popolari e non esagerati come quelli dello sciopero del tifo (di cui ieri si sono fatte le prove tecniche…). Altrove, dopo tre promozioni in stecca e un settimo posto al giro di boa accorrerebbero più in forze, basti vedere che ieri tutti i paganti del Tardini (a parte il rateo abbonati) erano i giallorossi pugliesi, così come i supporter della Spal viaggiano con numeri non certo da squadra già condannata. E poi c’è chi si lamenta del brodo grasso. Forse è meglio la salama da sugo... Tornando al kurtic parma lecce 13 01 2020campo: dopo Bergamo era stato avvertito qualche scricchiolio, ma si è dimostrato temporaneo e superabile. E’ ovvio che la condizione di alcuni giocatori, appena rientrati, dovrà aumentare, ma attualmente le possibilità della squadra di fare bene ci sono, e non servirebbe nessun altro innesto da operare in sede di mercato. Quando tutti stanno bene la squadra sembra a posto e nelle prossime due gare, da molti considerate proibitive, potranno arrivare conferme in tal senso. E a proposito di mercato, molti hanno puntato gli occhi su Kurtic, il quale a rischio di apparire quasi impalpabile, malgrado il nome di battesimo un po’ femminile (su una chat uno magari clicca Jasmin sperando in una avvenente figliuola e poi si vede apparire i suoi muscoli…), ha cercato di non strafare e di non forzare le giocate in modo da non commettere errori alla sua prima con la maglia del PARMA, e dobbiamo dire che ha fatto bene ad interpretard'aversa DOPO parma lecce 13 01 2020e la gara in questo modo, sebbene qualcuno dimostri di non essere d’accordo con questa tesi e forse avrebbe preteso qualcosa di più dallo sloveno al suo esordio. Ma tant’è… Ma mentre tutti i cronisti e critici si sono impegnati a rimarcare il cambio di sistema (volgarmente ed erroneamente definito modulo) proposto, 4-2-3-1, ed alcuni lo hanno accolto, anche, con favore, D’Aversa, per non accontentare nessuno (ergo scontentare tutti) ha voluto, non so per quale motivo raccontarla cosi: “In realtà difendevamo in un modo (quale?) e attaccavamo in un altro (quale?) per cui non è del tutto corretto parlare di 4-2-3-1:” Quindi tra interrogativi ed segreto felicitàinterpretazioni non corrette da parte di tutti, o per lo meno della maggioranza, vedremo se ci saranno – nelle prossime partite, che completano il trittico (sdong) notturno – novità o meno e vedremo se le frasi di D’AVERSA saranno da intendere come la convinzione, sua, solo sua, di ritornare al collaudatissimo 4-3-3. Della serie quando i moduli non contano, e quando, tu, solo tu, o solo noi, credi o crediamo, siano variati o cambiati, di sicuro sbagli o sbagliamo. Sofismi di una materia in cui tutti crediamo di aver già imparato tutto o di sapere già tutto o abbastanza e poi si scopre, alla fine, di essere incappati nel solito errore: quello di non averci capito un cazzo… Ed esserne felici… Gianni Barone

“A volte la felicità è come la palla che il calciatore rincorre: quando la raggiunge le dà un calcio…”

Luigi Barzini Jr

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / LA RESILIENZA DEL LECCE DURA UN TEMPO, IL FATORE K DEL PARMA UN PO’ DI PIU’…

  • 14 Gennaio 2020 in 14:31
    Permalink

    Ieri Darmian, mi ha veramente deluso.
    Un tempo era forte ora è
    UNA FRANA.
    Ma siete sicuri che a giugno Conte
    lo voglia per l’Inter?
    Non è per caso che il prossimo
    anno l’Inter si voglia INDEBOLIRE?
    Noi in difesa abbiamo due giocatori
    che non sono da Parma.
    Darmian e Pizzeria e sfido chiunque
    a dimostrarmi il contrario
    Perché non li vendiamo?
    Penso che anche un paio di piatti di lenticchie
    in cambio, le società interessate
    a questi due, c’è li potrebbero dare.

    • 14 Gennaio 2020 in 16:51
      Permalink

      VELENOSOOOOOOOO.
      Mi devi ancora rispondere sul biondo Iacoponi che portava sfiga.
      Le tue superstizioni sono perfette.
      Di a tua cugina di tenere i capelli biondi….magari…..

  • 14 Gennaio 2020 in 14:31
    Permalink

    Non so se dipende dal lavoro fatto durante la sosta ma non è stata una prestazione brillante, ritmo spesso basso e poca intensità. Allo stesso tempo però abbiamo rischiato poco rimanendo sempre abbastanza lucidi. Contava vincere e 3 punti sono arrivati, girone di andata ottimo
    non posso saperlo ma credo che il mister intendesse ci siamo difesi con il solito assetto mentre in possesso si è visto qualcosa di un pochino diverso e ci sta sintetizzarlo in 4231. Si sa che in sala stampa gli allenatori sono un po snob, non danno risposte troppo tecniche, evidentemente sono abituati o pensano che i giornalisti siano poco ferrati 🙂

    • 14 Gennaio 2020 in 16:48
      Permalink

      Potrebbe essere anche un carico di lavoro fatto durante la breve sosta, ma tieni presente anche che qualche giocatore non era al meglio della condizione e lo ha ribadito il Mister (Grassi, Hernani, Inglese, Alves) e che il Lecce è squadra scorbutica che gioca bene al calcio (ha gamba e ritmo).
      L’anno scorso questa partita non la portavi a casa.
      Quest’anno esperienza e bravura fanno quel di più che serve.

  • 14 Gennaio 2020 in 19:46
    Permalink

    A me sembra che il 4-2-3-1 non abbia funzionato granché. Kurtic non può giocare troppo avanti. Lui è la classica mezz’ala d’inserimento alla Kucka.

  • 14 Gennaio 2020 in 21:22
    Permalink

    Insomma, molti , non ricordo se anche voi autori di questi post, hanno detto che bastava vincere, a nulla importando il come. Ebbene, ha vinto. Il tifoso è l’apoteosi dell’incoerenza, perdonatemi questa riflessione sociologica proposta da un vecchio ignorantone come me, autodidatta leggendo internet. Strano soggetto il “tifoso” il cui scopo, spesso sebbene non sempre, è di trovare qualcosa o qualcuno col quale identificarsi superando i propri limiti, sopratutto esistenziali ma anche fisici. Quindi ci innamoriamo di quelli più forti di noi, più ricchi, più fortunati, con donne, con auto o nelle relazioni sociali. Oppure li insultiamo, e qui cito il mitico dr. Davide, uno dei più significativi rappresentanti di quest’ultima categoria.

  • 15 Gennaio 2020 in 14:57
    Permalink

    Temendo (oltremisura…?) la disfida coi salentini, non sono certo tra quelli delusi/fischiatori nell’intervallo/ipercritici sulla prova non esaltante, soprattutto (o soltanto…) nel primo tempo; per me si trascura fin troppo il fatto che il Lecce è squadra ostica – pur non composta da fenomeni, anzi! – molto veloce: solo io ho notato che su parecchie nostre ripartenze in un batter d’occhio loro erano già in 8 nella loro area?
    Ritengo siano stati 3 punti a dir poco importantissimi. Se poi si riuscisse ad avanzare anche in Coppa Italia…

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